Una risata per seppellire un anno da dimenticare

Un anno fa nevicava, era venerdì.
Un anno fa, in un cantiere mal segnalato lungo la strada, feci parechi danni alla mia macchina.
Un anno fa, mi feci aiutare da persone molto gentili. Ero e sono incapace di cambiare una gomma, e pensavo che i danni fossero questi. Invece il danno totale sfiora i 1900€. Una cifra che pesa molto sulla mia famiglia.
Un anno fa un’impresa incauta non segnalò un cantiere adeguatamente, e ho copie di verbali ufficiali che denunciano questo fatto, ma l’impresa non paga i danni.
In quanto donna sono stata accusata di fare la furba: ho percorso alcune decine di metri dal punto del cantiere e il momento in cui mi sono resa conto dle danno.
In quanto donna, mi sento accusare anche di questo.
Un anno fa accadeva, e sto attendendo da un anno che giustizia sia fatta.Ciò che chiedo è il pagamento del danno e di ogni spesa che ho dovuto subire per l’incuria di un’impresa che non ha fatto il proprio lavoro come si deve. Se fosse successo a una persona in bicicletta, cosa sarebbe potuto accadere? Qualcosa di molto grave! O forse anche questo verrebbe archiviato dall’imrpesa come persona incauta che viaggia in bicicletta, a prescindere dal genere?
Si sta concludendo un mese pesantissimo, come lo è stato tutto il 2014.
Oggi c’è il sole, ieri è nevicato, finalmente.
Come un anno fa mio marito non c’è: week end di sci al maschile.
Ma stasera io e le mie figlie andiamo al CABABOZ STABILE 50.
E concluedrò il mese con tante risate, e con ciò metterò una pietra sopra a un anno da seppellire.
Mi piego, piango, frigno, mi dispero. Ma non mi spezzo. E il sole che brilla sulla neve fa il suo lavoro nella mia anima!

Il SOLE SULLA NEVE DEL MIO GIARDINO 31.01.2015 ( F.to Erika Zomer)

Poco fa il Dodicesimo Presidente della Repubblica Italiana è stato eletto. Sergio Mattarella, un uomo che nel corso degli anni ha lottato contro la mafia, si è messo contro Berlusconi, ha annullato la Naja, ha fatto cose buone. In silenzio. Si è sentito poco parlare di lui, forse solo nel caso del famigerato Mattarellum si è parlato un pochino id più di lui.
Comunque il mio partito, si è finalmente compattato e unito. Dimostrazione che c’è del buono!
Resta l’amaro che ancora una volta le donne sono rimaste nell’angolo. Ci Lavoreremo, ci stiamo lavorando.
NON MORIRO’ DEMOCRISTIANA, NON MORIRO’ prima di vedere UNA DONNA AL VERTICE DELLE ISTITUZIONI. Dopo potrò andarmene. Sicura di aver contribuito a cambiare l’Italia! Lasciando alle mie figlie un paese per donne!

Ieri sera ho visto il film

Ieri sera ho visto il film ” Storia di una ladra di libri“, bello, triste, ma bello, con film che manda un messaggio comunicativamente semplice ma profondamente sentito. E ricco di speranza.
Vien voglia di leggerlo quel libro, che inizialmente si intitolava ” La bambina che salvava i libri ” di Markus Zusak. Ho tre libri sul comodino. Fermi, immobili, a raccogliere la polvere. So che mi torna la voglia di leggere, ma ora, cado solo in quel vortice che se posso agire sto meglio. Oggi è così.
Altrimenti passo giornate, ore, nottate tremende a cercare di trovare la soluzione a ogni male.Ma poi arrivano questi messaggi, questi film, questi libri. E ti pare di aver ancora una speranza. Oggi sarà così.
Ho fatto cose oggi. Niente, a pensarci. Qualche messaggio.Qualche mail. Qualche telefonata ben assestata. Qualche richiesta di aiuto, così da sistemare i misogeni maleducati (mi riferisco a un pezzo di letame in particolare, che parla malamente due lingue, che mi attacca perchè sa che io so, sa che io ho capito, sa che io lo guarderò sempre per quello che è: un ladro, approfittatore, opportunista….e qui mi fermo perchè ne avrei da dire sul suo arditissimo essere bastardo, quanto basta). Sono andata a ginnastica. Oggi è stato così.
Non so dove andremo, non lo so. Ma se ogni volta che mi pare che le nubi si stiano diradando, mi arriva un mazzata dietro l’altra, così da mettere in crisi tutto, famiglia, lavoro, progetti tutto, come faccio a fidarmi? Oggi non è così.
Non ho l’età di quella ragazzina, non vivo in un film. Mi dicono che non dovrei scrivere queste mie lagne. Ma poi penso che io sono ANCHE questo. Fingere che vada tutto bene e poi esplodere quando proprio non si dovrebbe, credo sia peggio. Oggi vien così.
La vita mi sta mettendo a dura prova, la salute, l’umore, la visione di un futuro che mi spaventa. Poi mi attivo e la giornata mi pare più facile, con qualche soddisfazione, con la speranza che si riaccende. Speranza di giustizia, speranza di risorgere, sparanza di farcela, da soli.
La ragazzina che abbandonata dalla mamma, che non sa leggere, che si ritrova in un contesto terribile, di guerra e leggi razziali, che alla fine vive a lungo, vive in pace, con gli occhioni grandi, spalancati sul mondo. Quella ragazzina, ieri sera, quella storia terribile, che mi ha fatto spander lacrime, mi ha riacceso la speranza. Oggi sarà così.
Domani non lo so come sarà, nemmeno tra cinque minuti so come andrà. So solo che volgio le cose chiare, rispettose di ogni parte, ma anche una rivalsa sulle ingiustizie del pesce piccolo che vien mangiato dal pesce grosso.
Ieri ho vagato in auto, pensavo, piangevo, e pensavo. Non vedevo, e nemmeno ora a dire il vero, vedo una via di uscita rapida. Ma tenersi legati a un Titanic che affonda, è un suicidio. Tenere rami secchi su radici ben salde, anzichè potarli, farà morire anche le radici. La via di uscita penso di saperla, ci vuole coraggio. Ma non sono io a doverlo avere. Parlo di mio marito, dei miei famigliari. Io faccio il mio, ma la loro parte devono farla loro. Io sbaglio a caricarmi di tutto. E a ridurmi a piangere disperata e patetica.
Sono forte, lo so. Sono una gran persona, una super donna, lo so. Faccio cose fatte bene, le faccio con il cuore. Le faccio perchè amo farlo, perchè sono io così. Oggi sono così.
Lo sono sempre così.

