LUNA PIENA

LUNA PIENA

 

 

Già, stasera alle 20.40 ( ora legale) la Luna sarà piena!

Forse è per questo che mi basta un nonnulla per farmela mia.

La Luna intendo.

 

A sorpresa oggi sono stata dal parrucchiere. Colore, una regolata al taglio e poi …mi vedo in quello specchio, ma non quando ero impiastricciata di impasti colorati o sotto i ferri del bravissimo Enrico. No… ero in piedi ad aspettare che mio marito si tagliasse i suoi, di capelli.  Entrato poco prima, l’ho trovato come sempre (PURTROPPO!) piacevole, nonostante i capelli e la barba pepe e sale, quel filino di pancetta…E ecco che mi vedo… il mio corpo, nonostante qualche kg in meno, è una visione terribile. Ma perchè!!!??????? Poi mi distraggo e non ci penso. Per caso entriamo in un’esposizione dove si vede la Bolzano che sarà. E c’è una stampa: il luogo dove una TROIA lavorava. Esatto: quella TROIA. e no, non ci posso fare niente. Mi torna su tutto. E penso al male che ha fatto, e spero possa soffrire, almeno per un po’, quel tanto che le serva da lezione. E nel tragitto in auto, da sola, mentre cercavo di cantare, in colonna, pensieri spaiati che mi sommergevano: chissà quante altre volte è successo- chissà quante bugie mi ha raccontato-chissà…chissà… chissà…

E penso alle rinunce fatte in nome di qualcosa che non so nemmeno più se era un mio film mentale o se veramente c’è stato qualcosa…

Ecco… il mix perfetto… LUNA PIENA, pensieri rimbombanti, un’immagine odiosa fissa in testa… il mix perfetto.

E tutto il resto che viene su: par di supplicare il capo a farti dare i conti… e tutte le cattiverie che anche lui ha fatto a me e a altri… Perchè le persone ” cattive”, quelle egoiste, che rubano sulla tua pelle il tuo futuro riescono a vivere molto meglio? Perchè devo sperare di diventare bugiarda, ladra, egoista per stare bene? Cosa devo fare?

C’è un mantra che mi perseguita, sì mi perseguita: dona amore e ricevi amore. O per dirla alla BNI ( un giorno vi spiegherò) ” GIVERS GAIN” ( chi dà, riceve). Ma allora io cosa sono? un lupo vestito da agnello? Sono cattivissima e non me ne rendo conto?

Bah… vado a inventarmi qualcosa per distrarmi e non pensarci…

 

IL MURO DEL SUONO – LIGABUE

Sotto gli occhi da sempre

distratti del mondo

sotto i colpi di spugna

di una democrazia

c’è chi visse sperando

e chi disperando

e c’è chi visse comunque morendo

c’è chi riesce a dormire

comunque sia andata

comunque sia

 

Sotto gli occhi annoiati e

distratti del mondo

la pallottola è in canna

in bella calligrafia

la giustizia che ti aspetti

è uguale per tutti

ma le sentenze sono un pelo in ritardo

avvocati che alzano

il calice al cielo

sentendosi dio

 

C’è qualcuno che può rompere

il muro del suono

mentre tutto il mondo si commenta da solo

il cerino sfregato nel buio

fa più luce di quanto vediamo

c’è qualcuno che può rompere

il muro del suono

 

Sotto gli occhi impegnati

in ben altro del mondo

ogni storia è riscritta

in economia

con i pitbull mollati

a sbranare per strada

e coi padroni che stanno fumando

chi doveva pagare

non ha mai pagato l’argenteria

 

C’è qualcuno che può rompere

il muro del suono

mentre tutto il mondo si commenta da solo

il cerino sfregato nel buio

fa più luce di quanto vediamo

c’è qualcuno che può rompere

il muro del suono… del suono… del suono…

 

Sotto gli occhi comunque

distratti del mondo

si rovesciano al centro

e periferia

il vampiro non cambia

pistola alla tempia

non chiede scusa per tutto quel sangue

chi doveva pagare non ha mai pagato per la carestia

chi doveva pagare non ha mai pagato l’argenteria

chi doveva pagare non ha mai pagato.

 

C’è qualcuno che può rompere

il muro del suono

mentre tutto il mondo si commenta da solo

il cerino sfregato nel buio

fa più luce di quanto vediamo

c’è qualcuno che può rompere

il muro del suono… del suono… del suono.

