COLATE PIROCLASTICHE A PARTE

COLATE PIROCLASTICHE A PARTE

Così le definisco le mie esplosioni di rabbia: COLATE PIROCLASTICHE
Ne ho avuta una sabato. Contro il mio collega, razionalissimo amministratore, questa volta. Io più donna, più con spirito di servizio, più con un atteggiamento che appartiene solo, o quasi, alle donne, non accetto certe ingiustizie. Spesso è questo il motivo della mia rabbia, l’INGIUSTIZIA. Ho dato persino le dimissioni, comunicandolo a mezzo mondo, dalla mia carica politica, per la sorellanza che c’è tra noi donne, per spirito di condivisione. Salvo poi ricredermi, davanti al senso di responsabilità, al senso di servizio che mi appartiene. Quindi restandoci pure male per come può essere così facile a convincermi a cambiare idea.
Sì, ho scritto la mail a tutti quelli che mi sono venuti in mente.
Sì, ho messaggiato a chi di dovere la notizia.
Sono stata contattata da alcuni. Altri mi hanno risposto scrivendo messaggi di circostanza. Gli stessi che si scrivono sui biglietti di condoglianze quando muore un vicino che non ti era nemmeno simpatico.
Comunque quello che ha prevalso, come spesso accade, è il senso di responsabilità. Verso coloro che hanno creduto che io potessi essere e fare qualcosa di buono. Verso l’istituzione che rappresento. Verso me stessa e l’impegno che ho preso con me stessa e con chi crede che io possa riuscire a fare qualcosa.
Non lo so cosa posso fare. In questo anno e mezzo abbondante ho capito di aver avuto un sacco di illusioni e di aver sottovalutato molte cose.
Tutto è capitato in quel periodo, in effetti. Una colata piroclastica che viaggia a 700 km orari, e travolge tutto, lasciando solo cenere e macerie al suo passaggio. Così è stato quel periodo. Sono stata eletta. Ho scoperto il tradimento più doloroso. Ho accettato, …anzi no. Non è il verbo giusto ACCETTARE. Ho proseguito a respirare, mangiare e dormire, fare le normali azioni quotidiane, inebetita dagli eventi, dal dolore, e man mano che si presentavano ho vissuto, sopportato, assumendomi le conseguenze di vivere insieme a tutto ciò, senza essere in grado di valutare bene gli effetti. Da qui in poi un anno e mezzo abbondante di doloroso percorso, dentro il quale sono caduta moltissime volte in una sorta di BLUEDAY  perenne, dove ogni singola cosa accadesse era ricondotta alle mie scelte e al mio percorso, aggravando il senso di depressione e fallimento che mi ha schiacciato e tolto letteralmente il respiro. Sono caduta, mi sono rialzata acciaccata e delusa. Con quel senso di profonda INGIUSTIZIA contro il quale combatto da sempre. Nessuno si dovrebbe sottrarre alle proprie responsabilità. Ognuno dovrebbe pagare per i propri errori nella misura in cui è giusto. Invece i traditori vivono più leggeri e tranquilli dopo che i traditi scoprono il tradimento. Sono i traditi a soffrire, a sentirsi feriti e affranti, a non trovare più la fiducia in se stessi e nel prossimo, a non credere in un futuro possibile. I ladri e furbacchioni di vario genere, vivono tranquilli e continuano a farlo impuniti. Lo permette la legge. È il derubato che deve dimostrare la propria innocenza, che deve difendersi.
Scopro sempre più spesso che la coscienza emotiva e sociale non può esistere davanti alla razionalità più fredda. Cosa ci differenzia tra un dittatore e un buon capo? Solo la coscienza, credo. Ma vince e vive meglio chi la coscienza la zittisce e da’ modo alla razionalità di trovare le ragioni più valide per fregarsene del prossimo, sia a livello di cure, sia a livello lavorativo, sia a livello scolastico, persino in quello delle presunte amicizia, che poi sono di comodo. Tutto ciò mi rende profondamente TRISTE e DISILLUSA. Di solito è il mondo maschile il terreno dove la mia tristezza trova l’Humus più fertile. Sto cozzando sempre più contro gli uomini. Sia in senso generale, sia nello specifico rapporto umano, lavorativo, parentale, occasionale e amicizia con i maschi che incontro sulla mia via. Sembra che, a parte qualche donna, la maggior parte di quelli che mi feriscono o, meglio,  da cui mi faccio ferire siano prevalentemente di sesso maschile. Non so come evitare questo, non so come prevenire tutto ciò, non so nemmeno come superarlo. Credo e ci credo da sempre, che l’onestà, la gentilezza, il rispetto, l’affetto possano superare ogni ostacolo. Magari ci vuol tempo. Ma alla fine deve essere così. Ci hanno cresciuto con queste convinzioni. Ci fanno vedere film e racconti su queste verità assolute. Da sempre, da prima che nascessero i nonni dei nonni dei nonni dei nostri trisavoli. Invece, pare che il quotidiano faccia di tutto per dimostrare che non sia così, che ci hanno raccontato un sacco di balle, forse per poter controllare meglio la plebe, di cui facciamo parte, faccio parte. Vincono i furbi, i ladri, quelli che possono avere a disposizione soldi a palate. Poi ripenso a INSIDE OUT  e alla mente umana. La tristezza, per quanto spiacevole, segnala il bisogno di conforto. Così diventa qualcosa di estremamente importante. Come se ne esce da questo loop? Come è segnalato con il BlueMonday. Come ho avuto modo di fare su Facebook ieri. Scopro per caso un filmato del film THE BLUES BROTHERS , quello dove Ray Charles canta Shake A Tail Feather . Sfido chiunque a tenere il piede fermo. Io ho cominciato con un sorriso debole, ma poi sempre più deciso, continuando con un movimento incontrollabile prima del piede, poi della gamba e a seguire dell’altra, imitato dal bacino e poi dalle braccia.