Ho parlato troppo presto

Ieri avevo scritto che andava meglio
Ho parlato troppo presto.
Poco dopo, arriva la telefonata che mi toglie il terreno sotto i piedi, che mi blocca il respito.
Svuoto la rabbia, la frustrazione, il mio estremo bisogno di certezze, in famiglia.
Non ce la faccio più.
Ogni volta che penso che va un pochino meglio, che mi pare di respirare, di vedere la luce in fondo al tunnel, arriva uan nuova mazzata.
Questa volta dura 72 mesi, ovvero 6 anni. Finiremo nel 2021.
Intanto tutto il resto sta femro. La casa, in particolare. Le situazioni lavorative. Il fatto che ho vestiti consunti, che mio marito non perde occasione di farmi notare, che hanno quattro anni. Il fatto che vorrei pagare la palestra e non sentirmi un verme, perchè penso alla mia salute.
L’ultima volta che ho pensato di essere forte, di petercela fare, di aver accumulato riposo abbastanza per affrontare tutto, mio figlio mi fa perdere vent’anni di vita
Non posso avere pensieri nemmeno vagamente positivi.
Io che ci sto a fare qui?
Scusate il momento di sconforto profondo, e ricorrente.
Non ce la faccio più.
Sempre a aspettare risposte che non arriveranno mai.
Ieri sera ho comprato un Gratta&vinci, sperando in un colpetto di fortuna. Ho buttato via i soldi, come sempre.
Mio marito che qunado accadono queste cose, invece di aiutarmi a trovare una soluzione, una speranza, una condivisione di vedute, mi dice ” se non vado bene, cambia!”
Me lo ha detto a fine ottobre, mentre avevo la valigia in mano. ” Vai”. Mi dice.
Vado dove?
Da chi mi accusa di aver sbagliato tutto nella vita?
Oppure sotto un ponte?
Dove?
E il respiro diventa sempre più corto, la testa è un pallone, e il cuore batte forte, non veloce, ma forte. TUM TUM TUM. Pare voglia uscire dal petto.
Perchè non faccio un infarto? Me ne andrei in ospedale, lontanto da tutti. Mi obbligherebbero a pensare a me stessa, invece di risolvere i problemi degli altri.
Il fatto è che i problemi degli altri ricadono su di me.
Un insoluto di 35€ fatto al mio fornitore da quella maledetta azienda, che sta distruggendo la mia, la nostra vita.
Ma ci rendiamo conto? TRENTACINQUE EURO!
Ce li metto io! Porca miseria. Che figura meschina! Come sono caduti in basso, e in basso trascinano me e la mia famiglia.
E la mia fattura dello scorso anno che ho fatto per il mio lavoro, per cui ho pagato tasse e Iva, che non mi è stata saldata, e per la quale non ho ricevuto nessuna risposta.
Meschini, balordi, e assolutamente INDEGNI!
TUTTI!
Sì TUTTI!
E ora 72 rate da pagare, mentre a casa non arriva un soldo. Mentre ho il terrore di non potercela fare a tamponare le mancanze di chi dice sempre ” Non so, vedremo” oppure “Domani chiedo” e ancora ” Verifico e ti faccio sapere”
Vedremo
faremo
diremo
ecc
Questo è quello che sento dire da 23 anni. Potrei andarmene. Ma dove? e per cosa, poi?
Per dividere, anzi moltiplicare i problemi?
Intanto lui va a correre, va a tennis, va a sciare.
e io penso solo che vorrei farla finita. ad avere il coraggio

