il DADO E’ TRATTO ( pensieri e parole raccolte nel mese di agosto)

il dado è tratto

a settembre triplicherò!
salute sesso soldi e successo! le quattro esse!

stai attento a come parli. Con le tue parole, crei il mondo attorno a te.

Se non puoi convincerli, confondili!

Voglio essere solo una donna . Bastano le mie mani per ricostruire l’avvenire

Quindi la pioggia e gli arcobaleni, rendono un giorno perfetto

Per una che va storta,una dritta c’è
meglio un capitombolo, che non alzarsi mai!

Le persone troppo sicure di sé riescono, a volte, a superare gli ostacoli più grossi ma inciampano spesso nelle difficoltà più piccole.

E dopo di allora tutto ciò che doveva accadere, è avvenuto.

La maggior parte della gente esiste, e nulla più. (F.Volo)
io voglio sentirmi viva, lasciare il segno, seppur minimo

Ho rispetto per la libertà e la necessità di coloro che amo. Mi ricordo della fonte universale di amore dentro di me. So come amare con stima e gratitudine.

“In paradiso i matrimoni non ci sono ma l’amore si”

“i tuoi post sono un po’ come delle foto, istantanee dei tuoi pensieri.” Walter

12/08/2011
“Togliti il pareo, sei bellissima ammorreeeee” Max
“Tu sei bella… un pò stronza ma bella!!! Ti amoro tanto” Max
AMARSI IL DOPPIO : 17 anni fa mi stavo pettinando. Era Venerdì . Il sindaco aveva la mal di gola e quando lesse i vari articoli, io non capivo niente. Infatti sei anni dopo lo ripetemmo, tanto per ribadire il nostro amore, ed era sabato ed era una Giornata speciale

Esempio essenziale : la torta è appena uscita dal forno,ha bisogno di un pó di tempo per raffreddarsi. Dopo si potrà mettere la glassa.

Tutto combacia per il nostro unico giorno di vacanza

respirare è introdurre aria pulita che butta fuori tutte le cose brutte che abbiamo dentro. E’ fisica, inconfutabile: se entra qualcosa , dall’altra esce…

e le conchiglie? le hai trovate? prova ad avvicinarle al’orecchio… dicono che si sentano favole stupende, che parlano di sirene e marinai, di isole del sole punteggiate di palme e fiori dai mille colori, di stelle cadenti e di sogni che si avverano… Paola

Sali sulle spalle dei giganti

Proverbio polacco: ” prima di andare in guerra, dì una preghiera. Prima di andare per mare, dì due preghiere. Prima di sposarti, dì tre preghiere.”  e, aggiungo io, prega sempre, ogni giorno.

Ci sarà chi mi amerà, altri mi odieranno, di sicuro nessuno dimenticherà di aver incrociato la sua strada

Non scrivo per passare il tempo…scrivo perché mi aiuta ad esprimere quei sentimenti e quelle sensazioni che spesso a parole non riesco a sfogare…scrivo perché il cuore detta ed è bello immortalare quelle emozioni e sapere che un giorno potrò rileggerle e ricordare.

tutti sulla stesa barca e nessun che rema!

ora innanzi, terrò il diario della Gratitudine : scriverò almeno 5 cose belle che mi sono successe ogni giorno.

pace…
ogni tanto Dio viene sulla terra e lascia il segno, con qualche canzone, con qualche voce, con qualche pensiero, … e ci ricorda che c’è anche il buono e il bello …

Trovare donne ironiche, è sempre più difficile..come trovare uomini che durino il tempo giusto Renata

Non fissiamoci sugli errori del passato,caro. Concentriamoci su quelli del futuro

La luna sorge a est vestita di oro e rubini, si nasconde timida e certa della sua bellezza, si fa scoprire amabilmente

L’intimità è questo: scambiarsi storie al buio.

Imparare a prendersi cura di se stessi, significa amarsi.

