emozioni, pensieri, e altro ancora in una domenica oziosa

ieri sera ho riso tanto, come capita normalmente al Cababoz
siamo tornati tardi
molto tardi
in testa le risate
ho fatto fatica a addormentarmi
i pensieri, le immagini, le battute giravano e rigiravano in testa
stamattina me la sono presa comoda
ho fatto colazione all’ora di pranzo, più o meno
ho scritto l’articoletto richiestomi per il giornaletto del comune
poi ho cazzeggiato davanti al pc
chiusa nello studio
ho riso, ho letto, ho pensato, ho giocato
e ascoltato la musica della radio che preferisco, guardando fuori la finestra, aspettando la pioggia o che il sole facesse capolino tra le nuvole
stasera è “la notte dei Fuochi del Sacro Cuore
qui è un evento
tutte le montagne e paeselli si illuminano di falò
di solito è segno che l’estate è già arrivata
con le giornate lunghe e le temperature alte
ma quest’anno è freddo, è una primavera che sa di inverno
guardo le pietre del muro di sostegno, penso a cosa mi “costa” tutto quanto
non in termini economici, quelli sono futili, in un certo senso
ma a quello che mi pare non trovare  più dentro di me
quella spinta necessaria, quelle intenzioni, intuizioni che mi fanno percorrere la strada della mia vita
ho perso la bussola, mi pare, non so più cosa voglio
vorrei essere come una di quelle pietre fuori dalla mai finestra, che sostengono la terra, candida e immobile nella propria certezza di un ruolo modesto, se volete, ma importante!
invece, non mi importa quasi più nulla di ciò che ho voluto
ripenso al tempo in cui ho lottato per la mia famiglia, credendo fermamente in ciò che rappresentava per me
ripenso a quel tempo, un cui potevo dare un taglio ai probabili rami secchi e non l’ho fatto
e mi chiedo cosa starei facendo ora
soprattutto in cosa crederei ancora
perchè, quello che sale dal profondo, dentro di me, è quella sensazione che mi fa pensare di non credere poi in molto, se non al fatto che la vita ti presenta il conto, e di solito non concede sconti
e mi chiedo quando toccherà a me
a riavere quel sorriso con cui ho aperto anime e porte
quando toccherà a me
a credere di nuovo in qualcosa e in qualcuno
quando toccherà a me
a essere compiaciuta di quello che ho fatto
perché allo stato attuale delle cose il pensiero torna sempre lì
” sono io che porto sfiga perchè l’ho scritto nel DNA, o mi hanno tirato un bel malocchio?”
e intanto inizia a piovere, di nuovo
e l’acqua che dovrebbe portare vita e pulizia, rischia di diventare distruttiva e malefica
il pensiero corre a quel nuovo amico di FB che era un compagno di scuola, che a scuola non valeva poi così tanto, che in gioventù aveva preso un disegno fatto da un’altra compagna spacciandolo per suo e vincendo un premio a un piccolo concorso del proprio paesello finendo sul giornale locale con tutti gli onori, che ora pare gestire un’impresa famigliare di notevole successo, a vedere le recensioni. ( ammetto che mi aveva aiutato durante un’interrogazione di storia dell’arte, dove ero assolutamente impreparata, e lui mi suggeriva leggendo dal libro, una delle rare volte in cui io ho”barato” a scuola, e per questo comunque non ne vado per nulla fiera, ma lo ringrazio)
e di nuovo mi chiedo se il mondo in cui vivo è proprio vero che è fatto dai furbetti, da quelli che riescono a fregarsene del prossimo e delle regole e non hanno una coscienza civile.
perchè a questi tipi pare che la fortuna non manchi mai, come ai politici nazionali ( ma anche a qualche personaggio locale) che sono condannati per cose pazzesche, ma che con assoluta noncuranza e faccia tosta sono sempre lì. Che se io prendo una multa, mi pare di essere macchiata di un delitto immondo, tanto da chiedermi come possano fare a tornare a casa, a guardarsi allo specchio, a guardare negli occhi i propri cari e non sprofondare dalla vergogna
e penso, e le gocce di pioggia scendono copiose, i tuoni rumoreggiano, e intanto sono passati altri momenti della mia vita che non solo non servono a nulla ma sono andati per sempre
e penso, e ricordo, e cerco dentro di me, il seme da innaffiare per avere ancora quel moto di vitalità che mi spinga a muovermi sul sentiero della mia vita, che mi porterà di certo vers qualcosa
ma ora sono immobile
immobile e immotivata
svuotata e arida
con i muscoli rigidi e doloranti
la gola chiusa in un nodo ingarbugliato di emozioni e pensieri
gli occhi tristi e grigi
non c’è quel sorriso che avevo dentro e che scoppiava per un nonnulla
non so più dove l’ho messo
e penso a quale punto ho sbagliato incrocio sulla strada  della mia vita
e se mi capiterà di ritrovare la giusta via
intanto ringrazio tutti, perché ognuno mi ha dato qualcosa, chi nel bene chi nel male
tanti mi hanno detto quanto valgo, ma solo a chi ho teso le braccia in richiesta di conferma ho ricevuto invece rifiuto e critiche che hanno minato la mia autostima, come il sale fa terra bruciata quando lo spargi la vento
intanto piove e tuona e quasi certamente i fuochi non si faranno quest’anno
e come dice un mio caro amico virtuale, pare che l’anno bisestile abbia la longa manus sull’anno successivo, moltiplicando ogni malumore, ogni sfortuna, ogni disgrazia
e lo sguardo cade sulla bianca pietra fuori dalla finestra bagnata dalla pioggia
e la mente continua a vagare tra le gocce di pioggia cercando un raggio di sole per scaldarsi, per asciugarsi, per caricarsi di energia…
forse anche quest’anno l’estate arriverà….forse

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