Oggi va meglio

Oggi va meglio, intendo dire, rispetto ai mille doloretti e alla fiacchezza.
Oggi va meglio.
Forse è merito della neve di ieri, e del sole di oggi.
Ho voglia di cioccolata.
Poi penso che tra pochi giorni ho il controllo in ospedale.
Allora è meglio fare attenzione.
Ma per cosa, poi? Rinunciare e faticare, e non vedere risultati, duraturi, stabili, salutari.
Non parlo di cose pazzesche, ma di abitudini normali, di cucina tradizionale, di stile di vita. E zero risultati.
Ne ho ottenuti di più con ogni tipo di trasgressione.
In effetti, però, il mio fisico mi sta urlando da più e più parti che qualcosa va fatto. Mille doloretti, dicevo all’inizio, dalla punta dei capelli, al ditino più piccolo dei piedi. Uno sfioramento sulla guancia è come una scossa. Ecco di cosa parlo.
Un malessere continuo, estenuante. Che mi fa dormire male, che mi fa alzare di pessimo umore, e con l’umore più cupo afforntare ogni cosa. In alcuni momenti, il sospetto di avere qualcosa di peggio, è un cordone in
In mille mi hanno dato consigli. Mille volte ho provato, creduto, sperato.
Cosa si può fare?
Intanto oggi va meglio.
Sono tornata a cucinare, a immaginarmi un piatto di riso con quello che ho in frigo.
Perchè quando ho tutti quei mali, non c’è nulla che mi va di fare.
Niente
Oggi però va meglio

Sole a Monticolo. Foto ERIKA ZOMER

Piccole donne, crescono- autoreferenzialià


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Eccoci
Siamo belle, felici e splendenti.
Sul nasino di ognuna brilla un Piercing

FOTO di ERIKA ZOMER
Felici e abbracciate
un pochino di orgoglio, un pochino di autoreferenzialità, un pochino di felicità!
Pizza con sorpresa finale.
Prima giro in città, piercing al nasino bello, e poi cena.
Alla fine una fetta di sacher, con candela brillantissima, e tanta tanta emozione.
Basta così poco

21.01.2015 la vita è una costellazione di compromessi.

“La vita è una costellazione di compromessi”, dice Nadia. 
“Per questo vediamo spesso le stelle…” aggiunge Mauirizia.

Oggi Margherita compie 14 anni. Era freddo quel 21 gennaio, a Vipiteno.
Da un’ora o poco più nevica, sottile sottile, sullo sfondo grigio marrone dei boschi, sembra stonare quello sfarfallìo leggero.
Persino Miritlla appoggia il muso sulla maniglia della finestra, e guarda fuori, quasi annoiata. Chissà, se come me , spera che tutto diventi bianco, finalmente…

Ieri sera ho visto cose che ho vissuto in passato. Poi la vita mi ha messo davanti a scelte che non immaginavo, alle quali a chiacchiere dicevo ” Mai, non accetterei mai, se accadesse a me!”. Nulla di fuori dal normale, ma certi compromessi, certi tradimenti del destino, certi progetti che si infrangono sulle umane debolezze, che ti lasciano cicatrici invisibili, che ingrigiscono lo sguardo, aggiungono rughe al sorriso, accorciano il respiro. Ecco quello volevo dire ieri sera. Non serve dire e ricordare ” Sei giovane, capirai” perchè quando sei giovane sei un illuso a prescindere, ce l’hai nel DNA, quella speranza di poter cambiare il mondo a tuo piacimento, con le più alte vette di idealismo. Poi la vita di presenta una costellazione dietro l’altra di stelle piene di compromessi. E capisci da sola quanto sei disposta a scendere a compromessi, per te stessa, per i figli, per i tuoi cari.
Oppure resti sola. Perchè è questo che ho potuto vedere. Chi non scende a compromessi, comunque si priva di qualcosa. Come chi scende a compromessi. La vita, oltre a essere una costellazione di compromessi pieni di stelle, è una continua perdita di qualcosa. Fisica: i capelli, per esempio. Metafisica: la spensieratezza della gioventù.
Alla fine perdi sempre.
Tra poco vado a dare l’ultimo saluto a Fulvio.
Poi devo e voglio trovare il giusto clima per festeggiare il compleanno di Margherita.
Cercherò di fargli un regalo speciale. Non parlo di qualcosa di tangibile, ma il ricordo di un paio d’ore con me, a divertirsi, a fare compere, a fare le donne e lo shopping.
Voglio regalarle un paio d’ore di quella spenseriatezza della giuventù, che perderà tanto presto. Voglio regalarle un paio d’ore con la sua mamma, concetrata su di lei e basta.
Voglio regalarle la sensazione di essere tanto speciale, anche se è nata in una famiglia normale, anche se è l’ultima di quattro creature, anche se ha quel caratterino che ogni tanto, accidenti a lei, le taglierei la lingua.
La vita è una costellazione di compromessi, ma oggi Margherita vedrà qualche stella.

con amore 
la tua mamma