 

Writer(s): Luciano Ligabue

Riflessioni (a due anni di distanza dallo Tsunami Elvira)

Già, sono ancora qua!
In questi due anni ho avuto molte conferme. La conferma più pesante è constatare che le mie famiglie, quella di origine e quella in cui ho deciso di costruire la mia, mi considerano assolutamente insignificante. Se da una sono stata definita “persa”, dall’altra sono pressoché trasparente. Una che non può chiedere nulla o quasi, su cui contare al 1000×1000 , ma senza riconoscere il valore! ” Ci sarò sempre per la famiglia! ” mi han detto, ma non quando chiedo io. Io non faccio parte della famiglia, ma servo. Trascinandomi in questi 24 mesi, tra tradimenti bastardi, fallimenti e delusioni concenti, ho capito anche- purtroppo aggiungerei- che comunque la responsabilità principale è mia. Non del tradimento, non del fallimento, ma di come sono percepita da chi mi sta attorno. Facciamo il punto. Se io vedo, percepisco, capisco che c’è bisogno di qualcosa, io mi propongo. Senza secondi scopi, senza pretendere qualcosa in cambio. Poi però accade che sono io ad aver bisogno e quindi a chiedere, magari apertamente, l’aiuto che spero possa arrivare da chi ho aiutato in passato. Invece no! Ed è proprio nel pormi senza condizioni che ho sbagliato, sta qui il peccato originale. Perchè nella mia mente bacata suppongo che chi mi sta attorno veda e apprezzi i miei talenti, e che prima o poi io potrò essere ripagata in qualche modo.

Poi ci sono le cocenti delusioni sui miei programmi di vita. Alla mia età pensavo di “godermela”. Credevo che quello che ho seminato avrebbe portato i frutti desiderati. Credevo che alcuni rami secchi della mia vita fossero potati e che ciò avrebbe contribuito alla crescita rigogliosa di altri rami che avrebbero dato frutti succosi. Invece… sono qui a chiedermi come ho fatto a non spezzarmi sotto il peso di certi dolori. Mi chiedo cosa ancora devo sopportare e dove tutto ciò mi porterà. Vero è che alla fine, con fatica immensa, con sfiducia pressoché totale, sono ancora qui. Mi piego , ma non mi spezzo. Barcollo, ma non mollo. Ma a quale prezzo? Chi ho amato è divenuto un quasi estraneo. Se ci capita di passare del tempo (quasi) spensierato, appena mi rendo conto, mi ritraggo e mi infastidisce il solo pensiero di potermi fidare di nuovo di lui. Non me ne vado. Non ho opzioni di scelta al momento. E dopo un po’ ci si abitua a tutto… anche a convivere con chi ti ha fatto malissimo. Anche a riderci insieme, talvolta. Ma niente è più come un tempo. Niente tornerà più a brillare.

La giustizia non esiste. No! Paga solo il più fesso, ovvero chi crede e vive rispettando le regole, chi non offende l’altrui vita. Chi tradisce la fiducia, chi non porta rispetto, chi approfitta dell’altrui ingenuità la passa liscia! Chi è calcolatore, chi non muove un dito senza prima aver determinato il prezzo, chi con malizia succhia l’anima del prossimo, ha la vita facile! E di solito non paga. Come la signora Luisa che arriva presto, finisce presto e non pulisce il water ( pubblicità degli anni ’80 del Gled Magic Water). Nel senso che il lavoro sporco lo lascia agli altri, di solito se ne esce con qualche ammaccatura, ma in perfetto stato, così da ricominciare come se niente fosse successo.

Ecco la mia visione della vita è stravolta. Le puttane  passeggiano col proprio cane e vengono stimate da ignari concittadini, come se fossero delle Madonne vergini, mentre hanno rovinato le famiglie di quelli che sono caduti nelle loro trame. I soci diventano ladri e fuggiaschi dalla legge, con escamotage apparentemente semplici. I fedigrafi vivono la propria vita con serenità e godendosi momenti che prima non potevano nemmeno sognare. O forse sì, sono io che credo ancora che stessero sudando sette camicie sette, per la famiglia.

Io ho sbagliato in questi 576 mesi di vita, 17532 giorni di miserrima vita a pensare che mi sarebbe tornato indietro il bene che facevo. Questa legge universale, predicata persino dal buon Gesù, morto sulla croce per noi, è una immensa terribile bugia. Oppure io credo di comportarmi bene, di fare il bene, di portare amore lungo il tragitto della mia vita, e invece faccio solo cattiverie e semino zizzania. Altrimenti non ho capito perchè devo subire tutto ciò.

