riordiniamo le idee

io scrivo per una mia necessità
e sono un “filo” narcisista ( insomma, si potrebbe ridurre a dire che cerco sempre l’approvazione di qualcuno) quindi pubblico quello che scrivo, tanto per vedere l’effetto che fa ( citando Jannacci). Niente di più niente di meno.
Ho appena finito di leggere (in meno di una settimana) il terzo libro di Khaled Hosseini ” E l’eco rispose”. I primi due ( Il cacciatore di aquiloni e Mille splendidi soli) mi hanno catturato, mi sono innamorata delle descrizioni delle situazioni, dei paesaggi, della complessa diversità tra occidente e medio oriente. Mi sono immedesimata nei sentimenti dei protagonisti, nelle loro vite, nel loro riscatto finale che tanto assomiglierà alle vite di molti afghani. Difficile dopo aver letto dei libri “così” trovarne altri all’altezza. 
Se poi pensate che quello appena terminato di leggere, è il terzo dello scrittore, improntato anch’esso sulla storia travagliatissima di un paese come l’Afghanistan, si potrebbe cadere sello scontato. Invece no!!!!
L’ho iniziato la sera di domenica 11 agosto e l’ho terminato poco fa, con le lacrime agli occhi. Meno di una settimana, quella di ferragosto. Un libro che rintocca nei battiti del cuore, ispessisce l’anima, colora la vista. Una bella lettura, cruda e dolce al contempo.

E L’ECO RISPOSE. KHALED HOSSEINI
[foto fatta da e appartenente a ERIKA ZOMER. Ogni tipo di riproduzione è vietata]

