Grandina sul bagnato

Week End di relax.
Questo doveva essere lo scorso fine settimana, a cavallo tra gennaio e febbraio.
Mio marito è andato per il suo week end di soli uomini sugli sci. Meritato stacco da questa quotidianità pesantissima.
I ragazzi erano in giro, come spesso accade alla  loro età
Rimanevamo io e la piccola. Finito il suo allenamento, le ho chiesto se voleva andare a casa o andare al ristornate cinese, io e lei, tanto per fare qualcosa di speciale e poi tonare a casa e piazzarsi davanti la tv.
Lei subito rispose di sì.
Pioveva.
Mi dirigo da Caldaro verso Bolzano.
Faccio la strada dall’Ospedale, per dirigermi in piazza Mazzini
Sono in colonna. Piove forte. Sono circa le 19.15 e davanti a me ci sono due auto e il camion delle immondizie. Si viaggia tranquilli. La pioggia, le luci, la neve ammucchiata di fianco la strada che pare solo una cosa indefinibile di un colore brutto ma proprio brutto.
Verso la fine della Via Vittorio Veneto, più o meno tra il distributore Agip e il ristorante cinese (non quello a cui volevamo andare noi), nell’altro verso arriva un’autobus, automaticamente mi sposto sulla destra, perchè la carreggiata pare piccola con quei colossi, e soprattutto poco più avanti c’è un cantiere. In quel preciso momento ho sentito un colpo fortissimo, Margherita lancia un urlo, saltando sul sedile posteriore. Spaventata e inebetita proseguo la marcia cercando di capire cosa fosse successo
Impossibile fermarsi  a meno che non blocco tutta la colonna di auto, proseguo, il cuore torna ad avere un ritmo normale, e arrivo in Piazza Mazzini senza problemi. in tutto poche centinaia di metri, durante i quali non ho sentito nulla di diverso nella mia auto. Trovo agilmente parcheggio e faccio manovra. Percepisco in quel momento che qualcosa non va. Ho pensato a una gomma bucata. Parcheggio e vado a vedere subito sul lato destro. La ruota anteriore pare a posto. Quella posteriore è così :

