Piccole donne, crescono- autoreferenzialià


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Eccoci
Siamo belle, felici e splendenti.
Sul nasino di ognuna brilla un Piercing

FOTO di ERIKA ZOMER
Felici e abbracciate
un pochino di orgoglio, un pochino di autoreferenzialità, un pochino di felicità!
Pizza con sorpresa finale.
Prima giro in città, piercing al nasino bello, e poi cena.
Alla fine una fetta di sacher, con candela brillantissima, e tanta tanta emozione.
Basta così poco

21.01.2015 la vita è una costellazione di compromessi.

“La vita è una costellazione di compromessi”, dice Nadia. 
“Per questo vediamo spesso le stelle…” aggiunge Mauirizia.

Oggi Margherita compie 14 anni. Era freddo quel 21 gennaio, a Vipiteno.
Da un’ora o poco più nevica, sottile sottile, sullo sfondo grigio marrone dei boschi, sembra stonare quello sfarfallìo leggero.
Persino Miritlla appoggia il muso sulla maniglia della finestra, e guarda fuori, quasi annoiata. Chissà, se come me , spera che tutto diventi bianco, finalmente…

Ieri sera ho visto cose che ho vissuto in passato. Poi la vita mi ha messo davanti a scelte che non immaginavo, alle quali a chiacchiere dicevo ” Mai, non accetterei mai, se accadesse a me!”. Nulla di fuori dal normale, ma certi compromessi, certi tradimenti del destino, certi progetti che si infrangono sulle umane debolezze, che ti lasciano cicatrici invisibili, che ingrigiscono lo sguardo, aggiungono rughe al sorriso, accorciano il respiro. Ecco quello volevo dire ieri sera. Non serve dire e ricordare ” Sei giovane, capirai” perchè quando sei giovane sei un illuso a prescindere, ce l’hai nel DNA, quella speranza di poter cambiare il mondo a tuo piacimento, con le più alte vette di idealismo. Poi la vita di presenta una costellazione dietro l’altra di stelle piene di compromessi. E capisci da sola quanto sei disposta a scendere a compromessi, per te stessa, per i figli, per i tuoi cari.
Oppure resti sola. Perchè è questo che ho potuto vedere. Chi non scende a compromessi, comunque si priva di qualcosa. Come chi scende a compromessi. La vita, oltre a essere una costellazione di compromessi pieni di stelle, è una continua perdita di qualcosa. Fisica: i capelli, per esempio. Metafisica: la spensieratezza della gioventù.
Alla fine perdi sempre.
Tra poco vado a dare l’ultimo saluto a Fulvio.
Poi devo e voglio trovare il giusto clima per festeggiare il compleanno di Margherita.
Cercherò di fargli un regalo speciale. Non parlo di qualcosa di tangibile, ma il ricordo di un paio d’ore con me, a divertirsi, a fare compere, a fare le donne e lo shopping.
Voglio regalarle un paio d’ore di quella spenseriatezza della giuventù, che perderà tanto presto. Voglio regalarle un paio d’ore con la sua mamma, concetrata su di lei e basta.
Voglio regalarle la sensazione di essere tanto speciale, anche se è nata in una famiglia normale, anche se è l’ultima di quattro creature, anche se ha quel caratterino che ogni tanto, accidenti a lei, le taglierei la lingua.
La vita è una costellazione di compromessi, ma oggi Margherita vedrà qualche stella.

con amore 
la tua mamma

Vi spiego la mia visone di maschio medio

leggete fino in fondo….

