Vi spiego la mia visone di maschio medio

leggete fino in fondo….

Fine mese
Fine settimana
Un mese particolarmente caldo e soleggiato.
Invitata a “festeggiare” un compleanno da mio marito.
Il festeggiato non ne sapeva nulla, ma mi ha accolto carinamente e dopo qualche battuta e qualche risata siamo finiti in un Bistrò  a cui faccio volentieri pubblicità, perchè non ne conoscevo l’esistenza e mi è piaciuto molto come location, cura dei piatti e atmosfera.
Il brindisi è durato parecchio, il festeggiato era un pochino teso, lo percepivo chiaramente: lo aspettavano a casa moglie e bimbetti. Alcune telefonate gli provocavano un’espressione tirata e seria che gli altri maschi usavano per prenderlo in giro. Uno di loro molto più uomo di tutti gli altri, alle 20, ma già in ritardo, ci saluta per raggiungere la compagna. La festa continua. Verso le 21.30 chiedo l’amicizia su FB alla ragazza che aspettava a casa con i figli, lo sciagurato festeggiato, incapace di dire di no a noi, ma incapace di dire a casa le sue vere intenzioni sulla serata a Lei. Le scrivo che il festeggiato mi riferisce che “tra poco andrà a casa”. Passa un’altra mezz’ora, altra telefonata, la sua faccia cambia espressione per l’ennesima volta. Gli astanti ridacchiano. Mio marito gli consiglia di andare a casa. Lui saluta e se ne va.
La sera aveva una temperatura piuttosto mite, per essere fine ottobre. Le risate, le battute, i racconti divertenti sono colorati d’oro: il colore della birra che gli impavidi scolavano a litri (nella sala ristorante un altro compleanno: tra gli invitati numerosi poliziotti, che andavano e venivano in divisa, prendendosi una pausa nel turno della sera).
Il film l’ho visto e rivisto all’infinito per metà della mia vita.
Io a casa ad aspettare, con i figli stanchi, da mettere a letto, ammalati, cena da fare, cena pronta, casa in disordine perenne, che vien da vomitarci sopra, o da buttarsi dalla finestra (…oddio che sporchi che sono sono i vetri, domani li pulirò. – ben sapendo che non sarà così…). Esausta. Ad aspettare chi non si cura del fatto che anche chi sta a casa ha bisogno di altro, di staccare, di sostegno, di un sorriso, di aiuto, di sollievo.
Il festeggiato ha avuto un consiglio. Quello di mio marito che gli ha consigliato di tornare a casa. Il mio sguardo interrogativo nei confronti di mio marito, gli fa dire che nessuno mai gli diceva di tornare a casa.
E io che glielo chiedevo? E la moglie del festeggiato che chiama due, tre, quattro volte? Non sono consigli e BUONI consigli? BADATE! NON STO GIUDICANDO. Sto narrando i fatti che ho visto.
La serata continua, mio marito è particolarmente “allegro”. Sono preoccupata. Forse sta scaricando tutta la tensione di questo periodo negativo.
Si torna a casa a mezzanotte, e per altri 40 minuti le (sue) risate continuano imperterrite.
Finalmente tace. No…inizia a russare! ( sgrunt…..)
L’indomani leggo un commento sotto il mio messaggio alla moglie (che aveva scritto poi quanto fosse stufa per tutto ciò) di una sua amica che le chiedeva ironicamente ” ma non è dalle 19 che torna a casa subito?”. L’istinto appena risvegliato mi fa sentire saggia (sono più vecchia di loro) e tento di spiegare gli uomini, almeno secondo il mio vissuto. Mi piace cosa ho scritto. Ironica ma vera e disillusa. Ve lo riposto pari pari.

