in una sala d’attesa

A qualsiasi orario si vada dal medico, c’è sempre la fila.
C’è la vecchina silenziosa
c’è la comare che ti squadra appena entri
C’è la coppia dove lei è quella che sa tutto e lui che accenna un mugugno ogni tanto
c’è la segretaria super efficiente
C’è la signora che legge le riviste
c’è il cellulare che squilla, per fortuna non è il tuo, che maleducati quelli che tengono la suoneria così alta
tutti guardano altrove
C’è tempo per pensare
poi entra la conoscente, ti metti a chiacchierare, ma dai, pure tu qui e il tempo passa meglio
ma è quendo sei sola con te stessa, che ti ascolti, che senti tanti pensieri che ti vorticano in testa
e pensi ai baci che nessuno ti da
e a quelle meravigliose carezze che un tempo ricevevi gratuitamente
e a quel moto che un tempo pensavi perpetuo, ma che è finito da talmente tanto tempo, che nessuno, ma proprio nessuno riesce a farti cambiare idea: NON E’ MAI ESISTITO
perchè se fosse esistito lo vedresti lo sentiresti lo riceveresti
invece… NULLA
e sogni leggendo libri, guardando film, osservando le storie altrui
e quel fuoco, quel moto perpetuo, quel valore aggiunto ti pare di intravederlo… forse esiste
ma è solo per gli altri.
non per te, tu non lo meriti, evidentemente
tu non puoi essere toccata,tu non puoi essere baciata, tu non puoi essere desiderata
e con il nodo in gola, tocca a te, entri dal medico e vorresti chiedergli una medicina tutta speciale. Di quelle che ti danno la possibilità di rifare tutto. Così magari, se cambi qualcosa,forse, ti meriti un pò di quella passione che trovi solo nei libri o nei film.
eppure la mia storia all’inizio era proprio così…chissà perchè ci siamo persi.
chissà perchè sembra un fuoco fatuo ora
chissà dove è finita…
e il medico ti prescrive quell’antidolorifico che però non fa passare quel male che solo l’anima sente…
e ti suggerisce di galleggiare, di tenere la testa fuori dall’acqua, non remare contro corrente
e tu non hai nemmeno voglia di remare, ti chiedi a cosa serve remare…
e saluti, ringrazi, esci e saluti gli astanti e avanti il prossimo
e te ne torni a casa… fingendo nuovamente
chissà perchè , chissà dove, chissà come
e ti riprometti che dal medico non ci torni più: stare ad aspettare fa pensare troppo
meglio dedicarsi al giardinaggio se ti potessi permettere di piegarti sulle ginocchia…

LENTAMENTE

lo sto leggendo lentamente
sembra che descriva tutto quello che provo
chissà dove porta
chissà se riuscirò a trovare le risposte
un ‘attimo fa guardavo le mie gambe, un tempo erano belle, ora sono dei tronchi, e il sole fa gonfiare le vene
un tempo ero veramente brillante
con un’ottima memoria
ero bella , dentro e fuori
ora sono l’ombra di me stessa
dovrei essere felice : un marito 4 figli vivo in un una bella casa (non mia), un lavoro interessante che mi lascia tanto tempo libero,  dei buoni amici
e in fin dei conti , non mi riconosco più
sia l’immagine dello specchio sia tutto il resto è come se io non ci fossi, se io fossi una spettatrice.
e il libro descrive tutto ciò
un romanzetto che scrive esattamente ciò che vivo io
e qui mi rendo conto che io non sono speciale , nemmeno nel mio profondo
sono una tra tante
e lentamente questo mi fa sorridere
amaramente
lentamente

so che devo trovare una mia dimensione
dove non sono madre, moglie amica, ma SONO IO
SONO IO
lentamente SONO IO
un posto un luogo un pensiero un’azione
dove SONO IO
e basta
il libro inizia in autunno, il tempo del letargo
poi arriva l’inverno dove tutto dorme, la neve copre tutto e pulisce via tutto
dove il superfluo muore e l’essenziale rimane in vita
e lentamente arriva la primavera
il risveglio, la rinascita e la crescita
e arriva, lentamente, l’estate, il tempo della raccolta
della ricchezza, dell’abbondanza
lentamente
lentamente
chissà se arriverò a godere dei frutti
perchè ho l’impressione di non avere molto tempo
tutto corre
e io ho bisogno di tempo
tempo lento
dove muoversi lentamente
e lentamente cogliere tutto
perchè se vai lento , niente è superfluo
e quindi tutto è frutto da raccogliere e mangiare
e devi avere tempo per assaporare tutto
in quanto , trangugiare, senza capire ogni sensazione ch eti regala il sapore, non ha senso
quindi ho bisogno di tempo
lentamente