Il mio cervello fa i calcoli: Max in Val Badia, Miki al lavoro. Mando messaggi a tutti allegando la foto. “Aiuto: non so come fare!”
Ammetto : fossi stata più giovane meno dolorante e meno pessimista, ci avrei provato. Un tempo non mi fermava nulla!
Corre in aiuto Marianna con il suo amico e suo padre.
Il povero signore, si applica subito, ma qualcosa non funziona a dovere nel crick. La ruota esce, ma il ruotino non entra. Prova e riprova, tutto è bloccato. Lui è fradicio, io in estremo imbarazzo, tremo come una foglia, la lacrima è lì lì per uscire.
Mando a prendere il crick della panda, da mio figlio. Con quello il papà di Daniele monta in un battibaleno il ruotino di scorta. Le cose sembrano sistemarsi. Sottolineo SEMBRANO.
Nel frattempo ho chiamato la polizia municipale, che era a conoscenza del luogo e il problema (qualcuno aveva già avvisato). Mi dicono che c’è una pattuglia sul luogo che aspetta gli operai per mettere in sicurezza la zona. Avviso che sarei passata a fare la denuncia la sera stessa, e loro  mi dicono che non serve, basta andare il giorno dopo. Intanto avvio il motore e sogno una doccia calda e il mio divano.
Chiamo Max, per raccontargli tutti gli accadimenti, percorro poche decine di metri, con un rumore di ferraglia che io attribuisco al ruotino. Max mi intima di fermarmi immediatamente perchè nonostante fossimo al telefono “sentiva chiaramente un rumore inquietante”. Richiamo Marianna e Daniele con il papà. Mi raggiungono in pochi attimi. Si mette alla guida il signore. Il rumore è forte, ma tende a calare, forse un cuscinetto, forse un braccetto. Qualcosa di rotto c’è. A quel punto decido di andare al comando della polizia municipale. Guida lui, ci dirigiamo al comando, lentamente. poi lui sale sull’altra auto e io resto con Margherita .Entro, bagnata e spaventata. Mi dicono che sembra impossibile perchè all’ora in cui ho chiamato c’era la pattuglia sul luogo. Meno male che la foto inviata a tutti segna le 19.28,  e le loro foto segnano le 19.32. Faccio al denuncia, ci rechiamo sul posto, ma hanno messo le transenne, segnalando il pericolo, e tutto pare diverso. Continua a piovere. Avanti indietro sul ciglio della strada delimitato dal cantiere, e poi dagli evidenti segni di lavori terminati da poco. Io Margherita i due poliziotti, molto cortesi, avanti e indietro. Sarà la stanchezza ma i punti di riferimento sono cambiati, non riconosco più esattamente il punto dell’incidente, anche se c’è un grande buco che forma una pozzanghera profonda, e che è il punto fotografato dalla polizia alle 19.32 e che ora è messo in sicurezza. Deve essere certamente quello.
Torniamo al comando, scendendo dalla macchina, ci accorgiamo che anche la gomma davanti si sta sgonfiando. Mi prende uno scoramento pesante. Continua a piovere forte.
Finiamo di scrivere il verbale, e gentilmente i due vigili mi portano al lavoro da mio figlio. Intanto di sono fatte le 23.30 passate. Alla faccia del tranquillo week end tanto agognato.
Il sabato mattina, siamo d’accordo che porterò mio figlio a scuola e poi chiamerò il carro attrezzi. Il traffico e altre cose ci fanno fare tardi, decidiamo che Miki non va a scuola, così mi fa compagnia. Il servizio VW mi mette a disposizione il carro attrezzi, chiamo il numero verde, meno di dieci minuti e la mia Up è caricata sul bilico. Poche centinaia di metri e sono alla concessionaria  dove ho acquistato l’auto e dove c’è l’officina VW di Bolzano. Scaricano la macchina, pende un pezzo sul davanti del motore, parte destra, parlo con il tizio che mi ha venduto la macchina, ridiamo un pò. Lui un pò di più, io meno.
Intanto piove, proprio tanto.
Penso ai danni. Penso ai problemi. Penso a tutta una seria di disagi. Penso a come farò ad anticipare i soldi per sistemare i danni, che mi verranno liquidati da chi dovere, ma in tempi lunghi, dato che si tratta di pubblica amministrazione che si deve rivalere sull’impresa responsabile dei lavori e chissà chi altro! Intanto piove. Tanto. Faccio la spesa, vado a una riunione, prevista per le 10.30, mio figlio va dal barbiere. Torno a casa, esausta.
Passa in tono minore il pomeriggio, ma di relax, aspettando la domenica sera, quando sarebbe rientrato mio marito.
Intanto mi teneva aggiornata sul suo week end con foto e brevi frasi, divertenti.
Arrivano le 17.30 circa della domenica pomeriggio, mio figlio deve andare a lavorare.
Esce. Rientra due minuti dopo agitatissimo. Il portone (che aveva già dato segni di cedimento e mal funzionamento) è bloccato. Lui ha dentro la Panda. Cerchiamo di aprirlo, ma niente da fare. E’ uscito dalle sue guide.

                                         

Mi monta una rabbia infinita! Una disperazione, una grandissima crisi di nervi!

                                                               
Una serie di messaggi compresi male, e quando arriva mio marito mi è bastata una frase e siamo scoppiati in una lite furiosa.

