pensieri allo stato brado

nella mia mente c’è la trama di un possibile racconto, ci sono i punti, ma non c’è il finale…. non so come finirà.

bene? male? non so decidermi.

i pensieri vorticano inesorabili, ruminanti, logoranti.

per esempio: ho visto un film con Geena Davis, una commedia del 1994, con Michael Keaton. Una sciocca romanticheria. Ma i pensieri vorticavano sul suo volto. La definiscono bellissima e bravissima. A mio gusto non è così tanto bella: ha gli occhi piccoli, da piccolo roditore. La sua bocca non mi piace, nè quando sorride, nè quando è seria. Poi se penso alla sua altezza, non lo so, le donne alte a me non piacciono, hanno troppo del maschio. Mentre le immagini e le battute buffe si susseguivano sullo schermo, io pensavo a tutto ciò con una ricchezza di particolari e similitudini che mi sorprendevo da sola. Intanto il film è finito e io non ho seguito quasi nulla. Forse perchè conoscevo il finale…solita banale romanticheria americana

Se la mente fosse collegata a un computer, potrei ( forse) scrivere un romanzo avvincente, divertente, irriverente, accattivante. Senza errori grammaticali nè ortografici, senza bisogno di correzioni e di bozze da far leggere all’editore. Andrei a colpo sicuro! ( e qui rido e mi vergogno di ciò che la mia presunzione e arroganza mi fa scrivere!)

ecco , così i pensieri mi girano e rigirano in testa. Parto da un punto qualsiasi e approdo su Marte. Pensavo alle delusioni che mi avviliscono in questi anni. Anche io ho tradito. Non sono una santa! Ho tradito persino me stessa!!! Eppure quella che ha aperto e chiuso le pagine di quel momento sono stata io, io soltanto. Non che io sia perfetta! Per carità, ma sapendo di agire in modo che, se scoperta, da causare un qualsiasi danno a chicchessia, ho saputo tenere ben custodite le mie azioni. Parlo di tradimenti a fidanzati o a amici o a parenti, con parole, pensieri e azioni precise. Non sto parlando del tradimento per antonomasia, quello dove due cretini finiscono a letto, cornificando il/la propria/o compagna/o. Parlo di fiducia tradita. Di progetti che sfumano a causa di una parola detta alla persona sbagliata che ruba l’idea di qualcuno. O di pettegolezzi che feriscono nell’anima. Anche io sono stata e sono tuttora vittima e carnefice in queste cose.

Poi capito sui ricordi di Fb, dove il mio 25 Aprile di un paio di anni fa lo racconto con gli aneddoti che ho sentito fin da bambina, che riguardano la mia famiglia. Un colpo! Un commento che avevo rimosso dalla mia memoria, che mi ferisce per la cattiveria e per l’acidità con cui vengono puntualizzate alcune cose. Mi pare più la rincorsa di una scusa e di un’accusa contro chi non c’è più a poter confutare le parole. la presa di posizione di una persona immatura, viziata e veramente sciocca. Ma possibile ? Potrei ricordare malamente, per carità, in fin dei conti ero una bambina. Ma possibile che il commento abbia questa connotazione? e la mia mente vaga nei ricordi, nelle frasi che risorgono dall’oltretomba della memoria dimenticata, e lavorano insieme alle immagini a cui sono associate, e così cerco un perchè a tutto ciò? a chi serve? A COSA SERVE? mi chiedo e rumino e rimugino.

Poi passo alla cucina, dove mi diletto assai. Potrei vendere le mie marmellate. Potrei fare questo o quello, inviare loro o gli altri, e perchè non tutti? e poi cucino, e faccio foto e posto sui social e mi inorgoglisco non poco, perchè sono brava, ho fantasia e gusto! E poi la mente va alla cucina da riordinare e la paura atavica che mi proto dietro da sempre, con mia mamma sempre scontenta o addirittura arrabbiata perchè avevo sporcato la cucina o alla zia che mi insegnava a cucinare o a fare i lavori da donna ( uncinetto, lavorare a maglia, cucire e poi mi allargo alle mie passioni, il disegno e i lavori manuali ) che sporcavano tutto, erano inutili e si doveva lavorare per riordinare. E riaffiorano altri episodi, come se ogni cosa che io facevo era sbagliata e mi chiedo ancora una volta cosa ho fatto di male. Forse nascere!?! porca vacca se nei miei ricordi se ne risvegliasse uno, dico uno di quelli positivi!