Lascia dormire il futuro come si merita. Se lo si sveglia prima del tempo, si ottiene un presente assonnato. (Franz Kafka)

amico, volta pagina… se mai dovrà essere , la incontrerai più avanti
quando tu sarai pronto a struggerle il cuore e conquistarla

e poi basta una telefonata, e una voce … e il sole splende, senza bruciare

È la mancanza di informazioni sulle persone a renderle sessualmente interessanti

Sono un’officina di sensi di colpa che lavora a pieno ritmo

Anche nel giorno piú luminoso, nel cielo piú terso , con il sole piú accecante, le stelle brillano all ‘ infinito. Basta crederci (per la mia amica Paola)

Io ho un’anima enorme!!! Direi obesa

vorrei chiedere alle farfalle dei loro sogni tra i fiori

mese finito, intenso per molti motivi, per altri lento e piacione.
da domani , un altro mese, un’altra storia, altre emozioni
altre passioni
altre esperienze e aspettative e progetti
altre dinamicità

che ne sai tu?

come si fa? certo… saperlo… sarei ricca…
a volersi bene, come dice il mio amico.
a vivere in serenità, aggiungo io.
FACILE!!!! (sembra…merdavigliosa creatura che tenti di dirmi che CE LA FARAI, DAIII UN ULTIMO SFORZO, DAIIII -mi ricorda quando partorivo, e lì si che sono stata grande, meravigliosa e perfetta, ma non credo sia la cosa migliore partorire per sentirsi bene, potrei farmi dare un pò di droghe, ma anche quelle hanno effetti collaterali….)
passo dopo passo.
L’importante è fare il primo.
farlo sul serio.
lo dico anche a me stessa.
poi tutto il resto vien da se.
come si fa a fare il primo passo?
questo è il dilemma.
mano nella mano di qualcuno che la sa lunga.
trovarlo quello che la sa lunga
Ho finito di parlare con uno che vuole insegnarmi a vivere.
lo ascolto
lo ammiro , perchè è bravo
ma poi mi dico: che ne sai tu cosa vuol dire far girare una famiglia di 6 persone, indebitata, con il legittimo sogno di VIVERE dignitosamente? di andare in ferie, di comprare vestiti nuovi, di non far mancare niente ai figli?
che ne sai?
io abbasso il capo, e con rabbia acida, dico a voce alta NON MI TOGLIERETE I MIEI SOGNI.
io ce la posso fare e ce la farò!
avrò il mio sogno, avrò tutto quello di cui ho bisogno,e anche di più
anche di più

di più
PUNTO!!!
e nessuno, anche se bravo mi toglierà questa speranza
anche se fa malissimo, malissimo…
troppo male…e comincio a dubitare, forse hanno ragione
forse la vita è fatta a gradoni
in alto ci stanno i fortunati, gli eletti
in basso i poveri sfigati che possono solo sognare e sperare, perchè quel gradone non lo supereranno mai
io non so in quale gradone sono, cioè sono certa che NON sono in uno di quelli alti, perchè non starei a struggermi per i miei sogni , progetti e desideri sepolti in quel cassetto ( ora non è un cassetto, ora è un magazzino, enorme pieno delle mie speranze, affogato dalle mie lacrime)
io posso
ma non so come
e mi struggo
mi sciolgo come neve la sole
un senso c’è?…
non lo so…
chi può saperlo?
chi lo sa?
che ne sai tu?

sognare di essere felice

‎”Il grado di libertà di un uomo si misura dall’intensità dei suoi sogni.”
-Alda Merini-

