24.05.2014 BELLISSIMA GIORNATA!!!! OVVIO!!!

Oggi è lunedì e piove e non è così #ovvio!
#OVVIO è la parola che lega la giornata di sabato 24 maggio al prima e al dopo!
Sabato è stata una data speciale nella nostra famiglia.
Lara, la mia cognatina, conosciuta quando aveva 11 anni, bella come il sole, oggi come allora si è sposata con Enrico. Stessa età, bello come il sole pure lui!
Non sto esagerando :

ENRICO e LARA 24.05.2014

Visto? Non racconto bugie!
Lei era fasciata in un abito da sogno, decisamente da sposa.
Lo dico perchè quando ci comunicò che si sarebbe sposata, non me lo aspettavo, proprio no.
Lei così indipendente, così matura, a volte dura con me, tanto da pensare che non andavamo più d’accordo, in certi momenti.
Invece poi incontra un ragazzo. Viso pulito, sguardo fresco e intelligente, un pelino “furbesco”. Moro, alto Q.B. Parla tanto, ma è simpatico, di compagnia.Insomma un tipetto a posto.
Ridendo e scherzando, i mesi passano, e arriviamo al giorno fatidico.
Come da copione, lo sposo non deve vedere la sposa e quindi lui sparisce dalla sera prima.
La mattina alle 6, alcuni amici con la testimone della sposa, ci svegliano tutti con i botti e si inizia a fare colazione con la futura sposa. Tavola imbandita con ogni ben di dio, “mangiate mangiate! che poi si mangia solo nel tardo pomeriggio”, qualcuno fa notare.
Poi alle 9, io mi dirigo verso quel Gran Maestro del mio parrucchiere, per un restauro completo. La sposa si reca dalla sua per acconciare i capelli, romanticamente, come s’addice a una sposa innamorata.
Mentre sono sotto i ferri del coiffeur, arriva una ragazza mora, così mi trovo a fianco la sorella dello sposo, che non avevo ancora avuto il piacere di conoscere. Bolzano è piccola, sul serio!

SOGNANTI!!!!

Arrivo a casa, mi vesto, mi trucco.
Intanto al castello, Schoss Englar, nella chiesetta di San Sebastiano, risalente al 1450 circa, Padre Emanuele arriva sprovvisto di ogni cosa che un prete che deve celebrare un matrimonio e non è del posto, e soprattutto se la cappella è privata, dovrebbe portare con se. Lo sposo agitato già di per se, chiede aiuto a tutti. Finalmente le vesti liturgiche, i calici, le Ostie arrivano. Intanto la sposa, nel suo bellissimo abito bianco è “costretta” a fermarsi a bere uno, forse due, anche tre aperitivi, per aspettare che tutto sia pronto.
Qui comincia la sensazione che le cose saranno speciali, fuori dall’ordinario.
Lui è bellissimo nel suo vestito a taglio classico, ma con quel sorriso sbarazzino lo rende speciale.
Lei fasciata in un abito bianco, scollato Q.B., con un trucco leggero e azzeccato, la pettinatura che lascia liberi il viso e gli occhi bellissimi.
Arriva, in ritardo, ma non a causa sua.
L’accoglie Enrico che l’accompagna verso la chiesetta, dove Padre Emanuele le dice che ora, per un pochino, saranno nelle “sue mani”.
Risponde divertita.
Entrano, si accomodano, mentre i famigliari prendono posto e dietro loro gli amici e parenti.
Ci sono tante coppie giovani. Alcune di loro hanno bimbetti piccoli. Ci sono due ragazze che attendono la loro creatura, nelle prossime settimane, bellissime pure loro. La maternità regala una luce speciale, sempre!
La cerimonia inizia e l’emozione è forte. Padre Emanuele ripete più volte che questo è un matrimonio fuori dal comune. Lo zio Helmuth mi chiede perchè. Io gli dico che Lara e Enrico hanno perso rispettivamente il papà e la mamma recentemente, e questo rende la cosa “diversa”. Ci sono due candele speciali accese apposta per ricordare a tutti che due anime belle sono tra noi, sempre, anche se non li vediamo, non li possiamo abbracciare.
Anita, la cugina, oltre che testimone di Lara, canta benissimo l’ Hallelujah di Jeff Buckley accompagnata da Mauri con la chitarra, che diventa afono subito dopo,  e altri due ragazzi molto bravi! Martina scoppia a piangere quando gli sposi si dicono SI’. Alla fine Anita intona ♥ Sei dentro me + You’ll be in my heart – Phil Collins – Tarzan commuovendo tutti. Io salgo e leggo le poche parole per ricordare chi non c’è più, anche se Padre Emanuele aveva già parlato di loro, poco prima. Mi taglia corto con una esclamazione che a Max non è piaciuta ” Signora, questa raccomandazione non è necessaria, perchè ci sono io ora”. “Come? Come si permette di dire che il mio papà non veglia su di noi?” Mi dice Max, indignato. La cerimonia è stata veloce, e leggera. Nessun ritmo pesante in questa giornata speciale.
Gli sposi eseguono le solite parti burocratiche, mentre gli invitati li aspettavano fuori. All’uscita al posto del riso, gli invitati soffiano tante piccole bollicine da mini tubetti. Uno Spettacolo!!!!!
Ci congratuliamo con loro, baci abbracci, qualche lacrima di commozione ( la mia) e poi ci dirigiamo verso il prato dove si brinda e si fanno le foto di rito.

