GRANDINA SUL BAGNATO

Antefatto: il mio piccolo incidente del 31/01/2014

la sera di Venerdì 31/01/2014 verso le
19.20/19.25 transitavo in colonna (ero la terza auto dietro un camion delle
immondizie) in direzione Gries, in via Vittorio Veneto. All’altezza tra il
distributore Agip e il ristorante cinese, un autobus ci viene incontro. Io, per
istinto, mi sono spostata verso destra, leggermente. Ho sentito un grandissimo
colpo, quasi un’esplosione, mia figlia di 13 anni seduta dietro ha sbattuto
-senza farsi male- sul soffitto della mia Up. Ho proseguito la corsa, inebetita
dallo spavento e cercando di capire se l’auto avesse subito danni.  Ho
parcheggiato in piazza Mazzini e mi sono resa conto di aver bucato. Sono scesa
a controllare.

UP Con ruota Posteriore Destra Bucata

Ammetto la
mia incapacità a cambiare la ruota di scorta da sola e quindi ho chiamato aiuto
(mio marito era via) . Mi ha aiutato il padre di un amico dei
miei figli, a cambiare la ruota, non senza difficoltà perchè pioveva e era
piuttosto freddo- è arrivato verso le 20.40 sul posto. 




















Ho chiamato la polizia
municipale, su suggerimento del signore accorso in mio aiuto, spiegando cosa
fosse accaduto. Mi sono sentita dire che era impossibile perchè sul posto c’era
una loro pattuglia, dato che qualcuno aveva già avvisato che in quel cantiere c’erano
dei problemi. La pattuglia al mio passaggio NON C’ERA: è arrivata dopo le 19.30 ad
attendere gli operai (del comune?) che hanno messo in sicurezza a dovere il
cantiere. ( vedi foto sotto)



Foto fatta dal poliziotto, alle 19.31 del 31.01.2014
Foto fatta dal poliziotto, alle 19.32 del 31.01.2014


























Foto fatta dal poliziotto, alle 20.58 del 31.01.2014
Foto fatta dal poliziotto, alle 23.47 del 31.01.2014
Foto fatta dal poliziotto, alle 23.48 del 31.01.2014

Infatti tornata più tardi con la pattuglia sul luogo, per me e mia figlia è stato difficilissimo individuare il punto esatto dell’incidente, perchè era stato tutto recintato. io non ho potuto più fare foto, perchè il mio cellulare si è scaricato. Le foto a testimonianza sono quelle della polizia municipale.








Foto fatta dal poliziotto, alle 13.48 del 01.02.2014.
SI NOTA CHIARAMENTE L’ASFALTO TAGLIATO A LAMA



Cambiata la ruota mi sono recata con
molta difficoltà al comando in via galilei, perchè la macchina faceva
“rumorini” strani. Il signore che mi ha aiutato, mi ha accompagnato, guidando la
mia UP. 

Ho firmato un verbale, dopo aver
spiegato quello che sto scrivendo a te ora, e esser stata accompagnata sul
luogo (come detto prima dove non è stato per nulla facile trovare il posto
esatto) dai due vigili, che mi hanno fatto vedere una foto fatta con la loro
macchina fotografica che segnava le 19.32 (quindi DOPO il mio passaggio) in cui
si intravede un pezzo di asfalto e una pozzanghera che poi è stato
 rinchiuso nelle protezioni messe, dopo le ore 20 dagli operai
(comunali?), e dopo esser rientrata in centrale e aver constatato che anche la
gomma anteriore destra era sgonfia. 