Mentre scrivo, sono serena. Oggi è stata una buona giornata, Ho avuto notizie piuttosto confortanti a livello lavorativo e economico e la certezza che tutto sarà come deve essere, mi pervade, quasi come un virus.

Ma quando all’angolo della piazza la ragazza scura mi chiede qualche decina di centesimi, io mi vergogno perchè penso che se regalo 0.10 € a lei, poi li tolgo alla mia famiglia, e alle bollette e fatture da pagare. Rincorrere  tutto , chiedere aiuto a semi sconosciuti generosissimi per pagare l’avvocato a chi non ha ascoltato uno solo dei miei consigli, una sola delle mie suppliche, uno solo dei miei ragionamenti ( che alla fine si rivelano quasi quotidianamente corretti) e sentire mille fastidiosissimi doloretti che attanagliano il mio corpo….che senso ha?

Ma intanto sono ancora qui. E mi chiedo cosa accadrà, cosa potrà ancora succedere. Per la fiducia nel futuro è nulla. Moriremo. Lasceremo mille questioni in sospeso. E ai miei figli lascerò solo un perenne ricordo di litigiosità, di rabbia, di frustrazione.

Ecco… lo tsunami è passato. Il tempo aggiusterà ancora un po’ le cose. Ma io resto dell’idea , terribile a dire il vero, di avere sprecato il meglio. ma io sono ancora qua! 

Sto persino pensando di scrivere un libro su tutto ciò. Mi manca solo il finale. La trama ricca di suspence e di colpi di scena è già quasi scritta! Solo il finale non mi lascia pace. Non so come finire. Tragicamente? E vissero tutti felici e contenti? E lei se ne va lasciando un immenso vuoto? Non lo so… mi pare tutto così scontato…

Ci penserò!

C’era la neve e niente mi pareva impossibile

C’era la neve e niente mi pareva impossibile

b621f46b249b5d140e1f860d8e1eb1b0Era l’8 dicembre 1992
Credevo fosse impossibile che quello che c’era finisse in questo modo.
Finisse… diventasse ‘sta cosa che vivo ogni giorno.
Niente è finito, per carità, finchè si respira.
Ma che vita è questa? Cosa è diventata? Dove ci siamo persi?
Mentre mi inerpicavo sulla strada che portava al castello, nevicava. Era magico. Tutto. Il castello, la vista, la neve, il lago coperto dalla nebbiolina. Non c’erano telefonini e macchine fotografiche digitali a immortalalre gli istanti.
Rimane tutto nella memoria, che è offuscata dalla vita. C’è un ricordo che rimane indelebile di quel periodo. Il bacio. Morbido, sensuale, dolce e casto. Due paia di labbra che si sfioravano e diventavano tutt’uno per un attimo, un battito di ciglia, ma entravano nell’anima. La scavavano come la goccia d’acqua scava il granito. La modellavano e la incastravano nell’altra anima. Era un sogno. Il castello di Neuschwanstein, che a dire questo nome era come staccarsi la lingua a morsi. E lui rideva per la mia pronuncia scarsissima. Ora lo pronuncio quasi correttamente: non ho la pronuncia teutonica, ma me la cavo. Ma allora faceva ridere quello che provavo a dire. Salivo e scendevo per quel magico castello che tante fiabe ha ispirato. Ascoltavo la sua storia. Sognavo… “i sogno son desideri…di felicità…” canticchiavo…

Tanto tempo è passato. Tante cose sono successe. Tante cose belle. Proprio B-E-L-L-E, come i miei figli. Altre molto meno. Molto molto molto meno. La vita ci porta il conto e noi paghiamo. La storia magica non lo era affatto. Molto nomale. Molto banale. Molto molto banale. Quello che ho vissuto me lo porto nel cuore. Ma niente tornerà come me lo immaginai. Ci sono occasioni, strade, incroci, salite e discese nella vita. Tutto dipende da noi.