Una location stupenda, con un sole meraviglioso, le bollicine che scendono allegramente sono una bontà. Anna, Carol e Margherita recitano una poesia agli sposi, mentre vengono distribuiti assaggini e squisitezze speciali, tra un bicchiere e l’altro. Un gruppo tradizionale ci accompagna vestito con i Lederhosen, e poco dopo arriva il gruppo dei Schuhplattler.
Ballano e cantano, dandosi certe sberle sulle gambe nude che poi puoi leggere le impronte digitali a occhio nudo! Il gioco si ripete con lo sposo, che è un Schuhplatter provetto!

E poi viene coinvolto Max e anche lui si difende bene!

Accanto c’è la birra alla spina e il via vai è infinito e la birra è fresca e buonissima!!!

LA DANZA DEGLI SPOSI

La festa è continuata tra gli sposi che ballavano e i brindisi che venivano proposti.
Poi è arrivato il momento della cena, in una sala del castello. Siamo entrati e con i colori abbiamo lasciato le impronte su un quadro, alla fine ha preso forma e è diventato un allegro soffione magnifico. Un segnale importate: ognuno di noi ha lasciato nella vita degli sposi un’impronta indelebile, ma leggera, come i pistilli che volano portati dalla folata di vento che li stacca dal fiore. Il
fiore del Tarassaco, o DENTE DI LEONE, è simbolo della profezia e
della fedeltà, la speranza e la fiducia, ma anche simbolo di libertà e felicità.
La prima attribuzione la si deve al fatto che, secondo la tradizione, se si
esprime un desiderio e con un sol soffio si fanno volare tutti i semi del
pollone, il desiderio si avvererà. La seconda potrebbe derivare dalla
caparbietà di questa pianta, che cresce ovunque, anche dove non è desiderata, e
che sopravvive e si riproduce facilmente e velocemente. Rappresenta l’amore,
la fedeltà, la felicità ed il tempo e solitamente i pistilli, portati
via da una folata di vento, indicano i desideri più o meno
espressi. Come tutti i fiori rappresenta da un lato l’attaccamento alla terra e
ai propri vincoli e valori ma dall’altro lato la necessità di volare via,
vivendo la propria vita.
Siamo saliti e accanto alla porta del salone dove avrebbero servito la cena, c’era la tabella con i nomi e in numero dei tavoli a cui ognuno era assegnato, secondo un preciso ragionamento. Noi, insieme a Claudia e Stefan, eravamo al tavolo con le zie di Gottro e i cugini Ivano e Simona e, in più, il fotografo. Philipp, anche lui molto diverso dai “soliti” canoni a cui siamo abituati, ha scattato foto particolari e originali che non vedo l’ora di vedere. Intanto le pietanze venivano servite e non c’è nulla da dire: tutto squisito. Nulla di esagerato e servito elegantemente ma con sobrietà. Tra una portata e l’altra, Anita e Daniela mettono in scena una parodia spiritosa di una grigliata organizzata da Enrico e Lara. Deliziosa e spiritosissima scenetta, abbiamo riso tutti tantissimo, in particolare per le piccole verità che emergono dei caratteri dei due sposi. In questo particolare momento ho imparato che Enrico dice spessissimo “OVVIO!”