Scende al sera, io mi chiudo in ufficio, inizio un gran lavoro di catalogazione clienti, cosa che non ho mai fatto, ma che è giunto il momento di fare, visto che devo dimostrare a me stessa, in primis, e a taluni che non sono un “ casalinga cicciona” , ma un donna completa e soprattutto capace di grandi cose. In casa, al lavoro, nell’impegno sociale.
Vado a dormire molto tardi senza dire nulla.
Continua a piovere, tanto, ma proprio tanto.
Lunedì mattina tutti escono. Mio marito, offeso, non chiede nulla. Io resto a casa. Lavoro, anche se con poca convinzione e concertazione. Parlo con i vigili, l’assicurazione, l’officina. Il danno è notevole: due gomme, due cerchi, cuscinetti e braccetti, il radiatore( ma come ho fatto?????) la scocca, e altre cose che si vedono man mano.Una cifra enorme.
Bisogna ordinare i pezzi, alcuni arrivano dalla Germania: ci metteranno parecchi giorni.
Io penso solo che quella cifra non me la posso permettere. Nel mentre chiama la banca. Ci sono problemi, visto che entrano meno soldi da qualche mese. Sono preoccupati.
Cerco di tranquillizzarli e la frustrazione va alle stelle, penso a mio marito e ai suoi tempi di reazione biblici. Penso al lavoro e alla presunzione delle persone con cui collaboro che mi mette in cattiva posizione perdendo il fatturato, penso a tutta la mai buona volontà a far quadrare le cose e a tutti imprevisti che mi accadono. MA SONO VERAMENTE IMPREVISTI o me le cerco io o qualcosa o qualcuno mi sta facendo il malocchio?
Oggi sono stata di nuovo male, attacco di ansia, contenuto, ma è arrivato.
Sfido chiunque a andare avanti così da anni. Forse da quel maledetto dicembre 2004.
Prima di quella data mi pareva che tutto potesse avere una soluzione. Anche le cose più pesanti. Ora? Ora non più…
Non ho più fiducia.
Non ho più FEDE.
Non ho più la leggerezza di vivere alla giornata, cercando di fare sempre il meglio.
Non ci credo proprio più.
Ho sbagliato tutto.
Ogni cosa è servita solo a portarmi a questa considerazione.
Tutto.
Con mio marito, con il quale è evidente che la sopportazione reciproca è arrivata oltre il limite, che non sappiamo più come affrontare i problemi se non arrivando a liti e rancori immensi.
Con i figli: non vedo in loro un progetto, un’ambizione, una curiosità, una serietà di impegno che li prepari alla vita. Oppure loro staranno meglio di me, fregandosene di più e vivendo alla giornata, non so…
Con la mia famiglia: di origine e acquisita. Non sento sostegno, solo critiche e distacco, da quasi tutti e quasi sempre. Una cosa è certa: non possono essere gli altri quelli sbagliati, i numeri non mi sono favorevoli. Prenderò delle critiche per queste parole, ne sono certa.
Con il lavoro: ho dato per scontato troppe cose. Mi sono fidata troppo e con leggerezza delle persone e mi ritrovo a essere considerata una perdente
Con me stessa: quello che so fare lo spreco. Non lo metto a frutto.
Provo e ci riprovo, ma il risultato è piuttosto triste e mediocre, per niente stimolante.
Eppure ho tanti talenti, proprio tanti, per i quali vengo apprezzata.
E continua a piovere, tanto.
La neve è quasi del tutto sparita.
E io non so come affrontare tutto ciò
Non lo so proprio….e non so a chi chiedere, non so cosa fare. So solo che non piove sul bagnato, con me GRANDINA SUL BAGNATO! E i danni sono troppi….

2 thoughts on “Grandina sul bagnato

  • 05/02/2014 at 17:08
    Permalink

    Hai avuto un week end molto sfortunato, mi dispiace molto per te, veramente ����
    Non so cosa ti sia successo nel 2005, sicuramente qualcosa che ti ha ferito molto. Ma non perdere la speranza, non devi!!!!
    Ciao, un grosso abbraccio ������
    Marta
    P.S. così, tanto per ridere, potresti sempre rivolgerti ad un esorcista ����������

  • 05/02/2014 at 17:12
    Permalink

    certamente leggendo le mei pagine precedenti, potresti intuire. ne ho parlato come di una cicatrice nel mio giardino, che diventa parte integrante. Marta, non è solo questo week end…è troppo, tanto, troppo sul serio, che va tutto storto….
    e l'esorcista e tante altre strategie più o meno serie le ho provate
    la tristezza più grande è non avere più fiducia…Con la F maiuscola….

Rispondi