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Chi ha scelto di distruggere tutto è Lui. Chi lo ha permesso in qualche modo, sono IO. Questo è il rimpianto maggiore. Non essere riuscita a cambiare il corso degli eventi. Ho tradito me stessa. Prima di tutto, ho tradito me stessa. Il mio progetto di vita. Questo è il lutto maggiore. Ora viviamo in un limbo, dove nessuno potrà dire che cosa accadrà. I più dicono che tutto è perso. Ma io nel mio cuore, sogno ancora. E spero. Spero che non sia così. Non ci credo. Troppe favole sono state scritte narrando la disperazione, angherie varie e solitudine e tristezza, per approdare poi nel lieto fine, nella rivincita sul male, nella rinascita piena. Non ci credo. NON CI CREDO. Capito? Destino beffardo!

Prima mi fai sognare, sperare, progettare e poi vuoi togliermi tutto? Non ci sto! Crepa, piuttosto. Ma io non ci sto! Non si può amare, lavorare, credere, soffrire per poi vedere portar via tutto.

LA MIA STORIA TRA LE DITA 

Sai penso che

Non sia stato inutile

Stare insieme a te

Ok te ne vai

Decisione discutibile

Ma sì, lo so, lo sai

Almeno resta qui per questa sera

Ma no che non ci provo stai sicura

Può darsi già mi senta troppo solo

Perché conosco quel sorriso

Di chi ha già deciso

Quel sorriso già una volta

Mi ha aperto il paradiso

Si dice che

Per ogni uomo

C’é un’altra come te

E al posto mio quindi

Tu troverai qualcun’altro

Uguale no non credo io

Ma questa volta abbassi gli occhi e dici

Noi resteremo sempre buoni amici

Ma quali buoni amici maledetti

Io un amico lo perdono

Mentre a te ti amo.

Può sembrarti anche banale

Ma é un istinto naturale

E c’é una cosa che

Io non ti ho detto mai

I miei problemi senza te

Si chiaman guai

Ed é per questo

Che mi vedi fare il duro

In mezzo al mondo

Per sentirmi più sicuro

E se davvero non vuoi dirmi

Che ho sbagliato

Ricorda a volte un uomo

Va anche perdonato

Ed invece tu

Tu non mi lasci via d’uscita

E te ne vai con la mia

Storia tra le dita

Ora che fai

Cerchi una scusa

Se vuoi andare vai

Tanto di me

Non ti devi preoccupare

Me la saprò cavare

Stasera scriverò una canzone

Per soffocare dentro un’esplosione

Senza pensare troppo alle parole

Parlerò di quel sorriso

Di chi ha già deciso

Quel sorriso che una volta

Mi ha aperto il paradiso

E c’é una cosa che

Io non ti ho detto mai

I miei problemi senza te

Si chiaman guai

Ed é per questo

Che mi vedi fare il duro

In mezzo al mondo

Per sentirmi più sicuro

E se davvero non vuoi dirmi

Che ho sbagliato.

Ricorda a volte un uomo

Va anche perdonato

Ed invece tu

Tu non mi lasci via d’uscita

E te ne vai con la mia storia tra le dita

 

Da circa un’ora sta nevicando. Troppo presto per restare  e creare l’atmosfera giusta. Troppo indaffarati per fermarsi e aspettare e accendere i fuochi nei camini e assaporare la cioccolata calda, come nei film.15027692_10207856091428404_6635265550401153725_n

Troppe favole… e come dice la canzone di Grignani: ” Io un amico lo perdono. Mentre a te ti amo.”  No, non ci riesco. Non posso perdonare più le tue assenze. Le favole non esistono. La vita è altro. Ci hanno imbrogliato. Vincono i furbi, i ladri, i farabutti. Gli altri restano con un pugno di mosche putrefatte tra le mani. Restano i ricordi, che divengono man man rimpianti. Era meglio sbatterti la porta in faccia la prima volta. Era meglio prenderti a calci nel sedere. Era meglio… ora lo si dice con facilità, ma in quei momenti era facile credere che tutto potesse essere giusto e possibile.

E la radio passa Spaccacuore di Bersani… come ci prende in giro il destino, eh?….

http://unatrentinaineppan.com/e-la-testa-va-nel-pallone/

 

E SUCCEDE DI NUOVO….

E SUCCEDE DI NUOVO….

C’è una canzone.
Una canzone nuova.

La prima cosa è la melodia. E mi prende subito. Come tutte le canzoni di Tiziano Ferro

Poi arrivano le parole. Un po’ alla volta.

E sembra scritta proprio per me. Scritta per me. Per questo periodo, per quello che ero e eravamo. E mi prende la nostalgia. L’amarezza. E ripeto le parole. Stonata. Ma… mi pare proprio mia… e per fortuna c’è Youtube, così la riascolto e la memorizzo.