ho sempre pensato di avere sogni troppo grandi.
di non meritare, nemmeno di poterli sognare.
poi basta un post di FB
una frase potente, come uno schiaffo.
quindi sono libera, (primo pensiero)
molto libera (secondo pensiero)
e sorrido liberamente
felice di potermi permettere di sognare in grande
senza sentirmi indegna
e penso al battito d’ali di una farfalla che in Australia prende il volo e il movimento delle sue ali che scatena una tempesta tropicale ai Caraibi.
Penso al mio piccolo, grande sogno che si muove leggermente e muove la brezza che soffia leggera e lieta tra i fiori di un prato in Nuova Zelanda, percorre tutto il Pacifico, oceano grandioso e lontano, e fa scendere la neve sulle Montagne Rocciose , e rinfresca NY in un giorno estivo , attraversa tutto l’Atlantico , giocando con al Corrente del Golfo. Sale in Irlanda e corre festoso nella brughiera coperta di erica fiorita, poi corre e arriva a Londra, scende a Parigi, passa per Lione e arriva sulla Costa Azzurra profumato di lavanda, e risale arriva di nuovo qui, muove le mie tende. Io mi affaccio alla finestra.
Guardo.
Vedo, tutta la beltà,
tutti i profumi del mondo,
tutta la pace delle buone cose,
tutta la libertà vissuta,
tutta la libertà incatenata da mille briglie
che vengono sciolte dal mio piccolo grande sogno.
Il cuore batte calmo
il respiro regolare cadenza i miei pensieri
gli occhi vedono colori splendidi e ricchi
e il sogno divenire realtà
e mi capita di pensare di volere chiedere alle farfalle dei loro sogni, mentre volano tra i fiori…

così è

pace e bene

la MIA PRIMA VOLTA

da un’idea letta da un altro blog, appena scoperto.

mi meraviglio di come io sia così ingenua e ignorante a vedere i blog di gente navigata,
ma tant’è….
ho iniziato per scherzo, continuo per gioco fino a quando mi diverte.
e soprattutto, fino a che non avrò messo in ordine vocali e consonanti e numeri, così da formare parole, e poi frasi…
forse poi avrò le idee chiare… o solo PIÙ chiare…
l’idea dell’autrice del blog “serio! è di andare a ripescare il primo post e ricordare ciò che si pensava e si faceva in quell’attimo, quando ho deciso di aprire un blog e soprattutto scrivere qualcosa.
Mi piace.
cerco, e scopro…
rileggo
sorrido
ricordo
e ricordo che un brivido fresco mi avvolse, quasi come fosse un bulbo che la primavera stava risvegliando

lo copio e poi vi dirò alcuni pensieri

lessi un libro, Una moglie al Nord, pareva parlare di me. 
Ho pensato che potevo anche io prendere qualche appunto. 
Poi c’è quel film Julie & Julia.

Ma come spesso accede, sono quelle idee strane, che finiscono in fondo a quel cassetto pieno di sogni e desideri accantonati. 
Ma poi oggi, o meglio poco fa, un’amica mi manda un’email con un link. 
Entro e vedo . 
Mi spaventa un pò, ma è l’occasione per recuperare quel progetto finito in fondo al cassetto e eccomi qui chissà se riuscirò a farne qualcosa. 
Magari scriverò quel libro, ne faranno un film di successo interpretato da Julia Roberts  
Ho già il titolo APPIANIFUL…. e a buon intenditor… 
e come dice il buon Vasco Rossi :” eh, già il freddo quando arriva poi va via “ 
Intanto, l’impressione è di pochezza casalinga… chissà… “al diavolo non si vende, si regalaaaaa”

Ho iniziato mentre una persona a me molto cara si stava spegnendo, nella sofferenza.
Questo è uno dei primi ricordi, poi penso a quanto tempo risaliva la battuta “ con tutto quello che mi capita potrei scriverci un libro e farci pure i soldi” e mi perdo nella notte dei tempi
Ripenso a quanta ignoranza e timidezza , ma anche al brivido che qualcuno potesse leggere quello che scrivevo
Oggi, mi diverto un sacco
Mi sfogo
e mi diverto
e rido
e sorrido a pensare a chi non c’è più e a quante volte mi diceva ” TU PARLI TROPPO
se potesse leggermi, chissà cosa direbbe…

