SONO COSTRETTA A RIFARLO: Lascia che io senta la tua mancanza ( ovvero frasi e pensieri raccolti qui e la nel mese di luglio)

Amarsi il doppio

togliere il tappo e lasciarsi andare, liberi

facciamo che siamo quelli che siamo

non posso essere sempre così preoccupata

Prendere la felicità e non lasciarla piú andare :questo non è egoismo, è un debito da saldare! Nei propri confronti.

questo è perfetto, quello è perfetto, se togli il perfetto dal perfetto, rimane il perfetto.

Porto Dio dentro di me,sciagurata, e non lo so!

“la chiamo sorellanza, perchè ha dei valori aggiunti rispetto alla fratellanza. quei tipici magici collegamenti eterei che solo la strega che è nascosta in noi sa cogliere. benché anche la fratellanza abbia i suoi buoni perchè, mi piace più la sorellanza. perchè arriva proprio quando uno non se l’aspetta con una frase, un commento, un invito, un cenno. e regala spunti per accrescere la nostra mente che si eleva grazie al nostro cuore ( DIO MIO QUANTO SONO ISPIRATA, devo controllare la marca del caffè, perchè mi par strano essere così profonda!)”

“noi sappiamo cogliere in un soffio d’aria che quella sarà un momento magico o terribile. lo sappiamo cogliere in uno sguardo, in una piega del viso, lo sappiamo prima. lo sappiamo fin da quando nel dormiveglia mattutino sentiamo il proprio respiro che cammina lento. lo sappiamo da sempre.”

Mandami amore e luce ogni volta che mi pensi e poi dimentica

Imbarcarmi : andare dall ‘ altra parte. (Ovvero perdersi e poi ritrovarsi)

Lascia che io senta la tua mancanza

io sono quel puntino rosso, lo so! potrei sembrare di peccare di presunzione, di essere troppo sicura, ma è tutta la vita che sogno , che spero di essere un valore aggiunto per chi mi conosce, e ora, solo ora, comincio a crederci. A pensare che ce l’ho quel fuoco sacro, che posso fare la differenza, che posso dare un valore aggiunto a quello che faccio e alle persone che incontro. sentirmi un puntino rosso in mezzo a tutto .

“invece che solo un sottofondo fa che sia la musica della tua vita….un bacio ti voglio bene. L.”

il vuoto sotto i passi miei sei..
sei come le montagne russe per me…

la felicità esiste e io la troverò

il tuo giardino è sfiorito, ma non è finito
è solo in attesa di una nuova fioritura

“…Vorrei essere invisibile, entrarti come il vino
girarti nella bocca, scenderti per la gola
sentire se sul tuo cuore, batte il mio destino” ( G.Giusto)

Pensa 40 e fai 50!