E la canto. Stonata. Così come è stonata la mia vita. “Tanto lo so che con nessuno avrai più riso e pianto come con me. E lo so io ma anche te

Quanto mi manca ridere così…non sai quanto… Dio, come mi manca….

E poi ancora “Passo la vita sperando mi capiscano … E ancora sempre solo una strada, la stessa. Cerco sempre la più lunga, la più complessa

Quante volte ho immaginato, preventivato, studiato un modo per farmi capire e sono stata fraintesa… e la mia strada così in salita… così faticosa… e quel sogno dove tutte le mie amiche arrivano in cima alla montagna, e io che sono indietro, vengo morsa da un serpente, e salgo, sudo, sbuffo, ansimo, e i raggi del sole che attraversano il bosco e il sentiero così sconnesso, così pieno di sassi, di rami contorti. E le voci lassù che ridono, che mi incitano e io lì a pensare che è tutto sbagliato e faticoso. La mia strada, così faticosa, così lunga… arriverò mai in cima?

Continuare a ricordare che eravamo veramente belli e speciali ” Diglielo in faccia a voce alta di ricordare quanto eravamo belli e di aspettare perché potremmo ritornare

E sperare di tornare quello che eravamo, quello che mi ha aiutato e convinto a continuare a sopportare ma che ora non mi basta più, però c’è ancora quel pensiero, quell’idea di noi.

E tutto il giorno a aspettarti, per anni, “Ho passato tutto il giorno a ricordarti nella canzone che però non ascoltasti

A cantare canzoni con i nostri figli e “Ogni preghiera è una promessa a Dio Che non ho mai dimenticato La mia preghiera non raggiunse poi O almeno ancora la strada che avrei sperato” aspettandoti e cantando e sperando e sognando.

E poi quel “Perdonare presuppone odiarti ” che è l’essenza di ciò che provo, ciò che vivo, ciò che ogni mia cellula vive e rifiuta e subisce.

E’ scritta per me? Non credo. Quindi significa che quello che sono, che mi capita è comune, è superabile, è semplice.

Quindi non siamo così speciali, così unici…

Forse…

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Ogni preghiera è una promessa a Dio
Che non ho mai dimenticato
La mia preghiera non raggiunse poi
O almeno ancora la strada che avrei sperato

Perdonare presuppone odiarti
Ma se dicessi che non so il perché dovrei mentirti
E tu lo sai che io con le bugie…
Mi manchi veramente troppo troppo troppo ancora

Ho passato tutto il giorno a ricordarti
nella canzone che però non ascoltasti
Tanto lo so che con nessuno avrai più riso e pianto come con me
E lo so io ma anche te

Quasi trent’anni per amarci proprio troppo
La vita senza avvisare poi ci piovve addosso
Ridigli in faccia al tempo quando passa per favore
E ricordiamoglielo al mondo chi eravamo e che potremmo ritornare

Passo la vita sperando mi capiscano
Amici amori affini prima che finiscano
E ancora sempre solo una strada, la stessa
Cerco sempre la più lunga, la più complessa

Quindi perché mi scanso invece di scontrarti
E tu perché mi guardi se puoi reclamarmi
Ricordi il cielo insegnò al 2013
Io e te all’odio non sappiamo crederci

Ho passato tutto il giorno a ricordarti
nella canzone che però non ascoltasti
Tanto lo so che con nessuno avrai più riso e pianto come con me
E lo so io ma anche te

Quasi trent’anni per amarci proprio troppo
La vita senza avvisare poi ci piovve addosso
Ridigli in faccia al tempo quando passa per favore
E ricordiamoglielo al mondo chi eravamo e che potremmo ritornare

Musica più forte che sfidi la morte
Accarezza questa mia ferita
Che sfido la vita

Ho passato tutto il giorno a ricordarti
nella canzone che però non ascoltasti
Tanto lo so che con nessuno avrai più riso e pianto come con me
E lo so io ma anche te

Quasi trent’anni per amarci proprio troppo
La vita senza avvisare poi ci piovve addosso
Diglielo in faccia a voce alta di ricordare quanto eravamo belli
e di aspettare perché potremmo ritornare

 

