CANCRO

CANCRO

Da qualche giorno ho saputo che Katherine deve combattere un’ulteriore battaglia. Quella finale, dicono. Io non voglio e non posso crederci! Lo so che contro il proprio destino poco si può fare. Ma lei è una bellissima donna. Amata e tanto sorridente. Ieri ha compiuto gli anni. Possibile sia il suo ultimo compleanno? Possibile che tra un mese è Natale e che lei possa festeggiarlo per l’ultima volta con i suoi figli e suo marito e le sue sorelle?

L’ultima volta??? Perchè ???? Dove è la giustizia?

Lei è viva. Lei sorride. Lei ha fatto tutto quello che poteva fare. Il destino è definitivo o si può cambiare? Sul suo cammino ha trovato solo persone che non l’hanno ascoltata? Oppure era solo e solamente inevitabile? Io sono incazzata. Loro si amano, ridono, vivono, parlano, cantano , bevono, mangiano insieme. Pieni di gioia. Perchè proprio a lei?

Perchè? Perchè i suoi ragazzi devono soffrire così tanto? Perchè?

Perchè vedo furbi, egoisti, traditori, bugiardi, bastardi che non mancano l’occasione per ferire il prossimo, che se ne vanno in giro senza pudore e altri che amano, rispettano, educano, donano senza remore, solo perchè sanno fare solo questo, e vengono colpiti da malattie incurabili, che li faranno soffrire e faranno soffire i propri figli. Perchè? Dove sie Dio, in questi casi? Non esisti! Ecco. Non c’è giustizia. Non c’è nulla. Siamo niente e se siamo nati sotto una cattiva stella, come mi è stato detto pochi giorni fa da una mia zia, ci resti per sempre, contaminando chi ti sta vicino. Non esiste Dio, non esiste la giustizia divina. L’ingiustiza divina esiste. Sto bestemmiando, la mia zia Gina si rivolterà nella tomba, povera. Io però in cosa posso credere ancora? In cosa?
Vedere i bambini che muoiono di fame o sotto le bombe di guerre senza senso, vedere la disperazione di una famiglia che sta per perdere tutto, vedere che una madre deve tranquillizzare i propri figli, sapendo che li lascerà ancora troppo giovani alla vita durissima….e poi vedi i soliti furbi… no, Dio non esiste.
Qualcuno mi ha detto che dietro l’angolo c’è sempre un’opportunità, peccato che il mondo è tondo! Peccato. Peccato cosa?????? Peccato vivere una vita cercando di stare alle regole, cercando di comportarsi semrpe bene, insegnando ai propri figli che c’è giustizia, che l’onestà paga, che l’amore vince su tutto. Solo e solamente un sacco di bugie per la povera gente. Vince il ladro, il furbo, il bastardo. E così nelle malattie. Come è possibile che questa donna è andata a fare tutti i controlli e quando si è lamentata di dolori “particolari” è stata liquidata dal primario ( solo due mesi fa) che le ha detto ” LEI STA MEGLIO DI ME!”. Ora non le danno più di qualche mese. “Siamo fortunati se la portiamo a casa per Natale!”

COOOSAAAAA???? Siamo fortunati????

Ma se fossi Dio, non fare qualcosa? Non salverei i bambini in Syria? Non aiuterei le donne come Katherine? ahhhh… sì… scusate… Se Dio esiste, è uomo. Come erano maschi coloro che se lo sono inventato. Se Dio fosse donna, una bella sberla a chi fa il furbo, a chi scatena le guerre, a chi non ascolta le lamentele di una donna che ha combattuto già contro due cancri al seno, gliela sgancerebbe . Se Dio esistesse…

Dopo aver appurato che non esiste, io la candela la accendo tutti i giorni. Perchè Katherine ha bisogno di tutta l’energia positiva. Perchè lei è viva e fino a quando c’è vita c’è speranza. Perchè la candela l’accendo sotto la Madonna incinta di Andrea Bianco. Perchè in fin dei conti la zia Gina mi ha detto che Dio esiste e che siamo noi uomini a aver peccato. Sebbene questo ragionamento mi porta a pensare che se ti ammali è perchè te lo meriti, io voglio credere che il proprio destino lo puoi cambiare. L’accendo perchè penso che se non l’accendo mi sono arresa, e io non mi arrendo volentieri.

 

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FORZA KATHERINE! PUOI ANCORA STUPIRE TUTTI!

Un po’ di ricettine veloci

Un po’ di ricettine veloci

Buono il periodo dell’ERIKA versione cucina.