sorrido , pensandoti
sappi che sto sorridendo… 😀

giornata no, con sorriso

mi sveglio e già lo so: sarà una giornata no.
dove tutto e tutti sono sbagliati , o meglio, io sono sbagliata per tutto e tutti.
pensieri brutti, neri come la notte senza stelle e luna.
Saturno contro, la luna in dissonanza, mercurio arrabbiato, venere assente, giove distratto, marte agguerrito, e il sole fastidiosamente caldo.
quelle giornate così.
mi attacco a FB, e non trovo pace
esco di casa, di solito funziona
mi distraggo di solito, trovo pace illusoria, il male è che tendo a spendere e non è il caso, proprio no…
mi trascino, mi addormenterei ovunque.
quando non gira , mi viene sonno, tanto.
dormirei in ogni luogo, se poi mi metto a dormire sul serio a letto o sul divano , in questo caso mi giro, e mi rigiro come fossi su una graticola
poi capita che, mi scambino per la madre di un’amica 35enne!
faccio finta che mi faccia ridere, invece ci sto male, malissimo
possibile?
Lei è molto bella,è brillante, intelligente, elegante. e naturale.
io goffa,grassa,dolorante
e ci rido su…per non piangere
Mentre mi calo nel ruolo di madre tassista, leggo di un amico, che ritengo tale per una montagna di piccole cose, anche se non lo vedo e non lo frequento.
senza presunzione , ma è una persona affine, di cui non serve sapere molto di più per essere certa di chi è.
lui descrive esattamente quello che provo, anche se non parla di me, è bravo a scrivere e descrivere
inevitabile subissarlo di sms.
pieni di rabbia, e di rammarico nei miei stessi confronti.
e della vita che sto subendo, senza essere in grado di reagire…
poi, un botta-risposta inaspettato su Fb, molto ironico e malizioso
qualche risata
bella e sana risata
e mi chiedo perchè basta così poco.
perchè è così facile farmi prendere da questa montagna russa
giù giù giù…. paura
e poi su su su eccitazione
e poi giù giù giù
e ancora su su su
per qualche attimo, molto bello, vivo in uno stato diverso, dove mi riconosco di più
dove mi muovo al buio, ma sicura, dove adattarmi e cambiare forma senza mai perdere la mia identità.
e poi finisce, torna quel malessere profondo, nascosto
quel maledetto semino marcio che cresce e uccide tutto lasciando solo il peggio
e i pensieri tornano neri, cupi, mortali, velenosi
ma non dispero fino in fondo,
ci tengo a dire , a urlare, che non mollo la speranza
i sogni
i progetti
mi trovo spesso, anche nello sconforto totale di giornate nere, a dire o scrivere cose propositive, positive, ironiche e lungimiranti, di speranza a amici vicini e lontani
e a stupirmi, di quanto possano essere concetti MIEI, MIEI sul serio
quasi il cosmo, volesse ricordarmi che c’è sempre una via di fuga, di speranza e lo facesse “usandomi” per altri
Non passa, ci mette un pò
e oggi ho sentito troppe persone care dirmi che un giorno NO, per fingere che non sia nulla di che, che domani passerà
certo passerà, ma oggi è no.
e deve esserci una brutta congiunzione astrale, o qualcosa del genere
ma ce la faremo, perchè i sogni sono desideri e se ci credi veramente prima o poi diventeranno realtà…
anche senza bacchetta magica!

LEGGERE….

