Settembre e le QUATTRO S (pensieri e parole sentite, lette, pensate, dette nel mese di settembre

fidati! se sei così è proprio percè sta cambiando qualcosa….stanno lavorando…quando arriva la crisi bisogna sempre stappare lo champagne… A.A.

“lei cosa ha detto?”-“non era felice ma ha capito”-“questo è amore!”-“no! questo è il matrimonio: è diverso!”

La prova è ardua ma se saprai trasmutare l´energia bruta che ribolle in te, il piombo interiore diverrà oro e la luce tornerà a risplendere.

comunque sia ….. da scrittrice, madre, donna in carriera, moglie , sorella… sei proprio una POLI-amica!!!! D.M.

Proverbio turco : “Prima di amare, impara a camminare sulla neve senza lasciare impronte”

pidocchi

“Se subisci un’ingiustizia, consolati: la vera infelicità consiste nel commetterla”.(Democrito)

Non camminare davanti a me
potrei non seguirti.
Non camminare dietro di me
potrei non sapere dove condurti
Cammina al mio fianco
e saremo sempre amici

Non pensarmi mai, se non ridendo…

Trovare non e’ niente. Il difficile e’ aggiungere a se stessi quello che si trova.

La luna porta sempre fortuna alle streghe!

Non possiamo dirigere il vento, possiamo solo orientare le vele.

Se non hai un sorriso, te ne darò uno dei miei!

Gabriele P. ” Quando m’iscirssi a FB feci un torto alla mia intelligenza? Ne pagai lo scotto? Fibrillarono le mie certezze? RIMASI QUELLO CHE ERO. Con una piccola differenza, forse. Prima ero uno coglione solitario, ora sono spesso condiviso.”

Il calabrone vola, ma pare abbia ali troppo piccole e leggere per sopportare il suo peso. Ma lui non sa . E quindi VOLA! così narra la leggenda del calabrone 
La forza di volontà è il vero traino della vita.


Mi piacciono le storie a lieto fine, perchè a volte vale la pena sognare. 

FEBBRE!!!!!

Il vero amico prevede il tuo bisogno, non aspetta che tu gli chieda aiuto.

Le uniche cose che ti appartengono davvero sono i tuoi sogni e la libera volontà di vivere la vita nel modo in cui desideri farlo. Tutto il resto lo prendiamo soltanto in prestito.

“Le persone starebbero meglio la mattina se ricevessero un bacio sul naso.”
( Lucy di Charlie Brown)
Mira alla Luna e , se proprio non riesci a prenderla, afferra una stella!
Mai discutere con un idiota. Ti trascina al suo livello e ti batte con l’esperienza. (Oscar Wilde)

Chi ha un perchè per vivere, può sopportare tutti i come. ilsimplicissimus 

È noto che soltanto uno spermatozoo su circa trecento milioni arriva a fecondare l’ovulo da cui nascerà un determinato individuo; il che ognuno potrà giudicare se, nel suo caso, si sia trattato di un’incredibile fortuna o di una scalogna tremenda. [Giovanni Soriano – Finché c’è vita non c’è speranza]

“Bisogna avere un caos dentro di sè per generare una stella danzante.” (Nietzsche) [IO SONO INCASINATISSIMA….HO UN FIRMAMENTO, UN INTERO CORPO DI BALLO!]

«La bellezza è verità, la verità è bellezza: questo è tutto ciò che voi sapete in terra e tutto ciò che vi occorre sapere”.John Keats.

La verità è sparsa un po’ ovunque. Dunque è importante saperla mettere insieme, come con i pezzi di un puzzle…

GIRA L’ESTATE

Cosa guardi, tu guardi me
Non hai visto anche lui con me
Mentre stringi la mano lo guardi a fondo
Ma tu guardi tu vedi me
E non lo sai
Se ti volti ancora è finita
Se ti volti vengo li da te
Senza niente di buono da dire
Chiudo gli occhi e con le mie dita
Ti percorro, ti percorro se
Non ho niente di meglio da fare
Che restare a giocare
Gira l’estate mi gira un po’
Sui fianchi e sul viso
E’ un disco
Che mi comprerò
Gira l’estate sogno di te
L’amore perverso è un cerchio
Conto fino a tre
Conto fino a tre
Cosa guardi, tu guardi me
Vedi a lui non dispiace se
Se ci vieni a trovare
Quando ti pare
Guardi lui e poi guardi me
E già lo sai
Se ti volti ancora è finita
Se ti volti viene lì da te
Senza niente di meglio da fare
Che restare a guardare
Gira l’estate mi gira un po’
Sui fianchi e sul viso
E’ un disco
Che mi comprerò
Gira l’estate sogno di te
L’amore perverso è un cerchio
Conto fino a tre
Uno non parlare
Due non guardare
Tre baciare
Conto fino a tre
Gira l’estate mi gira un po’
Sui fianchi e sul viso
E’ un disco che ci suonano
Solo in estate quando si fa
L’amore all’aperto
E si vive in un’altra età
In un’altra età
Cosa guardo io guardo te
Cosa guarda lui guarda te
Togli quell’imbarazzo
E lasciati andare
Cosa guardo io guardo te

