Al verde – Pensieri e parole raccolte, sentite, meditate in SETTEMBRE 2012

l’estate è finita : è FREDDO!

Il tedio non è la malattia della noia di non aver nulla da
fare, ma una malattia più grave: sentire che non vale la
pena di fare nulla.  ( C. Sartore)

Di ciò di cui non si può parlare, si deve tacere. 
Wovon man nicht sprechen kann, darüber muß man schweigen.
L. Wittgenstein

LE REGOLE DELLA FELECITA’ : 
fa qualcosa, ama qualcuno, spera in qualcosa! 
                                                    Immanuel Kant




due mesi senza stipendio



28.09.1992

Era un lunedì, era il mio primo giorno di lavoro del primo giorno della mia nuova vita.
Partii da casa alle 06.30 con la 126 rossa di mia mamma, per essere certa di arrivare alle 08.00 puntuale a Bolzano. Ero al settimo cielo. Avevo passato un’estate strepitosa, con un sacco di cose nuove. Avevo persino tradito il ragazzo che stava con me da più di 5 anni. Mi ero messa sul mercato, inconsapevolmente, lavorativamente e emotivamente. Il 4 settembre, un venerdì ( ho un’ottima memoria per quanto riguarda le date: il mio professore di storia dell’arte mi diede dei voti altissimi proprio per questa dote in quinta superiore), feci un colloquio di lavoro a cui ero invitata da un collega. Il lavoro era a Bolzano. Io ci andai, ma senza pensare troppo. La prima persona che vidi fu un ragazzo di 25 anni dai capelli scuri, gli occhi verde sottobosco, che parlava con un leggerissimo accento tedesco e balbettava un pò. Mi si presentò mentre aspettavo di fare il colloquio, parlammo del più e del meno per parecchi minuti. Scoprii dopo il colloquio che era il socio della ditta che mi offrì un contratto eccellente. Tornai a casa con un contratto firmato, un’ottima paga con rimborso spese per il viaggio e per l’eventuale affitto di un’appartamento in zona Bolzano. Il lunedì consegnai a mano la lettera di licenziamento. Feci gli ultimi giorni di lavoro con molta leggerezza e continuai a ripetere a chiunque che avevo detto di si solo e solamente per gli scanneristi di Bolzano. Pensavo di scherzare nell’affermare quella cosa: avevo un ragazzo, la nostra storia si tirava avanti con la noia di intenti diversi e la mia voglia inconscia di riconoscere i miei talenti. Ma non sapevo ancora quanto mi sbagliavo. Passarono i quindici giorni di preavviso, e la domenica sera, quella prima del primo giorno di lavoro, mi venne naturale parlare chiaro con il mio ragazzo e dirgli che era tutta l’estate che ci facevamo un pò ognuno la propria vita e che ora io sarei andata e tornata ogni giorno da Bolzano. Volevo un pò di tempo per vedere cosa poteva succedere. A dire il vero durante la primavera successe una cosa che ci fece discutere in maniera forte, spropositata, ma che sancì il mio allontanamento. Una ragazza si fece male atterrando malamente con il parapendio. La sera, dopo averla vista immobilizzata a letto per tutta l’estate, tornando a casa scoppiò la discussione che andò subito sugli intenti che avevamo per il futuro. Lui voleva volare, arrampicare, viaggiare. Io volevo cominciare a pensare a qualcosa di più maturo, una casa, matrimonio, figli. Solo cominciare a pensare, ma lui negava persino di parlare di cominciare a pensare.  Ma lui scattò in una scenata pazzesca. L’auto era la mia ( o meglio di mia madre, la 126 rossa) e mi fermai immediatamente urlandogli di scendere. Lui scese, io piansi. Ma tornai a casa. Pensai che non si facesse più vedere. Il giorno dopo tornò a bussare alla mia porta. Ma in me si era rotto qualcosa. Da quel momento cominciammo a frequentare compagnie diverse, e mi piacque molto essere cercata perchè ero IO, ERIKA, e non la ragazza di… Lui andava in montagna , io al lago con voletto serale in parapendio.Lui andava ad arrampicare, e io andavo a fare una camminata in montagna con gli amici. Lui andava a volare, mentre io ero di nuovo al lago con grigliata serale insieme a tutti gli amici. L’estate volò. Mi proposero tante cose e infine un lavoro che mi piaceva, pagato benissimo, e come capo c’era quel ragazzo bello e molto impegnato, dato che sulla carta d’identità c’era indicato “imprenditore” alla voce professione. Non sapevo ancora che questi pensieri avrebbero portato un cambiamento veramente sostanziale nella mia vita.
Il 28 settembre alle 7.50 entrai in ufficio. Salutai i presenti e il socio “anziano” ( aveva circa 16-17 anni in più del giovane), mi diressi verso la mia postazione. Entrai con passo sicuro e una voce mi chiese:” e il ragazzo cosa dice di questo nuovo lavoro?” . Mi girai verso la voce. Il ragazzo era seminascosto dal macchinario ( uno scanner a tamburo di notevoli dimensioni) e la luce della finestra dietro di lui mi rendeva difficile vedere il suo viso. Senza pensare risposi:”L’ho lasciato ieri sera…”. Da quel momento gli bastò poco per farmi innamorare definitivamente e inesorabilmente. Mi diede un bacio a tradimento, il suo bacio morbido che annullò ogni tipo di dubbio, dopo una settimana. Uscimmo insieme il 9 ottobre. Iniziammo a convivere senza troppa ufficialità il 10 novembre, nel MIO appartamento. Da quel momento non ci lasciammo più. Ammetto che ci abbiamo provato, per naturali crisi della coppia, ma io sentivo che “LUI è quello PER SEMPRE”. E dopo le dovute elaborazioni e trovando mille nuovi equilibri, sono passati 20 anni da quel 28 settembre 1992.
Oggi ho pensato che forse vorrei aver fatto scelte diverse in passato. Ma credo che questa sia la scelta migliore che ho fatto. Intendo dire venire a lavorare a Bolzano, naturalmente!