Le rose del MIO GIARDINO

Oggi , dopo avere consegnato la figliola ai capi scuot, ho incontrato una persona speciale
Non posso parlare troppo di lei, la conosco appena, ma il poco che so e le mie antenne stregate mi dicono che è una “OKKEY”! lo è sul serio, quando sorride si illumina, quando parla la sua dolce voce è una melodia. Lei non ci crede molto. Purtroppo.
Lei è come il suo giardino, ha avuto delle splendide fioriture, magnifiche, sul serio. Ma ora è in una fase di transizione: sta aspettando una nuova fioritura, che arriverà, io ne sono certa!
perchè di queste fioriture io ne ho conosciute e sono stata pure io un meraviglioso giardino fiorito.
E io so che, un giorno ti svegli, in una specie di resurrezione, a dire il vero, e ti senti splendida, luminosa, attrai cose meravigliose. E diventi come il sole! Irradi così tanta, speciale luce che nessuno rimane indifferente! E lei ritornerà a splendere di questa luce, presto.
Però per avere questa luce, bisogna ,purtroppo, conoscere le tenebre, è necessario, anche se si vorrebbe non vederlo mai quel buio doloroso. A prescindere dal modo con il quale incontriamo il buio, questo lascia inevitabilmente qualche segno. A volte sono piccoli, insignificanti, che non fanno fastidio mai, che se li noti ci fai anche un gran sorriso.
Altre volte sono CICATRICI enormi! Deturpano l’anima, il cuore, lo sguardo, la pelle, i capelli.
Ecco io parlo di questo tipo ci segno.
Oggi ne ho avuto la prova.
La Cicatrice è un segno, ok, magari è pure bruttina da vedere, ma non sanguina più, al massimo prude un pò, pizzica, quando la sfiori con le dita hai un senso di formicolio. Non è sbagliato dire che ci fai il callo, a quel segno sul tuo corpo, che in un certo modo ti affezioni, che fa parte di te, che grazie a quella cicatrice se diventata QUELLA CHE SEI.
Ma quando la cicatrice è nell’anima, questa non la vedi , non la senti, te la dimentichi. Salvo poi trovartela davanti di colpo.
Basta un suono, un luogo, un nome, una qualsiasi associazione accidentale e quel tipo di cicatrice comincia a fare male. Come un terremoto, ti sconquassa l’anima, il cuore e la testa.
Come una tempesta distrugge il tuo lavoro, rovina i fiori , strappa le foglie del tuo meraviglioso giardino.
Ecco, io oggi ho sentito questo terremoto. Non è forte, non provoca danni evidentissimi, niente tsunami, niente vittime. IL mio giardino è stato colpito da un brutto temporale estivo.
Lo sconquasso, il maltempo è capace di rabbuiare il sole di mezzogiorno all’equatore.
Lo so, passa. Torna sempre il sereno dopo un brutto e antipatico temporale estivo. Il mio giardino fiorito è rimasto un pò ammaccato, ma domani,dopodomani, ogni giorno a venire, ne sono certa, ogni fiore, ogni rosa tornerà a guardare il cielo e farsi baciare dal sole!
Ma ora mi sento orribile. Come le immagini di campagne colpite dalla grandine. Fisicamente, caratterialmente. O meglio , mi sento talmente insicura che credo proprio di sembrare un cesso, enorme…
Mi sento a disagio con me stessa.
Non mi piaccio proprio. Ma se nei periodi di fioritura questo non è molto importante, nei periodi bui lo è eccome.
Oggi sono passata in un luogo, che mi ricorda una orribile cosa.
LA MIA CICATRICE per eccellenza!
Cercavo tra la gente qualcosa che mi facesse sentire meglio, mi distraesse. Mi dicesse:”ok , ragazza, non sei una gazzella, ma sei splendida ugualmente!” . Un pò come Fiona , l’orchetta dolcissima di Shreck ! Sarà grassottella e verde, ma ha una luce splendida, e per il suo amato lei è il sole, l’aria fresca, la ragione per cui è bello svegliarsi la mattina.
Io sono così, lo so! Splendo. Emano luce. Perchè molto spesso mi viene fatto notare. Come dall’AMICA di cui narravo prima. E da MILLE altre persone , a cui sono grata.
Ma non dall’orco di mio marito, che ha provocato quel buio. Se mi avesse pugnalato, quel giorno, forse avrei sentito meno male.
L’abbiamo superata. Ora stiamo bene. VERAMENTE BENE.
Ma quella cicatrice, torna a galla… e mi rabbuio. Ho bisogno di riordinare i pezzi, metterli in sequenza, ricordare le cose belle e buone, per potermi sentire FIONA, grassottella e verde, ma tanto amata dal suo orco verde.
La cicatrice resta, la vedo. La sento. Fa parte di me. Grazie a lei sono diventata quella che sono. Molto spesso si nasconde dietro quella magnificenza di fioritura che IO sono! Ora quel terremoto, quel temporalaccio l’ha scoperta. Ma domani, dopo che sarò riuscita a mettere a posto il mio giardino, domani, l’avrò scordata. DI NUOVO!
E ammetto che ogni volta che torna in superficie, è sempre meno fastidiosa.Fa parte sempre più della struttura portante del mio giardino. A chi non sa, pare una roccia. Sono solo io a SAPERE.
Devo solo mandare via i brutti pensieri. Voglio estirparli, buttarli nel compost, con cui concimerò a primavera il mio giardino. Perchè questi pensieri , sono importanti, non li devo negare, li posso convogliare in modo che facciano del bene.Un lavoro continuo, costante. Devo diserbare i pensieri cattivi dal mio giardino. Perchè le mie rose possano fiorire magnifiche a ancora!
E desidero che siano irradiate dalla mia luce in ogni dove, come il sole penetra con i suoi raggi l’acqua con cui le annaffierò.

