GUARDA AVANTI E NON TI CURAR DI LORO

GUARDA AVANTI E NON TI CURAR DI LORO

Ottobre è giunto alla fine. Tutti i ragazzini a festeggiare la notte dei morti, come fossimo in America. Io archivio un altro mese di sofferenza e soprattutto di rabbia. Me ne sto rendendo conto sempre più. Il vortice dei pensieri rimuginanti che mi ravanano il cuore e il cervello, quando viene liberato mi monta la rabbia, come una specie di blob  mi prende l’anima e me la stritola. Stamattina ho scirtto con una zia, una grande donna, che tanto ha sofferto, e mentre le scrivevo le mie disgrazie la rabbia mi saliva, saliva e saliva. E mi riempiva, e poi ho discusso anche con le mie figlie, per motivi più disparati e diversi tra loro. E poi mi sgonfio. E capisco che non serve a nulla… Dio quanto ci ho messo a capirlo? Sono proprio tonta. Per cui devo lavorare meglio su questo putno. NON PARLARE PIU’ di queste cose. Tanto ora lo sanno più o meno tutti quanto male mi ha fatto mio marito, e quanto male rischiamo ancora per la sua spregiudicata avventatezza. Io non sono santa e sono assolutamente l’esempio dell’imperfezione umana. Ho un buon intuito, che raramente mi ha tratto in inganno. Constatare di aver avuto ragione nella maggior aprte dei casi mi rattrista, mi lascia l’amaro in bocca, mi riempie di rabbia. Ma poi penso che se io avevo previsto tutto e tutto è avvenuto, significa che ho fatto troppo poco per evitare le cose. Quindi è anche colpa mia, accidenti. E quindi è corretto pagare per i propri errori. Ma il putno non è questo. Il putno è andare oltre. Oltre tutto, perchè sto peggio. Detto e sentito mille volte. Ma mai realizzato nella pancia come oggi. Nella mia pancia ci sono le mie emozioni. Sono tante e sono grandi. Come la mia pancia. Ecco svelato un mistero. Troppe emozioni e troppo grandi per poter dimagrire. Il punto è andare oltre. Oltre tutto, ma proprio tutto. Non so se sarò in grado di dimenticare, ma devo sorvolare. Per non caricarmi di rabbia. Più facile a scriverlo che a farsi. Perchè mi rovino le giornate. E non riesco a concentrarmi e questo mi impedisce di fare le cose che mi fanno stare bene. Oltrettutto, mi direte voi, “Hai scoperto l’acqua calda”… e io vi rispondo: “Oltrettutto siete bravi a giudicare, voi!”. Eh sì… perchè non è facile affatto riuscire a uscire dal proprio dolore. Il prorpio dolore ti culla, ti coccola, ti sostiene. Fa parte della depressione. Sorreggge il mondo che conosco. Non lo so se la rivelazione di oggi pomeriggio mi aiuterà a uscire dal circolo vizioso e portarmi alla rinascita. Non lo so. Certo è che avreste potuto bombardarmi di consigli, come molti hanno fatto, ma fino a quando il cervello accende le sinapsi che si collegano fra loro, non sarebbe servito a nulla. Come non è servito a nulla avere le parole confortanti di molti che mi vogliono bene. Fino a ora. Con fatica sto facendo cose che non ho mai fatto prima: passeggiare a passo veloce per almeno tre volte la settimana, per esempio. Quindi andrò OLTRE TUTTO. Come dice il saggio ” GUARDA AVANTI E NON TI CURAR DI LORO” dove il pronome sta al posto dei pensieri, dei luoghi comuni, di alcune persone. Vai avanti e passa oltre. Oltre a tutto.  y1pnb4kjcfcpnofyr3bxgjairgp7bczy5fm1sfmv3iwsluhoaruaen4r1jrmspwklijo8kzajuozqjtpryxaoholw

 

 

 

come scrivere un libro

Ho aperto tre pagine, solo tre su una serie lunga come da qui alla Luna.

la prima: l’elenco

la seconda: come scrivere un romanzo

la terza: Il metodo del fiocco di neve 

Leggo, penso, ripenso. E mi abbiocco. Vorrei dormire. Era così a scuola. Ero brava, lo sono ancora. In molti campi, posso essere superlativa, addirittura. Tranne che con la matematica, dove la logicità del percorso è doverosa e necessaria, il resto deve restare un percorso intimo. Prendere appunti, scrivere o non scrivere, accanto a pagine intere di libri di storia, storia dell’arte, letteratura italiana era e resta un mio percorso personale. Solo così interiorizzavo le nozioni necessarie. Così è in ogni caso , tuttora.

Anche per questo la vedo dura per me scrivere un racconto

Torna a scrivere, Erika!