un ‘altra stella in cielo

Ora una stella nuova brilla nel firmamento
In questo momento i tuoi amici si stanno ritrovando per commemorarti a modo vostro, nel modo che solo i giovani sanno fare
A noi più vecchi, più grandi, più saggi, più pesanti resta solo un vuoto profondo
Nel corso della mia vita, ho saputo , ho visto, ho toccato con mano il dolore della perdita di un amico morto troppo presto
Non che ci sia un momento giusto per morire, O meglio, nessuno sa quando è arrivato quel momento, e ci si augura di avere fatto, detto, pensato , costruito e lasciato il meglio , solo il meglio.
Perdere la vita troppo giovani lascia quel senso di incompiuto, di vuoto, di rammarico che è e rimane  incolmabile
Con l’andare del tempo c’è un continuo, costante mutamento di base, che ti fa progredire verso il tuo destino, ma il cuore e i pensieri per chi se ne è andato troppo presto restano attaccati a immagini, sensazioni, emozioni che si affievoliscono, ma non scompaiono mai!
    Ricordo quel ragazzo, frequentava la terza superiore, io ero in seconda, morto mentre scalava una delle sue amate montagne,. Ricordo le espressioni dei suoi compagni di classe, dei suoi amici, di chi era con lui in quel tragico momento.
    Ricordo i giochi , le battaglie tra bande di cortile fatte contro e insieme a quel ragazzo schiantatosi in auto a poche centinaia di metri da casa, mentre tornava dal turno di notte in fabbrica. Ricordo gli occhi di sua mamma che muta chiedeva a tutti di riportarglielo indietro.
      Ricordo gli occhi di quella bimba che giocava con mia figlia, che sfuggita al controllo della mamma è finita sotto l’auto di un’altra mamma all’uscita dell’ asilo, mentre tutti si stavano organizzando per andare al cinema insieme. Ricordo il supplizio di tutti… ricordo i mesi in cui si piangeva e si provava pena per tutte  e due le mamme così lacerate nel loro dolore.
    Ricordo gli scherzi che mi faceva Martin al lavoro, gigante buono, che ha perso il controllo dell’auto sull’asfalto bagnato. Ricordo che ci dicevamo che se avesse avuto la cintura, forse sarebbe ancora qui, a cantare la canzoncina fastidiosa (Laura Pausini Non C’è) con la quale mi diceva che mio marito non era lì.    Ricordo la voce di sua madre, che urlava in chiesa la sua disperazione per avere perso quel figlio buono.
     Ricordo i riccioli biondi e gli occhioni della bimba a cui facevo al babysitter , che ormai divenuta donna , mentre parlava con il suo ragazzo si accascia a terra e muore a 20 anni ; ricordo con emozione la sua mamma che al funerale mi ha detto ” TI ASPETTAVO….” lasciandomi senza parole e ancora adesso mi commuovo nel ricordarla nel suo dolore dignitoso. E per me è ancora straziante ricordare il suo papà, burbero e schivo, che urla CIAO mentre la portano via : la sua voce poteva far crollare una montagna, ma la sua bambina bellissima non sarebbe tornata indietro.

      Ricordo la notizia di poco più di un anno fa: é morto in un incidente banalissimo un ragazzino di 14 anni. Lo avevo conosciuto appena nato, in ospedale, io e la sua mamma eravamo in stanza insieme. Poi ha frequentato l’asilo con i mie figli. Quel funerale, dove i suoi amici hanno suonato e cantato  

lasciandoci tutti senza fiato e con il cuore gonfio di dolore. Oggi ho rivisto quella mamma a cui è stato portato via il figlio troppo presto. Ho rivisto quegli occhi azzurri come il cielo pieno di sole, con quel fondo di tristezza e sul suo viso la pesantezza della quotidianità resa quasi inutile da quella mancanza.
     Il caso ha voluto che l’ho rivista nei pressi della tragedia che ieri ha portato via un’altro giovane. Una fine tremenda … e i suoi genitori, i suoi amici increduli, si chiedono inutilmente perchè…

non c’è un perchè 
non c’è …

rimane solo il dolore, e la montagna di ricordi e emozioni
e con questi continuare a vivere….e sopravvivere
non resta altro…
E a noi che rimaniamo, veniamo colti da quel senso di terrore sottile, di impotenza, di sollievo bastardo nel veder ritornare in tempo a casa i nostri figli e li benediciamo in silenzio mentre le lacrime scendono copiose nel pensare alla disperazione di chi il figlio l’ha perso.