Vi
spiego gli uomini: torno per cena (22.45). In un’ora sono a casa (fai a tempo a
andare all’Ikea a Innsbruck, fare cena con le amiche, guardarti un film con
loro e passare la serata a elencare i difetti dei propri uomini, ridendo come
matte). Lo facc
io
io, non agitarti:(se si tratta di una perdita d’acqua dal rubinetto, meglio
chiamare l’idraulico e subito.) E via dicendo. Non date loro troppe
aspettative, che poi si sta male. Godetevi il fatto che ogni tanto dichiarano
pubblicamente che siete la “prima scelta, quella migliore, che non
cambierebbero mai con niente al mondo”. Gli uomini, almeno il mio, son
fatti così. Dopo averci speso metà della mia vita e aver messo al mondo 4 figli, non vorrei altri uomini accanto se non lui. Mi sono abituata ai suoi difetti.
Non vorrei mai spender energie preziose ad abituarmi a difetti diversi. Se
potessi tornare indietro farei diversamente? Non lo so. A sapere di certi
dolori forse non mi legherei mai a nessuno, ma poi cosa avrei ottenuto?
Insomma…. non prendetevela con loro. Ma un consiglio ve lo voglio dare,
soprattutto se avete figli maschi: cercate di insegnare loro che le donne
devono essere rispettate e amate come e meglio di loro stessi, dite loro che le
donne portano avanti il mondo da sempre e quindi bisogna aprire loro le porte e anche le finestre, bisogna farle ridere e se le faranno piangere che sia solo di
gioia, che se lavorano e mettono al mondo dei figli sono una doppia ricchezza.
Insomma cercate di fare meglio della generazione che ha cresciuto i nostri “fantastici” uomini. [Riflessioni di una donna disillusa, ovvero io. Me medesima.] Buona
giornata ragazze!
Non ho ricette, non so cosa sia la serenità da molto tempo e per svariati motivi, qualche volta sono stata felice. Quelli che mi parlano di rispetto e amore vero mi fanno sorridere e dedico loro questa canzone.
L’amore
non esiste è un cliché di situazioni
tra due che non son buoni ad annusarsi come bestie
finché il muro di parole che hanno eretto
resterà ancora fra loro a rovinare tutto
L’amore non esiste è l’effetto prorompente
di dottrine moraliste sulle voglie della gente
è il più comodo rimedio alla paura
di non essere capaci a rimanere soli
L’amore non ha casa, non ha un’orbita terrestre
non risponde ai più banali meccanismi tra le forze,
è un assetto societario in conflitto d’interesse
l’amore non esiste…

Ma
esistiamo io e te
e la nostra ribellione alla statistica
un’abbraccio per proteggerci dal vento
l’illusione di competere col tempo
Io non ho la religiosa accettazione della fine
potessimo trovare altri sinonimi del bene
l’amore non esiste, esistiamo io e te

L’amore
se poi esiste è quest’idea di attaccamento
che ha l’uomo del mio tempo per le tante storie viste
non esiste fare i conti accontentarsi piano piano
di una vita mano nella mano
l’amore non esiste è un ingorgo della mente
di domande mal riposte e di risposte non convinte
vuoi tu prendere per sposo questa libera creatura
finché Dio l’avrà deciso o solamente finché dura?

Ma
esistiamo io e te
e la nostra ribellione alla statistica
un abbraccio per proteggerci dal vento
l’illusione di competere col tempo
e non c’è letteratura che ci sappia raccontare
i numeri da soli non riescono a spiegare
l’amore non esiste, esistiamo io e te

Io non
ho la religiosa accettazione della fine
potessimo trovare altri sinonimi del bene
l’amore non esiste…