Torna a scrivere, Erika!

…quante volte me lo sono sentito dire, o me lo hanno scritto. Incitandomi, mi vien quel brivido magico. Ma poi, mi blocco. Sono senza fantasia. Riesco a scrivere poche righe, nulla più. In base alle cose che mi capita di vivere, scrivo le mie emozioni, la mia sorpresa, la mia rabbia, la mia tristezza, la mia felicità.

Poche righe e riesco a “dire” ciò che voglio. Ma scrivere una storia accattivante, magari divertente, intelligente e “vendibile” non è affatto semplice. Mi manca l’idea, o meglio mi trovo a pensare di non saper scrivere quello che ho in mente. E demordo…

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Oggi una tizia mi ha chiesto cosa mi piace fare. Ho detto “avere la casa piena di amici e cucinare con e per loro”. Solo dopo, molto dopo, parecchie ore dopo, ho pensato alla scrittura. Questo la dice lunga. Ho inviato le poche pagine scritte a qualcuno, nel corso del tempo, tutti molto gentili a dirmi che quello che scrivevo era ok. C’è quel libro, che poi mi sento presuntuosa a dire IL MIO LIBRO, lì sulla bacheca del mio Pc. Ma ho smesso di scriverlo, di dedicarmi a lui, dopo che il mondo mi è crollato addosso. Dopo che ho capito che il gioco divertente di scrivere allegramente e con leggerezza una “storiella da sdraio” stava diventando un mattone di tristezza condito con la rabbia.

Poi penso che prima o poi qualcosa lo scriverò. Che almeno questo sogno lo realizzerò. E subito dopo… ma chi ti credi di essere? Stai calma, nessuno ti considera…

E via dicendo…

e così chiudo tutto e vado avanti a fare altro… forse non è il momento.

Forse non è semplicemente il mio sogno…non fa per me… forse

 

 

solo e sempre bugie

solo e sempre bugie

Ho scoperto altre bugie. Ma grosse, e pesanti. Stavolta non sono state raccontate a me, anche se sono coinvolta. È stata raccontata a una tizia lontana, che io avrei abbandonato il nido domestico, i figli e tutto il resto a un padre devoto, praticamente santo, che si divideva tra lavoro e famiglia. Questo sarebbe accaduto circa 2 o 3 anni fa. sarei ritornata a casa a fare al madre devota e moglie innamorata a cavallo del 2013/2014, rinunciando alla separazione e divorzio. Lascio a chiunque abbia voglia di farlo, di trovare una speigazione a cotanta imbecillità.torovv

In quel periodo stavamo costruendo casa, accenttando aiuti dai miei genitori. Periodo difficile, ma era il passaggio per raggiungere qualcosa di grande e che desideravamo. Mi pareva. Perchè queste bugie e i tradimenti danno un quadro completamente diverso della cosa. O forse no…. le difficoltà lo spaventano, la fatica (esclusa quella sportiva e forse quella della conquista) lo allontana. La classica via di fuga tipica di questo bugiardo cronico.

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Mi ha preso il meglio, gli ho dato tutto. ( frasi da film, ma molto molto reali). Lo vedevo che non stavamo più bene, come un tempo. Pensavo ai pensieri dei debiti, la ditta che andava male…. io ad aspettare, a chiedere, informarmi, fare la “solita” autonoma cercando di non fargli pesare troppo la famiglia e tutte le responsabilità che comporta, dalal più piccola alla più grade delle cose. Pensavo che avremmo avuto bisogno solo di tempo per trovare un nuovo equilibrio. Mi rodevo l’anima, quando mi rispondeva distrattamente o freddamente che le menate che tiravo fuori erano, appunto, solo cazzate. Invece aveva la troia a ascoltarlo, consolarlo dalla moglie rompicoglioni, o questa tizia lontana ( che per farsi una eventuale scopata doveva farsi 400 km per andare e eventualmente altrettanti per tornare). Aveva tutto, l’imbecille. Ha buttato tutto al vento. Perle ai porci. Cosa intedesse fare e come, non lo so. So che i miei dubbi sono sempre stati alti, pesanti e tangibili. La tizia che mi ha chiesto, con molta semplicità quando e come fossi tornata a casa è rimasta senza parole. Bugiardo e bastardo. Sono estramamente incazzata. Per ora resto. Questa è casa mia. L’ho voluta io, l’ho fatta come la desideravo e SOPRATTUTTO, IN PARTICOLARE, IN MANIERA ASSOLUTA NON LASCIO A NESSUNO I MIEI FIGLI! Alla fine, quando sarà chiaro cosa e come e quanto l’imbecille dovrà pagare per le sue cazzate legate alla sua ditta, allora io prenderò le dovute decisioni. Se ne andrà lui. IO NO!