Oggi ,mi sono detta sarà un giorno speciale, uno di quelli che mi regala forza coraggio determinazione, la classica “botta di culo”.
Per ora ho solo ricevuto una richiesta di amicizia su Skype, da una persona che mi vuole chiedere consiglio,ma dopo, perchè ora è in riunione.
mah…
Sto pensando ai libri che ho letto, con gusto e piacere, arricchendomi di emozioni e ragionamenti.
I libri, mentre li leggo diventano immagini nella mia mente. Diventano un film. Con attori che si muovono, che parlano, che urlano, che piangono, che ridono, che guidano l’auto, o prendono l’aereo o restano senza ombrello sotto l’acquazzone monsonico.
Ci sono libri che passano via, senza grosse scosse. Piacevoli, ma assolutamente “innocui”. Dei telefilm, direi…
Altri che entrano nell’anima, te la segnano, te la graffiano, te la modellano. Libri da 12 oscar. INDIMENTICABILI. ( ovvio ,per me e per mille piccoli, grandi motivi insindacabili)
Così quando arrivi all’ultima pagina, ti trovi a pensare ” e ora? Come faccio ora?”.
Come un grande amore che finisce, pensi di non poterti più innamorare , che non amerai mai più così. Chiunque troverai , non sarai mai più così.
Così è stato , tempo, fa, per IL CACCIATORE DI AQUILONI e MILLE SPLENDIDI SOLI di Hosseini Khaled. Storie crudi, tristi, amare, di grande sofferenza, di umile voglia di riscatto, di tragica sopravvivenza. Con un lieto fine, ma assolutamente doloroso. Grandi inni alla vita, ma con talmente tanta sofferenza ,che ti chiedi se ne vale la pena di vivere, che senso abbia tutto ciò. Scritti magistralmente, di quelli che non riesci più a staccarti dalle pagine, leggi fino a notte fonda, mentre sei in bagno, mentre fai colazione, mentre aspetti la telefonata di lavoro e poi quando arriva, quasi non senti lo squillo del telefono.
Ora è toccato a MANGIA PREGA AMA e GIURO CHE NON MI SPOSO di Elisabeth Gilbert. Storia vera dell’autrice, di ricerca di se stessa, di crescita interiore, di scoperta , di amore, di meraviglia divina. Storia di un cammino verso la meta, dove il cammino è la cosa più importante e la meta quasi sconosciuta. Due libri illuminanti, rigeneranti, ricchi di sorrisi e speranza. Sembrano scritti proprio per me!
Ecco quando leggo questo tipo di libri, resto assolutamente intontita e sono convinta che nessun libro potrà mai eguagliare il piacere di lettura che mi hanno donato questi.
Questi sono due esempi, da ragazza sono stata stregata da LA STORIA INFINITA di Michael Ende. Libro magico, che appena finito di leggerlo è sparito , non lo abbiamo più trovato.
Qualche anno fa è stata la volta di LA PROFEZIA D CELESTINO di James Redfield che mi ha regalato la magia di credere nelle proprie sensazioni.
E altri…
ma tutti hanno creato il vuoto intorno.
Il piacere di leggere viene annullato, dall’amarezza di questa “inaccettabile” fine .
Nessuno mai , potrà ancora catturarmi nel profondo, mi dico.
Leggere libri che mi prendono in questo modo, mi fa allontanare ,paradossalmente dalla lettura.
Ho cominciato ieri sera, a leggere IL PROFUMO DEL TE’ E DELL’AMORE di Fiona Neil. Dicono sia un libro di cui è inevitabile innamorasi.Il titolo mi ha catturato, in effetti. Ho letto le prime tre pagine. Con distacco, senza curiosità, senza averne voglia, per dirla tutta. Quasi mi pare di essere condannata a una pena capitale.
Ma lo leggerò…tutto…parla di matrimoni.. dicono sia divertente… mah…
Il matrimonio è divertente?… tragicomico,può essere…
vedremo…io non mi illudo, ma intanto mi sforzo.
Non so come si faccia a chiudere un libro e iniziare a leggerne un’altro.
non lo so…
So che fa quasi male

MADRE IN VISITA

premessa : voleva essere un breve e magari buffo appunto su mia madre, ma ne è venuto fuori un libro, o quasi, spero di non annoiarvi troppo