WiTH or WiTHout YOU

La prima gita in prima superiore la associo a questa canzone. Non ricordo altro che a causa del maltempo la gita sulla neve, nell’ambito di una sorta di olimpiadi tra le scuole -credo-, con tanto di gare di sci e pattinaggio, è finita in una discoteca di un alberghetto di Folgaria (TN).
E ricordo di essere finita -giuro: non so come e nemmeno il perchè- sulle spalle del più figo della classe, con il quale avevo scambiato forse cinque parole dall’inizio dell’anno scolastico, a ballare (lui) e cantare (lui) questa magnifica canzone. Era la prima volta che mi capitava una cosa del genere. Era la prima volta che vedevo una discoteca. Di quella giornata ricordo questa fotografia: io sulle spalle di Lui e la canzone sparata a mille nelle orecchie.
Ho continuato a fare la secchiona timida per il resto delle superiori, tranne che per qualche sporadica esperienza che racconterò man mano che mi verrà in mente.
Ero tutta scuola e studio ( mai abbastanza per mia madre) e il massimo che mi concedevo era il famoso “Giro al Sass” di Trento. Dove giravo con le mie amiche del cuore e  vedevo tanta bella gente. E nulla di più.
Non è di molto tempo fa che un tipo piuttosto interessante mi ha detto che si ricorda di me in quei  pomeriggi a girare lentamente in città e che si era preso una cotta per me, nonostante non ci conoscessimo… che pirla io, che pirla lui… Ho la sensazione che stare troppo alle regole e avere paura di tutto quello che risultava “proibito”, mi ha fatto perdere tante tante cose belle e interessanti e non necessariamente “cattive”…
Intanto ogni volta che capita di sentirla alla radio, ascolto la canzone a tutto volume e quell’immagine di quella ragazzina sulle spalle del biondo figo mi torna subito in mente….

