Succede, periodicamente

L’altra notte, dopo un sabato di pioggia e una festa di famiglia con Benedizione di Don Mario sulle nostre anime e sulle nostre case, ho scritto una riflessione sui social. I pensieri  che mi giravano in testa, sul dolore personale, intimo, sul dolore di milioni di vite che scappano dalla guerra. Sulle reazioni emotive che provocano i pensieri lasciati liberi di viaggiare tra il proprio cuore rotto e ferito a quello che non batte più perchè la morte l’ha preso con se. Pensieri liberi che probabilmente lasciano il tempo che trovano, mi dico ogni volta che li scrivo, che li metto nero su bianco su questo falso diario che è FB, e ne scrivo tanti di questi commenti personali. Ho imparato a selezionarli, a non buttare tutto in piazza. Tanto non si risolve nulla, e si rischia di creare più problemi che altro. Ma alcuni DEVO scriverli. Ed ecco arrivare i commenti più vari. Per di più piacevoli, di sostegno, di condivisione, di comprensione, a volte più ironici, altre volte seri. Talvolta arriva il commento particolare, soprettutto si tratta di donne, che in qualche modo mi conoscono e “sanno” di cosa parlo. Lo sanno nel profondo. Quel commento non ha nulla a che con i pensieri tradotti in post. Quell’invito, soprattuto, ma anche quel consiglio, si condisce con una velata speranza di riscatto ( mio e loro). Persino una cara persona che ho conosiuto solo attraverso i suoi libri, che tanto mi hanno divertito, mi ha consigliato di farlo. E ce l’ho il file, iniziato in un momento sereno. E’ in bella vista sul desktop, e salvato nel Drive. Ho iniziato a scrivere il blog ammettendo che mi piacerebbe farlo. Ho scritto pagine di cui vado particolarmente fiera. Ho iniziato il mio sogno con tanto sprint. Poi la vita mi presenta il conto, il mio umore si rabbuia e diventa cattivo. Non voglio scrivere in modo cattivo, triste e arrabbiato. Voglio scirvere del mio lato migliore, della mia ironia, dei miei sogni. Uno di quelli è IL MIO LIBRO: così di intola la cartella che contiene la mia bozza. Ha persino un titolo, che se non mi sbrigo a finirlo, poi magari me lo rubano. Mi sono iscritta al prossimo corso di scrittura creativa. Il consiglio, l’invito è questo: perchè non pensi di scrivere qualcosa? Il primo commento di una cara amica, mi disse “che il sottofondo musicale, diventi la colonna sonora della tua vita“. Altri incitamenti sono stati più espliciti: ” quand’è che leggerò un tuo libro?”. Non è facile, non lo è affatto, raccontare un’idea, un sogno. Tenere il filo, condirlo con il giusto grado di attesa, di promesse, di sorprese, di divertimento, di botte sui muri di gomma, che tanto male fanno, anche se non lasciano segni apparenti, ma che spronano, scuotono: colpi di scena che portano il lettore a continuuare a leggere e divertirsi. Ma succede periodicamente che questi messaggi arrivano. E chi di dovere raccoglie, e al momento opportuno scirverò il mio libro. E vedremo cosa accadrà!

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