E penso a questi anni maledetti, ai casini che sto vivendo, alla voglia di riscatto, al desiderio prepotente di farcela a sentirmi bene, a non dovermi per forza violentarmi per avere la sensazione di essere voluta, amata e rispettata. Corre la mente alla voglia di partire per non so dove, come nei film, dove si chiude una porta, e parti, nel vento, con un sacco dove si c’è tutta la tua vita e poi di ritrovi in un mondo diverso, che nemmeno sapevi potesse esistere e trovi il tuo riscatto, il rispetto, l’amore. Ma quelli sono solo film, dove vado che ritrovarmi ci impiegherebbero cinque o sei minuti, ingenua e genuina come sono.

Ma chi voglio fregare a sognare queste cose? La vendetta sul tradimento. Schiacciare come un moscerino sul parabrezza chiunque mi abbia importunato, mancato di rispetto e usato per le mie doti senza riconoscerle. Alzare il capo e guardare come montagnole di escrementi manco buoni a concimare ognuno di quelli, specialmente uomini, che hanno abusato dei loro poteri. Oppure dare uno schiaffo metaforico a chi da sempre mi ha relegato nel rione degli incapaci, buoni a nulla, persi per sempre, senza dar valore a ogni azione che ho fatto per tenere alta la testa, e cercare solo la loro approvazione e conferma. Ma che ne sapete, voi…. E la mente va veloce sul quel racconto, che si somma a una serie di piccole altre scene  quotidiane: sempre a criticare, che si lavorasse o meno, sempre a dare giudizi che solo ora capisco: ma TU HAI MAI LAVORATO E SEI STATA MAI COSTRETTA A SCEGLIERE COMPROMESSI COME O QUESTO O RESTI A CASA? e poi i conti chi li paga? ti rendi conto? tu che al massimo ti agiti perchè nel lavandino hai due tazzine da lavare? Tu che hai sempre guardato a me come a un errore, un incidente. Ma mai ti sei calata nei panni miei, a accudire i figli, il menage quotidiano dell’andare e venire a prenderli e portarli? Chissà se ti sei mai resa conto che io i miei figli li HO VOLUTI tutti e non sono stati un incidente, come mi hai descritto tu. E dirai che stavi scherzando, che era una battuta. ti informo che la tua simpatia e sensibilità sono paragonabili all’acido solforico! Quindi zitta.

Venerdì c’era una serata in biblioteca. Presentavano un libro sulla vita di un padre e i suoi 10 anni di guerra. E ho pensato al nonno, ho comprato il libro, la storia di questo uomo che torna a casa dalla moglie e dai figli, all’umile racconto della terribile vicenda, la paura di tornare e non trovare più quello che aveva lasciato. E ho pensato fosse un regalo per te, ma poi arriva quel ricordo che ho descritto sopra. Dove è la’more e l’orgoglio per un padre che era passato attraverso l’inferno russo? o il ricordo di una vecchia zia che raccontava poco o nulla e che diceva di fare piano, che non si sa mai a cantare quelle canzoni ( O’ BELLA CIAO) … cosa c’è in te? me lo chiedo da decenni. Non ero, sono , sarò mai abbastanza per te. questo ha minato la mia vita.