Ecco, ieri sera avrei voluto vedere questo Film. Avrebbe dato quella botta di vita che solo certi film danno!

Intanto dichiaro, qui nel mio blog, che sancisce il mio testamento, che il mio impegno di oggi, come avrebbe dovuto essere quello di ieri e come dovrebbe essere domani, sarà AMARMI, come dice la mia cara amica Sigrid, che ho rivisto con piacere pochi giorni fa dopo molto tempo, ritrovando in lei un’amica unica e speciale. Da qui posso solo affermare che le colate piroclastiche, i momenti di tristezza, di frustrazione possono essere solo il trampolino per rilanciare sul piatto scommesse ben più alte e soddisfacenti. A Dio piacendo, tutto ciò serve solo e solamente a rilanciarsi, sollevarsi, rinascere.

Stasera avrò un incontro. Mi sono preparata un discorso, per tenere il filo, per non perdermi nei mille giri che la mia testolina mi porta a seguire. Una traccia con cui potrò spiegare il mio gesto. Ma lo farò preparata. Con l’ASSERTIVITÀ necessaria per estrimere le mie opinioni e emozioni, senza accusare e offendere nessuno, ma affermando me stessa, nel pieno rispetto di ognuno. Vediamo cosa ne esce.

Intanto mi ascolto la colonna sonora di THE BLUES BROTHERS su Spotify, ballicchiando a ritmo e sorridendo, aspettando di rivedere il film. Perchè anche così ci si ricarica. o no?

ASPETTANDO DI VEDERE LA LUCE

 

OK MONDO! A NOI DUE!

Ne avevo già scritto , in passato. LE ROSE DEL MIO GIARDINO che poi restano pensieri e sospetti, non passano. Nemmeno se ti togli qualche sassolino dalla scarpa, tipo occhio per occhio.  Sono piuttosto incattivita con il maschio medio. Vedo tanta ignoranza, cattiveria. Anche tra donne e donne. Incapaci di vedere oltre. Non occorre andarci a nozze, ma apprezzare le qualità della persona, farne tesoro, per crescere tutti. Invece anche in persone apparentemente molto colte e intelligenti noto astio, rancore, gelosia.
Ma oggi un’amica mi ha dedicato questa foto su FB.

Si tratta dell’opera di Peige Bradley dal titolo emblematico ” Expansion”, scultura in bronzo

Una visione magnifica di come ci sentiamo noi donne comuni, a pezzi, ma ancora intere. Come i giapponesi che riparano i vasi rotti, riempiendo le crepe con l’oro, impreziosendoli e rendendoli inimitabili. Ogni nostra crepa, ogni nostra cicatrice si riempie di luce, illuminandoci e illuminando il mondo intorno a noi. Ecco chi siamo noi, in fondo. Quelle che nonostante tutto e tutti, respiriamo a fondo, chiudiamo gli occhi e pensiamo ” Ok mondo, a noi due!” ( cit. Nadia Mazzardis)
Siamo quelle che portiamo avanti il mondo durante ogni tipo di guerra, siamo quelle che ci rialziamo sempre, dopo ogni brutta caduta, raccogliamo i cocci, riordiniamo, e si riparte!

