GIORNI MIGLIORI, GIORNI PEGGIORI: Analisi e contrattempi, e i soliti maschi inopportuni e insensibili ( VALE SOLO PER ALCUNI)

Venerdì mattina era programmato che le tre donne più grandi di casa Koessler si recassero a fare il prelievo del sangue per controlli di vario tipo.
Per una di esse, la più giovane, era la prima volta. Per la QuasiMaggiorenne è peggio di una tortura.
Si agitava da oltre un mese, scoppiando persino a piangere. Un pochino l’ho presa sottogamba, lo ammetto. Ho pensato che il suo essere forte, sarebbe uscito alla grande e avrebbe guardato in faccia l’ago e l’avrebbe incenerito con il suo sguardo azzurro.
Invece…
Abbiamo accompagnato la piccola al tennis.
Tutte e tre affamate e io sotto lo strazio di un grandissimo mal di testa (uno dei peggiori di tutti i tempi, a dire il vero: non riuscivo a parlare, a formulare frasi e parole di senso compiuto, provavo una fortissima nausea, con qualche accenno di conato di vomito, e ogni cosa che sentivo, vedevo, percepivo era una lama piantata nel cervello, nel collo, nella fronte, negli occhi… persino la lingua e la bocca mi pareva sotto paresi)
Per l’ansia della QuasiMaggiorenne, ho deciso di recarmi nel Centro Prelievi in città. Non ad Appiano, dove la fila di vecchietti è sempre interminabile. Non in ospedale, perchè il luogo poteva aumentare l’ansia della mia CucciolaGrande.
Parcheggiamo ( rigorosamente dove non si può) davanti all’entrata. 
Entriamo. La CucciolaMedia se la tirava un pochino: la vive bene, per lei è un rito, un’iniziazione. Aspettava questo momento da parecchio tempo. Prendiamo i numeretti: 39, 40 , 41.
Davanti a noi c’è solo il numero 38. La sala d’aspetto è vuota. Ha le pareti gialle, con quadri colorati. Le signore dietro il banco di accettazione vestono una divisa rosa, sono piacevolmente sorridenti. Ci rechiamo dalla tizia bionda con le meches rosa (terribili, a dire il vero, ma su di lei parevano proprio il tocco speciale in tinta con la divisa). Prende i nostri dati, e mentre guardo le cartoline e foto appese vicino alla paretina che la separa dalla postazione della collega, una bella ragazza mora, dal viso aggressivo, che la divisa rosa addolciva un pochetto, noto che c’è una foto in bianco nero, che raffigura un bellissimo ragazzo. Arriva il momento della CucciolaMedia: il medico non ha messo il codice giusto, dovrei pagare interamente le analisi. Mi spiega la Tiziabiondaconlemechesrosa che in ottobre è cambiato il metodo per dichiarare i figli a carico: lo sapevo, affermo. Ma credo sia tutto già fatto, accidenti, borbotto non propriamente tra me e me. Mi spiega gentilmente di verificare al distretto sanitario, e di far rifare l’impegnativa la medico, e poi ritornare a fare il prelievo del sangue. 
Sbuffo, e mi tengo la testa, che mi provoca dolori fortissimi. La CucciolaMedia mi guarda: negli occhi color nutella ( l’ho già detto che ha degli occhi bellissimi, vero?) vedo tutta la sua indignazione, ma lei si lamenta poco, sottovoce. Io sono concentrata sulla QuasiMaggiorenne, che è già era tutta rossa e dei grossi lacrimoni le velano i suo magnifici occhi color #cielotersodialtamontagna. (Ve l’ho detto che ha degli occhi bellissimi, vero?)
Mentre la Tiziabiondaconlemechesrosa ci parlava, le spiego che la QuasiMaggiorenne ha paura, e tentando di distrarre la ragazza, le faccio notare che tra le foto e cartoline ce ne è una in bianco e nero di un gran bel ragazzo biondo, in costume da bagno. Insisto con la QuasiMaggiorenne, dicendole di guardare il bel figo. La Tiziabiondaconlemechesrosa sorride sorniona, e solo dopo qualche attimo, mi confessa che è uso figlio. Opppsssssss…..e io che parlavo di lui come fosse il classico fotomodello, meno male che non ho detto sconcerie…. La QuasiMaggiorenne si sporge e guarda la foto: ” ahhh lo conosco!” dice con un filo di voce.
Opppsssssssss doppiooo….. comunque la Tiziabiondaconlemechesrosa ci registra  e ci passa i codici e ci indica i loculi per il prelievo. La QuasiMaggiorenne mi segue, spero che sia un po’ più calma. Si trova davanti un infermiere, a cui spiego che è ansiosa. Dall’altro loculo esce un’infermiera, molto più carina. Si intromette e dice al collega che è meglio farla sdraiare. Suggerisce di portarla nella saletta con il lettino, mentre io faccio il prelievo,lei si calma un pochino.
