gli Ultimi Saluti

ciao, Cugino Biondo

due anni sono passati
e ti ricordo così, come se fosse ieri, e non è una frase fatta…
Ho provato una sensazione forte quella sera, rientrando dalla riunione.
Un brivido, la sensazione di non essere sola, che a quell’ora non era proprio rassicurante.
I pochi passi verso la porta, girando lo sguardo, cercando nel buoi totale un segno di chi potesse esserci lì intorno a provocarmi quella sensazione forte.
Salii le scale, entrai in casa, sollevata. Ero a casa, ora.
Pochi attimi e arrivò il messaggio ” Ettore non c’è più”
Solo in quel momento capii che eri passato a salutarmi….
E’ stato difficile salutarti, per me, anche se per vari motivi la vita ci aveva allontanato, figli di età diversa- io stessa potevo essere tua figlia o quasi, lavoro, residenze lontane, e ci si perde di vista o quasi e le notizie arrivano filtrate,saltuarie, molte sotto forma di pettegolezzo, quindi le giornate volano, insieme agli anni. Perchè eri e sei sempre il cugino biondo che aspettavo a casa della zia Gina, quando ero bimba, in quelle estati passate da voi, a farmi coccolare, e viziare. Poi ti sei sposato, è nata Claudia, con quei suoi riccioli biondi, che tanto mi ricordano i tuoi, e è arrivato Stefano, quante risate con lui invincibile che saltava da ogni dove rischiando di farsi di male all’urlo ” Io sono l’uomo Bionchico“…. e poi io sono cresciuta, ho smesso di venire dalla zia d’estate. La scuola, il lavoro, i morosi, e poi mi sono trasferita qui, i miei cuginetti che sono cresciuti tanto.
Fino a quella sera in cui mia mamma mi chiama e mi dice che ti avevano ricoverato, erano tutti lì, in ospedale, e sono partita subito, era tardi, ma non mi importava, volevo vederti! TI ho visto, ti ho salutato, sembrava dormissi, in quel reparto tutto cavi, lucette e suoni, un giorno e poi tutto è terminato…ma io ti ricordo solo durante le estati passate a casa tua, e al mare durante il tuo matrimonio con Anna. Così ti ricordo….

Così come è successo quando morì il mio nonno, quella notte del 27 dicembre 1995, o meglio quella mattina presto, perchè erano circa le 04.00. Mi svegliai di soprassalto, guardando la finestra, le cui imposte non chiudevo mai, perchè amavo guardare il cielo, di notte o la mattina appena sveglia, le stelle, la luna e le nuvole e d’estate sentire gli uccellini cantare e il vento giocare con i rami del noce che era lì di fronte, la pioggia battere sul tetto. Mi sono sempre sentita protetta, in alto, in mansarda.
Ma quella notte, mi ritrovai a guardare la finestra seduta sul letto con il respiro un pò in affanno, come se avessi fatto un brutto sogno di cui non ricordo nulla e non percepivo nulla nemmeno allora, e intravedere nella luce argentea, forse la luna, non so, una sagoma alta fuori, sul balcone. Strabuzzai gli occhi, per mettere meglio a fuoco. L’imposta a destra si era socchiusa, quella su cui avevo agganciato tra le fessure delle assi di legno la gruccia con un cappotto a prendere aria. Era alto, il mio nonno, anche se portava un nome buffo, per la sua altezza: Massimino Piccinini. In quel momento pronunciai a bassa voce “NONNO!” e subito mi resi conto che non poteva essere lui, dato che era in un letto d’ospedale. Il cappotto, la luce notturna, l’imposta che si socchiude, forse a causa del vento, e mi è parso di intravederlo fuori sul balcone. Che stranezza, pensai, mentre mi ricoricavo accanto a mio marito che non si era accorto di nulla. Mi rimisi a dormire, con la mano sulla pancia, perchè ero in dolce attesa e sapevo che certe cose erano amplificate, e volevo proteggere la creatura che stava crescendo dentro di me. Ma ci misi un pò a addormentarmi, ero fissa a quell’immagine, quelle spalle alte, lì fuori, sul balcone…
La mattina arrivò la telefonata di mia mamma, che diceva che il nonno era spirato durante la notte. Da quell’istante ho sempre pensato che fosse venuto a salutarmi, a assicurarsi che stessi bene.

Due persone a cui volevo bene.
In entrambi i casi quella sensazione forte che fossero lì, accanto a me, quei pochi attimi prima che la loro vita terrena finisse.