Grazie Nadia, oggi mi serviva tanto!

Due visite in un pomeriggio: poi mi chiedo come mai fuori diluvia!

Che dire?
vuoto assoluto
blocco dello scrittore( ma quale scrittore????)
Ieri giornata triste, ma sul serio.
Un papà volato in cielo troppo presto, una chiesa gremita di persone che gli han voluto bene. Mi sono presa la giornata libera, per così dire.
Sapevo che oggi l’avrei pagata, in qualche modo.
Ho lavorato bene, ho chiamato per gli appuntamenti di giovedì, riuscendo persino a parlare con una tizia che conosce la mia riccioluta biondissima cuginetta di Ala. Il mondo è proprio piccolo. L’ho pensato pure ieri, quando ho visto volti noti e con gli occhi lacrimanti che mai avrei pensato potessero conoscere la famiglia di Paolo. Così si chiamava il papà di ben cinque ragazzi, che ci ha riuniti tutti in quella chiesa.
Il mondo è piccolo, ma non pare abbia aver posto per una formichina insignificante come me.
Oggi un’amica è venuta  trovarmi, mentre mi lagnavo di tutto e di più, mi ha detto : “guarda quello che hai fatto e non quello che ti manca”
Che parole sagge. Molto.
Certo, quanta ragione in queste parole. Ha aggiunto, ridendo per sdrammatizzare ” certo che una sfigata come te ce ne sono poche in giro”
Verità. Probabilmente.
Poi quando  se ne è andata, sono rimasti i pensieri pesanti.
Aggravati da una notizia che non mi piace affatto: una donna che subisce violenza psicologica da parte di un suo ex, che tenta di segnalare la cosa alle forze dell’ordine e questi le dicono “Se le succede qualcosa ci tenga informati e ricordi che Lui può querelarla”. Ma è possibile?  Ti racconto cose incredibili e tu, tutore dell’ordine, mi tratti come se io avessi colpa?
Succede pure a me, con il lavoro. Violenza psicologica e poi la minaccia di lasciarmi a casa. Appena mi lamento vengo liquidata con frasi fatte.
Ecco cosa mi tocca vivere. Sempre e perennemente nella sensazione di non essere abbastanza. Mai sufficientemente bella. Mai vestita adeguatamente. Mai all’altezza. Mai abbastanza brava come madre. Mai abbastanza come moglie. Mai abbastanza come figlia. Mai abbastanza come sorella. Mai abbastanza come amica. Mai abbastanza come collaboratrice. Mai abbastanza.
Certo riesco pure a essere troppo: troppo grassa, troppo chiacchierona, troppo rumorosa, troppo impaziente, troppo paziente, troppo buona, troppo idiota, troppo…sempre nel senso negativo.
Ed ecco che poi arriva un’altra amica.
Due visite oggi.
E poi mi chiedo come mai inizia a piovere….
Lei ride, lei mi fa ridere, è leggera, lo sa che io sono pesante, lei compensa.
Evviva la sorellanza
Io sto meglio. per un po’, ma i pensieri pesanti restano latenti. In agguato.
Aspettano un calo di attenzione e mi assalgono.
Voglio assolutamente cambiare il mio karma.
Non mi sopporto.
Voglio almeno sopportare me stessa.
Chiedo troppo?
immagino di sì: troppo pretenziosa. Mancava alla lista di poco fa.

paradiso e rami secchi

per me, per te e per tutti

in un deserto di Nonsodove viveva un MAGNIFICO UCCELLO.

Aveva il suo regno su un albero che ha un solo ramo secco.Lo viveva come un Paradiso.
Non conosceva altro.

Una terribile notte, durante una temporale, un fulmine colpì proprio il ramo secco dell’albero e lo incenerì.

Il Magnifico Uccello si salvò, ma al mattino guardò sconsolato e disperato il suo Paradiso andato in fumo.
Per qualche giorno rimase nei paraggi, svolazzando in cerca di cibo e riparo, disperandosi.
Poi, preso dalla fame e dalla solitudine, prese il volo.

