2013- Bilancio

La prima volta
Non è facile decidere se e cosa tenere e portare nel nuovo anno e cosa invece lasciare indietro e cercare di non ricordare più.
So che il 2013 è iniziato “male”
Dato che il Natale 2012 , poco prima dell’inizio del 2013, è stato decisamente triste e pesante, ero già vicina la limite delle mie forze. Ne ero più che certa.Quindi ho sempre “saputo” che questo 2013 sarebbe stato pesante, ma ce l’ho messa tutta, ci ho creduto, provato, sono caduta, mi sono rialzata, ho pianto, e riso. Ho vissuto, tutto qui. Ma è stato meglio di questo Natale, a dire il vero. La pioggia che pareva il Diluvio Universale, le temperature che sfiorano i 10°, la pesantezza di un intero anno molto pesante, mi ha fatto vivere in modo negativo la festa a cui, di solito, mi piace vivere, preparare, attendere, con una sorta di infantile senso di sciocca e leggera allegria.
Riassumo a grandi linee il 2013, ma è la prima vola che lo faccio, so per certo che non sarò imparziale, dato il mio stato d’animo, ma provo a farlo, ci provo, sperando che il prossimo bilancio di fine anno possa essere migliore, e lasciare nella mia vita e in quella che mi sta accanto qualcosa di buono, un seme che sarà frutti e porterà l’amore ovunque.
La Casa dei miei sogni, che diventa un incubo: ogni vicissitudine legata ad essa che si trasforma in un sorta di tortura, di delusione, di dolore fisico, mentale, emozionale.
Rapporti che si palesano per quello che sono: di comodo, e vuoti per qualcuno, profondi e ricchi per altri. Persone nuove che riempiono i vuoti lasciati da altri. Vecchi amici che ritornano, non sono mai andati via. Nuovi amici che sono in periodo di prova. Legami famigliari che diventano pensanti e vanno tenuti a distanza. Legami famigliari che erano veri solo nella mia testa. O meglio ci avevo messo troppa aspettativa e va bene così, ho capito. Anche se fa malissimo.
Il lavoro che mi va stretto, ci provo, inizio un nuovo rapporto ma non funziona, non va bene per me. Il lavoro che vorrei cambiare tutto, sono stanca, so che potrei fare, ma sono esausta e esaurita per le vicende casalinghe, e poco mi posso/voglio dare e quindi cala, mi soffoca, mi delude. Mi deludono persone che già sapevo che non sarebbe il caso di poterci contare.
L’avventura in politica, entusiasmante, importante, persone motivate, altre che dimostrano il peggio dell’essere umano, ragazzi che ricordano a tutti che il mondo è loro, e hanno tutti i diritti di estromettere il marciume che c’è in giro, ma il lavoro è tanto e troppe blindature a impedire di fare la differenza. Però è una cosa bella, se resti con il piede ben piantato per terra.
Poi la mia famiglia, nel senso stretto. I figli: stanno crescendo, hanno i loro ritmi, le loro esigenze, le loro idee. E tu, madre, sei solo una tassista, una banca, una spalla su cui poggiare, ma poco , perchè fuori c’è altro da provare.
Poi ci sono le prove della stanza da letto, mesi a piangere di notte, perchè la casa non va bene, non è la posizione corretta, non ce la faccio più. Cambio studio/stanza .
pare funzionare, va meglio, dormo di più… Ma la coppia non c’è…

Ecco il disastroso, pessimo, pesantissimo bagaglio del 2013.
Iniziare il 2014 con un bagaglio del genere fa pensare solo che ” potrà migliorare”…
Non riesco a ricordare un anno così nella mia seppur felice e breve vita.
Non c’è stato nei miei primi 44 anni una sorte così pesante e avversa, pur restando in piedi, e sempre continuando a camminare, trascinarmi nel futuro, sperando di girare l’angolo e trovare la porta giusta.
Ecco…
Non riesco a scrivere altro per ora.
Attendo il 2014, e voglio scordare il 2013
e se perderò altri pezzi della mia vita spero siano solo e solamente rami secchi!

