Il tradimento ti fa bella

Potrebbe essere il titolo di un film, o un libro. Invece è la realtà. Successe alla mia cara amica. Rifiorita di rara beltà in quei mesi angoscosi. E’ successo a altre donne che conosco, passate attraverso il tradimento del compagno, di un fratello, di un’amica. Si rifiorisce. Sul serio. Si rinasce. Come l’araba fenice, dalle proprie ceneri. I capelli si rinvigoriscono e diventano lucidi e corposi. La pelle si rischiara, le rughe si attenuano. Gli occhi si illuminano, le labbra si colorano come fragole. Strano, ma vero. Così come ho visto loro rinascere, anche io non ho ricevuto altro che complimenti per il mio aspetto esteriore, durante l’estate. E continuo a riceverne. Credo sia perchè ci si ama di più. Mai come in questi momenti mi sono vestita con cura, truccata, coccolata. Sono rientrata nel centro di me stessa. Ho capito chi sono, forse. Ho capito cosa voglio, soprattutto. E sono felice. Con me stessa. Con gli altri. Con amici e con conoscenti. Sono sempre allegra, sono me stessa. Sempre. A volte mi escono battute acide. ma sempre col sorriso. Solo l’interessato capisce. Di solito mi guarda, con un’espressione mista a delusione e rimprovero, con un pizzico di dolore. E io lo guardo con supponenza. Quanto dolore sto sopportando, gli dico, con lo sguardo. Continuo a ridere, come nulla fosse. Così ho capito che il tradimento ci fa belle. Raramente mi sono sentita così piena di me stessa. Delle mie idee, delle mie ragioni. E cammino elegantemente, leggera come una farfalla. Certo … dentro il cuore sembra un mattone, spesso. Il fiato è corto. E la mente crea immagini laceranti. Ma quello che prima era uno tsunami, che travolgeva tutto, portandosi via tutto, ora non è altro che vento che serve a far volare i parapendii e i deltaplani. Ogni tanto con un lungo sospiro, un pensiero malefico si fa strada dentro: “sono stata sola per tanto tempo, posso stare sola anche oggi e ogni giorno a venire”. In verità non è quello che voglio. E’ uno strano sentimento di onnipotenza che mi pervade, malefico appunto. Non mi interessa. Non è quello che voglio. Cosa voglio? Stare bene con me stessa, e poi rifiorire ogni giorno come mai mi è capitato. Riuscire a fare quello che mi interessa. Riuscire a realizzarmi. Tutto il resto è ormai cosa ovvia: ho quattro meravigliosi figli, ho lavorato bene e molto, ho costruito molto, ho seminato tanto, i frutti matureranno e potrò raccoglierli. Io so come ho agito. Come ho vissuto. Leggo proprio ora ” L’età più bella, per una donna, inizia quando smette di aspettarsi che la felicità arrivi da un uomo e dal di fuori, quando ha rispetto di sé e non baratta la sua dignità con niente al mondo, anche a costo di restare sola.” Ed è proprio così: quando cadi, o ti fanno cadere, sei solo tu a poterti rialzare. Ognuno a modo proprio, senza giudizi da parte di nessuno. Questo intendo, quando dico che il tradimento ti fa bella. Anche il peggior dolore, può essere il volano da usare per potersi rimettere in gioco. Non saranno rose e viole tutti i giorni. Ma guardarsi allo specchio e riconoscersi è un piacere. Per tanto tempo io non ero più io. Certe scosse servono a trovare un nuovo equilibrio. A ritrovarsi. A riconoscersi. A uscire di casa e sentirsi dire solo cose meravigliose. A guardare le cose, le persone con una nuova luce negli occhi. Mi viene in mente una canzone. Forse anche più di una. Ma questa dice esattamente “Grazie per avermi spezzato il cuore finalmente la luce riesce a entrare. Strano a dirsi ho trovato pace in questa palude” cantata da Irene Grandi. E non credo serva dire altro. La luce mi illumina da dentro. E rifiorisco e come diceva Jack Folla, ripreso da Fabio Volo, una donna in rinascita è come la Primavera a Novembre. Inaspettata e meravigliosa. Unica e rara. E io lo sono.