Ma poi c’è anche questa canzone, che dice tanto e che sottolinea le debolezze dell’uomo, proiettato al tradimento per definizione. Tradimento di ideali, di letto, di tutto.
Ragazze, dobbiamo esser forti, perchè pagheremo sempre noi. Questa è forse una delle poche certezze che mi porto dentro, insieme a quella che essere madre significa fallire sempre, sbagliare sempre. Intanto provateci voi, e fatemi sapere…rispondo sempre, con rassegnazione, ma determinata.
Ragazza
mia
ti spiego gli uomini
ti… servirà
quando li adopererai
Son tanto fragili, fragili, tu
maneggiali con cura
fatti di briciole, briciole che
l’orgoglio tiene su
Ragazza mia
sei bella e giovane
ma pagherai
ogni cosa che otterrai
devi esser forte ma forte perché
dipenderà da te
tu sei il calore il chiarore che avrà
la vita che vivrai
Anche un uomo
può sempre avere un’anima
ma non credere che l’userà
per capire te
Anche un uomo
può essere dolcissimo
specialmente se al mondo oramai
gli resti solo tu
Ragazza mia
adesso sai com’e
quell’uomo che mi porti via
e vuoi per te
Anche un uomo
può sempre avere un’anima
ma non credere che l’userà
per capire te
Anche un uomo
può essere dolcissimo
specialmente se al mondo oramai
gli resti solo tu
quell’uomo che mi porti via
e vuoi per te…
e vuoi per te…
Non so come e non so bene nemmeno quando sia iniziato, non conosco nemmeno il perché di tale posizionamento, ma è certa una cosa: il mondo lo fanno le donne che però lasciano all’uomo l’idea che sia lui a fare tutto. Non so come e nemmeno quando, ma so che prima o poi il riscatto ci sarà. Faremo come le vedove nere: useremo gli uomini per riprodurci e poi li elimineremo. Il resto lo faremo da sole. In effetti già lo facciamo, no? Non sono la Lucianina nazionale che è bravissima a insinuare, insultare, pungolare gli uomini, facendo ridere mezzo mondo (quello femminile). Non sono nemmeno una santa. Mi sono incazzata mille e una volta. Forse sono persino disinnamorata di mio marito, per tutto il peso che ho sopportato e continuo a sopportare. Sono disillusa. Sono certa che al mondo esistono le favole. Ma io ho smesso di crederci, da tempo. Riesco persino a sorridere, a ridere, a divertirmi con tutto ciò. 
Resta l’amarezza di aver creduto, di aver dato tutto, e scoprire che se avessi fatto diversamente avrei ottenuto di più, probabilmente. Non cado nelle lusinghe degli uomini come una fessacchiotta, come è accaduto in passato. Ma non disdegno nemmeno i loro complimenti. Rido di loro e con loro. Tra me e loro c’è un sottile strato di ghiaccio, citando un caro amico, trasparente e fragile. Ma freddo. Sì, il mio sguardo sul mondo maschile è freddo e distaccato. Include tutti gli uomini che conosco, per i quali provo grande affetto e simpatia, includo nella lista padri, figli, mariti, fratelli, parenti e amici, tutti. Poi ci sono quelli che ho catalogato “MASCHIO DEFICIENTE CORROTTO E BASTARDO”, di cui non ho stima e provo uno schifo immane per svariati motivi. Con alcuni di loro “mi tocca” averci a che fare, ma non risparmio loro critiche e battute che li mettono all’angolo. Con uno di loro ho persino urlato contro, recentemente, in pubblica piazza. Avranno il loro peso da portare sulle spalle, prima o poi, e ne verranno schiacciati. 
No, non so di più. So solo che senza l’uomo, la donna porta avanti il mondo. L’uomo no, molto raramente ne è capace. La donna salverà le cose. Sì, questo è certo.

Non c’è sconto per le donne ammazzate! ( pensando a LEI e a LEI )

Ho riscritto per Salto.bz

Non c’è sconto per le donne ammazzate!

perchè a LEI e a Lei, mi sento legata da un sottile filo.

Sento che lo devo fare per entrambe, oltre che per me e le mie figlie e tutte le donne in genere!