In verità, lo attendo il 2014 con un sacco di speranza. Come ogni nuovo inizio, energia nuova, aria nuova, voglia di emergere, voglia di fare…
ci spero…tanto…non deludermi, per favore, non lo fare….penso che non potrei proprio sopportare altra dolorosa tortura emotiva.
per favore…

IL GRANDE ASSENTE : per colui che dovrebbe essermi accanto

Non ci sei
forse non ci sei mai stato
mi sono illusa, ho illuso i nostri figli
Ho lottato
Ho creduto
Ho sognato
Ho progettato
Ho urlato
Ho pianto
HO RISO TANTO
ma ieri mi hai ammazzata definitivamente
o meglio non mi hai ammazzato, hai spento ogni mia speranza
Io sono viva, ma sono ARRABBIATISSIMA
SONO DELUSISSIMA
Ho solo voglia di allontanarti da me
DEFINITIVAMENTE
Tutto, ho accettato, tutto
Mi sono fatta carico di tutto, anche le colpe del TUO ( o dei tuoi) TRADIMENTO

Ma che ti scordassi di un impegno importante riguardante tua figlia
NON LO ACCETTO
NO!

Forse è da qui che devo ricominciare
Centrano poco tutte le tue altre mancanze, le sopporto, le ho sempre sopportate, addirittura giustificate
Ma vedere che ti scordi di tua figlia mi ha aperto una voragine sotto i piedi
Ma al contempo ti sei palesato.

SEI IL GRANDE ASSENTE DELLA MIA VITA

e la mia vita esiste malgrado la tua assenza, questo lo so.

Devo solo decidere cosa fare…

Intanto aspetto

ci saranno i segni giusti

in questo istante sono molto molto tranquilla

ora mi hai proprio portato al di là del muro

IO DEVO SOLO DECIDERE COSA FARE, e lo farò con calma

So che non ho verserò mai più nè una lacrima, nè una gocci adi sudore per te

Sarebbe sprecato

e tra 4 giorni è Natale….