Alle porte del sogno

Dimenticare

alle porte del sogno incontrarti e parlare

Dimenticare

alle porte del sogno invitarti a ballare

Dimenticare

ai bordi del cielo toccarti e volare

Dimenticare

alle porte del sogno baciarti e restare

Grazie per avermi spezzato il cuore

finalmente la luce riesce a entrare

Strano a dirsi ho trovato pace

In questa palude

mentre una sera scagliava invece

Musicali Promesse

di apocalisse

Grazie per l’invito a…

Dimenticare

le notti, le albe, il vino, le lotte

alle porte del sogno incontrarti e parlare

Dimenticare

alle porte del sogno invitarti a ballare

i giorni, le luci, le stande d’albergo, le voci

Dimenticare

ai bordi del cielo baciarti e suonare

i porti, le nebbie, gli inverni, l’orgoglio

Dimenticare

il vento, gli scherzi, le foglie, le ombre, l’odio

Alle porte del sogno sposarti ogni giorno

Grazie per avermi spezzato il cuore

finalmente la luce riesce a entrare

Strano a dirsi ho trovato pace

In questa palude

mentre una sera scagliava invece

Musicali Promesse

di apocalisse

Grazie per l’invito a…

A dimenticare

Strano a dirti ho trovato pace

Alle porte del sogno

Rivedo i porti, le nebbie, gli inverni, le ombre, le inutili piogge

le albe, le lotte, le luci, i giorni, le notte, le stanze d’albergo

L’orgoglio.

ATTENTA -Negramaro

Giuliano ha una voce magnetica, sensuale, che scatena gli ormoni.

Ieri ho sentito questa canzone, mi ha rapito subito. Oggi l’ho risentita, ho ascoltato meglio le parole, ero sola in auto.

Vorrei riuscire a portare le emozioni come ci riescono loro cantando, mentre scrivo. Ma i NEGRAMARO sono ineguagliabili!

Stai attenta
ha avuto tutto inizio in questa stanza
non perdere di vista neanche l’ombra
e fermati un momento a quel che sembra
a volte è tutto quello che è abbastanza

non chiederti se qui qualcosa è persa
tra quello che uno vede e che uno pensa
stai attenta, stai attenta almeno a te

attenta, stai attenta
che mi uccidi in questa stanza
e un bacio non conosce l’innocenza
e sei colpevole di questa notte lenta
proprio come me non hai pazienza

Ricordati degli angoli di bocca
son l’ultimo regalo in cui ti ho persa
stai attenta, stai attenta almeno a te
non dar la colpa a me
la colpa a me

se tutto è bellissimo
se è come un miracolo
se anche il pavimento sembra
sabbia contro un cielo
che si innalza altissimo
intorno a noi è bellissimo
attenta…

stai attenta
attenta che si muove questa stanza
se chiudi gli occhi un treno è già in partenza
un passeggero perde sai con poco la pazienza
come me che resto senza

il cuore l’ho copiato ad una stronza
non fare caso a quest’impertinenza
stai attenta, stai attenta almeno a te
non dar la colpa a me, la colpa a me

se tutto è bellissimo
se è come un miracolo
se anche il pavimento sembra
sabbia contro un cielo
che s’innalza altissimo
intorno a noi è bellissimo
attenta
stai attenta… attenta…
attenta… è bellissimo

è bellissimo

E m’innalzo altissimo
intorno a noi è bellissimo
attenta, attenta che mi uccidi in questa stanza
il cuore l’ho rubato ad una stronza
non farci caso almeno proprio te
non dar la colpa a me
la colpa a me

se tutto è bellissimo
se è ancora un miracolo
se anche il pavimento sembra
sabbia contro un cielo
che s’innalza altissimo
intorno a noi è bellissimo
attenta…

 

 

Come vorrei riprovare queste emozioni…

BENVENUTO MARZO!

BENVENUTO MARZO!

E anche Febbraio se ne è andato, portandosi via le giornate corte, il vento, la neve ovunque tranne qui.
Marzo è arrivato.
Marzo porta la primavera.
Marzo le giornate sono lunghe.
Marzo che ora piove e tra due minuti esce il sole.
Marzo e il vento gelido dell’inverno si scalda
A marzo è nato il mio primogenito.
A marzo si festeggiano i papà.
A marzo si festeggia la giornata dedicata alla Donna, che ha preso una connotazione tanto vile quanto commerciale, ma che ha un significato così importante e profondo.
A marzo sento sempre un energia interna, come se un tulipano volesse uscire dalla terra fredda dell’inverno e scaldarsi al sole di marzo, caldo al punto giusto, come una carezza di una mamma.
A marzo viene subito in mente che il peggio è passato, che il freddo non sarà mai più il freddo che abbiamo sentito, almeno fino al prossimo dicembre.
A marzo i fiori dei boschi intorno a casa si colorano, di viola, di blu, di rosa, di giallo.
Qui vicino c’è un sentiero, chiamato Valle della Primavera, dove la passeggiata che unisce i laghi di Monticolo a quello di Caldaro, a causa della sua collocazione in una concache la protegge dai venti e essendo soleggiata, regala magnificenza e sorprese: primule, campanellini, bucaneve, pervinche, violette.

e poi come scordare la canzone di Lucio Battisti e Mogol?
I giardini di marzo – Lucio Battisti

A marzo regalo le mie speranze, archivio febbraio, difficile e troppo burlone e mi concentro su marzo.
Marzo porta su un tappeto di fiori e promesse, la voglia di vivere e io apro porte e finestre, per accogliere luce, profumi e aria di vita.
A marzo si tirano fuori le sdraio per mettersi a leggere un libro al sole tiepido, in terrazza.
A marzo rinascono le speranze di sogni gelati dal freddo inverno.
A marzo torniamo a vivere, insieme ai fiori dimenticati nella terra dallo scorso autunno.
A marzo gli uccellini cantano, e ti svegliano presto la mattina.
A marzo escono dal letargo piccoli e grandi.
A marzo posso dare solo il mio più sincero BENVENUTO, ti aspettavo!