(U2) With or Without You

See the stone set in your
eyes
See the thorn twist
in your side
I wait for you

Sleight of hand and twist of fate
On a bed of nails she makes me wait
And I wait without you

With or without you
With or without you

Through the storm we reach the shore
You give it all but I want more
And I’m waiting for you

With or without you
With or without you
I can’t live
With or without you

And you give yourself away
And you give yourself away
And you give
And you give
And you give yourself away

My hands are tied
My body bruised, she’s got me with
Nothing to win and
Nothing left to lose

And you give yourself away
And you give yourself away
And you give
And you give
And you give yourself away

With or without you
With or without you
I can’t live
With or without you

With or without you
With or without you
I can’t live
With or without you
With or without you

quella volta che mi hai detto ” SAI, FORSE, MI SONO SBAGLIATO”

eccola
questa è LA CANZONE

I Hear You Call (Bliss)


Though you don’t call me anymore,
I find myself waiting.
Be no more letters from you,
So what’s wrong anticipating?
I wanna tell you so,
The way I been changing my life,
But if you come back to me,
Let water change to wine.

Hit it, baby, oh oh oh. (2x)
It’s what they call a miracle,
I hear you call my name.
I hear you call, I hear you call,
I hear you call my name.

Though I can’t see you no more,
I feel your eyes watching.
Guess I’ll try taking you.
It’ll be a one way conversation.
I wanna rescue my soul;
Beg you please, find me.
If you come back to me,
Let water change to wine.

Repeat chorus

I been looking around for a sign.
I’m so blind. You were there all the time.
“Always be there”, you once said to me.
All I had to do was believe.

Repeat chorus

i miei ricordi: Il nostro amore era all’inizio. Era molto potente, e tu si sei spaventato, ti sei preso la pausa. Io disperata tornai a casa dato che la settimana lavorativa era terminata, e in testa mi ronzava questa canzone. Qualsiasi cosa facessi avevo in mente questa canzone e avevo la sensazione che voltandomi, ti avrei trovato. Il week end finì, e tornai al lavoro: lavoravo accanto a te, purtroppo, o per fortuna. Entrai in ufficio tremante, cercando di simulare una sicurezza e una sfrontatezza che non mi avevo. Tu lavoravi. Non hai alzato la testa per un pò di tempo da ciò che facevi. Io cercavo di fare la brillante, come se niente fosse. Poi ti sei girato e con la voce rotta dall’emozione mi hai detto: ” SAI, FORSE, MI SONO SBAGLIATO”. E tutto è tornato a brillare sul serio. Avevi passato il week end a pensare a me, e io sentivo che mi stavi cercando.
Ho sempre pensato che la nostra vita assieme fosse una specie di storia magica, perchè aveva i tratti di certi film romantici. Per certi versi è proprio così.
E sento ancora che chiami il mio nome, anche quando sei sfuggente e ti nascondi per non affrontare i problemi sperando si possano risolvere da soli. 
E mi spazientisco, perchè non hai più vent’anni.
E mi sale l’amaro in bocca, ma accompagnato da quel piacevole sorriso di chi ti conosce da sempre così profondamente che, se anche fuggi per un pò, sa che tornerai sempre e mi dirai ” SAI, FORSE, MI SONO SBAGLIATO”

Luce argentea di prima mattina

Non riuscivo a decidermi , così le ho messe entrambe.
Le ho scattate stamattina accostando l’auto in modo poco elegante, diciamo così, scendendo verso il paese, con il cellulare.
Ma la luce era spettacolare, argentea, fredda e brillante.
Le nubi soffici, grigio perla, a macchia di leopardo, adagiate tra vigneti e meleti, in piccole valli al di là della altipiano dell’Oltradige, oltre la Valle dell’Adige, verso i monti che anticipano il Rosengarten.