prendi un giorno a caso

prendi un giorno a caso
ti svegli, controlli il calendario sul cellulare, ti alzi, ti trascini in bagno, ti ripulisci dalla notte e coordini i pensieri, fai colazione, indossi qualcosa- che so…di grigio, il colore della tua anima-, ti trucchi. Gli occhi un tempo erano azzurri, ora sono sempre grigi, velati, ravvivi il colore del viso con quelle magiche creme che paion brillare, un filo di rossetto a disegnare quelle labbra che tanto ti piacevano, che tanto era bello usarle per baciare i tuoi bimbi, che tanto erano morbide, ma che da tempo non trovi il colore giusto, troppo rosa, troppo scuro, troppo viola, troppo… niente è giusto, ma chi ti incontra ti riempie di complimenti: ma è proprio vero che l’abito non fa il monaco, allora?
L’anima grigio piombo, il cuore che pare un macigno, la testa leggera, solo perchè prendi qualche goccia di quel medicinale che il medico ti consiglia per smussare gli spigoli delle giornate.
Ma ti rechi qui e lì, fai questo e quello, consapevole che tutto è inutile, che tutto è comunque destinato a marcire, a morire, a puzzare, a venire travolto da qualcosa e qualcuno e ancora da qualcos’altro e qualcun’altro. Ma via avanti, incontri gente, conoscenti, amici, le stesse parole, le stesse frasi, gli stessi sorrisi, gli stessi pensieri, le stesse domande, le stesse risposte che a nulla servono
Perchè se fosse qualcosa di “fisico” lo potresti estirpare, invece è solo il vuoto, grigio plumbeo, pesante e pungente che ti circonda, ti schiaccia, ti soffoca, ti taglia le gambe, ti ferma il cuore
Ma vai avanti, fai tutto, di più, cogli le occasioni, come sempre, ma non come sempre
e poi torni verso casa
quella che sei costretta a chiamare casa, ma che non riconosci come tale
colpa tua, ti dici, te lo ripeti, colpa tua se la gente intorno ti tratta così, glielo permetti
e sali la strada, a volte accelerando, a volte rallentando quasi a sperare che un ostacolo ti impedisca di arrivarci a casa
entri dalla porta, riconosci tutto, ma come se lo vedessi al di là di una di quelle finestre a specchio, dove vedi, ma non puoi essere vista, e senti il cuore battere, pesante, fa quasi male, il respiro è leggero, in affanno, non arriva in profondità, fa quasi male
le voci dentro casa, ridono, parlano, alzano i toni, li abbassano
la gatta si avvicina, si struscia,
e vorresti stare sola, sola, sola, sola
niente rumori, solo il respiro che si regolarizza, solo il flusso del sangue che scorre nelle vene, solo il battere delle ciglia, solo…
prendi un giorno a caso, uno come tanti, come spesso accade nella vita di chi non ama vivere, qui, almeno
ma non lo puoi dire, ti prendono per scema, ti passerà, ci riderai su un giorno
sì, un giorno, prendi un giorno a caso….uno come tanti…
e provi a scrivere, forse passa, e poi pensi alla tizia che ha sempre la risposta pronta, e al tizio che gli vanno tute bene, all’altra tizia, quella maleducata, quella che va in giro a testa alta, nonostante tutto
poi il pensiero corre a quella là, che ne ha passate tante, ma è sempre bellissima
e a loro, quelli lì, che si lamentano, ma cosa ne sanno loro
Prendi un giorno a caso, a scrivere pensieri grigi piombo, che si affollano in testa, che ci speri che un giorno tornerai a scrivere di successi e felicità
prendi un giorno a caso, dove scopri che persino la tua città è coperta da una forza negativa, non nevicherà nè oggi nè domani, è la città con meno precipitazioni nevose di tutte le Alpi
Prendi uin giorno a caso, non te lo ricordi nemmeno più quando lo hai pensato, ma se fossi proprio tu a portare tutto sto letame in questo mondo? Ma perchè sei qui, se lo stai infestando? a cosa servi? Perchè i tuoi pensieri, che stai mettendo in ordine sono così pesanti? perchè? Perchè in un giorno a caso, poco prima di natale vorresti solamente sparire…perchè….dove, come, quando,
prendi un giorno a caso, e leggi gli oroscopi per l’anno nuovo, ma chi ci crede più?
prendi un giorno a caso….e continui, vai giù, vai su, corri qui corri lì … fai la tassista, compri, spendi, mi serve questo, mi serve quello e corri sempre
ma tu dove sei?
prendi un giorno a caso, e è sempre la stessa storia
tu sei sempre e solo un mezzo e basta
tu sei solo un peso e basta
in un giorno a caso, e acceleri e rallenti, come sulla salita che ti porta in quella casa, che mai sarà casa tua
non in un giorno a caso

ho fatto l’albero di natale, ma lo Spirito del Natale dov’è?

MAI così tardi…
non ho ricordi di avere fatto l’albero così controvoglia e così tardi

Lui, l’albero
é rimasto parecchi giorni fuori, sulla terrazza
quasi fosse un ospite indesiderato, o fuori luogo

Ammiravo il sole sorgere ogni giorno tra i i suoi rami

Solo oggi gli ho permesso di entrare in casa,
 sarà che oggi, dopo tanti giorni non è sereno, il sole è sorto, ma poi il cielo è diventato grigio piombo.