Irene Grandi – Un vento senza nome

A me il vento non piace. Mi piace la brezza, quella dell’alba. Ma in questa canzone il vento mi piace moltissimo. Se tornassi indietro mi lascerei prendere da questo vento. Ma non l’ho fatto. Sono qui, accetto la sfida, accetto la conseguenza. Ma quel vento senza nome potesse prendere altre e le facesse vivere una vita migliore, la vita che meritano, la vita che sognano. Il mio augurio a tutte le donne.
Il vento oggi ha portato con sé

Un racconto che parla di te 
Da quel giorno 
Che il cielo era viola 
Che eri seduta lì 
Non sei più tornata 
Sei stata di parola 
Non ti sei fermata 
Con il vento sei andata 
Via da te
Via da qui 
Via da tutto quello che

Io ti vedo, ora sorridi così

Hai lasciato

E ti chiedi chi hai amato

Non sei più tornata

Sei stata di parola

Non ti sei voltata

Con il vento sei andata

Via da te

Via da qui

Via dalla notte infinita

Ed una mattina sei uscita

Non sei più tornata

Sei stata di parola

Non ti sei fermata

Con il vento sei volata via da quel che non è giusto

Questo vento non avrà padrone, non avrà governo

Questo vento senza nome attraverserà l’inverno

Via da qui

Via dalla notte infinita

Ed una mattina che sei uscita

E sei volata via

Nel vento

Intanto molto lontano da qui
Via da te

Uno di quei giorni

Ecco, arriva una canzone, improvvisa.
E sembra che l’hai scirtta tu, o l’hanno scritta per te, apposta, solo per te.
E’ allegra, ti entra facilmente in testa, la canticchi, senza sapere le parole.
Eppure descrive esattamente quello che sei dentro, dietro la falsa allegria.
Non c’è il video, solo le parole, per ora.

J-Ax feat. Nina Zilli, 
Uno
di quei giorni
Lasciami qua non c’è
niente che non va.
Per una volta che potevo stare a letto per davvero
mi suona il cellulare guardo l’ora 8 punto 00.
metto il piede a terra sento il gelo
rispondo pattinando dove il gatto ha vomitato il pelo
già penso al peggio ma è una “call centerista”
che mi blatera qualcosa su un’offerta o una tariffa
dice che conviene, ne conviene?
Io penso che se questo era
il buongiorno cominciamo super bene.
La radio parla e io non sento cosa dice
e penso a quello che farei.
Potessi starmene su un’isola felice
adesso mi rilasserei.
Lasciami qua non c’è
niente che non va dillo agli altri che poi mi passerà.
È uno di quei giorni.
Anche se poi ti chiedessero di me non pensarci troppo a rispondere.
Tanto è solo che è uno di quei giorni.
Sarà anche vero che si
dice che il mattino ha l’oro in bocca
ma qualcuno mi citofona che ho un piede nella doccia
esco con l’accappatoio che mi si apre sulla porta
c’è una multa e c’è il postino che mi scappa
e tocca andare in posta dietro sento un “click”
la chiusura del cancello!
tocca scavalcare coi gioielli al vento.
Ok rientro accendo il
cervello più o meno connetto
che può succedermi di peggio?
sta giornata inizia storta ma si può raddrizzare
con la moto come il “Che”,”Easy Rider” sulla complanare
per vestirsi c’è una prassi che nemmeno un cardinale
si comincia dal giubbotto sciarpa al collo stivale
cuffia casco guanti pronto per andare
anche se un po’ sudo e se appannato già l’occhiale
la vita di un cowboy su un cavallo artificiale
però poi non è che piove, inizia proprio a grandinare.
La radio parla e io non
sento cosa dice
e penso a quello che farei.
Potessi starmene su un’isola felice
adesso mi rilasserei.
Lasciami qua non c’è niente che non va dillo agli altri che poi mi passerà.
È uno di quei giorni.
Anche se poi ti
chiedessero di me non pensarci troppo a rispondere.
Tanto è solo che è uno di quei giorni.
Ma va bene come va.
Anche se resto fermo e rimango qua.
Quando vado giù, salgo con la musica.
E so già come si fa.
Accendo un po’ di sogni nella realtà.
Con gli amici miei faccio un po’ di musica.

Lasciami qua non c’è
niente che non va dillo agli altri che poi mi passerà.
È uno di quei giorni.
Anche se poi ti chiedessero di me non pensarci troppo a rispondere.
Tanto è solo che è uno di quei giorni.