Fine mese
Fine settimana
Un mese particolarmente caldo e soleggiato.
Invitata a “festeggiare” un compleanno da mio marito.
Il festeggiato non ne sapeva nulla, ma mi ha accolto carinamente e dopo qualche battuta e qualche risata siamo finiti in un Bistrò  a cui faccio volentieri pubblicità, perchè non ne conoscevo l’esistenza e mi è piaciuto molto come location, cura dei piatti e atmosfera.
Il brindisi è durato parecchio, il festeggiato era un pochino teso, lo percepivo chiaramente: lo aspettavano a casa moglie e bimbetti. Alcune telefonate gli provocavano un’espressione tirata e seria che gli altri maschi usavano per prenderlo in giro. Uno di loro molto più uomo di tutti gli altri, alle 20, ma già in ritardo, ci saluta per raggiungere la compagna. La festa continua. Verso le 21.30 chiedo l’amicizia su FB alla ragazza che aspettava a casa con i figli, lo sciagurato festeggiato, incapace di dire di no a noi, ma incapace di dire a casa le sue vere intenzioni sulla serata a Lei. Le scrivo che il festeggiato mi riferisce che “tra poco andrà a casa”. Passa un’altra mezz’ora, altra telefonata, la sua faccia cambia espressione per l’ennesima volta. Gli astanti ridacchiano. Mio marito gli consiglia di andare a casa. Lui saluta e se ne va.
La sera aveva una temperatura piuttosto mite, per essere fine ottobre. Le risate, le battute, i racconti divertenti sono colorati d’oro: il colore della birra che gli impavidi scolavano a litri (nella sala ristorante un altro compleanno: tra gli invitati numerosi poliziotti, che andavano e venivano in divisa, prendendosi una pausa nel turno della sera).
Il film l’ho visto e rivisto all’infinito per metà della mia vita.
Io a casa ad aspettare, con i figli stanchi, da mettere a letto, ammalati, cena da fare, cena pronta, casa in disordine perenne, che vien da vomitarci sopra, o da buttarsi dalla finestra (…oddio che sporchi che sono sono i vetri, domani li pulirò. – ben sapendo che non sarà così…). Esausta. Ad aspettare chi non si cura del fatto che anche chi sta a casa ha bisogno di altro, di staccare, di sostegno, di un sorriso, di aiuto, di sollievo.
Il festeggiato ha avuto un consiglio. Quello di mio marito che gli ha consigliato di tornare a casa. Il mio sguardo interrogativo nei confronti di mio marito, gli fa dire che nessuno mai gli diceva di tornare a casa.
E io che glielo chiedevo? E la moglie del festeggiato che chiama due, tre, quattro volte? Non sono consigli e BUONI consigli? BADATE! NON STO GIUDICANDO. Sto narrando i fatti che ho visto.
La serata continua, mio marito è particolarmente “allegro”. Sono preoccupata. Forse sta scaricando tutta la tensione di questo periodo negativo.
Si torna a casa a mezzanotte, e per altri 40 minuti le (sue) risate continuano imperterrite.
Finalmente tace. No…inizia a russare! ( sgrunt…..)
L’indomani leggo un commento sotto il mio messaggio alla moglie (che aveva scritto poi quanto fosse stufa per tutto ciò) di una sua amica che le chiedeva ironicamente ” ma non è dalle 19 che torna a casa subito?”. L’istinto appena risvegliato mi fa sentire saggia (sono più vecchia di loro) e tento di spiegare gli uomini, almeno secondo il mio vissuto. Mi piace cosa ho scritto. Ironica ma vera e disillusa. Ve lo riposto pari pari.