Non c’è sconto per le donne ammazzate!
Il mondo è ancora molto maschilista,
anche se qualcosa è cambiato e sta cambiando. Come donna
sono indignata nel vedere evidenziato sempre, o per lo meno spesso, che
“te la sei cercata” perché indossi la minigonna, o i
tacchi, o frequenti maschi più giovani, o fai ( per scelta o per disperazione)
la prostituta! Sono letteralmente saltata sulla sedia, mentre
sentivo che un giudice aveva dato le attenuanti al marito che
aveva stuprato la moglie per anni. Durante l’estate c’era la notizia
dell’elezione di tal Tavecchio alla presidenza della FGCI che aveva
considerato le donne ” inferiori” e detto frasi razziste, facendoci
deridere in mezzo mondo. Però è stato eletto presidente della Federazione Gioco
Calcio. Sono sempre amareggiata dal fatto ci siano uomini che a oggi dicano che
se avessero una figlia, non la farebbero studiare, per il semplice motivo che
se la figlia studiasse, si laureasse e trovasse anche un lavoro
“serio”, poi arriva l’età in cui questa si sposa e vuol fare figli,
quindi la carriera si stoppa e si rischia  di veder bruciati i soldi
investiti per farla studiare sentito con le mie orecchie, quest’estate, ve lo giuro). Da anni
lavoro in un settore dove, seppur con una certa bravura, faccio i salti
mortali, ma vengo considerata una ” casalinga” , ove casalinga è
visto in tono dispregiativo. Come tutte
le donne che lavorano, cresco i miei figli, faccio “anche” la
casalinga e mi barcameno tra mille difficoltà di ogni giorno, eppure
faccio ogni cosa egregiamente, ma c’è sempre un maschio che riesce a sminuire
quello che le donne sanno fare, magari molto meglio di lui.
In questi
giorni sono rimasta colpita dalla notizia della possibile scarcerazione
di Marco Bergamo, tristemente noto alle cronache per aver ucciso
cinque donne a Bolzano , fra le quali c’era una ragazzina di
quindicenne. Anche se la notizia  pare sia stata
smentita qualche giorno dopo, quello che mi ha colpito è che un
pluri-assassino condannato a quattro ergastoli più 30 anni per
l’omicidio di Marcella Casagrande, dove pare sia stato giudicato non
colpevole di premeditazione, possa essere scarcerato, possa vedere scontato una
parte della pena. Quale delle cinque donne non avrà giustizia, se il suo
assassino non sconterà la sua pena? Mi sono chiesta. E poi con un sottile
fastidio più profondo, notare che è sempre sottinteso che te la sei cercata,
perché sei un prostituta, perché esci la sera in minigonna e tacchi
alti, perché ti fai accompagnare da uomini, magari più giovani di te. Insomma è
sempre colpa della donna, come nel caso del marito violento: era stanco, era
ubriaco, non dovevi dirgli di no, quindi è colpa tua se ti violenta, ti
picchia, ti ammazza. Il femminicidio è un atto, o una serie di azioni che sono
la conseguenza di atteggiamenti sociali e culturali misogini.
Marco Bergamo ha commesso cinque efferati femminicidi, e a soccombere sono
state cinque donne, una di loro era ancora una ragazzina, altre quattro erano
più adulte. Quello che facessero per vivere, o quello che piacesse loro fare
nel tempo libero, non importa nel momento in cui sono finite nelle mani del
carnefice. E questo non deve sottrarsi in alcun modo alla sua pena. Deve
scontare la condanna inflittagli secondo la Legge , come dovrebbero scontare le
proprie pene mafiosi, terroristi, evasori e ladri! Non c’è sconto per le donne
ammazzate, non c’è sconto di pene per le loro famiglie, non può esserci sconto
di pena per lui. Quelli come lui devono essere destinati all’oblio.


DARE LA VITA, MORIRE PER VIVERE

ho appena detto che non riesco a scrivere e mi affido al pensiero di FRITTOMISTO -DARE LA VITA a cui ho preso in prestito il titolo, ma non è vero, che non riesco a scrivere…anzi…DEVO scrivere 

in questo periodo sono presa dall’euforica campagna elettorale, che mi porta a pensare che uno dei miei talenti è proprio quello di provare a indirizzare le mie energia per gli altri, come posso, naturalmente con il massimo rispetto e umiltà, perchè so che più di me possono fare altri, ben più preparati e conoscitori dei fatti e di come agire, ma il mio contributo può essere prezioso e lo so.

Una settimana fa un’immensa terribile tragedia al largo di Lampedusa, ha scosso le coscienze di tutti. Più di 350 morti, tra cui bimbi e madri…una cosa terribile
Per ragioni di vergogna, di commozione, per autodifesa, ho preferito non sapere dettagli più precisi di questa barca colata a picco con tutte quelle vite.
Ma poi l’orecchio capta i dettagli di madri che hanno partorito e sono colate a picco con il loro cucciolo tra le braccia e le mia rabbia sale! 

Perchè ho
immaginato anche io questo scenario.
Lo trovo terribile, non conosco altre
parole.Che sia maledetta la vigliaccheria di tutti quelli che si girano
dall’altra parte, che accusano senza immaginare il dramma vissuto da questi
poveri disgraziati, siano maledetti chi non sa allungare una mano per aiutare
loro e chi li aiuta, chi ammaina bandiere a lutto, chi dice sempre che è colta
di “altri” , siano maledetti tutti…. 
Io vi maledico, e trovo che
anche questo sia terribile.