Le dico di stare calma, di sdraiarsi, che arrivo subito. La CucciolaMedia la segue. Io faccio il prelievo con la gentile signora, che mi dice che ci sono persone che sono particolarmente suscettibili. Io sono tranquilla, immagino la CucciolaGrande che mi aspetta. Finito il prelievo mi reco nella stanzina. Il medico maschio, con parla con forte accento straniero, aveva fatto sdraiare la QuasiMaggiorenne, alias CucciolaGrande, sul lettino. Le aveva già messo il laccio emostatico, e le parlava. Le diceva che non doveva avere paura. (Questo ci sta). Che l’aghetto è piccolo e fa un leggerissimo pizzicotto. (Questo ci sta). Io cerco di avvicinarmi, lei ansimava rossa in viso, tremava come una foglia. Lui senza lasciarla stare le infila l’ago. Effettivamente lei non se ne accorge nemmeno. Ma non l’ha lasciata nemmeno aspettare che io la raggiungessi. Insensibile maschio cretino! Ho capito che l’ago non è terribile. Ho capito che forse tu hai visto la guerra e questo ti sembra qualcosa di insignificante. Ma l’infermiera mentre mi faceva il prelievo mi raccontava di una donna incinta, che veniva accompagnata dalla madre, perchè il prelievo  era per lei talmente ansiogeno che prima di svenire, sobbalzava incredibilmente sul lettino. Una fobia è una fobia. E tu incredibile maschio inopportuno, non tenti di fare lo psicologo a mia figlia, hai capito?????
Io e il mio mal di testa, che nel frattempo è diventato ancor più forte se possibile, cerchiamo di tranquillizzare la CucciolaGrande, mentre quello ( con tutte le buone intenzioni possibili, per carità) le diceva che era ridicola ( ma come ti permetti maschiodeficiente?) nell’avere paura di una punta così piccola. Insomma, il prelievo è stato fatto, ma io quello lo stendo se ne ho l’occasione! Era pure un piccolo uomo di poca altezza. Insomma, prelievo fatto per 2/3, con qualche intoppo, per così dire.
Devo recarmi in un ufficio, la super mega colazione tra donne la faremo lì. Parcheggiamo, stavolta in un parcheggio, e ci rechiamo al bar. Chiamiamo tre cappuccini con tre brioches.
Io non riesco quasi a muovere la testa, spero che mangiando sto mal di testa tremendo mi passi. Prendo anche un Oki, per non sbagliarmi. Mentre ci servono al colazione, veniamo raggiunte da un’amica e una sua collega. Cerco di distrarre la QuasiMaggiorenne, che invece scoppia a piangere nuovamente. Impercettibilmente l’Oki fa effetto, e riesco persino a ridere con loro, ma devo tenermi al testa.
Finito l’attimo caffè, loro devono rientrare e quindi noi ci rechiamo presso l’ufficio a consegnare le ultime carte. Tutto ok. Tornando a casa mi fermo al distretto e faccio controllare i codici con cui dovrebbero essere segnati i figli a carico. Quattro su quattro. Bene. Il classico errore di non si sa cosa e non si sa chi. Non ci resta che andare dal medico lunedì e rifare le analisi. Per il resto, la giornata è passata più o meno bene, con il mio mal di testa sempre presente.
Da questa giornata ho capito che : 
1. mai fidarsi dei sistemi informatici, meglio chiedere 10 volte 
2. ALCUNI uomini sono SPESSO inopportuni e insensibili, anche se animati dalle migliori intenzioni (viva le donne, ohhh yeahhh!) 
3. un Oki non è sufficiente, meglio prenderne due. 
4. amo le mie figlie, sono orgogliosa di loro. ( scontato, ovvio. Forse, ma ogni tanto è meglio ricordarlo, per prima a me stessa, e poi a loro)


(testo di Vasco Rossi, musica di Simone Tomassini)
Ci sono dei giorni che la vita mi
sembra brutta
ci sono dei giorni che la vita mi sembra bella
ma chissà quali sono quelli giusti…
Ci sono dei giorni che è più bello
sognare di vivere… che vivere
ci sono dei giorni che è più bello
vivere per vivere…
che sognare sognare per niente
sono i giorni dei sogni più belli
ci sono dei giorni migliori
ci sono quelli peggiori
ma quali sogni saranno i giorni nuovi
quelli che vedi sul muro dei ricordi adesso
Ci sono dei giorni
che meglio sarebbe l’inferno eterno
ci sono dei giorni d’inverno
che non sono buoni
e che alla fine alla fine
e che invece alla fine vengon fuori
Ci sono giorni migliori
ci sono quelli peggiori
ma sono i giorni che rimangono così
e sono quelli che non passano da qui adesso adesso

Ci sono giorni migliori
ci sono quelli peggiori
ma quali saranno i giorni nuovi
quelli che vedi sul muro dei ricordi adesso adesso
ci sono giorni adesso


Rispondi