Me lo aspettavo.
Sapevo che sarebbe passata di qui.
Si è fermata poco, il tempo di un caffè.
Nel frattempo ho dovuto lavorare un pochino, quindi non l’ho nemmeno considerata più di tanto.
Lei è entrata ha cominciato a fotografare la casa ed io, sua figlia , come è al naturale, quando è in casa (facendomi sentire un fenomeno da baraccone), con il suo cellulare. Infastidendomi non poco, mentre ero al telefono , cercando di lavorare. Alla fine della telefonata, le ho fatto notare che STAVO LAVORANDO, e lei tirando su le spalle con aria non curante , mi ha liquidato dicendo “non mi pareva”… insomma sempre senza troppa considerazione per ciò che sto facendo, senza rispetto.
Per questo cerco sempre di sfuggire a queste cose, ad incontrarla e passare del tempo con lei.
Più del dovuto, intendo.
Sicuramente troppo.
Lei è giovane, in buona salute. Potremmo godere di questa vicinanza di età. Sarebbe un’ ottima cosa. Per entrambe. Madre e figlia.
Ma quanto è vero che il sole sorge ogni giorno, io non ho mai superato la crisi adolescenziale con lei.
A quarant’anni passati da un paio, mi trovo sempre agitata quando so che lei passa di qui, viene in visita.
Mi trovo in affanno mentre corro a nascondere i cesti di biancheria da stirare, o passando l’aspirapolvere o lo straccio sui mobili e i pavimenti. Mi sento sempre sotto esame con lei. E questa sensazione non tende a diminuire con il tempo, no, no, ve lo garantisco.
Posso tentare di convivere con questi sentimenti,accettarli, magari riderci su.
Ma alla fine per poco o molto che sia il tempo che passiamo insieme, ne esco svuotata , spossata, amareggiata e delusa. Anche oggi che in verità, ho avuto modo di ridere con lei e mio padre . Succede sempre, anche nei BUONI MOMENTI in cui colloquiamo e scherziamo e ridiamo. Perchè corro il rischio di allentare le mie redini e diventare “troppo” me stessa e quindi lei mi guarderebbe con il suo sguardo severo dicendomi certamente che ” non so comportarmi” oppure ” che sono proprio ” SSSIOCCA” (lei la SC non riesce a pronunciarla bene, la prendiamo sempre in giro , perchè tenta di dire SCIOcca ma le esce quella esse sibilante che la rende persino simpatica, ma guai a farglielo notare!!!!).
Con lei non sono MAI me stessa. Non ho la spontaneità che ho con la stragrande maggioranza delle persone amiche, non riesco a esprimere un giudizio , un’idea senza farmi venire mille paranoie. Non sono spontanea e quindi sbaglio a prescindere .
Mi sono sentita sempre la figlia che in qualche modo l’ho delusa. Non sono mai andata bene. A scuola potevo prendere i voti migliori, ma ” era solo il mio dovere” – quindi nessuna gratificazione. Con il periodo in cui avevo un marito “assente”, era comunque colpa mia, perchè “lo lasciavo” andare al lavoro o a giocare a tennis – quindi non lo controllavo. Con i miei figli sono sempre stata una madre sbagliata per questo e per quello. Come amica sono sempre la solita esagerata o comunque SSSiocca perchè perdevo troppo tempo in questo o in quello. La mia “mostruosa” creatività è sempre stata un’inutile perdita di tempo, perchè con i miei lavori, io avrei sporcato, messo in disordine. Non avrei fatto il mio dovere di donna di casa : pulire, riordinare, cucinare ecc, Quindi le mie cose , sono una perdita di tempo e denaro e sono arrivata a credere pure io che “stavo sbagliando tutto”. Tanto che se cedo ogni tanto ai miei “istinti animaleschi”, quando so che lei è nei paraggi, nascondo vergognosamente tutto. Sentendomi peggio di una ladra, bugiarda e meschina.
