Che Fatica

Siamo alle porte del Natale
Arrivare a Dicembre è sempre faticoso, ma il Natale, di solito, fa in modo di aver voglia di Natale, appunto.
Sarà il tempo, meteo intendo. Per tutto l’anno è stato un tempo ballerino, un tempaccio, a dire il vero. L’estate non c’è stata. E ora non è inverno. Ci sono mediamente 6-8, persino 10 gradi durante il giorno. Solo per un paio di giorni si  è arrivati intorno allo zero.
Poi di nuovo su. Oggi piove. Siamo “solo” a Martedì.
Sarà che ieri mi sono alzata molto presto: la sveglia era puntata alle 03.30. Ma io dalle 00.47 ero sveglia e tentando di dormire, mi giravo e rigiravo agitata, pensando che poi la sveglia non si l’avrei sentita. Insomma un delirio.
Poi una giornata pesante, di incontri, che dovrebbero tenere le basi di lavoro, i contatti., i rapporti umani.
Il tutto aggravato da quello che si è nuovamente ripetuto.
Non nego l’evidenza. Ho tanti difetti. Alcuni dei quali sono incredibili. Ma è possibile che per tutta la mia esistenza, quella di cui ho memoria per lo meno, io sia ” quella sbagliata”, ” quella con cui non si può parlare”, “quella che le sbaglia tutte”?
Raccolgo, per contro, notevoli consensi nel mondo in cui ho scelto di vivere.
Le mie origini mi rifiutano, mi vorrebbero diversa, ma anche se mi avvicino al loro ideale, sono sbagliati i modi e i tempi. questo mi causa dolore, rabbia, paura.  Parlo dei miei. Sì i miei genitori. Giovani, anagraficamente. Ma vecchi dentro. Da sempre, credo.
Lo so, sono adulta. Dovrei riuscire ad aver superato il conflitto adolescenziale. In effetti sembra proprio che io, per loro, sia rimasta lì, tra i 14 e i 16 anni. Raccontano che ero tremenda, che rispondevo male, che battevo uan luna dietro l’atra. Sostengono che tuttora io sia così.
Ma tant’è. Quest’anno niente Natale in famiglia. O meglio il Natale sarà quello che tutti desiderano: un momento felice e sereno, da condividere con i propri cari. Appunto. La MIA famiglia: mio marito, i miei figli. Punto.
Evidentemente è arrivato il momento di smettere di tentare accontentare chi non è mai contento. Tutto sommato, dopo l’arrabbiatura iniziale, lo scoramento conseguenziale, e il risveglio della mia coscienza, mi sento proprio sollevata. Niente finzioni. Niente obblighi. Niente bocconi amari da ingoiare.
Daltronde, cosa hanno fatto per evitare tutto ciò? Ai miei occhi poco o nulla.
Anche oggi, che è mercoledì, e ora è proprio tardi, ho avuto una giornata piena: incontri di lavoro, che hanno consolidato il buon rapporto esistente, con mia piena soddisfazione.
E poi è arrivato il momento dei regali. Niente di che, ma regali sinceri e meditati con il cuore.
Ora ho deciso di concludere questo post, iniziato ieri, con un sentimento cupo, e arrivat a oggi con un sentimento leggero e speranzoso.
Arriverà il momento in cui dovrò affrontare il discorso con i miei. Lo so. Ma lo deciderò io, con i miei tempi, e le mie modalità.
Ora vado a letto. Sono almento 3 ore che lo dico.
Ma sono ancora qui
e prima di andare ho certo un’immagine e ho trovato una preghiera, che inseirisco volentieri

Buona notte bella gente!
Ringrazio per gli amici, tanti, forti, unici che la vita mi ha donato e continua a donarmi.
Mi riempite di forza e mi regalate le risate più sane!
Buoan notte e fate bei sogni!

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