ESPLOSIONE-di rabbia

Venerdì  23 settembre è morto il papà della ragazza di mio figlio. Se ne è andato a casua di una brutta malattia. Troppo giovane, lasciando la moglie e due figli nella disperazione. Sabato sono andata a salutarlo, in quella stanza fredda, tra i pianti disperati dei molti che lo hanno conosciuto e gli hanno voluto bene. Sono tornata a casa, scossa e emotivamente debole. Trovo alcuni amici, anzi, conoscenti, ignari di tutto che iniziano a deridere la mia attività presso l’associazione. Entrano nell’anima come sottili stiletti a cui cerco di dare risposte, spiegare. Si ride, ma io rido fintamente. Mia figlia che probabilmente vede che non sono propriamente in me, cerca di zittirli, dicendo loro di smetterla. Arriva un SMS da un politico. Prendo subito la faccenda seriamente,come di solito faccio, chiamo chi di dovere. C’è una sala usata da più associazioni che pare sia lasciata sporca. Mi rispondono che subito verranno trovate delle soluzioni. Inoltro la risposta a chi ha sollevato il problema, che la prende male. Io scaldata dalle mie vicende personali, dalle punzecchiature di chi pensa di saperla più lunga di me, ma ancora calma, rispondo che ho solo chiarito e che dalla volta successiva sarà tutto a posto nella sala. Il politico, avrà avuto i suoi problemi immagino, si scalda e comincia a usare quel tono, che tanto ma tanto ma tanto, mi urta i nervi, per dirmi che gli sto dando del bugiardo, o meglio che gli altri gli danno del bugiardo e che nessuno si può permettere di farlo. Mi alzo dal tavolo , scusandomi con i presenti, mi chiudo nello studio, cerco di chiarire con il tizio agitato. Ho solo trovato uan soluzione con le persone coinvolte, l’unico a cui sono slatati i nervi, è lui. cerco ci chiarire, leggo i messaggi. Non mi pare ci sia niente da eccipire. Cerco il dialogo.

Inutilmente. vulcano-eruzione

I miei nervi scoppiano. Mando a quel paese lui e i suoi colleghi misogeni e mangiaitaliani (chi vive da queste parti, sa di cosa parlo, per tutti gli altri ” qui ognuno parla la propria lingua madre”: peccato che di solito noi italiani parliamo ITALIANO, mentre per la controparte non si parla HOCHDEUTSCH, bensì un dialettaccio chiuso e difficile da capire. Noi italiani molto raramente ci sentite parlare in napoletano, siciliano o toscano o noneso o cimbro! Mentre loro… con la loro supponenza di essere stati invasi cent’anni fa da un demente guerrafondaio in accordo con uno sterminatore krukko ci propinano la legge di parlare ognuno la propria lingua madre. Peccato che non sia proprio così, intendo LINGUA MADRE … ma lasciamo perdere, va là. Vedi anche #TOPONIMI) e lo farò con molto molto rumore. #sapevatelo

Comincio da lui e proseguo con il presidente dell’associazione che sa farsi amare da tutti, salvo lavorare sempre meno, lasciando le patate bollenti agli altri e a chi se prende a cuore la cosa. Passo per quello che probabilmente diverrà il mio EX marito, e continuo con tutto quello che ho da dirgli. Arrivo ai proprietari dei cani che allegramente usano il SUO (ovvero di quello che per ora è mio marito) giardino come un CESSO. Nonostante le numerose richieste di prendersi cura di questo, loro si sono sempre rifiutati, perchè è un NONproblema, ma mi sono trovata i fiori strappati, pieni di merda, pisciate a bruciare l’erba, per non parlare del continuo abbaiare inutile dei cani, che dovrebbero fare la guardia, ma alla fine mi trovo chiunque in casa, con i cani che salutano sbavando l’intruso di turno, entrato dal giardino. Sono arrivata a proibire l’utilizzo di PC e telefono, che ho  pagato io, dato che lavoro gratis da molto tempo. Risultato: mi trovo il SUO giardino chiuso in una recinzione che non voglio, che mi fa schifo. Sarebbe bastato a suo tempo costruire un recinto ampio per le ore in cui loro non ci sono a casa, e lasciare i cani lì, salvo poi farli uscire sotto sorveglianza dei padroni. Ma pare che i cani abbiano sempre più diritti di me e dei miei figli, che hanno passato la propria infanzia chiusi in casa, perchè se scendevano in giardino, il nonno (che non c’è più, pace all’anima sua) li rimandava a casa, perchè rovinavano il prato e i fiori, mentre i cani potevano fare tutto quello che volevano. Mio marito, futuro EX, non faceva nulla. Come non ha fatto nulla in questo caso. Poi ci sono le prese in giro per il mio impegno pubblico. Sempre a giudicare sti trentenni sotuttoio, il lavoro altrui. Il piacere altrui, le scelte per il proprio tempo libero, gli interessi personali. A giudicare, deridere. E io scema, a ascoltarli, perchè così capisco cosa possa essere interessante, o ascoltarli, perchè penso si debba imparare sempre. Ma niente, questi arrivano, si prendono tutto e fanno ciò che vogliono.

