L’infinito e la rosa

L’ho fatto. Anche se ero molto contraria.  Ma sulle dita, al posto di un anello che non porto, li trovo graziosi.

Sull’anulare sinitro, al posto della fede matrimoniale che tolsi per ripicca qualche anno fa.

Sull’anulare destro, perchè me lo ha chiesto mia figlia: entrambe siamo nate in maggio. Il mese delle rose.

Il pizzichìo era fastidioso e mi ha sorpreso. Ma non impossibile da sopportare. La mano del tatuatore era ferma e regolare, ha disegnato perfettamente i soggetti.

Le mia dita paffute e tozze, non appartengono a mani affascinanti ed eleganti. Ho sempre pensato che gli anelli rendessero ancora più goffe le mie mani. La fede era l’unico anello che mi piaceva. Ma poi lui se l’è tolta con la scusa che gli procurava una fastidiosa sollecitazione dell’articolazione del mignolo. Dopo qualche anno pure io la tolsi. Per vedere se per lui era importante. Per me lo è, lo era. Un segno. Un simbolo.

Che vi devo dire: sono una sciocca romantica. Poi avrei voluto rimetterla, ma il dito si era allargato. Le due fedi le ho unite con un nastrino e lasciate nel cofanetto portagiolielli. Ma a me mancava il simbolo. Il Segno.

Così, dopo aver sentito che una coppia si era tatuata sull’anulare un simbolo, anzichè avere la fede, mi è venuta l’idea di imitarli.

Volevo un simbolo che fosse per sempre. Ribadirlo a me stessa. Prima di tutto.

Ed ecco l’occasione: la Convention in Fiera a Bolzano dei tatuatori. Ci siamo recati insieme. Abbiamo guardato incuriositi, a volte un po’ sorpresi, e in un paio di occasioni, anche inorriditi, i vari stand. E poi capitiamo davanti a un tizio dalla faccia tranquilla e simpatica che stava tatando il dito di una ragazza. “ECCOLO! ” ho detto ad alta voce. Abbiamo preso appuntamento, chiesto il costo.

Dopo un’ora ho iniziato io. Da dito della mano sinistra. Quella del cuore. Da ragazza usavo il simbolo dell’infinito \infty . Questo otto sdraiato, che più lo disegni più lo disegneresti. Ipnotico. Che poi pure l’otto, inteso come cifra 8, ha un perchè affascinante. Simboleggia lo spirito, che sale verso l’alto, verso l’infinito e poi scende verso la terra, e ricarica di energia.

Così l’ho fatto.

E ne vado orgogliosa!

 

infinito

 

 

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