MA SIAMO TUTTI UGUALI! Santa pazienza!

siamo tutti esseri umani e quel bimbo nato per morire è uguale ai miei figli! 

Ai figli di tutti noi! Siamo tutti uguali!
Siamo tutti uguali, santo Dio….

Pensando a LEI

Lei avrebbe la mia età, solo qualche giorno di meno.
Lei che non ho mai conosciuto
Lei, a cui penso spesso, me la immagino vivere, magari al posto mio.
E poi c’è LEI.
LEI che ho incontrato per caso, come spesso accade.
LEI che ha toccato il fondo, e è risalita.
LEI che pare così forte, ma al contempo così fragile.
Splendida, dentro e fuori, senza dire o fare nulla per dimostrarlo.
E poi arriva una farfalla.
Piccola, leggera, con le ali arancioni, con macchie più scure.
E ricomincia il mio immaginare, il mio pensare, il mio cuore batte al ritmo del battito d’ali della farfalla.
La vita ci presenta il conto, a volte salatissimo.
” Ci è dato di vivere ciò che possiamo sopportare” . Nulla di più
Ma che vita è, dopo tale sofferenza, mi chiedo…invece si va avanti.
Niente è come se lo era immaginato, ma la vita l’ha portata avanti, ugualmente.
La vita è come quella farfalla, leggera, colorata, con qualche macchia scura
e torno a immaginare Lei accanto a LEI.
Inevitabilmente felici. Non ho un altro modo di pensare a LEI con Lei
E ricordo che avrebbe la mia età, qualche giorno in meno solamente….

oggi ho sentito parlare di violenza sulle donne
Oggi mi è stato chiesto di partecipare a un evento in cui ricordare quella storia, di cui io sentii parlare a 15 anni, senza che mi toccasse più di tanto, ma che poi ho incrociato e sentito più in profondità.
Certo che ci sarò. Non posso non esserci, no!
Ma cosa serve, mi chiedo? Ogni giorno, quasi, c’è una violenza, un abuso, una donna morta, un tentativo di picchiare, di zittire, di allontanare, di chiudere, di fermare, magari per sempre. Un tentativo di reprimere quella forza che abbiamo, con la violenza da parte di mezze tacche di uomini. Tu gli apri la porta, il cuore, gli dai tutto. Le mani, la bocca, gli occhi, il cuore, tutto. E lui ti accoltella, ti brucia, ti spara, tenta di cancellarti con acidi. Tu che non capisci, che non ci credi che lui possa farti questo. L’orco cattivo, quello delle favole, non esiste, no. E poi accade che l’orco esiste, è malato, è cattivo, è un assassino. E è proprio quel lui a cui hai donato tutto, senza fare nessun calcolo di riavere indietro qualcosa.
Cosa serve fare una manifestazione, mi chiedo. Non sono così sicura che farà cambiare le cose.
Qualcuna si salverà, forse. Solo qualcuna. Noi che doniamo tutto, persino la vita, come natura vuole. Noi che scherziamo, ci abbracciamo, quasi a creare un legame, una catena che non faccia entrare mai l’orco cattivo. Noi che siamo da sempre immaginate le cattive, quelle che han raccolto e offerto la mela, quelle che siamo impure, perchè riusciamo a procreare, anche quegli orchi che si rivolteranno contro le nostre figlie, sorelle, madri. SORELLANZA. Non è uguale alla fratellanza, tanto invocata n ogni dove. Ma non furono i due fratelli ,Abele e Caino a commettere l’atto più feroce e disumano, mica due sorelle! La sorellanza è qualcosa di atavico, onnipresente. Dai tempi delle caverne. Le donne si aiutano, anche quando non si sopportano.
Ho, ignobilmente, sfiorato l’abuso da parte di qualche maschio malato. Non fisico, ma mentale, psicologico.
E ammetto che non è per nulla piacevole. Ti lascia addosso un freddo, gelato, sottile strato di solitudine, di paura, non sai come e cosa fare, non sai nulla. Perchè difficilmente saprei difendermi e difendere le mie figlie se un orco tentasse di toccarci. Gli orchi sono abituati a combattere, a cacciare, a ferire. Noi donne, no. Noi usiamo la violenza, la forza bruta, SOLO e solamente per dare la vita ai nostri figli. Noi donne, non siamo sante, possiamo usare la violenza in maniera simile ai maschi, certo. Siamo anche noi assassine. Ma non sento parlare di uomini ammazzati dalle proprie ex ogni giorno. Non che sia una classifica da fare. CHIARO.
proprio oggi , sul giornale, ho letto il titolo e solo quello, di una ragazza sarda che aveva subito violenza dal proprio ragazzo, ma non lo ha denunciato, e lui ora l’ha ammazzata. Ora non serve che lo denunci. Serve solo che la sua anima resti vicino ai suoi cari, per consolarli.
Poi sento parlare di uomini incapaci di amare, non solo amare con l’A maiuscola ma di atto vero e proprio dell’amore. Uomini che hanno una visione malata e distorta dell’amore.
E mi trovo a pensare, a farmi domande, a non trovare risposte. Perchè? Perchè sono così. Sono sempre stati così i maschi della razza umana, o solo negli ultimi tempi sono numericamente aumentati e peggiorati?
No, perchè io non ci capisco nulla. Non riesco a capire come possano diventare così pericolosi e cattivi. Loro stessi erano adorabili bimbetti in braccio alle loro madri. Solo pochi hanno avuto un’infanzia difficile-non posso credere che tutti gli assassini hanno subito sevizie e torture da bambini- che potrebbe causare la devianza violenta.
Cosa, cosa, cosa????? Perchè io proprio non capisco…
ma anche per tutte queste domande senza risposta, mi sento in dovere di non stare nell’ombra e di muovermi, di agire, di far parlare chi non lo può più fare.
Perché non tutti riconoscono la farfalla. Non tutti sanno, si interessano, capiscono, consolano, piangono, ridono pensando e immaginando una ragazzina di poco più di 15 anni che muore sotto la forza bruta di un orco pazzo, malato, cattivo. Nemmeno io ci riesco.
Io riesco solo a guardare le mie figlie, abbassare lo sguardo e ascoltare il mio battito del cuore di madre, pesante e gonfio, pensando a tutte le LEI e tutte le Lei che muoiono e devono sopravvivere al dolore di una perdita così immensa e incolmabile, trovando una via necessariamente per sopravvivere.

