Nonna Rina, 102 anni

No, non eri mia nonna, ma tutti ti chiamiamo così da sempre. NONNA RINA.
Il 22 febbraio hai compiuto 102 anni. Tantissimi. Minuta come una bimba, con i capelli canuti da sempre, e in piega perfetta. Sei arrivata a 102 anni! Caspita! Gli ultimi non sono stati una passeggiata, no. Ma nemmeno quelli venuti prima, a quanto ne so. Cinque figli. nati durante la seconda guerra mondiale. Cresciuti e vissuti in quella casa, l’ultima della via, con quella grande corte, e le galline e i conigli, in mezzo alla campagna. Quando ero piccola per me quella casa era pari a un parco giochi. C’erano i tuoi nipotini che giocavano con me, l’altalena da dove sono caduta e mi sono rotta il braccio. Mio papà faceva dei lavori lì, in un angolo di quella rimessa, piena di attrezzi per lavorare la campagna. E tu eri sempre piegata sulla terra, piccola e infinita. Lavoravi sempre. E sorridevi, ridevi con quella risatina squillante e quasi caricaturale. Poi sono cresciuta, le strade della vita ci hanno allontanate. Lo scorso secolo è venuto a mancare improvvisamente lo Zio Nerio, mentre piantava i cavoli nell’orto. E dopo le distanze sono diventate ancor più profonde, per faccende che non ci riguardavano, per prese di posizione di altri che non ho mai capito. Per un po’ le telefonate sono rimaste sistematiche, con la zia. Ma a causa di troppe cose che non conosco e di troppi problemi che mi hanno schiacciato hanno diradato anche queste. Di te ricordo la risata e la generosità : se venivo a trovarti, la zia ci obbligava a mangiare di tutto e sempre, a qualunque ora e tu insistevi se rifiutavamo, come se ognuno di noi commettesse un peccato veniale, noi a non mangiare e voi a non offrire tutto ciò che la dispensa conteneva. Mercoledì 22 febbraio hai compiuto 102 e mi sei venuta in mente, ma nel mio egoismo quotidiano e sciocco non ho chiamato, ma la tua presenza era costante in questi giorni, nei miei pensieri. Continuavi a venirmi in mente “… chissà, sono 100 o 101?  …Dovrei chiamare la zia Jole per salutarvi… lo faccio dopo… domani… chissà come stai… come sta la zia…” un vortice di pensieri, sciocchi, banali, ma continui. Come onde calme del mare che vanno e vengono.  e pensavo al tavolo, rotondo, davanti alla tv, tra il divano e la cucina, i mille ninnoli e foto nel mobile lucidissimo e pieno di chincaglieria perfettamente in mostra. E tu seduta sul divano, intorno al tavolo tondo, sdraiata a letto. Continue immagini, fotografie del passato, mentre accendevi al stufa nel cucinino della zia, o cucinavi qualcosa o mettevi su il caffè per gli ospiti. Con te ho conosciuto e bevuto il famigerato Caffè d’orzo, che mia mamma mi aveva descritto come qualcosa di schifoso, ma che io ho trovato di mio gradimento. Non è la prima volta che penso insistentemente a una persona e poi questa viene a mancare. e’ successo con il nonno, con Ettore, e ora con te. Tutti eravate a fine vita, non ve l’ho attirata la morte, ma nel momento in cui stavate passando di là, io ho sentito la vostra presenza, fortemente. La tua lunga vita è stata ricca di momenti belli, e , immagino, brutti, come per tutti quelli della tua generazione. Conosco qualche racconto a dimostrarlo. Ma Sei sopravvissuta a malattie e alluvioni, a guerre e al freddo. CENTODUE ANNI: sei la persona più longeva che ho conosciuto personalmente. Ricorderò la tua risatina e i tuoi capelli ondulati e bianchissimi. Che la terra ti sia lieve, tu che nella vita hai lavorato duramente, che almeno l’ultimo riposo ti sia leggero. Se mi verrai in mente ancora, saprò che mi stai pensando, mi stai guardando da qual posto dove andremo tutti, prima o poi.

TUTTE PER UNA, UNA PER TUTTE! Virginia e Agnese!

TUTTE PER UNA, UNA PER TUTTE! Virginia e Agnese!

La protagonista è Agnese, intelligente, femminista, divertente, spigliata, sportiva, e poi… la conosceremo meglio solo leggendo.

Tutto questo in poche pagine in anteprima. Sarà dura aspettare il giorno fatidico dell’uscita del libro, che ora mi pare più che logico come scelta: 8 marzo!

TUTTA COLPA DELLA MIA IMPAZIENZA

( E ANCHE DI UN FIORE APPENA SBOCCIATO)

Virginia! Definirla solamente scrittrice è quasi denigrarla: mi spiego meglio. Virginia è un’amica che si è incontrata per caso, e per caso, la inizi a frequentare e non si riesce più a farne a meno! Virginia, che la immagino a scrivere al pc, e poi a rileggere e correggere e inserire e togliere e poi sorridere e poi ridere, magari commuoversi, di ciò che scrive. Virginia che prende appunti per il prossimo libro, per la prossima protagonista, ispirandosi a ognuna di noi e alle nostre vite, rendendole un po’ più leggere e vivibili. Così me la immagino…

Avercela come vicina di casa e berci un caffè insieme, tutti i giorni ( o quasi)…. che sogno!!! Penso che potrei credere sul serio che ognuna di noi può cambiare il corso delle cose!
Con sincero e immutato affetto (anche se virtuale)