Intenzioni, sogni e immobilismo

sento il bisogno di scrivere
ma non so da che parte iniziare
ho la necessità di “fare” qualcosa di bello sul serio
vedo le cose che altri fanno o hanno fatto
io sento un fermentare continuo
un borborigmo sordo ma distino
una voce bassa che mi incita a fare
e io mi guardo intorno persa
non lo so proprio da cosa cominciare
penso a un film
Perchè te lo dice mamma
Allegra commedia, dove la protagonista un po’ goffa ha una madre iperprotettiva, ma lei si destreggia bene, e alla fine c’è il lieto fine, alla fine, come è doveroso che sia.
Talento, bellezza, e un pochino di fortuna mescolata all’audacia
cosa mi manca?
La fortuna, lo so
Anche la sfacciataggine
Non nego di avere qualche sorta di talento
e nemmeno con la bellezza ci vado a nozze…

Parlando seriamente: i miei talenti, le mie doti, sono numerosi, lo so. ma non riesco a farli fruttare, e li disperdo.
Un vero peccato sprecare i talenti, lo dicono persino nei vangeli
Ma che fare?
da che parte iniziare?
Cosa s’addice di più a me?
Sono bloccata: ripenso a ogni cosa fatta per puro diletto, svago, passatempo, con risultati spesso egregi con tanti riconoscimenti da parte di tanti e solo talvolta mediocri. Ma non so cosa fare, non lo so.
Bloccata. Mi manca l’aria. Ho il respiro corto, il cuore pesante. Mi manca la visione lunga.
Mi manca la fiducia, l’audacia, la tenacia. Soprattutto la tenacia.
E oggi, parlando con il mio parrucchiere, ho concordato con lui: IO SONO ARCISTUFA di sentirmi dare consigli di questo o quello psicologo, psicoterapeuta, o terapeuta.
Io mi conosco, so che valgo, so che potrei essere felice, e far felici i miei cari.
Ma c’è una sorta di prigione che mi impedisce di uscire da schemi vecchi e conosciuti. Una prigione trasparente, inconsistente. So di cosa si tratta: il mio IO. Io non ci credo più al mio IO. La mia prigione sono IO.
E spero in una favola a lieto fine come un film.
Spero nella lettura di una favola a lieto fine come i libri che sto leggendo,
Spero nei colori che amo da sempre, che dovrebbero portare cose buone.
Ma senza gioia. La mia speranza è quella dell’attimo prima della fine. Quella rassegnata, quella che mi fa pensare di essere sbagliata, quella che mi fa ragionare in maniera emotiva e inconcludente.
E ora vado a finire quello che ho delegato ad altre di fare, perchè io penso che non lo avrei saputo fare da sola.
Ne parlerò più avanti. Sarà una bella cosa, fatta insieme a belle persone, ma resterà un rammarico nel mio cuore. Non averla saputa fare da sola. Perchè c’è stato un tempo che queste cose le facevo, e da sola. Non per megalomania, ma perchè avevo forza, energia, intelligenza sufficienti per fare le cose che DOVEVO FARE per arrivare allo scopo finale.
Ora non lo faccio.
Ora inizio ma non finisco.
Ora penso, rimugino, ma non mi muovo.
Sono immobile e il mio IO mi blocca.
So di avere sbagliato molte strade. E’ talmente evidente….
Ma se non mi posso muovere, come faccio?
Devo trovare quella maledetta chiave che mi permetterà di sbloccare le catene trasparenti che mi bloccano. Che mi fanno stare ferma a vedere disfare i miei sogni.
la chiave c’è
non so dove, ma c’è!
Fino a quando non perderò la speranza di trovarla, forse ho speranza di farcela a creare qualcosa di magicamente bello che mi porterà frutti e serenità, senza disperdere le mie energie, come accade ora.
Scrivere è una di queste cose.
Devo trovare solo il filo di quello che ho dentro, delle immagini, delle parole, degli odori, dei suoni, delle luci, e poi tramutarlo in un racconto.
Lo troverò…prima o poi.
Non sarà ancora un sogno ripiegato ordinatamente nel cassetto. Solo i sogni sono messi in ordine perfetto, e chiusi in quel grande cassetto….solo i sogni sono leggeri e maestosi e stanno in quel cassetto immaginario.
e i sogni son desideri….no?

Rispondi