Ti ricordo Ettore, Biondo e Bello, così!
ciao ovunque tu sia.
e se dovessi incontrare il Nonno e mio suocero, dì loro che li penso, spesso

e fuori c’è tanta neve, bianca a coprire tutto
un pò di speranza, un pò di voglia di sognare che torna…

cafoneria e altre disgrazie

Ieri ho fatto un viaggio che doveva chiarire alcune idee, ripartire con alcuni progetti.
Avevo speranze che in parte sono state disattese, ma in buona parte ho messo a segno ciò che mi importava.
Sì. mi sto muovendo come voglio, nella convinzione che le cose possono solo andar e meglio.

Ma non è facile, soprattutto scontrarsi con chi tratta le donne con i cliché peggiori, nonostante abbia davanti persone serie, motivate, intelligenti, e produttive, interessate solo a far il proprio lavoro bene, e a far crescere la cosa nell’interesse di tutti. Non parlo solo di me, ma di tutte le donne.

Il viaggio di ritorno è stato una continua tortura, pensando a quello che avrei potuto rispondere, per sistemare le cose. Di solito ho la battuta pronta, ma solo se sono serena e tranquilla. Quando vengo presa in contropiede, e la lama affonda nell’intimo, nel personale, per farti sentire una mendicante, ecco, lì pecco come non mai di timidezza, inadeguatezza, insicurezza.

Qui sul mio blog, scrivo ciò che penso e voglio, e sarà possibile che verrà letto anche da persone che magari, preferirei non leggessero. Ma non importa
La dignità della persona si misura sulle sue competenze,sulla sua onestà, sulla professionalità, sulla fedeltà. Sminuire una o tutte queste cose, per farsi grandi è meschino e maleducato. e come dice la vignetta se l’ignoranza è una disgrazia le cafoneria è una scelta. 
E questo è peggio, molto molto peggio.

Gennaio 2014-considerazioni positive(?)

In questo mese è arrivata la neve, cosa che sembrerebbe avere poco a che fare con tutto il resto, ma forse non è così.
Sembrano cambiare le cose, in verità.
Vedo più attenzione e percepisco più concretezza nelle azioni di chi vive con me.
Le cose stanno prendendo forma, ognuno ha il proprio spazio, ognuno ha da fare a riordinare le proprie stanze.
Saltano fuori foto e ricordi vari, che a dire il vero non ricordavo più.

Qui siamo noi due, a 7 mesi circa. Foto Erika Zomer
Foto Erika Zomer

 Mentre qui è la bionda di casa, Margherita, più o meno a 6 o 7 mesi

Foto Erika Zomer
Questi occhioni sono di Marianna più o meno a 7 mesi
Foto Erika Zomer

Questo sguardo malandrino è di Martina a circa 6 mesi

Foto Erika Zomer

Questo musetto simpatico è
di quel moccioso di Miki,
 su per giù a 2 anni

Foto Erika Zomer

Altre foto, al mare in Sardegna con i Nonni, la bionda Margherita che pare un’aragosta, e gli altri che sembrano Mowgli versione
“libro di Casa Kӧssler”

Foto Erika Zomer
Qui a uno dei compleanni di Miki, forse 8 o 9 anni. La bionda Margherita sempre con l’espressione “ti faccio vedere io chi sono!” e le smorfie di Marianna che equilibrano la scena.  

Qui siamo in una delle rare foto in cui siamo presenti tutti e sei.
Forse alla Festa della Prima Comunione di mia nipote Carol, nel giardino dei Nonni.

Foto Erika Zomer

Foto Erika Zomer

 La più piccola della casa, la bionda Margherita, ha compiuto 13 anni, ha ricevuto un letto completo e un’armadio per la sua stanza. Spero le piaccia tutto, che sia contenta. Ho cercato di fare in modo che il suo colore preferito sia predominante, almeno nei particolari.

E’ un piacere trovare e ritrovare, scoprire e riscoprire le cose. E vien da chiedersi quanto ancora c’è da riesumare da scatole e scatoloni. Perchè ho ancora cose che non so dove sono finite e sono certa che di qui o dì lì prima o poi salteranno fuori, facendomi meravigliare e commuovere per le emozioni che proverò!

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LIEBSTER AWARD

Ecco qui
Ringrazio l’amica MARTA per
avermi nominata per questo premio.
Da tanto non mi capitava e mi ha dato un brivido caldo leggere che mi aveva scelto. Si tratta comunque di un riconoscimento, di qualcosa che hai fatto, scritto, detto, e qualcuno si è emozionato! Grazie !!!
Come mi spiega Marta, si tratta di un premio nato in
Germania per la promozione dei Blog con meno di 200 followers, chiamato
LIEBSTER AWARD.
Le regole sono:
– ringraziare e linkare il blogger che
vi ha nominato

– rispondere alle 10 domande poste

–  nominare altri 10 blog che hanno meno di 200 followers

– ricreare altre 10 domande

– andare sui singoli blog e annunciare loro la nomina.
Ecco le dieci domande di Marta a cui devo rispondere
1 – C’è un blog che ti piace in modo particolare? (quale?)
http://maufrittomisto.blogspot.it/ perchè si tratta di una grandissima donna!