Occasionale

Occasionale

Un incontro occasionale

un po’ banale, superficiale

mi sembra di sbagliare ma

a pensarci è speciale

incontrarsi e già capire che c’è una

grande affinità

ma non è qui che splende il sole

ma non è qui che fuori piove

ma non è qui che io ti incontro

e non è certo questo il giorno

ma l’amore dov’è?

l’amore cos’è?

qualcosa che va al di là di un’occasione

a tradire ci vuole poco

ma poi che fare del grande amore?

mi sembra di sbagliare un po’

un incontro occasionale

un po’ banale superficiale però speciale

so che sto sbagliando ma

ma non è qui che splende il sole

ma non è qui che fuori piove

ma non è qui che io ti incontro

ma non è certo questo il giorno

ma l’amore dov’è?

l’amore cos’è?

qualcosa che va al di là di un’occasione

io non ti tradirò mai

lo sai che io non ti tradirò mai

non ti tradirò mai

non ti tradirò mai

non ti tradirò mai

mai

mai.

Il tradimento ti fa bella

Potrebbe essere il titolo di un film, o un libro. Invece è la realtà. Successe alla mia cara amica. Rifiorita di rara beltà in quei mesi angoscosi. E’ successo a altre donne che conosco, passate attraverso il tradimento del compagno, di un fratello, di un’amica. Si rifiorisce. Sul serio. Si rinasce. Come l’araba fenice, dalle proprie ceneri. I capelli si rinvigoriscono e diventano lucidi e corposi. La pelle si rischiara, le rughe si attenuano. Gli occhi si illuminano, le labbra si colorano come fragole. Strano, ma vero. Così come ho visto loro rinascere, anche io non ho ricevuto altro che complimenti per il mio aspetto esteriore, durante l’estate. E continuo a riceverne. Credo sia perchè ci si ama di più. Mai come in questi momenti mi sono vestita con cura, truccata, coccolata. Sono rientrata nel centro di me stessa. Ho capito chi sono, forse. Ho capito cosa voglio, soprattutto. E sono felice. Con me stessa. Con gli altri. Con amici e con conoscenti. Sono sempre allegra, sono me stessa. Sempre. A volte mi escono battute acide. ma sempre col sorriso. Solo l’interessato capisce. Di solito mi guarda, con un’espressione mista a delusione e rimprovero, con un pizzico di dolore. E io lo guardo con supponenza. Quanto dolore sto sopportando, gli dico, con lo sguardo. Continuo a ridere, come nulla fosse. Così ho capito che il tradimento ci fa belle. Raramente mi sono sentita così piena di me stessa. Delle mie idee, delle mie ragioni. E cammino elegantemente, leggera come una farfalla. Certo … dentro il cuore sembra un mattone, spesso. Il fiato è corto. E la mente crea immagini laceranti. Ma quello che prima era uno tsunami, che travolgeva tutto, portandosi via tutto, ora non è altro che vento che serve a far volare i parapendii e i deltaplani. Ogni tanto con un lungo sospiro, un pensiero malefico si fa strada dentro: “sono stata sola per tanto tempo, posso stare sola anche oggi e ogni giorno a venire”. In verità non è quello che voglio. E’ uno strano sentimento di onnipotenza che mi pervade, malefico appunto. Non mi interessa. Non è quello che voglio. Cosa voglio? Stare bene con me stessa, e poi rifiorire ogni giorno come mai mi è capitato. Riuscire a fare quello che mi interessa. Riuscire a realizzarmi. Tutto il resto è ormai cosa ovvia: ho quattro meravigliosi figli, ho lavorato bene e molto, ho costruito molto, ho seminato tanto, i frutti matureranno e potrò raccoglierli. Io so come ho agito. Come ho vissuto. Leggo proprio ora ” L’età più bella, per una donna, inizia quando smette di aspettarsi che la felicità arrivi da un uomo e dal di fuori, quando ha rispetto di sé e non baratta la sua dignità con niente al mondo, anche a costo di restare sola.” Ed è proprio così: quando cadi, o ti fanno cadere, sei solo tu a poterti rialzare. Ognuno a modo proprio, senza giudizi da parte di nessuno. Questo intendo, quando dico che il tradimento ti fa bella. Anche il peggior dolore, può essere il volano da usare per potersi rimettere in gioco. Non saranno rose e viole tutti i giorni. Ma guardarsi allo specchio e riconoscersi è un piacere. Per tanto tempo io non ero più io. Certe scosse servono a trovare un nuovo equilibrio. A ritrovarsi. A riconoscersi. A uscire di casa e sentirsi dire solo cose meravigliose. A guardare le cose, le persone con una nuova luce negli occhi. Mi viene in mente una canzone. Forse anche più di una. Ma questa dice esattamente “Grazie per avermi spezzato il cuore finalmente la luce riesce a entrare. Strano a dirsi ho trovato pace in questa palude” cantata da Irene Grandi. E non credo serva dire altro. La luce mi illumina da dentro. E rifiorisco e come diceva Jack Folla, ripreso da Fabio Volo, una donna in rinascita è come la Primavera a Novembre. Inaspettata e meravigliosa. Unica e rara. E io lo sono.