Siamo riusciti  fare quello che dovevamo, siamo anche scesi a qualche compromesso, ma la casa prosegue.
Ho fretta ora. Voglio i miei spazi, voglio dormire nella mia stanza, voglio cucinare nella mia bellissima cucina, voglio fare la doccia nel mio bagno, con i miei ritmi, con le mie abitudini. Voglio riempire l’armadio, voglio fare l’amore nel mio letto. Sto fremendo per avere ciò che ho sognato e progettato e continuo a immaginare, persino a sentirne i profumi, a suggestionarmi nei particolari e che ora stiamo costruendo. Il nostro piano è in attesa “solo” delle finestre, dei pavimenti e degli intonaci. Poi manca solo l’arredamento, per il quale però, voglio pensare con calma. Metteremo solo l’essenziale : i letti per dormire, la cucina per mangiare e i bagni. I dettagli verranno da sé. Vedo la fine, almeno quella che ci permetterà di entrare in casa nostra -spero- per Natale. Poi tutto il resto – il giardino, la terrazza, il garage- potrà venire con più calma, nascendo a primavera come i bulbi di tulipani e narcisi. E con la benedizione del sole potrò godermi le meravigliose viste di cui possiamo godere. Perchè vivo in un paradiso, e ora che arriverà l’autunno con i suoi magici colori sarà spettacolare.

Vista speciale

Oggi è piovuto
Non tantissimo
Ma per tutto il giorno il tempo è stato decisamente pessimo
Alle 18.30, sono uscita ( per la quarta volta nella giornata, ma questa è un’altra storia da raccontare in altri momenti) per andare alla riunione del circolo Tennis di Margherita, per sapere i nuovi orari degli allenamenti.
Come spesso mi accade con i paesaggi intorno a casa mia sono rimasta a bocca aperta a questo mi è parso alla vista. Ho scattato una foto immediatamente, mentre ho avviato nei primi metri l’auto lungo la stradina di casa. E non ho potuto non postare questa foto, scattata con il cellulare e quindi di cattiva qualità.
Ma il raggio di sole che illuminava la montagna che circonda Bolzano e il cielo plumbeo a contrasto, incoronavano la placida cittadina che pare dormire tra verdi guanciali.
L’effetto è un quadro che non posso tenere solo per me

19.09.2012 Vista su Bolzano con lo sfondo dell’alpe di Siusi. ore 18.30

La prima neve, estasiata in ammirazione

Oggi sono andata oltre confine insieme a mio marito.
Non male come giornata
Siamo partiti da casa prestino, intorno alle 7 del mattino,  con il cielo azzurrissimo, l’aria frizzante, la temperatura intorno agli otto gradi.
Siamo arrivati al Brennero avendo solo intravisto le cime spolverate di bianco, ma attraverso una nebbia fitta.
Una grossa nuvola si è riposata al passo e il paesaggio era precluso agli occhi.
Siamo arrivati e la temperatura era di 6 gradi. 
“Aiuto…” ho pensato “l’autunno è proprio arrivato…”
Abbiamo fatto tutto ciò che dovevamo, con una buona soddisfazione da parte di entrambi e il nostro progetto casa è in pieno svolgimento e con sempre più chiara definizione dei particolari.
Finite le commissioni, abbiamo ripreso la strada di casa e l’aria trasparente ci ha permesso di vedere il paesaggio. Persino la temperatura ha permesso di non ricordare che poche ore prima tremavo per il freddo.
Prati verdi, boschi folti, cime bianche, cielo terso di un azzurro incredibile. Ho scattato un paio di foto con il cellulare mentre mio marito guidava. La qualità delle foto non è certo buona, ma questa immagine rende l’idea della meraviglia che i nostri occhi hanno visto.

Soprattutto la prima neve, così splendidamente candida che contrastava con l’azzurro leggero e trasparente, ma al contempo così imponente, sopra quel mare immenso di boschi e prati verdi.
Che bella la nostra Terra…
Che bello il Creato
In questi frangenti , mi è impossibile non pensare a quale Dio possa aver creato tutto ciò, perchè tutta la scienza possibile non può bastare a spiegarmi tutta la meraviglia dell’universo
E resto in estasiata ammirazione ….