e la mente scivola su quel dolore, quella paura di essere marchiata come colei che sta con quel marito ignobile, fallito e egoista. Colei che non lo ha buttato fuori casa la prima volta. Colei che ha subito di più e ancora di più, ma che accetta cose impensabili, pur di tentare di risalire la china. Una poveraccia, come quelle donne che vengono picchiate o violentate da mariti compagni bastardi, ma che li difendono, che li riprendono in casa, fino a quando le troveranno morte ammazzate….e poi di loro diranno che non sono state capaci. Ecco. questo forse è il punto. NON SONO CAPACE. SONO INCAPACE. e i pensieri volano a tutti i miei possibili errori. Sapete , no?, come sei dice in questi casi? No??? Ve lo dico io, “LA STRADA PER L’INFERNO È LASTRICATA DI BUONE INTENZIONI. cioè significa che me le sono cercate io, io, me medesima, proprio io. Con le mie azione, con le mie parole dette o non dette, con l’ipotesi o la presunzione che chi ho davanti si comporta proprio come farei io, quindi no, non potrà mai fare quello che poi in effetti ha fatto. No… invece sì. Colpa mia. Mia e basta. Io sono l’artefice di tutto ciò

quindi è vero, ha ragione lei, quella di cui sopra, che mi ha sempre giudicata come insufficiente, un incidente. Incapace di concludere qualsiasi cosa, nonostante tutto. allora niente romanzetto simpatico, di quelli da inserire nella categoria delle “letture da sdraio”. No… non sono n grado.

No, nessuna famiglia felice, sono incapace di avere un compagno degno e quindi non avrò mai pace. E coprirò le sue malefatte, perchè alla fine come mi è stato detto più volte, è colpa mia! Colpa mia perchè non ho controllato, perchè ho dato fiducia, perchè sono stata sciocca.

Come sul lavoro. Che è giunta l’ora di cambiare, che mi pareva di potercela fare, invece no, non è così. Non posso. Devo accettare anche questo. Non posso , perchè chi li sostiene i conti da pagare altrimenti? Ma posso però, lavorare gratis per chi mi ha tradito e per chi pensa che io non valgo nulla.

I pensieri volano, girano su stessi, fanno male, sembrano leggeri, ma pesano più di un macigno. Non ne esco. Provo a reagire, a alzare il capo e muovere qualche passo, uno alla volta, incerti, ma continui, per uscire da questo immenso pantano, puzzolente, soffocante. Ma poi arriva qualcosa, come un filo di acciaio caldo che taglia il formaggio, e mi sega le gambe, mi toglie il respiro. Ricado, mi piego, rantolo la rabbia e il dolore. Mi rialzo. Ma ogni volta sono più piccola, piegata.

Mi guardo allo specchio, non sono io quella che vedo. Non c’è più quella che credevo di essere. non ci sono più

soprattutto perchè non ho più fiducia in niente e nessuno.

Lascio che sia. Come nello scrivere. Punteggiature o maiuscole non esistono più, scrivo i pensieri come  arrivano, e nella mente non c’è punto o virgola, le maiuscolo e minuscole sono inutili.

Poi arrivano loro, gli amici, LE AMICHE. Non tutte, ma alcune di loro. Una che mi dice cosa dovrei fare. L’altra non si fa sentire, e saluta a malapena, la incontro alle riunioni e fa la solita oca giuliva. quanto mi ha usato? quante volte mi ha chiesto di prendere e portare la figlia qui o lì, e ora fa finta di non vedermi. che schifo mi fa. L’altra che non ha mai tempo, ma poi la incontri al centro commerciale con quell’altra. E ti chiedi come mai non hai mai tempo PER ME? quante volte ti ho chiamato, ascoltato le tue pene quando quell’idiota di tuo marito si trombava quella cretina sempre incinta? e tu ora non hai mai tempo? Ingratitudine. O meglio, torna quella che ha avuto ragione su di me: non sono degna! Non sono abbastanza. Non vado bene. si dice che le vere amiche sono pochissime. Ma le mie sono lontane. Non ci sono. non hanno tempo.

E poi c’è lui. quello da cui mi aspetto sempre qualcosa. ma non ho ancora imparato, No. Che non devo aspettarmi niente. Che forse devo girarmi dall’altra parte. Guardare oltre. Perchè lui, non si fa mancare nulla, NIENTE. Ha tutto, fa i danni immensi, ma tutti lo adorano. Sono io quella da evitare, quella noiosa ( e lo sono diventata sul serio) quella sfigata goffa e stupida.

