Mattino, pomeriggio, sera

sono uscita come una spia da casa, fingendo chissà quali impegni. Forse fingendo più a me stessa, che a mia suocera.
Ho fatto colazione: cappuccino e briosche alla cioccolata, naturalmente.
Naturalmente nel bar consueto, dove entro, mi salutano come fossi la cliente più amata e mi chiedono certi della risposta : “Colazione? Erika!” Io rispondo affermativamente con il miglior sorriso che posso. Mi siedo all’interno, perchè odio l’odore acre delle sigarette altrui, anche se oggi sembra proprio estate. Mi siedo al tavolo seminascosto ma con la vista su entrambe le grandi vetrate. Sfoglio il settimanale comunale mentre mordo la mia pasta e sorseggio il cappuccino. Sento i rumori tipici del bar, chicchere sbattute, il colpo secco del filtro del caffè, le voci della gente. Alcune le riconosco, ma non mi volto. Lascio che vadano per le loro strade. Vedo arrivare e andare molte persone. Hanno tutte un sorriso e una parola per chi le sta aspettando o le raggiunge al tavolo. Io penso che è tutto falso e sbagliato.
Stamattina mi sono truccata, vestita nella speranza di partire e non tornare.
Questa mia quotidianità mi sta soffocando. Non sono felice, per niente. Penso sorseggiando il mio cappuccino.In verità mi trascino mollemente in queste giornate. Non reagisco. Ogni mattina mi vesto della miglior maschera che posso. E con mille scuse esco in cerca di qualcosa perduta tempo fa. Non so più nemmeno cosa, né  quando e nemmeno dove. L’ho barattata. Con l’illusione che quello che stavo perdendo mi sarebbe ritornato. Ma ora capisco che stavo solo illudendomi, che niente torna. Colpa mia…lo so…ingenua e sciocca che sono. Sono convinta che un comportamento corretto e se ogni cosa è fatta con amore, alla fine paga.
Invece ho sempre più spesso la prova del contrario. Per esempio oggi al saggio di musica di una della mie figlie. Seduta dietro di me c’era un persona con i suoi figli che di regole ne ha trasgredite moltissime, fregandosene altamente e pure durante il saggio la sua maleducazione è venuta fuori visto che continuava a  canticchiare e mugugnare le canzoni suonate e cantate dai ragazzi delle medie, disturbando tutti i vicini. Ma nessuno, compresa me, le ha detto nulla. Lei è una di quelle persone che fa ciò che vuole e se ne frega dei vicini. Ha preso pure gli uomini di altre donne, distruggendo la vita di tutti. E mai l’ho vista o ho sentito dire che abbia chiesto scusa per il dolore causato. Diciamo che lei non si comporta correttamente e amorevolmente. In teoria non vivendo secondo le buone regole sociali dovrebbe raccogliere vento e tempesta, invece vive con molte meno menate di quanto si creda, questo senza alcun dubbio. Badate bene : la mia non è invidia. Per nulla al mondo vorrei passare un solo giorno al suo posto. Dico solo che il mondo è dei più furbi. E questo non dovrebbe rientrare in quel circolo per fare il bene , porta il bene, fare il male porta il male.
Quindi iniziando a scrivere questo post durante la mia colazione e finendolo a ora di cena, il fil rouge è un continuo domandarsi qual’è il senso della propria vita. Qual’è il motivo per cui si arriva a considerare e avere la certezza di avere sbagliato porta e quindi tutte le altre vie in un giorno sbagliato di una vita che doveva essere altrimenti perfetta?
Tornassi indietro a sapere quale è la porta, me ne guarderei bene persino ad avvicinarla.
Certo che salvo qualcosa! Eccome! Ma non salvo me stessa. Quello no. Io non sono per niente quella che io voglio essere. Voglio, perchè riconosco le mie potenzialità. Voglio, perchè ho dei talenti meravigliosi che metto a frutto sempre e solo gratuitamente e accontentarsi dei semplici grazie e dei sorrisi alla lunga è quasi sconfortatane. Voglio, perchè merito e valgo. Ma come spesso accade, io faccio parte di quel gruppo considerato, probabilmente, inutile e superfluo per cui sacrificabile, nel disegno perverso di uno scienziato che ci studia come fossimo pulci d’acqua.
Ieri sono stata a fare la volontaria per il centro giovani. Ho speso tempo e soldi personali per portare un gruppo di ragazzi in visita al Laboratorio Biologico di Laives. Interessante la visita e tutto ciò che ci è stato detto sullo stato delle acque del nostro territorio. Ciò che mi ha colpito è la storia delle piccole DAPHNIE, le pulci d’acqua. Vengono studiate per vedere se l’acqua dei laghi, fiumi, invasi artificiali e torrenti della nostra provincia sono chimicamente e biologicamente in buono stato. Ecco: se noi fossimo pulci d’acqua, io farei parte di quel gruppo che il tecnico di laboratorio ritiene inutile e quindi scarta. I pezzi importanti sono le femmine e i piccoli delle Daphnie, i maschi sono inutili persino ai fini riproduttivi. Loro, LE daphnie , si riproducono da se. Ma nemmeno questo mi consola e mi appaga…Non lo so, penso solamente di non essere felice. E questo è tremendamente ingiusto.
Tremendamente ingiusto
Vado a dormire, o quasi.
Domani metterò la solita maschera e tenterò di fingere e credere che sarà un giorno fantastico che mi porterà la sensazione e poi la certezza che io posso fare la differenza nel mondo.
Vado a riposare per non farmi trovare impreparata e stanca…