 La mia cognatina mi è venuta a dire, un paio di giorni dopo la mia sfuriata, che non si è arrabbiata perchè ho protestato vivamente per la cacca del cane tra le mie rose calpestate, visto il periodo che sto passando.  Non ho risposto come avrei voluto: guarda che l’arrabbiata dovrei essere io e non tu! 20160925_120657Che sono anni che sopporto la merda dei tuoi cani, il loro abbaiare insulso e i vostri ignorare le esigneze altri e rispettarle. Hanno messo il recinto, non nel loro prato , ma nel mio. “…vedrai che bello che diventa”, mi dicono. Ma non mi importa più. Lo avrei fatto diverso, dico, se avessi scelto di mettere il recinto: non avrei lasciato la pendenza per arrivare nel vostro giardino, e condividere bei momenti tutti insieme. Ora c’è un recinto, un prato in pendenza, fiori rovinati, buchi e erba bruciata. Mia suocera che guarda verso di me, scuote la testa e sorride. Lei e il suo preferito, che piantano i pali. Sono arrivata al massimo della mia accettazione e sopportazione. Da parte di tutto e tutti. Sono vista come l’ISTERIKA, che non sa cosa dice, dopo che i miei ospiti pestano la merda dei loro cani nella mia parte di giardino, dopo che i miei fiori sono distrutti dai loro cani? Sono io l’isterica, dopo che i miei impegni sociali sono visti come cose ridicole e ignobili? Sono io l’isterica dopo che accetto corna e fallimenti milionari da parte di chi avrebbe dovuto amarmi, voglio riprendermi la mia dignità e andarmene, e ora vuol restare con me, chissà come mai? Ma lui è visto come un brav’uomo. da tutti. Confermato tra ieri sera e stamattina da una tizia.  Ho insegnato io a lui a usare i Social come FB, per sentrisi ( l’ho capito dopo) con la troia con qui è stato. Non c’è un mi piace sui miei post, da parte sua. NIENTE. Però ci sono commenti eloquenti su altri post. Specialmente se si tratta di donne.  Niente, ma vuol restare con me! A fare cosa????

Chi mi aiuta a satare meglio mi  ha detto che questa esplosione di rabbia mi serve e ora ci sarà il giro di boa, dove io sarò al centro, non sarò più la bandierina che corre dietro al vento, sventolando leggera e (in)felice. Ma quindi… passati oltre 8 giorni, non dovrei sentirmi meglio? Invece sono sempre molto incazzosa e con quel senso di sentirmi peggio di una bella merda copiosamente sparsa su quello che ritenevo il mio giardino?

Ora sono sicura che oltre a voler andare via da qui, come casa e famiglia, voglio mollare anche il mio lavoro. Il capo, sono mesi che non mi dà molta considerazione. Mi va anche bene, tutto sommato, pensavo all’inizio. Posso fare altro, concentrarmi sul nuovo impegno con mio marito. Ma ora, che le mie entrate sono scese ulteriormente, ora che i clienti hanno rimpaizzato i rifornimenti con altri prodotti e altri fornitori, cosa devo fare? La voglia è quella di chiudere. CHIUDERE con ogni settore della mia vita, lasciarmi sorprendere con quello che potrebbe accadere. Sarebbe bello riuscirci…Soprattutto credere che possa succedere qualcosa di buono. Come nei film. Come nei libri che leggo. Ma non ci credo proprio più… mi hanno detto che non tutti gli uomini sono “così”. Ma quanet volte ho sentito parlare gli uomini, malissimo delle loro donne, guardare le ragazzine con la bava alla bocca, e insultare le poveracce che li aspettano a casa. Quando fai notare che potrebbero essere loro figlie e se piacerebbe loro che le loro figlie fossero guardate e commentate in “quel modo” , loro rispondono che sono le ragazzine a volerlo. Sono quelli che se hai i tacchi e la minigonna te la sei cercata, se ti violentano. No, non salvo nessuno. Non ci riesco più a vedere il bello negli altri. La passano liscia soloi furbi, quelli che non pesnano altro che a se stessi, che rubano le opportunità solo per il gusto di dire che hanno fregato il prossimo, quelli che evadono le tasse. Vincono solo i peggiori. In questa società. Potessi ritirarmi in una baita in montagna, lo farei subito.