Non so dove va questo testo. non lo so.

Pensavo di riuscire a scrivere il vorticoso turbinio di pensieri che mi affollano la testa, che mi svegliano la notte, che borbottano mentre ascolto la radio, canticchio le canzoni. Speravo di dar loro un ordine e un senso, ma niente, torniamo sempre lì, non ne esco, non sono in grado. Hanno ragione gli altri, quelli che mi usano, e mi tradiscono, e mi umiliano. Anzi no, mi sto umiliando da sola. Anche ora, scrivendo tutto ciò. ora il pensiero è corso a quel ciccione presuntuoso che mi ha bloccato sui social perchè gli ho spiegato chi sono gli scout e quale sia l’importanza storica di Aquileia… pochi giorni prima mi disse che ero presuntuosa a pensare di essere BRAVA. allora gli spiegai che lo sono, con tutto quello che sta accadendo, MI STA ACCADENDO. ma tutti io li trovo? Non è possibile …. ma tra questo e quello , li trovo io i peggiori? quale sia lo scopo di tutto ciò, non lo sa nemmeno dio, credo.

intanto ho scritto tanto, molto. Io che negli ultimi mesi volevo chiudere, cancellare questo blog, che tanto non serve a nessuno. non ho il fattore X di chi riesce a far milioni a far la blogger. Non ho molto da dire, in effetti. solo lagnarmi dell’ingratitudine della vita meschina che il fato ha per me. chissà … tra qualche tempo, anni…. ritroverò questo post e leggendolo cosa potrò pensare o ricordare. Dove sarò? e soprattutto sarò felice?

Io avevo pochi sogni, normali, direi. Volevo una famiglia dove ridere e scherzare e abbracciarsi e dormire vicini e svegliarsi ogni giorno grata di essere qui. Volevo la casa piena di amici in vena di chiacchiere e di far festa. Volevo garantire ai miei figli un futuro facile, dar loro le basi per costruire le proprie famiglie felici. Volevo invecchiare mano nella mano. Avere un giardino e un orto da cui trarre idee e racconti. Innamorarmi ogni giorno di un fiore o di una bestiola e di un sorriso o di una voce di bimbo. Leggere tanti libri, riuscire a scrivere le mie emozioni e andarne fiera. Cucinare cose semplici e farle sempre con amore.

Scrivo da molto, dalle 18.30 su per giù, con varie interruzioni. nel mentre ho cucinato le lasagne agli asparagi con prosciutto. Le ho mangiate. Ho invitato anche la mia nipotina. Ho riordinato la cucina. Messo le gocce negli occhi di Mirtilla, la mia gatta nera. Ora sono le 22.28.

gli occhi sono pesanti, Scrivo ma faccio errori di battitura. Cancello e torno indietro. Riscrivo. La tv è accesa, due di noi la stanno guardando. quello che sento non mi piace. Sogno solo di dormire senza essere svegliata. e di Svegliarmi domattina più leggera. E di respirare, e di muovermi agilmente e di poter fare esattamente quello che penso sia giusto fare, senza remore, senza paura di sbagliare di nuovo. Non voglio più avere il pensiero di essere sbagliata.

ultimamente penso di avere un KARMA di merda. sul serio. Attiri solo ciò che ti serve. Allora io ho un karma di merda che attira solo la sfiga .

qualcuno disse che dai diamanti non cresce nulla. Dal letame nascono i fiori. ( de andrè) però anche troppa merda uccide i semi…. no?

vado a dormire

 

buonanotte

 

 

2 thoughts on “pensieri allo stato brado

  • 26/04/2017 at 23:14
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    Ho letto tutto da cima a fondo… Senza quasi prendere fiato. Fa bene scrivere così, forse vorrei farlo anche io.

    Ps. Quando vedo i tuoi post di cucina lo sai che sbavo a distanza!

  • 26/04/2017 at 23:14
    Permalink

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