(era tutto segnato nel verbale scritto
a mano e firmato da me)
Ho quindi lasciato la mia Up
parcheggiata in centrale, e mi sono fatta riaccompagnare a casa da mio figlio,
che nel frattempo aveva finito di lavorare ( circa le 23.30) 
Il giorno dopo, sabato mattina ho
chiamato il carro attrezzi che
avrebbe portato la mia UP in officina. Prontamente, accompagnata da mio figlio
che ha saltato scuola per l’occasione, l’ho chiamato e mi sono recata in
centrale, ho atteso pochissimo e è arrivato il carro attrezzi. Mentre caricava la
mia UP mi sono accorta che pendeva un pezzo da sotto il motore. Ho immaginato
che il danno fosse notevole.
Il lunedì successivo, il meccanico a
un prima occhiata mi disse che avevo fatto sicuramente un bel danno, che poi è
arrivato a costare 1759.40 € .
Ho avvisato la mia assicurazione, che
ha prontamente fatto una raccomandata al comune.
Ho lasciato la mia Up in officina per
oltre un mese, dato con non potevo permettermi la cifra da anticipare in quel
momento, e l’arrivo del  perito dell’assicurazione del comune, e l’ho
ritirata il 05/03/2014, creando una serie di problemi logistici
alla mia famiglia e al mio lavoro, in quanto viviamo fuori dal paese di Appiano
e piuttosto lontano da qualsiasi mezzo di trasporto pubblico.
Raccontando la cosa al mio
parrucchiere, mi ha raccontato che una sua cliente ha subito un incidente
simile. Chiaramente bisognerebbe contattare la persona , ma se fosse necessario
faccio di tutto per arrivare a sapere chi è, per verificare se è vero.
Io e Max, abbiamo un amico nella
polizia che mi ha raccontato che il cantiere non era a norma in
varie occasioni e che l’ingegnere del comune era “disperato” per i
problemi che ha causato la ditta che ha vinto l’appalto.
Desidero solo e solamente che mi sia
risarcito l’intero danno.
Non sono una “deficiente”
alla guida e se c’era la polizia sul luogo significa che il cantiere non era
segnalato a dovere. Inoltre se ci fossero state le transenne o segnali avrei urtato contro di essi creando ben altri danni.
Il giorno 04/03/2014
dall’assicurazione del comune è partita la raccomandata che vedi in allegato,
che io ho ritirato un paio di giorni dopo. Ho contattato la signora Marika
dell’assicurazione del comune, che mi disse che il perito diceva che era TUTTO
A POSTO, come da suggerimento della signora Sidra della mia assicurazione.
(vedi lettera del 04/03/2014 in allegato,  dove mi si diceva di
contattare Marika)

Epilogo 27/03/2014

Ieri ho avuto l’informazione, dopo aver sollecitato la mia assicurazione per sapere qualcosa, mi viene comunicato che per loro la colpa è mia e non pagano il danno.
Ho avvisato un avvocato, che spero possa aiutarmi.

Ma come ha detto il mio amico Massimo : “cavoli……. a casa tua non piove sul bagnato, 
GRANDINA SUL BAGNATO!!!”
Ora aspetto, e spero….



La MIA Torta di pane

Mi scuso se le foto sono decisamente bruttine.

Da un pò di tempo faccio il pane in casa, con questa macchina. Lo preparo la sera, e il profumo di pane riempie la casa. La mattina è ancora tiepidino, e buonissimo. I ragazzi lo apprezzano. Ho iniziato a farlo, arricchendolo con semi vari, e frutta secca.
Mangiarlo da solo, o con qualsiasi alimento, è di sicuro un piacere notevole. Lo affermo con orgoglio.
Qualcuno mi ha chiesto se tutto ciò “conviene” economicamente. Non lo so. Di certo il profumo di pane è un ottimo modo per iniziare la giornata. Questo conviene di certo! 😀

Mi piace farlo arricchendolo di noci, nocciole e semi vari, dicevo. Mi riesce benino, i ragazzi lo mangiano volentieri. A volte ne avanza un pò. Chiaramente non è un tipo di pane da canederli, perciò sono andata a vedere in internet e ho trovato varie ricette di torte di pane. Un piatto povero, ma che se arricchito con gocce di cioccolato e pinoli, magari ricoperto di glassa al cioccolato, risulta speciale.
Oggi è un giorno speciale: venti anni fa è nato Miki. 
Una torta speciale, per un giorno speciale, per un figlio unico.
Mi è piaciuto così tanto diventare mamma che l’ho ripetuto altre volte. 

La ricetta prevede per 400 gr di pane raffermo: un uovo,100 gr di zucchero, 100 gr di burro, 100 gr di farina, scorza di limone, uvetta e grappa.

Io l’ho personalizzata, avendo tanto pane (più del doppio): 2 uova
150 gr di zucchero
100 gr di farina
100 gr di burro
pinoli
granella di nocciole
gocce di cioccolato fondente e bianco.

Fare ammorbidire il pane nel latte dopo averlo tagliato a tocchetti.
Aggiungere i burro a tocchetti, le uova, la farina e lo zucchero, mescolando fino a ottenere un composto omogeneo.

Aggiungere
poi a vostro piacimento, le gocce di cioccolato, la granella di nocciole. Se
volete potete aggiungere l’uvetta e la scorza di limone, e qualsiasi cosa possa
piacervi, perchè da piatto povero si presta certamente alle personalizzazioni
più disparate. Una mia amica usa farla con le mele, o le pere.

Imburrare la tortiera e cospargere di pan grattato.
Mettere il composto nella tortiera e con un cucchiaio stenderlo bene, alto 2 o 3 cm.