2 – A cosa non rinunceresti per niente al mondo?
alla mia libertà, banale forse, ma a pensare a certe condizioni a cui sono sottoposte le donne, in particolare, in certi posti del mondo, non posso che rallegrarmi e ringraziare per quello che sono, ora.

3 – Hai un sogno nel cassetto, se sì, puoi dirmi quale? 
altra banalità, a cui è legato tutto il resto: nessun problema economico. grazie!

4 – Dove sei nata/o?
a Trento

5 – In quale città abiti?
Appiano
6 – C’è un viaggio che desidereresti intensamente fare?
Immagino di girare in motoslitta per i cottage canadesi, da molti anni.
7 – Cosa non perdoneresti mai ad un’amica/o?
di abusare della mia fiducia
8 – Quando hai aperto il blog lo hai fatto per un motivo particolare?
Per riordinare le idee, su consiglio di un’amica
9 – Hai mai dovuto bloccare qualcuno dei tuoi commentatori perché offensivo o volgare?
10 – Sei felice?
Talvolta. Credevo di esserlo, poi uno a uno i miei sogni si sono infranti. Ora sono sicuramente meno illusa. E questo non mi rende felice, affatto.
Di seguito elenco i dieci blog che
seguo, mi piacciono e che ho deciso di nominare. 
Ecco ora le mie 10 domande:
  1. di cosa ti occupi nella vita?
  2. hai qualche rimpianto?
  3. cosa faresti diversamente se potessi tornare indietro?
  4. qual è l’ultimo libro che hai letto?
  5. qual è il film che ricordi più facilmente?
  6. qual’è il tuo ultimo viaggio di piacere?
  7. c’è un animale che preferisci?
  8. cosa proprio non ti piace mangiare?
  9. il tuo colore preferito
  10. il tuo ricordo più lontano nel tempo

Sciocche e banali le mie domande, ma non voglio rompere.
Se vi va continuate e rispondete al gioco, altrimenti è lo stesso. 
Sappiate che vi penso, e mi tenete compagnia in modi diversi.

Venerdì 17. Stregata dalla luna

Stregata dalla luna
commedia 1987 con Cher e Nicholas Cage
film che fa riflettere sul ruolo della famiglia nel contesto della fine secolo scorso . Trovo grandiosa  il premio Oscar Olimpya Dukakis che interpreta la madre Rose, condensa tutto il potere di noi donne in quello stupido profondo scambio di battute con la figlia Loretta (Cher) alla fine del film.
“Lo ami, figlia mia?”
“Certo che lo amo mamma! “
“Non va bene, figlia mia”
Capire tutto. Sapere che sarà un errore ma crederci ancora…..
Come è possibile?
Siamo donne
Streghe
E oggi è venerdì 17
E devo dire che è stato un bel giorno
Forse perché sono stregata dalla luna (che ieri notte era piena)
Forse perché è nevicato
Forse perché vedo qualche segnale positivo
Forse perché so che con una battuta e un sorriso riesco ancora a sedurre e come Rose mi so fermare e oltre non vado
A meno che non ci sia la luna piena
Allora non so dire cosa accadrebbe

Ieri tanta NEVE!!! Finalmente

Ieri è arrivata, finalmente
Ci siamo svegliati e c’erano già dieci cm

Non ha smesso per tutto il giorno

qualche effetto speciale 

Qui, invece i fiocchi si vedono eccome, scendere copiosi, leggeri, bianchi, silenziosi e ricoprire tutto con questo manto magico.

Oggi , invece un gran sole, freddo ma cielo azzurro, e tanto tanto bianco

 

Ieri ho approfittato di una mattina nera sul lavoro, e poi la grande ( per così dire) nevicata, per rimanere a casa e cambiare l’ordine nello studio, ex camera da letto.
Sono piuttosto soddisfatta, perchè dalle lacrime di rabbia ho tirato fuori la mia voglia di cambiamento e ho fatto quello che volevo!
Ho riordinato libri e raccoglitori, buttato le cose inutili, messo in posti poco accessibili cose che non voglio vedere, e che non mi servono, e ho spostato tutto, da sola.

Nel mentre ho scritto una cosa che avrei voluto mandare a chi so io, l’ho fatta controllare da persone fidate e ho avuto l’approvazione che aspettavo, ma il consiglio di aspettare a inviare il tutto.
Ho avuto moto di riordinare le idee

LEI, invece, ha trovato il suo posto. Subito, direi. Senza esitazioni

Accanto a me, con qualche scatola da sistemare ancora, ma con alle spalle la gigantografia di una mia foto, a cui sono particolarmente affezionata, di una vecchia nevicata, fatta con la mia vecchia reflex, parecchi anni fa, un magnifico controluce che risalta la mia amica gatta

Sono Mirtilla, sono nera, dolce, affettuosa e pelosa.