8 thoughts on “Mattino, pomeriggio, sera

  • 15/06/2012 at 19:22
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    Che il sole possa splendere domani per te. La mia fase buia sembra stia fininendo, auguro anche a te di stare presto meglio.
    Quanto al mondo dei furbi purtroppo hai tanta ragione, ma io resisto perchè la mia rettitudine interiore mi rende forte di fronte agli schiaffi e mi salverà.
    Baci

  • 15/06/2012 at 19:44
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    grazie… mi sono appena ricollegata e scopro il tuo blog: un raggio di sole. Bellissimo il testo della tua presentazione. complimenti!

  • 16/06/2012 at 11:28
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    E' molto triste il tuo post e così simile ai miei pensieri:conosco pure io persone che se ne fregano del prossimo e vivono molto meglio di me che cerco sempre di non deludere nessuno.
    Forse dovremmo pensare un pò più a noi stesse, ma io personalmente sono abituata a non dire mai di no. Anche se difficilmente vengo ricambiata.
    P.S.
    Nel post precedente intendevo che le brave ragazze sono quelle che se la prendeno sempre in quel posto
    Un affettuoso abbraccio

  • 16/06/2012 at 13:06
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    infatti ti ho letta e mi sono specchiata in te…ma il famoso "malcomune-mezzoguadio" non mi consola affatto.
    Forse dovremmo proprio pensare più a noi stesse e vedere se facendo sentire la nostra mancanza (maah…se ne accorgeranno mai?) qualcosa potrà cambiare.

    Il fatto è che a questo punto non so nemmeno come cominciare

    P.s.: per la tipa maleducata e stronza mi è giunta voce che sta vacillando e dice in giro che sei sente isolata. Che Dio esista sul serio? mah…

  • 17/06/2012 at 11:13
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    Tesora.
    Non hai sbagliato nulla. Non devi rimproverarti di nulla.
    Le cose vanno come devono e basta.
    Non colpevolizzarti.
    Se vedi qualcosa che non ti piace, domandati solo se vuoi e puoi cambiare la situazione.
    Se la risposta è sì, agisci; se la risposta è no, alza le spalle e passa oltre! 😉
    Un super abbraccio

  • 17/06/2012 at 12:47
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    in questo momento è difficile tutto quanto…riesco solo a lagnarmi

  • 19/06/2012 at 20:10
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    non mi è piaciuto leggere questo post. per niente. spero che nel frattempo siano cambiate le cose, perchè anche se ti ho conosciuto solo tramite le parole che scrivi non ti meriti di "dover" scrivere questi post!!!!!!!!!

  • 19/06/2012 at 20:14
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    Nessuno se lo merita. È migliorata perchè mi sono concessa una serata a far bisboccia e ho sfogato i nervi in una montagna di risate. Ma la situazione non è cambiata. Putroppo

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