Infornare a 180°, per circa un’ora, fino a quando la superficie delle torta diventa dorata.

Appena si è raffreddata l’ho coperta con la glassa al cioccolato, rendendola ancora più ricca.

Il risultato è stato apprezzato da tutti, anche i più scettici della Mia famiglia.

Ora so che con il pane fatto da me, diventato raffermo, si possono fare ottime torte.

un po’ di Primavera nel Blog

Dopo qualche giorno dove si sono viste e sentite temperature quasi estive, oggi ci siamo svegliati con il cielo coperto come da previsioni e temperature molto più adatte al mese di Marzo. Prevedono molta neve in montagna tra oggi e domani, mah… Marzo pazzerello, come si suol dire.
Dopo di che, ho deciso di inserire un po’ di primavera virtuale nel blog.
Molto Kitsch,lo so
Ma anche ricco di allegria e spensieratezza.
Farfalle d’oro, fiorellini che appaiono al passaggio del mouse, sfondo delicato di trame leggere.
Il colore resta quello: VIOLA
perchè? non lo so esattamente, non è un colore, il viola, con cui ho a che fare in altri ambiti, anche se mi piace.
Forse perchè rappresenta la spiritualità, che riempie il mio pensiero privato, intimo e profondo.
Non credo ci siano altri perchè

Piccole e grandi soddisfazioni

IO, ovvero Una Trentina in Eppan, sono “famosa”.
Mia figlia un pò si è vergognata, ma io invece no.
Sono orgogliosa di quello che faccio, oggi mi va di dirlo! Lo sento, lo penso, lo faccio.
Sono me stessa, come in poche altre occasioni, e sopratutto sto bene in questo stato.
Scrivo perchè mi piace. Scrivo quello che mi passa per la testa. Scrivo quello che vivo.
Spesso sono disavventure. Spesso sono piccoli drammi quotidiani. In alcune occasioni tocco il melodramma. In altre la satira e la comicità. Spesso chiedo aiuto, urlo il mio dolore, la mia paura. Altrettanto spesso condivido momenti di gioia e soddisfazione. In ogni caso qui sono IO sul serio.
Riordino pensieri, parole, lettere. Si susseguono verbi, sostantivi, aggettivi, sinonimi e contrari. Cerco di esprimere un concetto, un’azione, un fatto, un’emozione, una sensazione, uno stato d’animo. Descrivo quello che i miei occhi vedono, quello che le mie orecchie sentono, quello che la mia bocca vorrei che dicesse, quello che il mio cuore sente.
Mi piace scrivere, senza nessuna velleità di essere considerata una vera scrittrice, ma con un pò di vanità nel sapere di essere letta. Di far immaginare chi sono, chi c’è dietro la descrizione “NELL’ACROBAZIA QUOTIDIANA DI FAR QUADRARE
TUTTO, ECCO UN ANGOLO MIO, MA CHE POI NON VUOLE RESTARE SOLO MIO, MA APRIRSI AL
MONDO VICINO E LONTANO e… tutto ciò che deve avvenire, avverrà”

Mi prendo il momento per scrivere, per mettere in ordine le parole che mi girano in testa, per ritrovare il respiro lento che accompagna la pace interiore.
E sapere che questo atto, che per altri è la corsa nei boschi oppure la lettura di un bel libro, per altri ancora è cucinare, o pulire casa, o dipingere, o ricamare, o altro ancora, mi porta benessere, anche solo per qualche momento, è quel “volersi bene” che tanti troppo spesso vogliono insegnare al prossimo.
Scrivo, sì. Scrivo per me. Atto di egoismo. Ma anche atto di condivisione.
A volte leggo e rileggo i miei post, e in quasi tutti i casi mi ricordo esattamente le emozioni che provavo nell’attimo della scrittura. In qualche caso, specialmente in quei post dove ero particolarmente arrabbiata per qualche motivo, rileggo e non ricordo affatto il perchè ( spesso evito di specificare il “motivo” o la persona a cui mi riferisco, per evitare problemi). In questi casi mi scopro a divertirmi alle mie spalle, trovarmi ridicola e umanamente instabile e sciocca. Rido, mi nascondo un pò, penso a quello che i lettori possono aver pensato della “squilibrata” che c’è in me, che se la prende per “così poco” , che non è capace di “lasciare che sia”. Intanto io ho tirato fuori il mio stato d’animo, l’ho consegnato a “chi di dovere”, lasciando posto alla musica, la “mia musica”, che deve riappropriarsi del suo spazio, per far si che io torni a respirare con calma, a sentire il mio cuore battere lento, a guardare il mondo che mi circonda con gli occhi trasparenti, senza velature grigie.
Sì, oggi sono così, sto bene. Sto per fare le cose che devo, e che per tanto tempo ho rimandato con scuse stupide.
Piano piano, passo dopo passo, giorno dopo giorno, respiro dopo respiro.
… e tutto quel che deve avvenire, avverrà!
Con i ritmi giusti, con i tempi giusti.
Tutto. Perchè NIENTE è PER SEMPRE