tre uomini e una stampa

alzarsi alla 4.10 è già di per se dura
se poi hai chiuso gli occhi verso la mezzanotte, e la notte prima verso le due e ti sei alzato alle 6.30, potete immaginare quanto possa essere dura!
meno male che non è freddo, meno male che non piove, anche se sono giorni che par che Dio si sia scordato di mettere l’orologio su BEL TEMPO-ESTATE e lo abbia lasciato su PIOGGIA BATTENTE-AUTUNNO ( avrà altro da fare, mi sono anche detta, ma che ci vuole girare quella manopolina e metterla al posto giusto?)
comunque, si va a prendere il furgone, si corre a prendere gli altri due, che assonnati e mugugnanti salgono sul mezzo.
si dirigono verso il luogo di destinazione
in mezzo a quella meraviglia della natura che son le Dolomiti, vicino al lago di Carezza, che già di per se , il nome evoca scenari bellissimi. Quali, altrimenti?
Una carezza di aria fresca, limpida, salubre; incartata da un abbraccio di bosco umido, verde come l’età migliore, ricco di vita;impacchettata da un sorriso di cieli immensi , azzurri, che raccontano storie lontane; e infiocchettata da occhi d’acqua cristallina e da rocce spettacolari che mutano ad ogni ora della giornata, che nascondono leggende meravigliose.
ecco cosa è andato a fare oggi mio marito
a mettere su una stampa delle magiche Dolomiti, insieme a 2 collaboratori.
io lo stuzzico con messaggi INEQUIVOCABILI su cosa gli avrei fatto , se , invece di andare con i 2 baldi uomini, fosse rimasto con me.
è un bel gioco, mi diverte, lo immagino avere quel brivido che corre nelle vene, e lo sguardo che si perde nel vuoto. per un nano secondo, poi ricomincia a lavorare
ma l’umore migliora, ne sono certa.
e il botta e risposta osé continua, mentre arriva la foto della stampa
come prova del “duro lavoro” fatto.

E io scherzo, ma con un sottofondo di verità, dicendo che lui è con l’amante.
In effetti , spesso, troppo spesso, il lavoro lo ha portato lontano, non fisicamente, ma con il cuore e la mente.
Dico anche , che con assoluta certezza un’altra donna lo avrebbe piantato, per quanta fatica mi ha richiesto stargli vicino
ma il mio trasporto è sempre alto, e qui mi dico che qualcosa di strano lo devo avere, sul serio…
e poi arriva l’altra foto
quella che prova che il mio sospetto che lui ha l’amamte, si è verificato non più un sospetto, ma una realtà.
e capite quanto sia il mio scombussolamento.
ora vi mostro la foto:

Eccolo!!! capite?????
quanto è bello lavorare così?
lo auguro a tutti: trovare alla fine , qualcosa per cui ridere, su cui contare per rendere leggera la sveglia prima dell’alba.
e mi piace pensare che un pochino di buon umore gliel’ho donato io con quei messaggini.
Quei messaggini stupidotti, se volete, ma importanti!
Mi piace pensare di avere punzecchiato mio marito
di averlo eccitato con le mie proposte indecenti e lascive
di avergli reso meno pesante il lavorare di sabato mattina
ora non mi resta che mantenere la promessa fattagli…
ma prima devo avere la casa libera
mi sento come un adolescente che aspetta che i genitori se ne vadano al cinema o a cena con amici, per poter invitare l’amore della sua vita e combinarci qualcosa
vivere in 6 in pochi metri quadrati, non aiuta la privacy
Non abbiamo molte occasioni, per noi due, per avere qualche momento privato
come era un tempo, quando i figli erano più piccoli e andavano a letto presto…
ma come è bella la vita!

cielo sereno, finalmente

Scoprirmi dar consigli, mi stupisce.
non perchè non sappia di “sapere qualcosa”.
piuttosto è rendersi conto che quello che dici a qualcuno per rincuorarlo, sono certezze che hai nel profondo ma che non hai ancora definito.
come se non avessero ancora un nome
e mi sono sorpresa quando , con facilità disarmante, trovo le parole.
metto in ordine corretto le parole e formo una frase di senso compiuto che incoraggia per prima la sottoscritta oltre a chi ascolta o legge.
e vengo presa da un calore piacevole, da un’accettazione personale, di ogni mio piccolo difetto, di ogni enorme difetto, e ogni cellula si colma di quella serenità divina, di quella certezza che quello che dici non sono frasi fatte, ma VERITÀ assolute!
ed è come se cominciassi a respirare aria pura, aria frizzante di montagna, dopo che hai passato un mese intero in una città inquinatissima.
senti subito il beneficio, è quasi doloroso, pizzica un pochino.
ma , solo Dio lo sa, quanto bene stai dopo
quanta voglia , di scrivere, di dirlo al mondo…
ecco mi sono sentita così poco fa.
una persona,di cui senza troppe parole, intuisci che bene non sta.
e poi metto in ordine corretto una fila di parole.
ma non suonano a vuoto.
anzi
sono musica, dolce, serena, musica che si insinua nell’anima
note melodiose che regalano un sorriso e un speranza
come il cielo sereno, dopo tanti giorni di pioggia.
calde come una serata tra amici, con tante risate.
magari mi trovate un pò pesante in questi giorni, ma non è che si è sempre al massimo.
la mia vita è una specie di montagna russa.
su e giù
e loop
e giri della morte
emozioni forti, fortissime, di paura, che magicamente evolvono in qualcosa di esilarante.
e così scoprire che la soluzione per la felicità è a portata di mano
è meraviglioso
è come vedere le stelle cadenti!
sai che sono degli orribili sassi che finiscono la propria esistenza entrando a contatto con l’atmosfera
ma sono splendide!
e il desiderio lo esprimi lo stesso!
e ci speri
e ci credi
o meglio, io ci credo
e a quanto pare , stasera ci saranno le stelle cadenti
e il cielo è sereno stasera