Senza un’idea, senza meta. Con il cuore gonfio di disperazione e gli occhi offuscati da lacrime dolorose.

Volò via, lasciando tutto ciò che per lui era il Paradiso: il suo nido, il suo riparo, la sua sicurezza.

E,sorpresa incredibile , dietro la prima grande duna, dove il Magnifico Uccello non si era mai spinto, trovò una meravigliosa oasi, ricca di verde, di acqua e di altri meravigliosi uccelli simili a lui , che lo accolsero festanti.

Morale: lasciamo indietro i rami secchi, non aspettiamo troppo a tagliarli. Molto spesso l’oasi paradisiaca è proprio dietro la prima grande duna.

Dobbiamo avere FEDE, quella vera, quella nella vita e nelle opportunità che essa ci offre, dobbiamo solo coglierle al volo!

chiedi, credi e ringrazia

una regola che vale sempre!

DUE VITE CONGELATE

Ieri ho incontrato dopo anni che non la vedevo una ragazza che frequentavamo moltissimo, una vita fa.
Ci si perde di vista, quando le vite da ragazzi prendono la via dell’adultità: si diventa genitori, si lavora, si comprano case… Direi fisiologico, se non fosse che talvolta, mi vien nostalgia e mi pongo domande molto sciocche ( del tipo ” peccato, ma perchè non ci si vede più?) E’ la vita….Non ci sono altre risposte.
Comunque, Lei è sempre bellissima, ha una decina d’anni meno di me. Grandi occhi azzurri, capelli corvini, carnagione di porcellana. Ma la sua vita un anno e mezzo fa è stata scossa da una cosa tremenda. Sposata con un ragazzo che conoscevo da quando è nato, con il quale hanno costruito la normale vita di coppia, se pur giovanissimi. Due figli, un’attività, l’acquisto di un appartamento. Anni in cui i sacrifici che fan tutti, contribuiscono a maturare le persone che possiamo essere. Dicevo, il 16 agosto 2010 , appena tornati dalla prima vera vacanza insieme, lui le dice che va a fare una corsetta. Sono tipi “sani”, loro: attenti alla salute, all’alimentazione, fanno sport per mantenersi in forma. Quello che viene consigliato a chiunque da qualunque medico. Doveva tornare di lì a un paio d’ore. Lei l’ha aspettato tanto. Fino a quando una telefonata dall’ospedale le svelerà il gravissimo motivo di quel ritardo.
A 38 anni è stato colpito da infarto, il cuore non ha pompato più il sangue al cervello per un lasso di tempo indeterminato, forse 15-20 minuti. VIVO, ma nessuno sa in che condizioni è, le dicono. Da allora le loro vite sono CONGELATE.  LUI è immobilizzato in un corpo che non funziona più. Ma è lucido, riconosce chi gli sta davanti, e vorrebbe parlare. LEI vive una vita allo specchio, un mondo parallelo.
LUI PARLAVA TANTO E RIDEVA TANTISSIMO. Ora riesce solo a piangere e a sorridere. Senza sintomi e segnali di alcun tipo, pare che un virus si sia annidato nel suo cuore, facendolo scoppiare. Lei mi ha detto il termine esatto, io nella mia commozione l’ho cancellato dalla mia memoria. Aveva il motore di una vecchia 500 e lo faceva viaggiare come se avesse una Ferrari nuova fiammante. Lei, mi racconta tutto questo con un’espressione saggia di chi ha elaborato tutto al meglio che si può! Non si piange addosso e alterna momenti seri a momenti di ilarità, come quando mi dice che abbracciandolo Lui l’ha morsa. Lui non la può toccare, non la può abbracciare, le sue braccia sono inutili, le sue mani non sono più mani. In un momento di gioia per essere riuscito a mangiare bene, Lei lo abbraccia, e Lui le dimostra la propria gioia con un morsetto e le sorride … Io mi commuovo e cerco di trattenermi. 
I loro figli, come spesso accade, hanno reagito in un modo eccellente aiutando la mamma che si è trovata tutto addosso. Il lavoro, la famiglia, il mutuo e l’amato marito che ormai è un vegetale. All’inizio era contenta che si fosse salvato, perchè , dice, si poteva riprendere. LA SPERANZA …NON MUORE MAI. 
Ora dice il contrario, purtroppo. Sa che non ci sarà ripresa. Si rammarica del fatto che Lui non può nemmeno usare le mani, per scrivere al computer per comunicare. Lei è bellissima, e giovanissima…Lui era stupendo…Avevano una vita davanti, Lei ora dice, se tornassi indietro non direi mai più DOMANI o NO ORA NO… Eppure quella bella giovane donna, si  è rimboccata le maniche e va da suo marito ogni giorno per dargli la cena perchè solo Lei, per motivi legali, può imboccarlo. Lei che ora vive alla giornata. Vive la sua vita congelata accanto a un marito che è solo l’idea, il ricordo, il rimpianto di quello che era. Tutto come fosse un lutto, ma Lei non può superarlo quel lutto. Lei è congelata in un mondo che se non fosse vero, si potrebbe dire che è la trama di un filmetto tristissimo. Lei non può “andare avanti”. Lei deve barcamenarsi ogni giorno, in una semiesistenza. Lei lo sa e lo fa con un’energia, con una determinazione incredibili. Facile dire ogni tipo di cosa e di luogo comune vedendo certe situazioni . Ma chi vive quella determinata situazione non può fare altro. Peggio di una prigione a vita…
E la penso, la immagino a far quadrare le cose, a far la mamma e da papà, a far la padrona di casa e andare alle assemblee di condominio , la penso mentre cerca di festeggiare il Natale cercando di dare un senso a ogni cosa. E l’ammiro… e penso alle migliaia di donne che nel corso dei secoli, hanno fatto tutto ciò che era il loro potere per dare un senso alle cose. Perchè sarebbe più facile lasciarsi andare, cadere nella disperazione. Invece ci svegliamo ogni giorno, ci vestiamo,  ci trucchiamo, e usciamo  prendendo per le corna questa vita cattiva e cerchiamo di farla andare al meglio che possiamo.

