Ciao Nukky

Lei era la gattina di Marianna. Era nata il suo stesso giorno, il 12 maggio, solo un anno dopo, nel 1999.
Marianna era in netta simbiosi con Nukky. Solo lei, infatti, riusciva a prenderla e tenerla in braccio, coccolarla. Con noi Nukky era sfuggente, timida, quasi scontrosa, si nascondeva sempre. Con Marianna, invece, si lasciava fare tutto. Marianna è sempre stata delicata e con movimenti lenti ma decisi la prendeva in braccio e lei si faceva fare un sacco di coccole.

Oggi l’abbiamo dovuta accompagnare. Era da prima di Natale che non stava bene. Stava nascosta e mangiava solo se era Marianna a darglielo. Perdeva sangue dalle orecchie. L’abbiamo curata. Per un po’ è migliorata. Per un po’. Poi l’abbiamo vista camminare, inciampando, con la testolina piegata. Sembrava avesse avuto una paresi. Abbiamo deciso di portarla dal dottore. Marianna insisteva da qualche giorno, a dire il vero. Io facevo fatica. Ho già fatto addormentare la sua mamma e ogni volta che ci penso mi prende un groppo in gola. Rivivere quel sentimento, mi spaventa. Infatti il groppo è qui. Siamo andate in tre : io , Marianna e Martina. Si è addormentata, appoggiando il musetto. Era ridotta a pelo e ossa, stava soffrendo, so di aver fatto la cosa giusta. E il veterinario ci ha permesso di restare fino alla fine, fino a che l’ultimo tremore del mento è finito.

 In queste foto, Nukky dorme con al sua mamma, nei tempi migliori. Il suo musetto dolcissimo e tenero mi resterà nel cuore.

Qui si scaldava nella fiorera ai primi raggi del sole primaverile, come una primula.

 I suoi occhi sembrano laghi grandissimi e il suo profilo è una dolce linea da seguire con il dito

Una gatta da libreria. Ecco! Non vi pare una modella in posa?

 In questa  immagine ho immortalato la prima volta che Sherry, Nukky e Mirtilla hanno mangiato insiere educatamente. Mirtilla era arrivata da poco e aveva scombussolato non poco il menage delle due vecchiette di casa.

L’ultimo Natale nella vecchia casa. Si sentiva al sicuro, vicino al tepore del termosifone, e protetta dall’albero. Sempre delicata, le piaceva farsi invisibile. Miagolava solo per chiedere di mangiare. E poi aveva i suoi rifugi, dove passava ore a dormire.

Lo sguardo furbetto, i baffi ritti. Quasi offesa per essere stata disturbata. Ecco chi era la nostra Nukky. Era una micia sospettosa, un pochino antipatica talvolta, quando le avresti voluto fare un sacco di coccole, ma non si faceva toccare. Era una gattina poco invadente. 
Se ne è andata. Ora è in qualche posto con la sua mamma. Dormiranno nuovamente abbracciate. 

Ci mancherai Nukky.

Pensando a te , mi viene in mente la canzone del Re Leone,  IL CERCHIO DELLA VITA . Ora dove sarai tu cresceranno fiori magnifici. La primavera sta arrivando.
Buon riposo, piccola gatta.

One thought on “Ciao Nukky

  • 10/03/2015 at 18:59
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    Senza voler fare paragoni, credo che solo chi non abbia mai avuto un animale vicino, non capisca che il dolore per la loro perdita è pari a quello che si prova per un essere umano. Mi dispiace per l'accaduto, ma la scelta è stata quella giusta, anche per me.
    Un abbraccio, a presto

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