il sottofondo musicale, diventi una colonna sonora!

è sbagliato volere di più?
la risposta è scontata: dipende dal contesto!
ma, vi chiedo, è sbagliato PRETENDERE di avere il proprio posto, quanto meno non vederselo soffiare o occupare da clandestini inopportuni o da personaggi qualificati?
oggi ho avuto modo di osservare e riflettere (nuovamente) sulla vita di una persona a me vicina.
mi ha amareggiato molto, rattristato.
mi sono rabbuiata.
ma è sempre merito nostro, o colpa nostra, per le scelte che abbiamo fatto e di conseguenza accettare le opportune ripercussioni.
dalla analisi della vita altrui, sono subito passata alla mia, egocentrica , come sono.
e mi ritrovo impaziente. Quanto meno, impaziente.
il mio spazio, il mio tempo, arriva sempre dopo qualcosa o qualcuno, di veramente ineluttabile. non lo posso negare che quella precisa cosa, persona o fatto siano in quel preciso momento e contesto più importanti di me.
ma per taluni, i più, a dire il vero, si sbaglia a negarci il nostro momento, anche a discapito di altro o altri.
questa frase, “invece che solo un sottofondo fa che sia la musica della tua vita” me l’ha detta una mia amica, leggendomi in questo blog, ieri sera. lusingata e estasiata, mi sono addormentata pensandoci. e per tutto il giorno mi ronza in testa.
non mi da tregua.
ci penso
ci spero
ci costruisco scenari divertenti e piacevolissimi di riscatto personale.
e mi chiedo quel’è la misura.
fino a dove posso spingermi
e poi cosa pretendere dal proprio compagno, dal lavoro, dal contesto sociale in cui vivo
qual’è l’esatto confine oltre il quale si diventa egoisti e individualisti.
oppure quando è che diventi la classica donna vittima della situazione, schiava di mariti, figli e lavoro, annullata dentro quel maledetto girone depravato di annullamento totale?
quand’è che ti sei guadagnata la giusta dimensione di appagamento e serenità?
io vorrei fare una colonna sonora da cantare e ballare, da vivere sul serio
non un semplice sottofondo della mia vita,
questo lo trovate sbagliato?
e questo modo di vivere e pensare la propria vita darà i giusti input ai mie figli?
il giusto rispetto e amore per se stessi, e per gli altri?
sarà questo il giusto modo di educare o è più corretto l’annullamento totale, la devozione, la dedizione totale, come una missione, la rinuncia totale, quasi monacale, è la via giusta per fare il proprio dovere di genitori?
io , in verità, ho scelto. o meglio ogni mia cellula mi dice che io posso e devo esigere la mia colonna sonora! quella da ballare e danzare.
spero di non sbagliare
ma ora è arrivato il mio momento
sul serio, perchè l’ho detto spesse volte, ma questa volta voglio scrivere e sentire quella musica sul serio
ci metterò molto tempo, oppure poco, ci vorrà dedizione e volontà
ma ci riuscirò
magari fallirò qualche volta, e correrò a tuffarmi nella nutella piagnucolando, mi concederò anche questo.
perchè solo Dio ( chiamatelo come volete, ma io lo chiamo così) è perfetto, e io so che un pò di Lui è in me, quindi posso scrivere una colonna sonora degna di essere cantata e ballata.
con tutti quelli che amo

andiamo a fare PILATES? ma anche NO!