. Poi un altro gioco fatto con e per gli sposi consiste nel farli sedere rispettivamente con le spalle dell’una contro l’altro, per non poter vedere e far togliere loro le scarpe. Poi entrambi tenevano in mano una delle proprie scarpe e una dell’altro. Gli amici, in questo caso dello sposo, dovevano formulare una serie di domande e gli sposi dovevano alzare la scarpa corrispondente, se riguardava Enrico oppure Lara. In teoria, si saggia l’affinità della coppia: se entrambi rispondono sinceramente e obbiettivamente oppure se hanno risposte discordanti. In più chi poi avesse sbagliato la risposta avrebbe dovuto bere. Naturalmente il giudice era un amico dello sposo, e a quest , povero, gli davano da bere a prescindere. Il risultato è stato comunque speciale: in perfetta sintonia e obbiettività non hanno sbagliato una risposta!
Finita la cena, ci siamo spostati nella sala per il digestivo, in attesa del dolce. Il dolce e la torta nuziale, erano una delle sorprese che il servizio catering ha fatto agli sposi.
Lungo i filari di mele hanno sistemato i tavoli, illuminati da mille candele con candelabri romantici. Disposti c’erano i dolcetti e gli spiedini di frutta, e in centro la grande torta a forma di cuore. Tutto era veramente bello, scenografico, romantico ma non stucchevole, veloce e allegro, ma non stressante. Il castello è magnifico, e i vari angoli suggestivi e unici. Inoltre é particolare perchè hanno pure un angolo della fattoria: cavalli, asino, galline, oche e tanti altri animali. Finito il momento del dolce ci siamo trasferiti nella taverna e abbiamo ballato. Persino gli anziani amici sordi dei miei suoceri sono stati coinvolti in vari balli, stupendo tutti e rallegrando ulteriormente l’atmosfera. La notte era ancora lunga, ma alcuni ospiti cominciavano a sentirsi stanchi e così iniziarono ad andarsene. La Bomboniera è semplice e originale come tutto quel giorno. Come loro due sono sempre.

LA BOMBONIERA : un BLAUBURGUNDER-PINOT NERO

Ballare fino a notte fonda, vedere lo sfascio di un paio di persone che hanno esagerato col bere, e divertirsi con i miei figli, fino alle porte dell’alba. Tornare a casa esausta e felice e dormire fino a tarda mattinata e alzarsi essere partecipe di questo

L’alba del giorno dopo

UN PO’ di #SELFIE CON LA SPOSA

LE TRE GRAZIE

Che dire, una giornata speciale, continuata il giorno dopo con una pranzo a base di pasta al ragù e tante chiacchiere e risate. E poi fino a tarda sera, sempre a parlare e raccontare e ridere. Sognare a occhi aperti, tutti. 

L’augurio sincero per Enrico e Lara di una luuuuuuungaaaaa vita insieme, illuminata dal vostro amore e protetta dagli angeli saliti in cielo troppo presto. 

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