Alle porte del sogno

Dimenticare

alle porte del sogno incontrarti e parlare

Dimenticare

alle porte del sogno invitarti a ballare

Dimenticare

ai bordi del cielo toccarti e volare

Dimenticare

alle porte del sogno baciarti e restare

Grazie per avermi spezzato il cuore

finalmente la luce riesce a entrare

Strano a dirsi ho trovato pace

In questa palude

mentre una sera scagliava invece

Musicali Promesse

di apocalisse

Grazie per l’invito a…

Dimenticare

le notti, le albe, il vino, le lotte

alle porte del sogno incontrarti e parlare

Dimenticare

alle porte del sogno invitarti a ballare

i giorni, le luci, le stande d’albergo, le voci

Dimenticare

ai bordi del cielo baciarti e suonare

i porti, le nebbie, gli inverni, l’orgoglio

Dimenticare

il vento, gli scherzi, le foglie, le ombre, l’odio

Alle porte del sogno sposarti ogni giorno

Grazie per avermi spezzato il cuore

finalmente la luce riesce a entrare

Strano a dirsi ho trovato pace

In questa palude

mentre una sera scagliava invece

Musicali Promesse

di apocalisse

Grazie per l’invito a…

A dimenticare

Strano a dirti ho trovato pace

Alle porte del sogno

Rivedo i porti, le nebbie, gli inverni, le ombre, le inutili piogge

le albe, le lotte, le luci, i giorni, le notte, le stanze d’albergo

L’orgoglio.

ATTENTA -Negramaro

Giuliano ha una voce magnetica, sensuale, che scatena gli ormoni.

Ieri ho sentito questa canzone, mi ha rapito subito. Oggi l’ho risentita, ho ascoltato meglio le parole, ero sola in auto.

Vorrei riuscire a portare le emozioni come ci riescono loro cantando, mentre scrivo. Ma i NEGRAMARO sono ineguagliabili!

Stai attenta
ha avuto tutto inizio in questa stanza
non perdere di vista neanche l’ombra
e fermati un momento a quel che sembra
a volte è tutto quello che è abbastanza

non chiederti se qui qualcosa è persa
tra quello che uno vede e che uno pensa
stai attenta, stai attenta almeno a te

attenta, stai attenta
che mi uccidi in questa stanza
e un bacio non conosce l’innocenza
e sei colpevole di questa notte lenta
proprio come me non hai pazienza

Ricordati degli angoli di bocca
son l’ultimo regalo in cui ti ho persa
stai attenta, stai attenta almeno a te
non dar la colpa a me
la colpa a me

se tutto è bellissimo
se è come un miracolo
se anche il pavimento sembra
sabbia contro un cielo
che si innalza altissimo
intorno a noi è bellissimo
attenta…

stai attenta
attenta che si muove questa stanza
se chiudi gli occhi un treno è già in partenza
un passeggero perde sai con poco la pazienza
come me che resto senza

il cuore l’ho copiato ad una stronza
non fare caso a quest’impertinenza
stai attenta, stai attenta almeno a te
non dar la colpa a me, la colpa a me

se tutto è bellissimo
se è come un miracolo
se anche il pavimento sembra
sabbia contro un cielo
che s’innalza altissimo
intorno a noi è bellissimo
attenta
stai attenta… attenta…
attenta… è bellissimo

è bellissimo

E m’innalzo altissimo
intorno a noi è bellissimo
attenta, attenta che mi uccidi in questa stanza
il cuore l’ho rubato ad una stronza
non farci caso almeno proprio te
non dar la colpa a me
la colpa a me

se tutto è bellissimo
se è ancora un miracolo
se anche il pavimento sembra
sabbia contro un cielo
che s’innalza altissimo
intorno a noi è bellissimo
attenta…

 

 

Come vorrei riprovare queste emozioni…