pulizie e scoramenti vari

Sì, ho pulito
con una sorta di peso sul cuore, che mi ha causato l’ennesimo attacco di panico/ansia
Poi è andata meglio.
Lui era di sotto, a pulire con quella macchina da “professionisti” che aspira e lava.
I ragazzi di sopra, hanno portato le loro vecchie cassettiere nel mio studio. Le abbiamo pulite, e loro le hanno riempite con i vestiti
Il soggiorno e il mio studio, sono la “loro” stanza da letto per il momento. Miki e Marianna dormono su due brandine, mentre Martina e Margherita sul divano.
Noi ancora a casa con la suocera, che tornata da un w-e fuori casa ha dato i numeri perchè stavamo pulendo la casa nuova e non abbiamo pulito il pavimento sporcato dai suoi cani che vanno avanti e indietro sul fango del cantiere.
C’è pure l’asse da stiro e poi è arrivato persino lo stendino, conciato malissimo visto che ha preso una “brutta piega” quando e è stato accatastato tra gli scatoloni e altre cose.
Quella che diventerà la nostra stanza, è tutta linda. Il pavimento mi piace moltissimo.
Abbiamo notato piccoli difetti, una piastrella scheggiata, il muro con l’angolo rifinito malissimo, la parete storta. Ma nel complesso è proprio una bella casa. Se non fosse per tutto questo scoramento e rabbia che provo.
Sono arrabbiata perchè nella mia casa nuova non avrei mai voluto far entrare mobili vecchi e rovinati. Immaginavo di entrarci con i mobili e le cose pressoché a posto.
Invece no: le cassettiere sono quelle che avevano nella stanza da bambini, e quest’estate hanno preso pure l’acqua che è entrata in garage dopo un temporale particolarmente violento, rovinandosi e ammuffendo parte dei piedini.
Sono arrabbiata perchè mi è parso di non aver più necessità di chiedere niente a nessuno, invece sono sempre nella condizione di essere in debito di qualcosa con qualcuno.
Sono arrabbiata e sola nel affrontare questi pensieri scoraggianti.
Maledetti sogni, maledetti progetti.
La cucina, bellissima. Ho scelto venerdì il piano. Nero. Mai avrei pensato di sceglierlo nero. Ma ci piace, e visto che dobbiamo risparmiare molto, l’occasione va colta al volo. Siamo andati fino a Padova e tra i mille e più marmi e porfidi e colori, lo abbiamo scelto.
NERO ASSOLUTO. Ho chiesto di indicare solo NERO. che le robe che ricordano il PER SEMPRE non mi piacciono più. O meglio, non ci credo più.
Ho visto un filmetto stamattina. Parlava di un gruppo di amici che vanno in vacanza insieme a Paros. Io penso a Naxos, che è l’isola vicina a Paros. Il nostro viaggio di nozze, nel 2000. Una settimana a Naxos e una a Santorini. Io ci credevo ai nostri sogni. Io avevo progetti realistici e meravigliosi sulla nostra famiglia. Poi c’è stato un susseguirsi di eventi che hanno minato tutto. E avrei fatto meglio, molto meglio, a smettere di sognare e credere di poter essere quella che fa la differenza.
Niente di tutto questo. Io sono l’emblema della normalità più becera.
E questo è l’emblema di fallimento di ogni mio progetto.
C’è stato un tempo in cui pensavo di essere veramente fortunata.
Dal trovare parcheggio con estrema facilità, al grande amore che mi era capitato.
Ci credevo sul serio. E ci ho creduto a lungo.
Poi ho smesso di credere alle favole.
Ho provato più volte a far andare al meglio le cose. Ci sono stati momenti in cui ci sono pure riuscita e mi convincevo di aver superato anche quella, e ciò mi rendeva inossidabile.
Ora mi hanno suggerito di farmi vedere da uno bravo.
Forse è l’unico suggerimento vero a cui dovrei dar retta.
Ma quello bravo cosa può fare davanti alla certezza che se qualcosa deve andare storta, certamente sarà così e nel peggiore dei modi. Sì, la famosa legge di Murphy, senza la parte ridicola della cosa.
Sarò e sono certamente, oltre ogni limite. Ma non ne posso più: la mia casa è di là. Tutto pareva andare bene, come doveva, ma quando mancava poco alla fine qualcosa è iniziato a andare storto. I soldi, la banca hanno rovinato tutto. Tutto si risolverà, l’ho già detto. Non può essere altrimenti. Ma a quale prezzo? Come ci arriverò in quella casa? Dire stanca è dire poco. Sento già il senso di rifiuto, già il ribrezzo. Come se alla fine non riusciremo ad averla, io mi ci fossi già abituata all’idea. Perchè pare che quella ragazza fortunata sia stata solo un abbaglio.
La ragazza fortunata ha giocato tutte le sue carte intorno ai 25 anni. E ora dopo 20 anni scarsi, posso affermare con assoluta ( ancora una affermazione “per sempre”) certezza che non lo sono affatto fortunata. Non c’è altro da dire.
Ora sono troppo stanca. Sia per pulire, sia per vedere la luce, sia per godere delle belle cose. Immagino che la casa rimarrà un cantiere per tutto il futuro immaginabile. Niente sarà come deve essere, come per ognuno dovrebbe essere.
Tutto rimarrà una raffazzonatura, ne sono certa…

Buona Notte…buonanotte al secchio…

2 thoughts on “pulizie e scoramenti vari

  • gennaio 14, 2013 at 5:20
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    Ho tanta voglia di prenderti a calci nel sedere! SALLO! 🙂

  • gennaio 14, 2013 at 5:51
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    buongiorno…lo so…lo so…mi faccio schifo da sola! Lo so

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