PRIVACY

TORTE SALATE dell’Erika

Stasera mi è venuta voglia di cucinare e partecipatore nuovamente  al Giveaway di ELISA

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http://erika-unatrentinaineppan.blogspot.com/2012/01/crema-di-cenerentola-meglio-conosciuta.html

Le mie torte salate sono una cosa che mi porta da casa mia, ma credo non abbiano una tradizione nobile se non quella di ” combinare” qualcosa di veloce con quello che si ha in frigo. Il risultato, che trovo di gran  effetto, è assolutamente assicurato.
Prendere la pasta brisè nel banco frigo del supermercato ( lo ammetto: vorrei essere BRAVISSIMA e farla da me, ma quando i tempi sono strettissimi, apprezzo MOLTISSIMO tutto ciò che mi “leva” d’impaccio)
2 uova
100 ml di panna o latte ( il risultato si differenzia di poco, ma con la panna la torta diventa un pelo più gonfia)
sale pepe
verdura ( porro oppure zucchina oppure spinaci oppure carote oppure un misto – che però apprezzo meno)
un pezzo di formaggio tipo emmenthal, oppure una ricottina, oppure una mozzarella, un pò di gorgonzola
un pò di pancetta tagliata a cubetti, oppure una dadolata di prosciutto cotto, oppure gamberetti o salmone affumicato
 La FANTASIA è l’ingrediente principale!

Questa sera ho preparato 2 torte
una con il porro, formaggio Lagrein e la pancetta
e una con gli spinaci, mozzarella e il prosciutto
Ho preso 4 rotoli di pasta Brisè
Ho sbattuto 2 uova intere con un pò di  panna, sale e pepe per ciascuna torta.
O tagliato a rondelle il porro che ho fatto saltare in padella con un filo di olio E.V. e aggiustato con il sale.
Posto il rotolo di pasta nella teglia rotonda, ho cosparso di cubetti di pancetta e dadolata di formaggio Lagrein sul fondo, e quando il porro è appassito e appena dorato ho coperto il tutto. Dopodiché ho aggiunto le uova sbattute con la panna,  e sistemato il ripieno per bene. Richiuso con il secondo rotolo di pasta brisè e posto in forno caldo. Circa 20 minuti di cottura, e quando appare il bel color dorato si sforna, e si aspetta un pochino che si “aggiusti” di temperatura e di consistenza!

