le ombre lunghe dell’autunno

Giornate dal cielo limpido, come raramente quest’anno si è visto. Aria fresca. Anzi la mattina è proprio freschissima. Tutto ciò regala viste magnifiche.

 La webcam del Monte Macaion, ore 5.30 del 29.10. Bolzano pare dormire sotto la coperta di oro puro.
Le ombre già a quest’ora sono lunghe 

mancano solo i colori gialli e rossi delle foglie, che però sono comunque già intuibili.

Ultime fioriture, colori vivi, 
pettinati dalla brezza fresca.

Tramonta troppo presto il sole, qui. Una cosa che che non mi è mai piaciuta. Alle 14.30, se non prima, il sole si nasconde dietro il Passo Mendola. Regala viste magnifiche dall’altra parte della valle dell’Adige, ma qui le ombre si allungano presto.
Resta il piacere del tepore della casa, del profumo di torte, di castagne, che la sera riempie la cucina. Ma il senso di letargo è forte. Vien voglia di chiudere tutto, per svegliarsi solo al disgelo. Poi si pensa. Penso che la Vigilia di Natale è dietro l’angolo.
Penso che dovrò iniziare a fare i biscotti. Anche se non ho voglia di regalarli a nessuno quest’anno. I tradimenti sono stati troppi. Le delusioni sono state tante.
Torno a respirare, si torna sempre a respirare. Ma quante sono le stelle in cielo, quanto è vero che non si vive, si sopravvive. Non c’è più il gusto di rialzarsi. Non c’è più l’ingenua voglia di ricominciare. Rimane solo l’istinto di sopravvivenza.
Le ombre lunghe tolgono la luce intorno alle cose. Così come la vita ti presenta i conti e toglie la luce intorno a te. L’autunno è arrivato. Lo studio ha la luce fredda che ti impone di accendere le luci. Il cielo azzurro fuori dalla finestra sta perdendo la sua carica, sta diventando trasparente. Lo skyline delle montagne diventa più diafano. La sera sta per giungere. Di nuovo. E nuovamente ancor prima di ieri. Ma anche questo finirà.
E torneranno a fiorire le rose

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