NON C’E’ ALTRO

…e meno male con non sono Donata!

A causa della vecchiaia e del cattivo uso dei miei muscoli e delle mie articolazioni, vado a fare fisioterapia, diretta conseguenza delle mani del fisiatra di luglio e  dei suoi aghetti…( sospiro….)

Mi sono iscritta in un centro di fisioterapia a quel tipo di ginnastica che dovrebbe aiutarmi a recuperare il controllo di questo ammasso di morbidezza che mi ritrovo.
Il fisioterapista è un tipo che ti mette a tuo agio, in ogni caso, piuttosto simpatico e attento alla tua personalissima esigenza.
Ci sono andata una prima volta e ero agitatissima! Mi trovo sempre agitata a mettermi a fare sforzi o a cambiare postura o a mettermi in certe posizioni.
Io e il mio corpo siamo due entità che viaggiano su universi paralleli.
Ho una percezione di me molto diversa dall’immagine che vedo riflessa nello specchio che è sempre piuttosto deludente e triste…eh sì…ovvio alla cose con il mio continuo autoderidermi, ma anche se fossi , che so, Mag Rayan, credo che non troverei niente di bello in me….ho proprio un cattivissimo rapporto con sto corpo.
Ma state sicuri, che se non fossero tutti questi piccoli, grossi acciacchi, mi accetterei così: DIVERSAMENTE MAGRA e MORBIDOSA.
Proprio i malesseri mi spingono a recuperare per star meglio. La prima volta è andata, tra una risata e una battuta , direi piuttosto bene…
Sono tornata una seconda volta.
Il fisioterapista mi vede arrivare , lo saluto e lui contraccambia con un gran sorriso e un :” BEN ARRIVATA DONATA!”
Lì per lì, sto zitta e mi cambio, pensando che forse ho capito male.
Mi fa iniziare con la cyclette e mi dice il mio programma e finisce la frase con DONATA.
Allora gli faccio notare che non mi chiamo Donata, lui si scusa con una battuta e inizio a pedalare e finisce tutto lì.
APPARENTEMENTE
Dopo aver finito con la cyclette mi fa fare altri esercizi che dovrebbero far funzionare meglio il tutto.
Scherziamo, lavoro, sudo, maledico l’esercizio che sto facendo… insomma tutto nella norma.
Poi, sopo una mezz’oretta, arriva una signora piuttosto in là con gli anni, bassa, grassa ( più di me, molto di più), con pochi capelli cotonatissimi in testa e di color rosso mogano acceso con menches rosso scuro e aranciate.
Si mette sulla cyclette, pedala, e tenta di fare conversazione, mentre io sto scoppiano lavorando a un macchinario terribile, ansimo e gemo emettendo qualche parola.
Lei finisce sul suo riscaldamento, scende dalla cyclette e mi passa davanti, dirigendosi verso altri attrezzi.
Indossa un paio di leggins dilatatissimi e molto aderenti, da cui escono, tra l’altro,  due polpacci enormi, cicci e piani di bitorzoli cicciotti, il suo sederone sembra quelli degli ippopotami di Fantasia .
E in quel preciso istante, mentre la soppeso, in ogni senso, il fisioterapista le parla dicendole: “DONATA, VAI E FAI QUESTO MOVIMENTO…”
Io non sento più quello che le sta dicendo. Io mi soffermo in modo speciale sul suo nome: Donata!
Che è un bel nome, colei che è un dono, porta un buon significato e è di buon auspicio.
Ma poco prima il fisioterapista, che improvvisamente trovo meno simpatico, mi ha chiamato come lei, mi ha confuso con lei. Un brivido mi corre lungo la schiena, non so se è perchè sto sudando, manco fossi in una sauna, o se è perchè mi sono sentita scambiata per quella caricatura di donna.
Avevo voglia di andare dal fisioterapista brillante come la nebbia in val padana  e dirgli di cambiare le lenti degli occhiali e di leggere meglio le informazioni che ha su quel benedetto computer!
Insomma !!! Già ho poca stima di me, ma vedersi scambiare per un ippopotama non è proprio quello che si dice un colpo di fortuna ! Ci ho messo un pò, ho messo tutta la mia frustrazione e rabbia nel fare gli esercizi e ho negato l’evidente dolore che provavo al ginocchio, pur di dimostrare a me stessa che IO SONO MOLTO DIVERSA DA DONATA! 
Poco dopo, mi sono detta, “…e meno male con non sono Donata!”, poco convinta, però….