Vi
spiego gli uomini: torno per cena (22.45). In un’ora sono a casa (fai a tempo a
andare all’Ikea a Innsbruck, fare cena con le amiche, guardarti un film con
loro e passare la serata a elencare i difetti dei propri uomini, ridendo come
matte). Lo facc
io
io, non agitarti:(se si tratta di una perdita d’acqua dal rubinetto, meglio
chiamare l’idraulico e subito.) E via dicendo. Non date loro troppe
aspettative, che poi si sta male. Godetevi il fatto che ogni tanto dichiarano
pubblicamente che siete la “prima scelta, quella migliore, che non
cambierebbero mai con niente al mondo”. Gli uomini, almeno il mio, son
fatti così. Dopo averci speso metà della mia vita e aver messo al mondo 4 figli, non vorrei altri uomini accanto se non lui. Mi sono abituata ai suoi difetti.
Non vorrei mai spender energie preziose ad abituarmi a difetti diversi. Se
potessi tornare indietro farei diversamente? Non lo so. A sapere di certi
dolori forse non mi legherei mai a nessuno, ma poi cosa avrei ottenuto?
Insomma…. non prendetevela con loro. Ma un consiglio ve lo voglio dare,
soprattutto se avete figli maschi: cercate di insegnare loro che le donne
devono essere rispettate e amate come e meglio di loro stessi, dite loro che le
donne portano avanti il mondo da sempre e quindi bisogna aprire loro le porte e anche le finestre, bisogna farle ridere e se le faranno piangere che sia solo di
gioia, che se lavorano e mettono al mondo dei figli sono una doppia ricchezza.
Insomma cercate di fare meglio della generazione che ha cresciuto i nostri “fantastici” uomini. [Riflessioni di una donna disillusa, ovvero io. Me medesima.] Buona
giornata ragazze!
Non ho ricette, non so cosa sia la serenità da molto tempo e per svariati motivi, qualche volta sono stata felice. Quelli che mi parlano di rispetto e amore vero mi fanno sorridere e dedico loro questa canzone.
L’amore
non esiste è un cliché di situazioni
tra due che non son buoni ad annusarsi come bestie
finché il muro di parole che hanno eretto
resterà ancora fra loro a rovinare tutto
L’amore non esiste è l’effetto prorompente
di dottrine moraliste sulle voglie della gente
è il più comodo rimedio alla paura
di non essere capaci a rimanere soli
L’amore non ha casa, non ha un’orbita terrestre
non risponde ai più banali meccanismi tra le forze,
è un assetto societario in conflitto d’interesse
l’amore non esiste…

Ma
esistiamo io e te
e la nostra ribellione alla statistica
un’abbraccio per proteggerci dal vento
l’illusione di competere col tempo
Io non ho la religiosa accettazione della fine
potessimo trovare altri sinonimi del bene
l’amore non esiste, esistiamo io e te

L’amore
se poi esiste è quest’idea di attaccamento
che ha l’uomo del mio tempo per le tante storie viste
non esiste fare i conti accontentarsi piano piano
di una vita mano nella mano
l’amore non esiste è un ingorgo della mente
di domande mal riposte e di risposte non convinte
vuoi tu prendere per sposo questa libera creatura
finché Dio l’avrà deciso o solamente finché dura?

Ma
esistiamo io e te
e la nostra ribellione alla statistica
un abbraccio per proteggerci dal vento
l’illusione di competere col tempo
e non c’è letteratura che ci sappia raccontare
i numeri da soli non riescono a spiegare
l’amore non esiste, esistiamo io e te

Io non
ho la religiosa accettazione della fine
potessimo trovare altri sinonimi del bene
l’amore non esiste…