buone notizie

sembra ovvio
ma le buone notizie aiutano
si tratta di ricevere un pieno di fiducia e ottimismo
e vai avanti
non sai per quanto, e come, ma intanto vai avanti
nascono speranze e ci credi, puoi fare progetti
puoi pianificare e avere fiducia
magari non per tanto
però continui, lungo la tua strada
e il viaggio acquisisce interesse e godimento
ecco cosa può fare una buona notizia
salvo , poi, avere quel timore di illudersi troppo
quello è sempre lì in agguato
“non posso fidarmi, perchè se mi illudo e abbasso l’attenzione poi rimango fregata, e rischio di soffrire a lungo e troppo”
l’unico neo…
ma che bello che diventa il giorno con una buona notizia
quindi ,benvenute buone notizie
venite spesso a trovarmi, vi amo

primo giorno d’estate

ci siamo, oggi è estate
infatti ho preso il sole sul balconcino
ho dormito
ho letto il libro
e ora sono sola in casa
come piace a me
c’è solo un vespa vasaia che fa il nido e la sento ronzare,penso che la caccerò,più tardi
e poi sono i rumori esterni. lontani
canti di uccellini, vento frusciante, cani che abbaiano, qualche auto lontanissima
questo è il mio primo giorno d’estate
e mi piace

ieri ho piantato le fragole

avevo 3 piante di fragole sul mio balconcino
che poi è il mio giardino, al momento
un momento che dura da così tanto tempo….
dicevo che avevo tre piantine di fragole
hanno incominciato a moltiplicarsi
tutt’un getto
tutta vita
e ieri ho trapiantato i getti
ho riempito i vasi , meno 2
ho riordinato le piante, ho tolto le foglie vecchie, le ho pulite, ho pulito il pavimento
ho provato serenità
ogni volta che faccio qualcosa nel mio balconcino, mi meraviglio di qualcosa
un fiore, una pianta che recupera la vitalità, il verde delle foglie
specialmente quando una pianta era ridotta in fin di vita e per magica combinazione torna a farsi bella
come il tronchetto della felicità che ci hanno regalato nel 1994
era troppo grande per tenerlo in casa, l’ho lasciato sul balconcino
e tre inverni fa, pareva morto
invece è resuscitato
come il mio matrimonio
eppure io continuo a sentirmi inadeguata, fuori posto, infelice
ieri era ok, tutto era ok
ho cantato, ho trapiantato le fragole
ho riordinato scrivania e armadio lavoro
siamo andati al cinema
ma già prima, nel tardo pomeriggio ho sentito arrivare addosso QUELLA ROBA maledetta
che è descritta molto bene nel libro di Kim Wright “qualcosa per me”
che rende inutile tutto quanto
ho sentito la forte pulsione a scrivere,ben sapendo che nessuno leggerà
e se anche qualcuno leggerà, penserà la solita cosa, o meglio la compassione per una povera deficiente
forse sta lavorando nel profondo quella cosa che ho fatto sabato
sto accettando tutto
come quando piove la domenica che avevi organizzato di andare a farti un giro in montagna
accetti perchè non puoi fare nulla di diverso che accettare
magari approfitti per riposare, per guardare un film, per riordinare le foto
ecco cosa mi piace, cosa mi far star bene
fare qualcosa per me, che mi piace, che vorrei far vedere a tutti
i miei lavori semplici, la mia manualità repressa
ecco…devo fare qualcosa
qualcosa che mi fa star bene
come trapiantare le fragole, o trovar nuovi posti a cose vecchie
magari pulire i vetri per vedere quanto è bello il mondo
togliere quella patina grigia dai miei occhi
che serve solo a negare a me stessa il bello e il buono della mia vita
e con ciò , vado a togliere quella patina

fare ordine

fare ordine
la scrivania è migliorata
l’armadio lavoro, anche
rimane il resto
la montagna di cose a cui trovare posto
quelle da buttare
quelle a cui tengo e a cui voglio trovare un posto migliore
mi han sempre detto di iniziare a fare ordine
poi le cose si sistemano
quelle interne, intendo
ieri ho fatto una cosa, per la prima volta
l’ho fatto per insistenza altrui, ma probabilmente era arrivato il momento
ho pianto, ho riso, nessuno mi conosceva
come sempre ho trovato negli occhi di persone sconosciute quella benevolenza, che non vedo in me stessa
mi dicono che però che questo serve a trovare la propria strada, la MIA strada
forse per questo sento la necessità di riordinare, di trovare nuovo spazio, nuove cose

stanotte ho sognato il mio ex socio
un sogno “buono” , senza brutti pensieri, senza brutti strascichi
quasi mi ha benedetto con uno suo bacio amichevole sulla guancia
mi sono sentita così, benedetta
mi pare strano, non “posso” permettermi di fidarmi delle cose buone, perchè di solito ,poi mi deludono, mi feriscono e sto malissimo.
di solito è così ma forse è arrivato il momento di non pensare troppo al passato
ora è arrivato il momento di andare avanti
sul serio

leggere , devo leggere un pò di libri
devo aumentare la mia conoscenza
devo crescere spiritualmente
devo trovare la mia strada, il mio posto
forse ci sto riuscendo