Insomma, ho sentito che lei parlava “bene” di me, pochissimi anni fa, con 4 figli, un lavoro, una casa e un marito al seguito. Parlava di me con una delle sue conoscenti sull’autobus che le riportava verso casa. Me lo ha detto questa conoscente, ma stento a crederci. Non perchè non la ritengo in grado di formulare frasi positive, ma perché io non ho memoria ch qualcosa ch eio abbai fatto le sia andato a genio. Da lei ho acquisito il mio lagnarmi, il mio continuo e aggressivo modo di pormi. Il mio non essere mai contenta. Il mio esser invidiosa delle fortune altrui, mascherandolo con il finto buonismo ” eh sì, è proprio una bella persona, se lo merita proprio” mentre dentro mi rodo il fegato…
In pratica è tutta la vita che tento di compiacerla, per farmi dare una bottarella in testa e sentirmi dire ” ma che brava che sei!” , senza riuscirci. O meglio ci sono anche riuscita, ma la gratificazione è arrivata quando ero talmente stanca, o presa da altro che non mi sono accorta. Come la famosa pubblicità PIC INDOLOR, zac e tac.. Non me ne sono accorta, come quando un battito di ciglia umidifica gli occhi belli dei miei figli.
Poi c’è sempre la figlia di quella o il figlio di quello che fa meglio, che è bravo, che si laurea qui, che lavora di là, mentre noi , i suoi figli, abbiamo sempre qualcosa che non va. Mio fratello , a differenza di me, si è scrollato di dosso questa negatività e non guardando in faccia nessuno si sta facendo la sua vita, la sua famiglia. Gli è solo rimasto il lato brontolone e polemico, ma a parte questo sono certa che dorma sonni tranquilli. Non gliele manda a dire. e quando gliele dice, è molto sereno. Se penso che riesce a andare persino in vacanza con lei ( a scapito di mia cognata,a dire il vero: SANTA SUBITO ANCHE LEI) Mentre io, sbraito istericamente , mi agito , passo le notti a girarmi e rigirami. Arrivo a mentire e a NON raccontare i fatti, pur di non dover dare spiegazioni che ai suoi occhi non troverebbero ragione, se non il fatto che IO, sua figlia, HO SBAGLIATO. Questo atteggiamento ha influenzato molto anche mio padre. Non è passato molto tempo, da quando mi ha detto che è colpa mia, se mio figlio , assunto per un lavoro estivo da mio fratello, ha lavorato SUL SERIO e non ha potuto approfittare del suo stato di nipote del capo, perchè ho detto a mio fratello esplicitamente di “farlo lavorare” , per fargli render conto che niente è gratuito su questa terra. Colpa mia, se mio figlio può far esperienza e maturare, invece di rimanere un lombrico rammollito… colpa mia…
Quel senso di colpa, come se ogni cosa fosse sul serio colpa mia, che mi accompagna fin da bambina. Ricordo con un senso di fastidio, la paura che “fosse colpa mia” quando i miei genitori discutevano in casa per le normali faccende per cui in una famiglia si discute: fatica , stanchezza,incomprensioni banali. Io piangevo disperata, non volevo che litigassero, e cercavo sempre un motivo scatenante riconducibile a me. Ed ero poco più grande, quando mi chiudevo in camera mia e pregavo e ripetevo come un mantra il Padre Nostro, l’Ave Maria, il Gesù d’amore acceso. Speravo così di non sentirli litigare, per COLPA MIA ( ma quando mai….). Poi sono cresciuta, ma il senso di colpa non si è mai dissolto. Anzi.
Ho comunque fatto la mia vita. Ho studiato uscendo egregiamente dalle superiori, per poi essere fermata dalla sua perentoria frase ”vuoi studiare? IO non ti a aiuto” va da sé che a 18 anni o poco più, e non avendo idee chiare sul da farsi , ho cercato lavoro. L’ho trovato: Babysitter, e poi la donna delle pulizie ( e ricordo con orrore il suo compiacimento, quando dopo qualche mese di questa vita, lei si dimostrava orgogliosa che sua figlia facesse le pulizie a casa del professore di storia dell’arte,con il quale la figlia stessa -IO- aveva i voti migliori. Penso che se mi avessero messo alla gogna non mi sarei sentita più umiliata, meschina e ignobile di quando lei sotto braccio in Giro al Sas a Trento mi disse “ ma la tua Signora ti fa il regalo di Natale?” sottolineando che la sua le faceva sicuramente una cosa firmata e poi : la MIA signora???? Ahhhh che rabbia- forse proprio lì ho cominciato a maturare l’idea che le faccende domestiche