Ma poi c’è anche questa canzone, che dice tanto e che sottolinea le debolezze dell’uomo, proiettato al tradimento per definizione. Tradimento di ideali, di letto, di tutto.
Ragazze, dobbiamo esser forti, perchè pagheremo sempre noi. Questa è forse una delle poche certezze che mi porto dentro, insieme a quella che essere madre significa fallire sempre, sbagliare sempre. Intanto provateci voi, e fatemi sapere…rispondo sempre, con rassegnazione, ma determinata.
Ragazza
mia
ti spiego gli uomini
ti… servirà
quando li adopererai
Son tanto fragili, fragili, tu
maneggiali con cura
fatti di briciole, briciole che
l’orgoglio tiene su
Ragazza mia
sei bella e giovane
ma pagherai
ogni cosa che otterrai
devi esser forte ma forte perché
dipenderà da te
tu sei il calore il chiarore che avrà
la vita che vivrai
Anche un uomo
può sempre avere un’anima
ma non credere che l’userà
per capire te
Anche un uomo
può essere dolcissimo
specialmente se al mondo oramai
gli resti solo tu
Ragazza mia
adesso sai com’e
quell’uomo che mi porti via
e vuoi per te
Anche un uomo
può sempre avere un’anima
ma non credere che l’userà
per capire te
Anche un uomo
può essere dolcissimo
specialmente se al mondo oramai
gli resti solo tu
quell’uomo che mi porti via
e vuoi per te…
e vuoi per te…
Non so come e non so bene nemmeno quando sia iniziato, non conosco nemmeno il perché di tale posizionamento, ma è certa una cosa: il mondo lo fanno le donne che però lasciano all’uomo l’idea che sia lui a fare tutto. Non so come e nemmeno quando, ma so che prima o poi il riscatto ci sarà. Faremo come le vedove nere: useremo gli uomini per riprodurci e poi li elimineremo. Il resto lo faremo da sole. In effetti già lo facciamo, no? Non sono la Lucianina nazionale che è bravissima a insinuare, insultare, pungolare gli uomini, facendo ridere mezzo mondo (quello femminile). Non sono nemmeno una santa. Mi sono incazzata mille e una volta. Forse sono persino disinnamorata di mio marito, per tutto il peso che ho sopportato e continuo a sopportare. Sono disillusa. Sono certa che al mondo esistono le favole. Ma io ho smesso di crederci, da tempo. Riesco persino a sorridere, a ridere, a divertirmi con tutto ciò. 
Resta l’amarezza di aver creduto, di aver dato tutto, e scoprire che se avessi fatto diversamente avrei ottenuto di più, probabilmente. Non cado nelle lusinghe degli uomini come una fessacchiotta, come è accaduto in passato. Ma non disdegno nemmeno i loro complimenti. Rido di loro e con loro. Tra me e loro c’è un sottile strato di ghiaccio, citando un caro amico, trasparente e fragile. Ma freddo. Sì, il mio sguardo sul mondo maschile è freddo e distaccato. Include tutti gli uomini che conosco, per i quali provo grande affetto e simpatia, includo nella lista padri, figli, mariti, fratelli, parenti e amici, tutti. Poi ci sono quelli che ho catalogato “MASCHIO DEFICIENTE CORROTTO E BASTARDO”, di cui non ho stima e provo uno schifo immane per svariati motivi. Con alcuni di loro “mi tocca” averci a che fare, ma non risparmio loro critiche e battute che li mettono all’angolo. Con uno di loro ho persino urlato contro, recentemente, in pubblica piazza. Avranno il loro peso da portare sulle spalle, prima o poi, e ne verranno schiacciati. 
No, non so di più. So solo che senza l’uomo, la donna porta avanti il mondo. L’uomo no, molto raramente ne è capace. La donna salverà le cose. Sì, questo è certo.

IO NON HO PAURA DI TE

beh…che dire…ci sei riuscita.
La figura di M***A l’hai fatta tu.
Anche chi mi diceva che ero esagerata, si è accorto di chi sei veramente.
La cosa di per se mi ha solo sfiorato, mi è solo dispiaciuto vedere quanto in basso sei caduta.
Non sono nessuno per giudicare, avrai i tuoi motivi per essere così, ma provo ad elencarti una serie di constatazioni:
a. sei sola
b. chi ti sta affianco è divenuto l’ombra di se stesso
c. l’unico che ti sta affianco
d. non hai amici
e. non hai un parente che ti sopporta
f. hai creato il vuoto intorno a te (voglio solo sottolinearlo)
g. persino sui social sei incredibilmente pesante
h. molti ti hanno bloccato per questo
i. tanti di questi sono tuoi parenti