Improvviso. E mi riesce bene. Sono brava, lo ammetto senza vergogna. Invento, interpreto e modifico le ricette viste e mangiate nelle varie occasioni,  come più mi aggrada, con quello che ho in casa. mescolo sapori e spezie, semini e frutta secca. Sì, sono brava!

Il periodo autunnale favorisce le zuppe e minestre.

Mi riescono bene i piatti unici, come il riso Venere con gamberetti e scampetti, con zucchine saltate. Sto sperimentando i semi “nuovi” come la quinoa, il bulgur e l’amaranto. Le insalate viste, riviste e rivisitate.

Inizio dal pane, proseguendo con la marmellata e le centrifughe di frutta fresca e verdura.

Poi passo agli antipasti come le CARAMELLE DI PASTA FILLO, con frutta e formaggio. Una delizia !

Adoro i dolci, farli e inventarli!

Vi elenco brevemente le pietanze cucinate nell’ultimo periodo. Per chi volesse, inoltrerò i suggerimenti e le ricette.

 

 

 

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PANE

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Marmellata di mirtilli, fragoline e fragole, ribes, more, lamponi

 

 

 

 

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STRUDEL DI MELE

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Tagliolini al nero di seppia con polipetti

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ROSO ROSSO con gamberetti e polipetti e zucchine saltati in padella
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RISO VENERE con gamberetti e scampetti saltati in padella e aromatizzati con Brandy, zucchine saltate in padella

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Quinoa e Bulgur con zucchine saltate in padella accompagnato a tonno sott’olio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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CREMA DI ZUCCA al curry piccante, con tocchetti di brie e semi di zucca e sesamo bianco

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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CREMA DI ZUCCA AROMATIZZATA ALL’ARANCIA con semi di zucca e olio di zucca
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Zuppa d’orzo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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CREMA DI CALVOLFIORE E CECI, con porri e patate. Arricchita con un ciuffo di ricotta allo zafferano e pistacchi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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RAGU’

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COSTOLETTE DI AGNELLO PANATE AL FORNO, con patate al forno e melanzane al funghetto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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CREMA DI SPINACI, con riso e pinoli, cotti al forno a vapore e con contorno riccioli di carote

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Totani con piselli in padella, con carotine julienne e mais e piselli

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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FEGATO cotto al vapore con spezie e patate al forno
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SALMONE con porri cotto al forno a vapore, e zucchine in padella
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FILETTO DI TONNO PANATO CON PISTACCHI E NOCI TRITATI, saltato in padella

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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PUNTARELLE con insalata mista, rapanelli, arancia e uova sode con semi di papavero
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Fiocchi di formaggio con pomodorini e menta e semi di papapero

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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CARAMELLE di pasta fillo con papaia e brie, pere e gorgonzola

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MUFFIN CON CUORE DI CIOCCOLATO E CENTRIFIGA DI MILLE FRUTTI

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MUFFIN CON CUORE DI CREMA PASTICCERA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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FINFERLI e PORCINI
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Finferli e porcini
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Pulizia dei funghi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Finferli

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Castagne

 

 

 

 

C’era la neve e niente mi pareva impossibile

C’era la neve e niente mi pareva impossibile

b621f46b249b5d140e1f860d8e1eb1b0Era l’8 dicembre 1992
Credevo fosse impossibile che quello che c’era finisse in questo modo.
Finisse… diventasse ‘sta cosa che vivo ogni giorno.
Niente è finito, per carità, finchè si respira.
Ma che vita è questa? Cosa è diventata? Dove ci siamo persi?
Mentre mi inerpicavo sulla strada che portava al castello, nevicava. Era magico. Tutto. Il castello, la vista, la neve, il lago coperto dalla nebbiolina. Non c’erano telefonini e macchine fotografiche digitali a immortalalre gli istanti.
Rimane tutto nella memoria, che è offuscata dalla vita. C’è un ricordo che rimane indelebile di quel periodo. Il bacio. Morbido, sensuale, dolce e casto. Due paia di labbra che si sfioravano e diventavano tutt’uno per un attimo, un battito di ciglia, ma entravano nell’anima. La scavavano come la goccia d’acqua scava il granito. La modellavano e la incastravano nell’altra anima. Era un sogno. Il castello di Neuschwanstein, che a dire questo nome era come staccarsi la lingua a morsi. E lui rideva per la mia pronuncia scarsissima. Ora lo pronuncio quasi correttamente: non ho la pronuncia teutonica, ma me la cavo. Ma allora faceva ridere quello che provavo a dire. Salivo e scendevo per quel magico castello che tante fiabe ha ispirato. Ascoltavo la sua storia. Sognavo… “i sogno son desideri…di felicità…” canticchiavo…

Tanto tempo è passato. Tante cose sono successe. Tante cose belle. Proprio B-E-L-L-E, come i miei figli. Altre molto meno. Molto molto molto meno. La vita ci porta il conto e noi paghiamo. La storia magica non lo era affatto. Molto nomale. Molto banale. Molto molto banale. Quello che ho vissuto me lo porto nel cuore. Ma niente tornerà come me lo immaginai. Ci sono occasioni, strade, incroci, salite e discese nella vita. Tutto dipende da noi.