Dicono che non nevicherà per niente, tutt’al più qualche goccia di pioggerellina , anche se spero.
Ci spero sempre, che qualche segno diventi positivo

Ho iniziato lentamente a attaccare ai suoi rami le palle color oro: quest’anno ero decisa a farlo tutto d’oro, quasi per scaramanzia, sperando che l’oro delle palle dell’albero chiamasse l’oro della vita, della speranza


Poi ho proseguito con l’argento e il bianco.
Perchè la neve e il ghiaccio sopra il verde degli alberi ha quel colore: bianco e argento, trasparente, come il vetro, talvolta

Solo poche, piccole palline rosse, tutto il resto ghiaccio e bianco e qualche sfumatura d’oro

L’effetto della foto lo rende pure simpaticamente luminoso… ma è senz’anima
Non la trovo, non la sento l’ANIMA, non lo sento affatto lo SPIRITO DEL NATALE, quello che ti riempie il cuore, che ti fa sperare nel futuro, negli altri, nel mondo, che ti fa essere felice di vivere e di condividere

Mai come quest’anno, mi sento così ….. male… così triste….così senza speranza, così indegna di partecipare allo Spirito del Natale

Io ci provo. Ho continuato a aggiungere palle, e palline.

Ho aggiunto il puntale dorato, con il fiocco
 

 Ho sistemato il vecchio e sgangherato Presepe ai suoi piedi

Ho accennato a una piccola benedizione, indegna, per altro, dato l’animo grigio che mi sento dentro

Quest’anno il Natale è veramente qualcosa che non mi appartiene
Nel cuore non c’è spazio più per nulla
Fingo, mi trucco, indosso la maschera ogni giorno.
Aspetto che il grigio che mi chiude l’anima sia dipanato dal sole, quello che vedo sorgere ogni giorno, che fotografo, che posto su Facebook.

Oggi il cielo andava dal grigio perla al rosa confetto, fino ad arrivare all’oro puro, per poi chiudersi in morbide volute grigio piombo, che tanto fan sperare nella neve, che forse aiuterebbe a creare l’atmosfera giusta…forse

…poi il sole è sorto, come ogni giorno…e come ogni giorno il grigio si è chiuso intorno a me

un altro colpo

Ho organizzato le Primarie 

sono andate bene, anche se il “mio” candidato non ha vinto, arrivando 2° in regione e 3° a livello nazionale
Matteo Renzi è il nuovo segretario nazionale del PD. La mia fiducia è totale, e spero sappia fare quello che dice e che lo faccia in fretta!
Detto questo in casa è successo un terremoto e non di poco conto
Mia figlia mi ha scritto una lettera con una richiesta di aiuto tremenda.
Ammetto che sono spaesata, spaventata, preoccupata
l’abbiamo sempre considerata una tosta, una che sa difendersi, una che non aveva troppo bisogno di noi
invece tutto il contrario
certo anche questo colpo non ci voleva in questo periodo
no
non va per niente bene
e se lei ha bisogno di me, io non so proprio da che parte trovare le energie.
Non so dove sbattere la testa, tutto quello che mi sta capitando direttamente o indirettamente risulta sbagliato, dannoso, umiliante.
Come una roncola che taglia i germogli, tutto il mio lavoro pare germogliare e poi ZAC, tagliato, distrutto, irrimediabilmente in taluni casi, in latri si salva una cosa storpia, che di bello ha solo la forza vitale, ma non da frutti.
scusatemi, se dal problema di mia figlia( che ritengo gravissimo) io parlo solo di me: ma se è su di me che si conta, io non so più so cosa e chi contare. E anche il problema di mia figlia è a causa di sua madre, ovvero io, che , assuefatta da altre 3 esperienze, ho sottovalutato le cose che mi diceva.
sento alla radio una notizia: un carabiniere che per mezz’ora tiene sospesa uan ragazza che voleva fare un gesto estremo riuscendo a tenerla aggrappata alla vita.
chi mi aiuta a pensare che il carabiniere ha ragione e che la ragazza ha torto?
che vita è questa…?
e tra poco è pure natale….