Pensando a LEI

Lei avrebbe la mia età, solo qualche giorno di meno.
Lei che non ho mai conosciuto
Lei, a cui penso spesso, me la immagino vivere, magari al posto mio.
E poi c’è LEI.
LEI che ho incontrato per caso, come spesso accade.
LEI che ha toccato il fondo, e è risalita.
LEI che pare così forte, ma al contempo così fragile.
Splendida, dentro e fuori, senza dire o fare nulla per dimostrarlo.
E poi arriva una farfalla.
Piccola, leggera, con le ali arancioni, con macchie più scure.
E ricomincia il mio immaginare, il mio pensare, il mio cuore batte al ritmo del battito d’ali della farfalla.
La vita ci presenta il conto, a volte salatissimo.
” Ci è dato di vivere ciò che possiamo sopportare” . Nulla di più
Ma che vita è, dopo tale sofferenza, mi chiedo…invece si va avanti.
Niente è come se lo era immaginato, ma la vita l’ha portata avanti, ugualmente.
La vita è come quella farfalla, leggera, colorata, con qualche macchia scura
e torno a immaginare Lei accanto a LEI.
Inevitabilmente felici. Non ho un altro modo di pensare a LEI con Lei
E ricordo che avrebbe la mia età, qualche giorno in meno solamente….

oggi ho sentito parlare di violenza sulle donne
Oggi mi è stato chiesto di partecipare a un evento in cui ricordare quella storia, di cui io sentii parlare a 15 anni, senza che mi toccasse più di tanto, ma che poi ho incrociato e sentito più in profondità.
Certo che ci sarò. Non posso non esserci, no!
Ma cosa serve, mi chiedo? Ogni giorno, quasi, c’è una violenza, un abuso, una donna morta, un tentativo di picchiare, di zittire, di allontanare, di chiudere, di fermare, magari per sempre. Un tentativo di reprimere quella forza che abbiamo, con la violenza da parte di mezze tacche di uomini. Tu gli apri la porta, il cuore, gli dai tutto. Le mani, la bocca, gli occhi, il cuore, tutto. E lui ti accoltella, ti brucia, ti spara, tenta di cancellarti con acidi. Tu che non capisci, che non ci credi che lui possa farti questo. L’orco cattivo, quello delle favole, non esiste, no. E poi accade che l’orco esiste, è malato, è cattivo, è un assassino. E è proprio quel lui a cui hai donato tutto, senza fare nessun calcolo di riavere indietro qualcosa.
Cosa serve fare una manifestazione, mi chiedo. Non sono così sicura che farà cambiare le cose.
Qualcuna si salverà, forse. Solo qualcuna. Noi che doniamo tutto, persino la vita, come natura vuole. Noi che scherziamo, ci abbracciamo, quasi a creare un legame, una catena che non faccia entrare mai l’orco cattivo. Noi che siamo da sempre immaginate le cattive, quelle che han raccolto e offerto la mela, quelle che siamo impure, perchè riusciamo a procreare, anche quegli orchi che si rivolteranno contro le nostre figlie, sorelle, madri. SORELLANZA. Non è uguale alla fratellanza, tanto invocata n ogni dove. Ma non furono i due fratelli ,Abele e Caino a commettere l’atto più feroce e disumano, mica due sorelle! La sorellanza è qualcosa di atavico, onnipresente. Dai tempi delle caverne. Le donne si aiutano, anche quando non si sopportano.
Ho, ignobilmente, sfiorato l’abuso da parte di qualche maschio malato. Non fisico, ma mentale, psicologico.
E ammetto che non è per nulla piacevole. Ti lascia addosso un freddo, gelato, sottile strato di solitudine, di paura, non sai come e cosa fare, non sai nulla. Perchè difficilmente saprei difendermi e difendere le mie figlie se un orco tentasse di toccarci. Gli orchi sono abituati a combattere, a cacciare, a ferire. Noi donne, no. Noi usiamo la violenza, la forza bruta, SOLO e solamente per dare la vita ai nostri figli. Noi donne, non siamo sante, possiamo usare la violenza in maniera simile ai maschi, certo. Siamo anche noi assassine. Ma non sento parlare di uomini ammazzati dalle proprie ex ogni giorno. Non che sia una classifica da fare. CHIARO.
proprio oggi , sul giornale, ho letto il titolo e solo quello, di una ragazza sarda che aveva subito violenza dal proprio ragazzo, ma non lo ha denunciato, e lui ora l’ha ammazzata. Ora non serve che lo denunci. Serve solo che la sua anima resti vicino ai suoi cari, per consolarli.
Poi sento parlare di uomini incapaci di amare, non solo amare con l’A maiuscola ma di atto vero e proprio dell’amore. Uomini che hanno una visione malata e distorta dell’amore.
E mi trovo a pensare, a farmi domande, a non trovare risposte. Perchè? Perchè sono così. Sono sempre stati così i maschi della razza umana, o solo negli ultimi tempi sono numericamente aumentati e peggiorati?
No, perchè io non ci capisco nulla. Non riesco a capire come possano diventare così pericolosi e cattivi. Loro stessi erano adorabili bimbetti in braccio alle loro madri. Solo pochi hanno avuto un’infanzia difficile-non posso credere che tutti gli assassini hanno subito sevizie e torture da bambini- che potrebbe causare la devianza violenta.
Cosa, cosa, cosa????? Perchè io proprio non capisco…
ma anche per tutte queste domande senza risposta, mi sento in dovere di non stare nell’ombra e di muovermi, di agire, di far parlare chi non lo può più fare.
Perché non tutti riconoscono la farfalla. Non tutti sanno, si interessano, capiscono, consolano, piangono, ridono pensando e immaginando una ragazzina di poco più di 15 anni che muore sotto la forza bruta di un orco pazzo, malato, cattivo. Nemmeno io ci riesco.
Io riesco solo a guardare le mie figlie, abbassare lo sguardo e ascoltare il mio battito del cuore di madre, pesante e gonfio, pensando a tutte le LEI e tutte le Lei che muoiono e devono sopravvivere al dolore di una perdita così immensa e incolmabile, trovando una via necessariamente per sopravvivere.

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