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Chi ha scelto di distruggere tutto è Lui. Chi lo ha permesso in qualche modo, sono IO. Questo è il rimpianto maggiore. Non essere riuscita a cambiare il corso degli eventi. Ho tradito me stessa. Prima di tutto, ho tradito me stessa. Il mio progetto di vita. Questo è il lutto maggiore. Ora viviamo in un limbo, dove nessuno potrà dire che cosa accadrà. I più dicono che tutto è perso. Ma io nel mio cuore, sogno ancora. E spero. Spero che non sia così. Non ci credo. Troppe favole sono state scritte narrando la disperazione, angherie varie e solitudine e tristezza, per approdare poi nel lieto fine, nella rivincita sul male, nella rinascita piena. Non ci credo. NON CI CREDO. Capito? Destino beffardo!

Prima mi fai sognare, sperare, progettare e poi vuoi togliermi tutto? Non ci sto! Crepa, piuttosto. Ma io non ci sto! Non si può amare, lavorare, credere, soffrire per poi vedere portar via tutto.

LA MIA STORIA TRA LE DITA 

Sai penso che

Non sia stato inutile

Stare insieme a te

Ok te ne vai

Decisione discutibile

Ma sì, lo so, lo sai

Almeno resta qui per questa sera

Ma no che non ci provo stai sicura

Può darsi già mi senta troppo solo

Perché conosco quel sorriso

Di chi ha già deciso

Quel sorriso già una volta

Mi ha aperto il paradiso

Si dice che

Per ogni uomo

C’é un’altra come te

E al posto mio quindi

Tu troverai qualcun’altro

Uguale no non credo io

Ma questa volta abbassi gli occhi e dici

Noi resteremo sempre buoni amici

Ma quali buoni amici maledetti

Io un amico lo perdono

Mentre a te ti amo.

Può sembrarti anche banale

Ma é un istinto naturale

E c’é una cosa che

Io non ti ho detto mai

I miei problemi senza te

Si chiaman guai

Ed é per questo

Che mi vedi fare il duro

In mezzo al mondo

Per sentirmi più sicuro

E se davvero non vuoi dirmi

Che ho sbagliato

Ricorda a volte un uomo

Va anche perdonato

Ed invece tu

Tu non mi lasci via d’uscita

E te ne vai con la mia

Storia tra le dita

Ora che fai

Cerchi una scusa

Se vuoi andare vai

Tanto di me

Non ti devi preoccupare

Me la saprò cavare

Stasera scriverò una canzone

Per soffocare dentro un’esplosione

Senza pensare troppo alle parole

Parlerò di quel sorriso

Di chi ha già deciso

Quel sorriso che una volta

Mi ha aperto il paradiso

E c’é una cosa che

Io non ti ho detto mai

I miei problemi senza te

Si chiaman guai

Ed é per questo

Che mi vedi fare il duro

In mezzo al mondo

Per sentirmi più sicuro

E se davvero non vuoi dirmi

Che ho sbagliato.

Ricorda a volte un uomo

Va anche perdonato

Ed invece tu

Tu non mi lasci via d’uscita

E te ne vai con la mia storia tra le dita

 

Da circa un’ora sta nevicando. Troppo presto per restare  e creare l’atmosfera giusta. Troppo indaffarati per fermarsi e aspettare e accendere i fuochi nei camini e assaporare la cioccolata calda, come nei film.15027692_10207856091428404_6635265550401153725_n

Troppe favole… e come dice la canzone di Grignani: ” Io un amico lo perdono. Mentre a te ti amo.”  No, non ci riesco. Non posso perdonare più le tue assenze. Le favole non esistono. La vita è altro. Ci hanno imbrogliato. Vincono i furbi, i ladri, i farabutti. Gli altri restano con un pugno di mosche putrefatte tra le mani. Restano i ricordi, che divengono man man rimpianti. Era meglio sbatterti la porta in faccia la prima volta. Era meglio prenderti a calci nel sedere. Era meglio… ora lo si dice con facilità, ma in quei momenti era facile credere che tutto potesse essere giusto e possibile.