siano importanti, ma non vitali e comunque faccenda d suddividere tra tutti i componenti della famiglia). Poi ho trovato un lavoro vero. Poi un’altro, fino ad arrivare qui. Ho avuto le mie storielle, poi una storia importante, e poi ho conosciuto quello che sarebbe diventato mio marito e il padre dei miei figli. Ma non ho mai smesso di cercare la sua approvazione. L’ho sempre cercata, rimanendo troppe volte a bocca asciutta. Mi sento meno sola in questa cosa, quando chiacchierando con le mie amatissime amiche ( SANTE SUBITO, ripeto, quanto meno perchè con loro rido tanto, e so che posso trovare sempre una spalla a cui poggiarmi e lasciarmi andare in un pianto liberatorio e loro mi sopporterebbero in ogni caso), quando ascolto racconti spassosissimi e al contempo drammatici di vacanze insieme alla madre ansiosa e astiosa nei confronti del marito che non merita o non capisce la loro figliola, oppure di visite della mamma che entra e brontolando comincia a rovesciare le sedie sul tavolo e prende lo straccio per pulire una casa per altro perfetta,ma che quella figlia non sa tenere a posto,oppure la mamma si mette a stirare e cucinare e rifare i letti della figlia amatissima, ma che non è in grado nel modo più assoluto di fare le faccende come lei gliele ha insegnate e che “devi star dietro a quei figlioli, insomma , devi parlare con loro, non puoi lasciarli allo stato brado”. Insomma lo so che non sono l’unica ad avere una madre che ha minato costantemente l’autostima della figlia.
Ho trovato anche il modo di proteggermi : ho scelto un uomo e quindi di vivere con lui e costruirmi la mia famiglia, abbastanza lontano da lei da salvaguardarmi le giornate, ma abbastanza vicino da poterla raggiungere in meno di un’ora.
Certo è che impossibile da credere, ma proprio la persona che ti da la vita è quella che te la distrugge in un nanosecondo con due , al massimo tre parole. Ma ora che i mie figli sono grandicelli riconosco che qualche dote ce l’ho, se non per altro, per i dialoghi (anche infuocati) che riusciamo ad avere. Sono consapevole che non mi dicono TUTTO e che qualche bugia ci scappa . Ma sono certa che sanno di poter contare su di me e il loro papà. Sempre, anche quando sbaglieranno. Io non ho mai potuto constatare se mia madre mi avrebbe appoggiato e sostenuto se avessi fatto qualche idiozia. Poco importa, importa invece che io abbia capito quanto posso essere diversa da quello che lei ha voluto farmi credere e nonostante tutto ho dimostrato ai mie figli che io li amo per quello che sono li aiuterò sempre.
Come sono certa del fatto che ogni cosa io tenterò di fare con loro, provocherò dei danni sul loro equilibrio psicofisico. Come sono certa che il sole sorgerà domattina.
Ma per questo chiedo loro scusa e ringrazio ogni giorno per il dono di poter ridere con loro, scherzare, di parlare, di confrontarmi. E se non sono perfetti, come magari io stessa vorrei, non dimentico come mi fa sentire la mia amata mamma tutt’ora. Io mando tutto a quel paese, e me li tengo, così imperfetti e li accompagno , come posso, nella maniera più imperfetta possibile, nella vita come i più grandi tesori al mondo, niente e nessuno potrà farmi cambiare idea. Non c’è bocciatura, non c’è birbanteria, non c’è innocente bugia di bimbo, che mi farà cambiare idea.

E anche per questo devo ringraziare mia madre. Che con la sua rigidezza, con la sua poca accettazione dei “miei inutili talenti”, mi ha dato modo di pensare e arrivare alla conclusione che sono certamente imperfetta, ma nella mia imperfezione sono perfetta così come sono. E nella mia pur perfetta imperfezione posso amare, accettare, e coltivare tutti i talenti dei miei figli imperfetti.
E guardarli diventare adulti . Adulti felici. Adulti corretti. Adulti che, voglio sperare e oso farlo, faranno la differenza nel mondo. Anche per merito mio!
Grazie Mamma!