Ieri mi è stato RIPETUTO ( lo scrivo in grande per sottolineare il concetto) che so scrivere (discretamente) e che chi mi legge (quando non faccio la lagna depressa e irascibile incattivita col mondo intero) trova piacevole quello che scrivo. Si è addirittura spinto a dirmi che potrei scrivere un romanzo, (scusate, ma la risata è d’obbligo: al massimo un post in un blog sgangherato, una specie di novella, con o senza lieto fine, solo un raccontare, un fissare qualcosa e qualcuno in quel preciso istante, una fotografia di come sono, con chi sono, cosa provo, cosa penso. Solamente per non scordarlo, e per vedere se a taluni può interessare)
Così torno a ciò che scrissi all’inizio di questo post, e che avevo già evidenziato in questo post  e al titolo che gli ho dato. Riordinare le idee. Per quello che mi è accaduto durante questa settimana. Soprattutto. Sono piuttosto convinta (il sospetto nasce da mio marito) che qualcuno abbia voluto farmi uno scherzo (di cattivo gusto), irritarmi, farmi prendere un colpo. E con molta astuzia, visto che hanno utilizzato una MIA foto che ritrae mio fratello durante una festa di famiglia. Quindi mi hanno toccato negli affetti più cari, mettendomi in una posizione MOLTO antipatica. La foto dai siti incriminati è stata tolta subito ( o quasi) appena ho intimato di farlo tramite email. Restano i dubbi: 
1.se e quante delle mie foto che ho utilizzato nel mio blog sono state utilizzate in modo improprio e io non riesco a saperlo
2. chi sono i due individui che mi hanno avvisato su come è stata utilizzata la foto del primo piano di mio fratello: come sanno che lui è proprio mio fratello e che la foto è finita su quei siti poco seri?
3.Chi posso aver urtato così tanto perchè mi abbia fatto questo dispetto?  questo mi è stato chiesto dalla Polizia Postale, a cui mi sono rivolta ieri, continuando ” sei impegnata in politica? Hai detto o fatto qualcosa per cui puoi aver dato fastidio a chicchessia ” Insomma, mille pensieri, mille domande, mille dubbi. 
E poi mio marito che mi dice: ” perchè non scrivi un diario, su un quaderno con la penna?” e io che gli rispondo che ormai non sono in grado più di farlo,che a forza di scrivere al PC non riesco a scrivere a mano. Per finire, la serata a casa di amici, dove avrei voluto trovare un confronto  tuffandomi nella panna montata e nel gelato che ho portato loro, ma dove mi sono sentita giudicata maluccio….
Quindi, oggi, dopo avere avuto una nottata particolarmente agitata da incubi vari, arricchiti da accuse e sguardi saccenti di vari personaggi vicini e lontani dalla mia quotidianità, ho letto. Ho letto, molto e finito il libro. E ho ripensato alla mia amica che un paio di anni fa mi disse testualmente invece che solo un sottofondo fa che sia la musica della tua vita  (cosa che ho descritto in questo post, appunto) e poi quello che mi ha detto questo conoscente, “auto-importato” come me in questo paesello meraviglioso, che lavora nell’ambito del bello. Più o meno mi dice così” potresti scrivere un romanzo” facendomi domande chiare e serie sul perchè io senta questa necessità di dire, scrivere , “evacuare” ogni tipo di pensiero, di accadimento, spingendomi oltre, rischiando di espormi troppo. Non ho risposte certe, non ancora, per lo meno. So che per me a volte è una necessità, una liberazione. Come se scrivendo trovassi la strada per tornare a casa. Scrivere mi rallenta i pensieri che così riesco a mettere ordine, o ci provo per lo meno a fare ordine nella mia mente vorticante. Non ho nessuna pretesa vera e propria, se non un sogno abbastanza stupido, di fare con uno dei miei tanti talenti, qualcosa che resti “per sempre”. Perché riconosco che ho veramente tanti talenti. Lavorare a maglia è uno di quelli. Cucinare (anche oggi ho fatto un pranzetto delizioso con molto poco). La simpatia prorompente che spesso mi esplode senza controllo, lo ammetto, e chi mi sta vicino non può far altro che subire, ma che mi rende inevitabilmente indimenticabile, nel ben e nel male. Ho spiccate doti organizzative. Ho un talento innato a mettere insieme sia nel lavoro che nella vita privata, così come nel sociale, informazioni e persone che non sapevano le une delle altre ma che si stavano cercando e risolvere così un cruccio. Così,  con una parola, una telefonata, una email. Senza fatica. Essere lì in quel preciso istante in cui serve, come quel giorno in cui incontrai quel bel ragazzo del Cababoz (se non li conoscete, non potete perdere uno dei loro spettacoli! Sono B-R-A-V-I-S-S-I-M-I!!!! GARANTITO!) che aveva perso il portafoglio. Dispiaciuto, mi racconta, per aver perso i documenti, chiaramente, ma di più perchè c’era dentro una fotografia del nonno a cui è particolarmente affezionato, che fa il nonno vigile, e mi dice che era stato ad aiutarlo in questo compito proprio poco prima che ci incontrassimo, perchè (come spesso accade), alcuni genitori un pò troppo imbecilli criticavano il lavoro dell’anziano, (p.s. mi sono esposta anche adesso….) E così, con una telefonata al mio amico vigile (sempre molto carino e gentile con me, mi ha aiutato anche nel caso della foto rubata e in molte altre situazioni) risolvo il dubbio dell’amico se aspettare o fare denuncia di smarrimento: il portafoglio è stato trovato dal collega del vigile  e lo stavano portando in centrale proprio in quel momento. Certamente ho mille e un difetto, ma non sono male. Lo so! Sbaglio, spesso. Ma sempre con un sottofondo di buona fede. So che non piaccio perchè sono un “filino” troppo esuberante e in certi ambienti cozzo profondamente. Ma, statene certi, non smetterò di essere me stessa. Forse avrò imparato la lezione e metterò molte meno foto, in ogni tipo di social network. Forse, perchè le mie foto sono molto semplici e trasparenti, non lasciano dubbi sul tema e sui motivi di pubblicazione. Forse, sottolineo. Perché un altro talento era quello di fare belle fotografie. Se non sbaglio, le foto sono fatte per essere guardate, non credete?
Bene, dopo questa lunga riflessione con me stessa, salvo e pubblico. E poi raggiungo mio marito e mia figlia sul nostro divano, e poi forse inizierò l’altro libro, comprato ieri. Sempre che Hosseini mi permetta di staccare l’anima dal suo di libro, altrimenti aspetterò domani.
Ma mi sarò esposta troppo nel dire tutto ciò?
“Un ragionamento può essere sbagliato, un’emozione no! J Ax
(Fonte Facebook ) 

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