io e lo YOGA non andiamo d’accordo
mi sono iscritta a un paio , forse tre corsi, due dei quali erano organizzati dal nostro gruppo, ma
mi hanno “sgridato ” più volte dicendomi chiaramente di tacere, di stare zitta, di non ridere, di non salutare nemmeno gli astanti, che devo partire da casa in rigoroso silenzio e cominciare a concentrarmi alla pratica dello yoga.
ho capito che ci sono attività che non fanno per me, lo YOGA in primis
A me non puoi togliere il sorriso, il saluto, il ciao che bello vederti…ma dai pure tu qui! e via discorrendo
no no no
per stare bene, devo sentirmi accettata con le mie gaffe, con le mie battute, con le mie chiacchiere ( noiose magari) o le mie considerazioni a voce alta,
NO non si può!
ammetto che ai corsi pre-parto( come sapete ho 4 figli, e per ognuno ho fatto un corso ,proprio perchè erano momenti rilassanti e ricordo con immutato affetto l’ostetrica che li teneva) ho apprezzato molto ciò che mi veniva detto, che erano le basi della respirazione e del rilassamento che insegnano ai corsi di Yoga.
ammetto che li ho apprezzati e che ne ho goduto i benefici
e ho capito che non posso che essere incinta, e quindi in una fase assolutamente idilliaca, per apprezzare quella tecnica
ma quando mi hanno detto che c’era un corso di pilates in riva al lago, ho voluto provare!!!
la mia amica aveva pagato in anticipo
non tanto, per fortuna…
perchè è risultato NOIOSISSIMOOOOO
e l’insegnante, che per ricordare quello che doveva dire continua a dire EHNM
“ascoltate ehmmmm, il vostro….ehmmmm respiro….ehmmmm girate ehmmmm soffiando fuori ehmmmm l’aria”
uno straziooo
ve lo garantisco
io chiudevo gli occhi per non guardare la mia amica
perchè i suoi pensieri erano tangibili , erano scritti a lettere di fuoco nell’aria freschissima ( visto che pare autunno e non Luglio)
l’idea è quella che ho descritto sopra
noia
non sapevamo esattamente cose consiste il pilates, immaginavamo una sorta di ginnastica aerobica, un pò più dolce a dire il vero
quindi siamo partite, con tanto di tappetini, asciugamani ( se fosse caldo un bagno al lago non me lo toglie nessuno)tute da ginnastica, lei strafiga e io stragoffa, ma chi se ne frega: è notte !!!
ci sistemiamo sul prato, ( giuro l’ambientazione è bellissima, varrebbe la pena solo per questo iscriversi al corso di pilates, se non fosse che ci sono 10 gradi e non 25 come di consueto)
cominciamo
e io sbuffo annoiata dopo 15 secondi netti
incrocio il suo sguardo
i suoi occhi erano assolutamente eloquenti: ” ma cos’è sta roba? ma si può balbettare così? ma che cosa ci vuole insegnare questa con i suoi ehmmmm ? che schifo, pensavo di venire qui a stancarmi, a togliermi le tensione della giornata, e invece mi sto caricando di nervoso perchè ho già pagato e penso che non riuscirò a farmeli ridare i soldi” e via dicendo
e se non fosse per l’educazione ferrea che mi ha dato mia madre, sarei scoppiata a ridere
mi impongo un minimo di contegno e soprattutto di portare a conclusione almeno questa unica lezione
ecco abbiamo capito che il pilates è un’altra, l’ennesima a dire il vero per me, attività sportiva da cancellare, almeno per ora, dalle possibilità di fare un pò di sport!
devo ancora trovarla l’attività che fa per me…
o meglio ce l’ho in mente, è lì che attende che io agisca…
chissà, prima o poi, riuscirò a mettere in pratica certe cose, mi dico
prima di concludere il mio tempo, intendo…

fisiatra del mio cuore , che mani meravigliose hai!

tre mesi di attesa
pensavo di trovarmi davanti un mediconzolo vecchio e insapore
e mi sbagliavo!!!!
il medico strafigo, oggi mi ha cazziato dicendo cose ( per altro ovvie) del tipo : “prenditi il tempo per te stessa, fregatene di figli e mariti, amiche e altre stronzate del genere! Sei a metà del tuo cammino ( oddio mi parevo già da buttare, invece sono solo a metà,che fatica) è ora che tu pensi a te stessa”
mentre le sue mani volavano sulla mia schiena, sulla mai chiappa, sul fianco.
Mentre mi sono ricordata che avrei dovuto depilarmi,almeno, che la pancia non me la toglie nessuno e nemmeno la cellulite
mi ha detto tutta uan serie di cose giustissime, e intriganti e porcamiseria,quanto sono vere
… mi sono innamorata! ecco…
ci torno martedì
non vedo l’ora…