Se c’è stato un tempo in cui mi facevi soffrire, ora quel tempo è passato.
Sono forte. Non sei più in grado di ferirmi. Sono in difetto con te, solo per questioni puramente venali.
Ci ho provato con tutta me stessa.
Ma non ti andava mai bene niente, non ero sufficiente in nessun caso.
Ora sono al punto di dedicarti una canzone, dopo che hai rovinato la festa a mia figlia, per qualche attimo, per fortuna. Dopo che hai rovinato un paio di foto con la tua stupidità. L’unica a essere sciocca sei stata tu. Le uniche immagini rovinate sono quelle dove tu hai voluto dimostrare l’inutilità di quello che sei.
Ma ho capito, anche se non provo nessun senso di pena nei tuoi confronti. No.
Tu hai solamente paura. Ma non meriti altro che la mia pena.
Infatti sei sola, molto sola. Sei tu e la tua paura a aver rovinato ogni tipo di rapporto.
Chi ti sta affianco ha il suo modo di scappare.
Io non scappo più, nemmeno ti cerco.
Il mio debito lo pagherò. Te lo garantisco.
Ma tu non avrai altro che la mia commiserazione.

Ho atteso un paio di giorni per scrivere tutto ciò. Ho fatto decantare.
Che tu legga o meno il mio blog, non mi importa. So che non ti piacerebbe niente.
Non lo faccio perchè tu sappia in modo subdolo quello che penso di te.
Lo faccio per ricordare a me stessa che tu non mi fai paura. Non più.

Hai raccolto ciò che hai seminato.
Mi dispiace. Tutto qua.

BLU NOTTE Carmen Consoli

Forse non riuscirò
a darti il meglio
più volte hai trovato i miei sforzi inutili
Forse non riuscirò
a darti il meglio
più volte hai trovato i miei gesti ridicoli
come se non bastasse
l’ aver rinunciato a me stessa
come se non bastasse tutta la forza
del mio amore
e non ho fatto altro
che sentirmi sbagliata
ed ho cambiato tutto di me
perché non ero abbastanza
ed ho capito soltanto
adesso
che avevi paura.
Forse non riuscirò
a darti il meglio
ma ho fatto i miei conti e ho scoperto
che non possiedo di più
come se non bastasse
l’ aver rinunciato a me stessa
come se non bastasse tutta la forza
del mio amore
e non ho fatto altro
che sentirmi sbagliata
ed ho cambiato tutto di me
perché non ero abbastanza
ed ho capito soltanto
adesso…
e non ho fatto altro
che sentirmi sbagliata
ed ho cambiato tutto di me
perché non ero abbastanza
ed ho capito soltanto
adesso
che avevi paura. 







Spiegazione:
Durante la festa, foto di rito. Festa allegrissima e foto spiritose.

Lara e Max sbucano da dietro le spalle di Martina e i miei genitori, con sorrisi e pollici alzati






























Mia madre si rivolge verso Lara, e solo verso di lei, apostrofandola con tono acido e dicendole, ripetendolo almeno tre volte ” sei proprio Intelligente!!!”
Io ho avuto il “torto” di risponderle con tono assolutamente leggero ” Ma dai mamma,è una festa!”
Dopo di che, è riuscita a rovinare queste due (splendide) foto, sfogando su di me la sua frustrazione.

Lara poco dopo le ha chiesto sorridendo: ” ce l’hai con me???” e mia madre pavida più che mai, e con tono assolutamente altezzoso le ha risposto ” No, con lei!” , indicando me, che in quel momento le davo le spalle.

Nella sala è sceso il gelo. Io non ho risposto, volutamente. 
Forse ha creduto, sbagliando di grosso, di essere lei la regina della serata.
Forse ha creduto di essere a una festa modaiola, sbagliando di brutto.
Forse ha creduto che solo lei potesse essere originale e perfetta, sbagliando esageratamente.
Si è trattato di una festa a sorpresa, con tanto di caccia al tesoro, con pizza e birra per tutti, con una mega farcitissima torta, coriandoli, scherzi, karaoke e la magica lanterna dei desideri lasciata volare in cielo, mentre una stella cadente spezzava il buio della notte.
Lei è la nonna della festeggiata. 
Avrebbe dovuto capire che forse non era adatta a lei, questa festa piena di doppi sensi, piuttosto espliciti e se fosse così intelligente come si vanta di essere, avrebbe dovuto accomiatarsi con eleganza, dopo una certa ora, con una scusa. 
Invece, indispettita perchè 25 persone di ogni età si stavano divertendo, tutti tranne lei, ha tentato di rovinare la festa a tutti.
Ho goduto. Una goduria sottile. Lo ammetto.
Tutti sono venuti a dirmi cose magnifiche, schernendola e provando commiserazione.
Ho goduto, amaramente. Perchè è pur sempre mia madre. Ma ora non mi fa più paura.
Non più.
…e questo è un regalo immenso che mi merito.
Sono compiaciuta per la mia famiglia, per i miei numerosi amici, per tutto quello che sono.
Non ho più una madre. Non l’ho mai avuta, probabilmente.
E se ci sono stati momenti in passato dove avevo “vinto” qualche battaglia e mi sentivo bene, questa è stata la sua disfatta di Caporetto.
Mi spiace.
Non c’è più nulla da dire.