CHE FORTI CHE SIAMO!!!!! 
Faccio parte, indegnamente, della categoria FEMMINE. E a partire dalla quotidianità , passando per la maternità e il parto, e poi tutto il resto, dimostriamo una forza immensa, una determinazione incredibile, un potere indicibile.
Cara AMICA, ti lodo  e ti ammiro, ti benedico, sei un esempio  per tutti noi. Spero e ti auguro che ogni cosa si sistemi e che tu possa scongelarti e vivere la vita in modo pieno e soddisfacente. PER TE E PER LUI …

eccolo

eccolo, è arrivato
stasera come di tradizione festeggiamo qui
domani con i miei
sto cucinando e sono felice
sto preparando cose che mi sono state chieste dai miei figli
qualcosa sta maturando dentro, sta arrivando !
e fuori il cielo promette neve!
i meteorologi non l’hanno prevista, ma io ci spero
spero che stasera sia tutto bianco
spero che domattina sia tutto bianco

il bianco pulisce tutto
il bianco della neve purifica anima cuore e mente
il bianco della neve affievolisce ogni suono
il bianco

BUON NATALE CARI AMICI VICINI E LONTANI

questa foto è stata dal mio amico GIANNI , amico di lunga data, un amico speciale, un amico che vedo pochissimo, troppo poco, ma che il suo dolce ricordo scalda il cuore come in poche altre occasioni.
Questa è la piazza Duomo della mia città, dove i miei ricordi di gioventù si perdono e si ritrovano nostalgicamente.
Ho lasciato quei posti per qualcosa che l’anima e il cuore me l’ha presa del tutto, perdendo di vista tante persone a cui voglio bene sul serio.

Vi faccio vedere nelle foto dello scorso Natale della mia vita qui nel paesello, dove c’è tutto il mio amore e il mio futuro, dove c’è tutto quello che ho sempre voluto

quest’anno la neve scarseggia…o meglio: proprio non c’è

e io l’aspetto, come ho aspettato che venisse quel meraviglioso pizzicore del cuore che mi segnalava che Natale sta arrivando e con questo vado ad accendere le candele che quest’anno servono a ricordare persone amate che se ne sono andate troppo presto

i biscotti sono pronti , quasi già mangiati…il pandoro farcito brilla

ora è il tempo dell’attesa
ora chiudo gli occhi e aspetto che la magia mi rapisca
e la neve copra tutto

vi saluto con una canzone allegrissima e cantata magistralmente da CELIN DION

BUON NATALE  A TUTTI VOI ! PACE E SERENITÀ PER TUTTI E PER SEMPRE