Le foto sono state scattate con il mio Smarthphone tra il 14 e il 15 gennaio.
Ogni utilizzo non autorizzato verrà denunciato agli organi competenti

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Piove. Oggi vien giù che pare il diluvio

Ieri è nevicato gran parte del giorno.
Niente di eccezionale.  Alla fine qualche centimetro.
Ma il bianco c’è anche se la neve a toccarla pare più una massa gelatinosa fredda e bagnata.
Oggi piove.
Mi sono addormentata molto tardi. Intorno alle 2 e 30.
Ho dormito fino a che il rumore della pioggia mi ha svegliata.  Erano le 8 e un quarto di domenica mattina.
Mi sento svuotata.
I medicinali che prendo mi lasciano “grigia” in un limbo grigio.
Ieri sera ho “discusso” con mio marito.
Non siamo di certo su un terreno facile.
Io sono nell’aspetto negativo : me ne andrei, provo solo rabbia e rancore.
Lui scrive di voler rimediare.
Rimediare a cosa? Fino ad ora nonostante i ripetuti richiami non  ha mai posto rimedio a nulla.
Perché ora, nel mentre io sono assolutamente stufa, dovrei dargli (nuovamente) fiducia?
Sono in crisi anche con i figli che mi accusano di vivere in una casa dove si litiga spesso, troppo spesso.
Ho detto loro che quando parlo “normalmente” nessuno mi ascolta.  Nessuno risponde. Devo fare da sola qualsiasi cosa, bella o brutta che sia. Da tanto tempo è così. 
Poi alzo il tono allora tutti sugli attenti e rabbiosi. Io soprattutto.
Insomma infelice, inconcludente,  fallita e miserabilmente sola in una solitudine profonda.
Rifiutata e ignorata (che è il peggiore dei modi per ferire e allontanare una persona) ho finto per parecchio tempo che le cose potessero tornare quello che erano o meglio ancora.
E ora dovrei di nuovo dare fiducia a colui che mi ha trattato così. Per quale motivo? Dove è scritto? È fuggito per anni e ora che sono io a rifiutare dovrei dargli una seconda chance?  O meglio la decima o ventesima chance?
Ho assoluta sfiducia nel genere maschile. Ho addirittuta fastidio nel parlare con taluni uomini che la sanno lunga.
Anche nel lavoro. Vorrei mollare anche quello. Se non fosse che ho bisogno di soldi. Disperatamente.
Stamattina pensavo a qualche amica.  Quelle che conoscono il mio stato d’animo e la situazione in cui vivo. Nessuna di loro, a parte qualcuna di vecchia data e alcune di acquisizione recentissima, si sono fatte avanti.  Nessun SMS.  Nessuna telefonata. Nessuna mail. Niente di niente.
Certo è facile essere amici nel sole. Ma è nel buio di certi momenti che si vedono i veri amici, chi ti vuol bene sul serio. Penso anche a mia madre, offesa per averla ripresa per essersi permessa di fare una cosa che in nessuna altra casa avrebbe MAI FATTO. Ma nella mia Sì!  Letame su letame.  Solitudine su solitudine.
Mia suocera che non si fa vedere né sentire per settimane pur vivendo mi accanto e poi viene candidamente a chiedermi se vado con lei nuovamente a ginnastica, così utilizzo la mia auto e lei può lasciare la sua alla figlia. E certo …due anni di servizio parlano chiaro.
Usata e abusata. Da tutti. Figli che chiamano e tu devi correre. Suocera che chiede e tu dovresti accontentare sorridendo ogni cosa. Marito che si sveglia la mattina dopo mesi che non ti parla e dovresti dargli l’ennesima possibilità.  Genitori incapaci di aiutare la figlia. Moralmente.
Bene.  Pulizia anche qui. Ottimo!
Ricominciare da me in questo momento mi schifa. Sono assolutamente in uno stato pessimo e pesante e credo sia un insuccesso annunciato.  Un altro insuccesso da aggiungere alla mia lunga collezione. 
Chiusa in bagno scrivo a cellulare queste riflessioni negativissime.
Non so dove mi porteranno queste cose.
Ma fuori diluvia e dovrebbe nevicare, vista la stagione.
E non fa altro che alimentare il dubbio, anzi la certezza ormai, che quello che vorrei, quello che penso, quello che faccio, quello che semino,  quello che tocco, quello che guardo lo trasformo in letame puzzolente nemmeno buono a concimare la terra.
Bello no?
E fuori piove