24.05.1969 Marcella

Oggi compiresti 45 anni, come me. Un bruto ti ha fermato a 15 anni e negli occhi di tanti hai quel volto di eterna adolescente. Io che ti conosco attraverso tua madre, so che quanto sei forte. Anzi di più. Che con la tua forza dai energia a tanti. Compresa me, che rubo un pochino della tua luce che cerco di riflettere alle mie figlie. Ciao Marcella. Grazie per avermi permesso di avvicinare una super donna come tua mamma. Perché lo so, ne sono sempre più convinta, che dietro a questo ci sei tu!
Ti voglio ricordare con questa canzone. Sono certa che ti piacerebbe. Perché sento che ogni tanto ci chiami e ci ricordi cosa siamo venuti a fare in questo mondo
01 – I Hear You Call – Bliss: http://youtu.be/uS6ZZ5XfFDo

Gennaio 2014-considerazioni positive(?)

In questo mese è arrivata la neve, cosa che sembrerebbe avere poco a che fare con tutto il resto, ma forse non è così.
Sembrano cambiare le cose, in verità.
Vedo più attenzione e percepisco più concretezza nelle azioni di chi vive con me.
Le cose stanno prendendo forma, ognuno ha il proprio spazio, ognuno ha da fare a riordinare le proprie stanze.
Saltano fuori foto e ricordi vari, che a dire il vero non ricordavo più.

Qui siamo noi due, a 7 mesi circa. Foto Erika Zomer
Foto Erika Zomer

 Mentre qui è la bionda di casa, Margherita, più o meno a 6 o 7 mesi

Foto Erika Zomer
Questi occhioni sono di Marianna più o meno a 7 mesi
Foto Erika Zomer

Questo sguardo malandrino è di Martina a circa 6 mesi

Foto Erika Zomer

Questo musetto simpatico è
di quel moccioso di Miki,
 su per giù a 2 anni

Foto Erika Zomer

Altre foto, al mare in Sardegna con i Nonni, la bionda Margherita che pare un’aragosta, e gli altri che sembrano Mowgli versione
“libro di Casa Kӧssler”

Foto Erika Zomer
Qui a uno dei compleanni di Miki, forse 8 o 9 anni. La bionda Margherita sempre con l’espressione “ti faccio vedere io chi sono!” e le smorfie di Marianna che equilibrano la scena.  

Qui siamo in una delle rare foto in cui siamo presenti tutti e sei.
Forse alla Festa della Prima Comunione di mia nipote Carol, nel giardino dei Nonni.

Foto Erika Zomer

Foto Erika Zomer

 La più piccola della casa, la bionda Margherita, ha compiuto 13 anni, ha ricevuto un letto completo e un’armadio per la sua stanza. Spero le piaccia tutto, che sia contenta. Ho cercato di fare in modo che il suo colore preferito sia predominante, almeno nei particolari.

E’ un piacere trovare e ritrovare, scoprire e riscoprire le cose. E vien da chiedersi quanto ancora c’è da riesumare da scatole e scatoloni. Perchè ho ancora cose che non so dove sono finite e sono certa che di qui o dì lì prima o poi salteranno fuori, facendomi meravigliare e commuovere per le emozioni che proverò!

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