Anno Nuovo (2017)

Anno Nuovo (2017)

Eccoci. Siamo già al 2 gennaio 2017.

Chiuso il famigerato 2016, non mi resta che sperare nel 2017. Perchè poi ci spero ancora. Non so perchè, ma l’istinto di sopravvivenza o il seme della Fede c’è ancora e quindi la famosa candela della Speranza si riaccende, seppur l’apparenza sia l’impossibilità di vedere le cose cambiare. La mia scrivania è il solito disordinato caos di carte, libri e bijoux vari abbandonati lì con la solita frase “…dopo metto via” e quel dopo diventa domani e dopodomani, dopo domani l’altro. Il pavimento scuro illuminato da questo sole abbaccicante , bellissimo ma fastidioso, basso all’orrizzonte e inesorabile anche sui vetri, indica la poca passione di far la casalinga. Ho sempre voluto un’aiuto in casa. Per brevi periodi l’ho avuto. Ma ero sempre a disagio. Non me lo merito. Come tutto il resto. Sempre a pensare che merito il meglio, e quando c’è mi vergogno, mi sento indegna e faccio in modo che il meglio mi sia negato. Faccio tutto da sola. Sono unica a riuscire in questo intento. L’amore, la casa, il lavoro, le amicizie.

Quindi spero, ma non ci credo. E mi trascino affaticata già dal primo mattino. Mai paga di ciò che faccio in cui riesco a essere brava, sul serio. Lo so pure riconoscere il mio talento. I miei talenti. Penso alle frasi di medici e specialisti “...lei deve perdere peso…” e più me lo dicono più aumento. Non credete alle balle delle Feste dove si ingrassa e basta. Ho mangiato come sempre. Non ho bevuto alcolici. Non ho fatto dolci. Ora faccio il pane con la pasta madre. E faccio fatica anche a fare quello. Il mio respiro è corto. Persino ora che scrivo. Nemmeno a letto respiro a fondo. Mi vengono in mente brutti mali. Forse o quasi certamente influenzata dalla morte prematura di katherine. E penso che io l’ho detto che non è normale, che non è solo peso, che Pavarotti pesava il doppio di me e aveva fiato da vendere quando cantava. Ho paura ci sia dell’altro. Come quando, quasi 4 settimane fa, sono caduta stupidamente in palestra. Un volo fantozziano. Atterraggio sul polso destro, e sul fianco. Rossa di vergogna, ho riso per sdramamttizzare. E ora ho male continuo alla mia anca destra, alla mia gamba destra. Non c’era nemmeno un ombra di blu sulla carne. Nessun segno. nemmeno il polso si è segnato, e non fa male, e certamente ne avrebeb ben donde dopo aver attutito l’atterraggio di un quintale o quasi sul pavilmento. ma è il fianco a farmi male. Mi è stato consigliato l’osteopata. Forse ho spostato il bacino nel rovinoso atterraggio. “…sai ….il peso…” E penso ai soldi, alla lista d’attesa. E dico no… passerà. Non posso permettermi anche questo. Se voglio cambiare devo ridurre i costi. Se voglio migliorare la situzione devo cambiare qualcosa. Perdere peso… forse è la soluzione per tutto. Salute, vita sociale e sentimentale, lato economico…. perdere peso. Sembra questo il fil rouge che mi insegue da molto tempo. Vedrai come sarà migliore la tua vita se perdi peso. E io mi guardo intorno. Di cosa dovrei vivere? Aria fritta? ah…no il fritto fa male. Pane e acqua? No il pane è un carboidrato e fa male per chi è diabetico. Facciamo che inizio con far colazione con una bella centrifuga di frutta la mattina al posto del famigerato latte e cioccolato.  Salvo poi avere l’intestino irritato. Anche dalla frutta. Che poi la frutta è quasi bandita per i diabetici. Ma che cosa si può fare allora? La pasta non mi piace più. Ah…. camminare, volersi bene. Camminare???? Con sto male? e con il poco fiato? Sì…ci ho provato. Ho fatto fatica. Immensa, per il rapporto con il beneficio che mi avrebbe portato, secondo gli esperti. Ah… sì…i muscoli pesano di più del grasso. Sono una muscolosa donna di mezza età. Cosce e chiappe di marmo. L’addome , invece…. che è quello che rovina tutto. Fiato, respiro, silhouette, sorriso….

Ecco sono partita dal Buon Anno e sono arrivata a lagnarmi. Ho appena fatto qualche lavoro in casa. Di quelli che se non li faccio io nessun’altro li fa. Sono affaticata, tanto che tornerei a dormire. Non è normale. Non è lo spirito che mi manca. Si tratta di spossatezza. Di tanta stanchezza. Ho solo il senso del dovere a guidarmi, obbligandomi a fare. Qualcuno mi ha detto di cambiare e usare il verbo POTERE e/ VOLERE. Ci ho provato. Funziona. Voglio pulire casa. Posso stirare. Ecccerrrrtoooo!!!! Perchè poi il risultato cambia. Vero. VERO UN CORNO! La fatica fisica e mentale è la stessa.  A me questi lavori fanno schifo. Non provo soddisfazione. O meglio sono contenta quando sono finiti, ma c’è semrpe dell’altro da fare e la casa è semrpe in disordine comunque. Non c’è serenità nei lavori domestici. Mi piace cucinare, ma voi non sapete quanto male alla schiena ho poi. E quel senso di colpa… se cucino male…se  se se…. Quindi nel 2017 cosa voglio fare? Sparire.

Non ho grosse prospettive nel lavoro. Dovrei fare cose che non mi va di fare. Che poi non so nemmeno io cosa vorrei fare. Uffa. Eppure sono brava. ho mille talenti. Riesco in ogni cosa. Ma senza essere riconosciuta o pagata.

Si sono brava. A fingere

E guardo gli altri che vivono, mentre io mi trascino.

Ora prendo il libro ricevuto a Natale. Parla di una storia d’amore che pare un giro sulle montagne russe. Ah. E chi ci crede più? Gurado chi ho al mio fianco fare cose che un tempo erano per me. Ora non ci prova nemmeno. Non gli passa nemmeno per l’anticamera del cervello. La notte di Capodanno ci ho provato. Non è cambiato nulla.  E dovrei ancora chiedere? E pansare che lo fa per senso di carità? O per dovere, senza piacere? No, grazie. Io merito di più. Molto di più…e così resto nel mio brodino a piangere quando sono sola. A fingere quando sono con altri.

Allego un po’ di foto di fiori fatte in questi giorni. Belli, bellissimi. Ma così effimeri pure loro.

 

  

Un Apetta laboriosa il giorno di natale sul mio Helleboro

  

I rametti di Santa barbara, raccolti il 4 dicembre e ora sono fioiriti

  

Decorazioni natalizie 2016

 

Ho appena constatato che il mio archivio di foto è sparito dal Pc. Per fortuna c’è google drive. Ma a cercare la foto lì, ci impiego una vita. Questo ha un senso. TUTTO QUESTO HA UN SENSO: ne sono certa. Non l’ho ancora capito e compreso. Ma ci sarà un senso in tutto ciò , no?

 

P.s. MALEDETTI ORMONI