E la radio passa Spaccacuore di Bersani… come ci prende in giro il destino, eh?….

http://unatrentinaineppan.com/e-la-testa-va-nel-pallone/

 

CHE BATOSTA

Hilary Clinton e la metafore della vita di una donna.
Donna intelligente, caparbia, competente. Però non ti meriti che sconfitte. Che poi le sconfitte vengono prorpio da quelli per cui ti stai battendo. Il vincitore è un fantoccio, vedremo cosa farà. Ma sarà lodato. Sempre. Tu donna, invece, sarai criticata. SEMPRE.
Anche dalle tue amiche donne. O meglio … le tue amiche. Quali amiche? Quelle che chiacchierano e sorridono e poi ti pugnalano, oppure quelle che ” non una donna, mai”? Che una donna a casa, deve stare, a accudire la famiglia. E magari lo fai. Accudire la famiglia, e poi lavori, e sei disponibile e sei pure simpatica e magari tutti ti voglio bene, e ti trovano spettacolare. Ma poi? Poi al momento della resa dei conti, sei donna e quindi non meriti nulla. Te lo meriti solo se ti comporti come un uomo, pensi come un uomo. Te lo meriti ma sarai giudicata. Pensa a te stessa, dicono tutti. Ma pensando a me stessa cosa accade? Lascio i figli allo stato brado, la casa allo sfascio, il lavoro, oddio che palle il lavoro, oggi non ci vado, in fin dei conti gli ormoni mi stanno triturando ogni briciolo di pazienza. La spesa! Chi ci pensa al frigo e al pranzo e alla cena? Chi mette insieme le cose? Chi fa cosa e quando? E pensa a te stessa, donna! Tutti a dire così… e intanto? Poi pensato a te stessa, trovi tutto a posto? La casa, l’America, il mondo? Li trovi in ordine, puliti, educati? Pensato a te stessa fai esattamente come loro, gli uomini. Solo che per loro, gli uomini, c’è sempre qualcuno che li accudisce, che sistema loro le cose. Ah …accidenti… siamo noi donne a farlo! Che batosta… che circolo vizioso.
Non se ne esce. E poi arriva il ragazzino che chiama una bella ragazza ” topa”. E lo riprendi, con una battuta. E interviene un altro maschio, che non riprende lui, ma te. Donna.
Guardi il calendario, i tuoi impegni. Ti viene il vomito. Non hai voglia. Vuoi PENSARE A TE STESSA. In fin dei conti te lo ripete pure il vento!!!! Eppure… ti ritrovi con il senso di colpa, con la sensazione che il “pensare a se stesse” implica tanto, un costo tanto alto. C’è chi perde la corsa alle presidenziali USA, c’è chi si ritrova con la casa in disordine, sporca e con le immondizie da portare ai bidoni e nessuno lo fa spontaneamente. Colpa tua, Donna, che non hai educato i tuoi coinquilini a farlo. Colpa tua che non stiri e pieghi le cose man mano. Colpa tua che solo imponendosi con le urla ti fai rispettare. Ma che rispetto è? Una vittoria di Pirro. E il gatto continua a magiarsi la coda. Non ne vengo fuori.
Il problema che mi deprime di più è proprio questo. Che fai o non fai, alla fine tutto ricade su di te. Non c’è storia. E il PENSARE A SE STESSE porta molto poco lontano. Non serve a nulla o quasi. Sai che mi faccio con la consolazione di averlo fatto per me, se poi mi ritrovo il doppio da fare.
Oggi sui social dilaga la satira e la cattiveria e la tristezza. Oggi poteva essere la data magica, ma il popolo bue ha votato per un tizio che solo a guardarlo vien il vomito, alla stregua del nostro “miglior premier degli ultimi 150 anni”. Pare sia un passo del gambero. Otto anni fa hanno votato un nero, impensabile fino a poco prima. Ora lo stesso popolo ha eletto uno sosetnuto dal Ku Klux Klan. Ma come è possibile. Poi ripenso alla mia esperienza. E capisco. Non c’è peggior sordo e cieco di chi non voglia capire. Non c’è peggior egoista dell’uomo medio. Non c’è peggior insensibile di chi ha ottenuto per se, e ” chiesenefregadelprossimo”.
Bene… visto che non riesco a trovare risposte alle mie domande, vado a pensare a me stessa. Vado a fare una passeggiata. Anche se a dir il vero andrei a dormire, dato che ho perso la notte a sperare che il mondo cambiasse….

E SUCCEDE DI NUOVO….

E SUCCEDE DI NUOVO….

C’è una canzone.
Una canzone nuova.

