Leggete i libri di Jennifer Weiner, meritano davvero!

Leggete i libri di Jennifer Weiner, meritano davvero!

Sto leggendo un libro che mi è  stato regalato a Natale. L’autrice mi era piaciuta tantissimo qualche anno fa. Spiritosa. Scrittura accattivante. Le sue protagoniste sono in sovrappeso. In eterno conflitto con la madre, mai paga di questa figlia così diversa da come l’ha immaginata e cresciuta. In eterno disappunto con chi non le considera uniche e rare come sono. Indispensabili per “vivere” la vita appieno. Ma spesso chi le perde, se ne rende conto troppo tardi. Quando con fatica e colpi di scena ironici e divertenti, nonostante il peso, l’andatura goffa su improbabili tacchi,  prendono il volo. Lasciando un immenso vuoto alle spalle.

Leggete i libri di Jennifer Weiner, meritano davvero!

Iniziai più di 10 anni fa con ” Brava a letto” . Non lasciatevi trarre in inganno, non è un romanzo a sfondo sessuale. E’ solo il giudizio del fidanzato della protagonista, che la liquida così, scrivendolo su un articolo.

Ho proseguito con ” Letto a tre piazze” dove la protagonista è incinta, decisamente obesa, sposata felicemente e gestisce un ristorante alla moda. Dopo il parto la suocera si strasferisce nella loro casa, sconvolgendo tutto e tutti, e le sue “amiche di pancia” le colorano la vita con le loro esistenze improbabili.

Dopo di che ho visto il film con Cameron Diaz ” In her shoes- Se fossi lei”, tratto dal libro ” A letto con Meggie”. Due sorelle, diverse tra loro come il sole e la luna.

Una mia amica carissima me lo ha dato una sera in cui l’animo non era dei migliori ( all’uscita dal Rosario per la povera Katherine). Ammetto, quindi, di averlo appoggiato sulla scrivania e ignorato fino a ieri. Ieri l’ho preso in mano, ho letto di nuovo il titolo ( ma chi ci crede ancora all’amore, ai miracoli, ai finali “e vissero felici e contenti” ecc ecc). Ho iniziato stancamente a leggere. La lettura era scorrevole e subito mi sono trovata con la protagonista che fa come me, che scappa se può. La descrizione fantozziana mi ha fatto sorridere e immaginare che non solo la sola a scoprirsi irrimediabilmente orribile la mattina al risveglio. Solo dopo un po’ mi sono resa conto che l’autrice era quella che tanto mi ha fatto ridere in “Brava a letto”. Ridere e sperare, e sognare, e pensare. Ora proseguo la lettura, nonsotante il mal di testa che mi perseguita da ieri. Ieri che c’era il sole così accecante da modificare i colori della foto, ieri che ho scoperto che il Foehn in italiano si chaima Favonio e ha soffiato tanto e forte portandosi via le speranza di nevicate lasciando, appunto, il mal di testa, alzando le temperature fino a far grandinare (a Terlano). Ieri che era il giorno dopo l’ennesima discussione su quello che potrebbe essere e non sarà mai, ma io ci spero, ci casco, ma io non conto nulla, sono trasparente, nonostante la massa corporea decisamente dica il contrario. Ora vado a leggere, il cielo è strano, alcune montagne sono bianche, lontano, a nord. Mi voglio rilassare, dimenticare le amarezze. Voglio soprattutto dimenticare quella frase, soprattutto, detta da chi dovrebeb sostenermi a prescindere. ” Si è persa” è stato detto… dove mi sono persa? Mi infastidisce, ma ho imparato a mettere le distanze da chi l’ha detta. Chilometriche e non solo. Forse è qui il nocciolo della questione: chi ha detto questa cosa mi ha perso, irrimediabilmente, da tempo. Rapporti a livello di “conoscenti” o poco più. La vita continua. Potrei usare questa frase per scrivere il mio racconto. “SI E’ PERSA-la vita continua”.

Sono arrivata al terzo giornale radio della mattina, la voce del mio amico giornalista mi piace. Legge qualsiasi notizia con voce pulita e senza accenti apparenti. Lo conosco, ho avuto la fortuna di conoscerlo, da qualche anno. Potrebbe condurre qualsiasi programma, fosse per me, sostituendo altre voci che sono vuote come sono vuote le chiese quando cerchi conforto. Per lui, per due ragazze che trovo bravissime e poco altro, ascolto questa radio locale. Il resto mi sta stufando assai.

 

 

 

Tanti sono quelli che mi dicono di prendere e andare. Pensare a me. Lasciare tutto. Belle parole. Bravi. Tutti. Complimenti. Come vorrei vivessero ognuno di questi suggeritori, un po’ al mio posto. Mi hanno persino detto che i figli sono grandi, ormai. Come è tutto relativo, vero? Posso lasciarli da soli. A prendere esempio da egoisti e bugiardi. Complimenti… Forse è questo che intende chi dice che mi sono persa. Sono bloccata qui. Impossibilitata a fare qualsiasi cosa. A aspettare il “FINE PENA MAI”

Ora c’è il quarto giornale radio. Come passa veloce il tempo. Non sono ancora andata a leggere, e si è fatta l’ora di pranzo. Il mio ruolo mi impone di cucinare. Cosa? Zero voglia. Non ho fame e non ho voglia di immaginare cosa posso cucinare. Quando cucino, mi spinge la voglia di stupire e di accontentare i gusti dei miei cari, oltre a far cose che mi piacciono. Non so… ora non ho voglia, nè fame per inventare qualcosa che mi piaccia. Uff… doveva essere un post leggero e positivo, sulle letture leggere e divertenti e sono arrivata ancora qui. Su sto maledetto mal di vivere.

Buona giornata