Bilancino settimanale di inizio primavera

Prendo spunto da Weekly life #8  e cerco di fare una breve classifica su questa settimana

Di buono, generalizzando molto
1. è passata velocemente, e devo ammettere di sentirmi meglio
2. c’è stato il sole ogni santo giorno, e nei miei vasi le piante stanno rinascendo dopo l’inverno
3. ho iniziato a ridere, in casa

Di meno buono, generalizzando meno
1. “piccolo grande” terremoto lavorativo, e la sensazione di non fare nulla di buono, mettendo in difficoltà le persone, seppur involontariamente….
2. l’assicurazione della controparte che fa storie per il danno che ho subito
3. di rapporti famigliari che feriscono nel profondo (meglio non approfondire oltre)

Che dire: sta tornando mia figlia dalla gita scolastica a Padova e Venezia, e sono contenta perchè ha preso tre giorni di sole. Poi mi racconterà il resto
Che dire poi: che mi sento meglio, mi pare di poterci credere di nuovo, almeno iniziare.
Che dire della mia parte ingenua, istintiva che fa danni, ma che spesso ci azzecca e mi da tante soddisfazioni? Che in questa settimana mi ha fatto stare malissimo. Il fatto che la persona coinvolta non mi abbia salutato, mi lascia un’amarezza addosso, che toglie luce al sole che è stato splendido ogni giorno, regalandoci temperature deliziose.
Che dire inoltre: che ho preso coraggio e sono uscita da sola, per lavoro, cosa impensabile da qualche mese a questa parte, e soprattutto in ogni caso inconcludente. Mentre ora sta girando, in un certo senso, direi positivamente.
Che dire ancora: che ho iniziato a ridere, pur restando l’ombra di quel che è stato, ma sto ridendo, in casa. Forse la cosa più bella è rendermi conto che ho ritrovato il mio ridere dirompente, cosa che non accadeva più da molto tempo.
Chiudo dicendo che c’è molto da fare, ma qualche passo avanti è stato fatto.
La primavera meteorologica è alle porte, sperando che la “mia” primavera arrivi con lei, e dentro di me rinascano come fiori cangianti, i miei pregi e i miei talenti, estirpando e eliminando ogni ramo secco e foglia morta di difetti e punti critici che hanno tanto proliferato nell’ultimo periodo nella mia vita.

TI PENSO RARAMENTE

questa canzone…
questo verso ” è bastato star dentro in un altro cappotto “
e la voglia di evadere….

e poi…meglio fermare l’immaginazione

Testo Ti Penso Raramente

Lamentarti tu di me
lamentarmi io di te
tutto tempo che non torna più

Ho già chiesto agli usurai
dei cervelli deboli
di risolvere il mio caso

Ti dissolvi dentro me
ti risolvi senza me
neanche il tempo per, per estinguersi

Io ti penso raramente
te lo dico veramente
è bastato star dentro
in un altro cappotto
per capire che in fondo
avrei rotto, avrei rotto
Io ti penso raramente
ho diviso cuore e mente
anche se con fatica
attraverso la vita
consapevole in fondo
avrei rotto, avrei rotto

Raccontare io di te
raccontare tu di me
pane fresco per pettegoli

Io ti penso raramente
te lo dico veramente
è bastato star dentro
in un altro cappotto
per capire che in fondo
avrei rotto, avrei rotto
Io ti penso raramente
ho diviso cuore e mente
anche se con fatica
attraverso la vita
consapevole in fondo
avrei rotto, avrei rotto

Invisibile per gli occhi tuoi sarò, i know
e non avrai mai più cura tu di me, i know
non ho avuto gusto io andando via, i know
incredibile l’estranea che c’è in te

Io ti penso raramente
te lo dico veramente
è bastato star dentro
in un altro cappotto
per capire che in fondo
avrei rotto, avrei rotto
Io ti penso raramente
ho diviso cuore e mente
anche se con fatica
attraverso la vita
consapevole in fondo
avrei rotto, avrei rotto
Io ti penso raramente
con la forza della mente
allontano i momenti che mi tornano veri
quando rara e radiosa mi venivi a cercare