La prima cosa è la melodia. E mi prende subito. Come tutte le canzoni di Tiziano Ferro

Poi arrivano le parole. Un po’ alla volta.

E sembra scritta proprio per me. Scritta per me. Per questo periodo, per quello che ero e eravamo. E mi prende la nostalgia. L’amarezza. E ripeto le parole. Stonata. Ma… mi pare proprio mia… e per fortuna c’è Youtube, così la riascolto e la memorizzo.

E la canto. Stonata. Così come è stonata la mia vita. “Tanto lo so che con nessuno avrai più riso e pianto come con me. E lo so io ma anche te

Quanto mi manca ridere così…non sai quanto… Dio, come mi manca….

E poi ancora “Passo la vita sperando mi capiscano … E ancora sempre solo una strada, la stessa. Cerco sempre la più lunga, la più complessa

Quante volte ho immaginato, preventivato, studiato un modo per farmi capire e sono stata fraintesa… e la mia strada così in salita… così faticosa… e quel sogno dove tutte le mie amiche arrivano in cima alla montagna, e io che sono indietro, vengo morsa da un serpente, e salgo, sudo, sbuffo, ansimo, e i raggi del sole che attraversano il bosco e il sentiero così sconnesso, così pieno di sassi, di rami contorti. E le voci lassù che ridono, che mi incitano e io lì a pensare che è tutto sbagliato e faticoso. La mia strada, così faticosa, così lunga… arriverò mai in cima?

Continuare a ricordare che eravamo veramente belli e speciali ” Diglielo in faccia a voce alta di ricordare quanto eravamo belli e di aspettare perché potremmo ritornare

E sperare di tornare quello che eravamo, quello che mi ha aiutato e convinto a continuare a sopportare ma che ora non mi basta più, però c’è ancora quel pensiero, quell’idea di noi.

E tutto il giorno a aspettarti, per anni, “Ho passato tutto il giorno a ricordarti nella canzone che però non ascoltasti

A cantare canzoni con i nostri figli e “Ogni preghiera è una promessa a Dio Che non ho mai dimenticato La mia preghiera non raggiunse poi O almeno ancora la strada che avrei sperato” aspettandoti e cantando e sperando e sognando.

E poi quel “Perdonare presuppone odiarti ” che è l’essenza di ciò che provo, ciò che vivo, ciò che ogni mia cellula vive e rifiuta e subisce.

E’ scritta per me? Non credo. Quindi significa che quello che sono, che mi capita è comune, è superabile, è semplice.

Quindi non siamo così speciali, così unici…

Forse…

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Ogni preghiera è una promessa a Dio
Che non ho mai dimenticato
La mia preghiera non raggiunse poi
O almeno ancora la strada che avrei sperato

Perdonare presuppone odiarti
Ma se dicessi che non so il perché dovrei mentirti
E tu lo sai che io con le bugie…
Mi manchi veramente troppo troppo troppo ancora

Ho passato tutto il giorno a ricordarti
nella canzone che però non ascoltasti
Tanto lo so che con nessuno avrai più riso e pianto come con me
E lo so io ma anche te

Quasi trent’anni per amarci proprio troppo
La vita senza avvisare poi ci piovve addosso
Ridigli in faccia al tempo quando passa per favore
E ricordiamoglielo al mondo chi eravamo e che potremmo ritornare

Passo la vita sperando mi capiscano
Amici amori affini prima che finiscano
E ancora sempre solo una strada, la stessa
Cerco sempre la più lunga, la più complessa

Quindi perché mi scanso invece di scontrarti
E tu perché mi guardi se puoi reclamarmi
Ricordi il cielo insegnò al 2013
Io e te all’odio non sappiamo crederci

Ho passato tutto il giorno a ricordarti
nella canzone che però non ascoltasti
Tanto lo so che con nessuno avrai più riso e pianto come con me
E lo so io ma anche te

Quasi trent’anni per amarci proprio troppo
La vita senza avvisare poi ci piovve addosso
Ridigli in faccia al tempo quando passa per favore
E ricordiamoglielo al mondo chi eravamo e che potremmo ritornare

Musica più forte che sfidi la morte
Accarezza questa mia ferita
Che sfido la vita

Ho passato tutto il giorno a ricordarti
nella canzone che però non ascoltasti
Tanto lo so che con nessuno avrai più riso e pianto come con me
E lo so io ma anche te

Quasi trent’anni per amarci proprio troppo
La vita senza avvisare poi ci piovve addosso
Diglielo in faccia a voce alta di ricordare quanto eravamo belli
e di aspettare perché potremmo ritornare