storia alternativa

Ieri sera nella solita riunione programmatica della Consulta , è arrivato un personaggio!
Esperto in storia, ma quella BELLA, quella raccontata che resti a bocca aperta!
altro che quella noia che ci propinavano a scuola!
Di quella ricordo a malapena qualche nozione, che collego alla storia dell’arte del mio amatissimo professor Pietro Marsilli. Come lui nessuno, lui e la sua ERRE moscia, lui che raccontava aneddoti raccapriccianti o piccanti su qualche artista, lui che entrava in classe e imponeva l'”OSCURAMENTO” per la visione delle diapositive e alcuni di noi potevano dormicchiare, altri (io, per esempio) che prendevano appunti golosamente. Pochi insegnanti lasciano il segno, lui è uno di quelli! Insieme al professor Gianni Mosna, gran figo, nonostante il capello bianco e il labbro leporino che lo rendeva bello e dannato. Lui non ha saputo trasmettermi il suo amore per la letteratura, ma sicuramente mi ha dato molto umanamente. Poi ci sono stati altri, come FRANCO BALDI professore di laboratorio: lui mi ha dato fiducia e ha fatto aumentare l’autostima. Tutti personaggi che a modo loro, oltre alle materie, mi hanno insegnato a camminare nella vita. Altri insegnanti, persone assolutamente integerrime, buoni educatori, sono passati per la tangente mancando loro il FATTORE X, lasciando un vago ricordo del nome o della materia che insegnavano. Un paio di loro li ricordo perchè erano un pò “strani” : c’è il professore Tamanini, per esempio, noto per il suo tentativo continuo e noiosissimo di insegnarci “la vita” con le sue spiegazioni su anticoncezionali e sessualità nelle ore di Disegno Professionale.
Ieri sera è venuto a trovarci il coordinatore Upad, per organizzare gli incontri e le conferenze e altri progetti per l’anno 2012.
Lui ama molto la storia, che ci ha incantato con brevi cenni su vari argomenti di vari periodi, soprattutto sugli Indiani d’America, o sul fatto che la Chiesa ha sempre tenuto bassa la cultura del popolo per poterlo controllare meglio, oppure che Omero racconta e mitizza la vita di Ulisse, ma che lui si è perso nei mari del nord, e non nel Mediterraneo …e via dicendo… tutte cose che in parte sapevo, ma che per pigrizia e ignoranza non ho approfondito più di tanto. L’uomo ha sempre viaggiato e scoperto rotte nuove, ma per motivi di potere e controllo, pochi sapevano di tutte queste cose in passato. Il buon Colombo, non ha scoperto l’america , ma ha aperto le rotte per raggiungerla al mondo. Affascinante e curioso! Chissà , poi perchè il popolo bue non ha mai protestato, non si è mai ribellato, e se lo ha fatto generalmente si è sempre trovato un esercito pronto e fatto per sopprimerlo!
Una riunione speciale, ricca di cultura, di possibilità, costruttiva e intelligente! Che fa capire quanto possiamo avere da queste opportunità!
Chissà se riusciremo a portare un pò di cultura  e di novità in questo paesello, dove a parole sono tutti interessati, poi ognuno si fa gli affari propri e tutti sono bravi a criticare e giudicare e guardandoti dall’alto in basso, ti dicono ” Io lavoro, Io ho questo o quello, Io qui io lì…” e poi non si fanno mai vedere agli appuntamenti e alle manifestazioni!
Noi della Consulta, ci proviamo sempre, ci piace farlo, lo facciamo perchè ci crediamo, ma spesso vediamo la grande indifferenza di questo paesello. L’unico nostro obbiettivo è portare qualcosa di bello e di divertente e intelligente , e l’unico nostro rimborso è vedere la gente contenta e viene numerosa! Il volontariato non è capito, è molto sottovalutato e snobbato…eppure ce ne sarebbe di motivi per FARE e per crescere culturalmente ! Ma evidentemente il popolo bue vuole restare tale e si racconta mille scuse per non cambiare e dare la colpa agli altri delle proprie manchevolezze…
o sbaglio?