Per la seconda ho preparato una dadolata di prosciutto cotto, una mozzarella tagliata a cubetti e spinaci surgelati saltati in padella .
Stessa procedura della prima e ecco qui le torte appena sfornate

e qui le fettine che sono state spazzolate in un battibaleno

Senza lode né infamia.
Ma si fa proprio una bella figura con poco! Sono buone appena sfornate, ma vanno benissimo anche come piatto freddo per l’estate e per il picnic o per un buffet con aperitivo con gli amici.
Le faccio spesso quando facciamo le nostre cene con i soliti noti golosoni che apprezzano molto.

BUON APPETITO –   MAHLZEIT!

DUE VITE CONGELATE

Ieri ho incontrato dopo anni che non la vedevo una ragazza che frequentavamo moltissimo, una vita fa.
Ci si perde di vista, quando le vite da ragazzi prendono la via dell’adultità: si diventa genitori, si lavora, si comprano case… Direi fisiologico, se non fosse che talvolta, mi vien nostalgia e mi pongo domande molto sciocche ( del tipo ” peccato, ma perchè non ci si vede più?) E’ la vita….Non ci sono altre risposte.
Comunque, Lei è sempre bellissima, ha una decina d’anni meno di me. Grandi occhi azzurri, capelli corvini, carnagione di porcellana. Ma la sua vita un anno e mezzo fa è stata scossa da una cosa tremenda. Sposata con un ragazzo che conoscevo da quando è nato, con il quale hanno costruito la normale vita di coppia, se pur giovanissimi. Due figli, un’attività, l’acquisto di un appartamento. Anni in cui i sacrifici che fan tutti, contribuiscono a maturare le persone che possiamo essere. Dicevo, il 16 agosto 2010 , appena tornati dalla prima vera vacanza insieme, lui le dice che va a fare una corsetta. Sono tipi “sani”, loro: attenti alla salute, all’alimentazione, fanno sport per mantenersi in forma. Quello che viene consigliato a chiunque da qualunque medico. Doveva tornare di lì a un paio d’ore. Lei l’ha aspettato tanto. Fino a quando una telefonata dall’ospedale le svelerà il gravissimo motivo di quel ritardo.
A 38 anni è stato colpito da infarto, il cuore non ha pompato più il sangue al cervello per un lasso di tempo indeterminato, forse 15-20 minuti. VIVO, ma nessuno sa in che condizioni è, le dicono. Da allora le loro vite sono CONGELATE.  LUI è immobilizzato in un corpo che non funziona più. Ma è lucido, riconosce chi gli sta davanti, e vorrebbe parlare. LEI vive una vita allo specchio, un mondo parallelo.
LUI PARLAVA TANTO E RIDEVA TANTISSIMO. Ora riesce solo a piangere e a sorridere. Senza sintomi e segnali di alcun tipo, pare che un virus si sia annidato nel suo cuore, facendolo scoppiare. Lei mi ha detto il termine esatto, io nella mia commozione l’ho cancellato dalla mia memoria. Aveva il motore di una vecchia 500 e lo faceva viaggiare come se avesse una Ferrari nuova fiammante. Lei, mi racconta tutto questo con un’espressione saggia di chi ha elaborato tutto al meglio che si può! Non si piange addosso e alterna momenti seri a momenti di ilarità, come quando mi dice che abbracciandolo Lui l’ha morsa. Lui non la può toccare, non la può abbracciare, le sue braccia sono inutili, le sue mani non sono più mani. In un momento di gioia per essere riuscito a mangiare bene, Lei lo abbraccia, e Lui le dimostra la propria gioia con un morsetto e le sorride … Io mi commuovo e cerco di trattenermi. 
I loro figli, come spesso accade, hanno reagito in un modo eccellente aiutando la mamma che si è trovata tutto addosso. Il lavoro, la famiglia, il mutuo e l’amato marito che ormai è un vegetale. All’inizio era contenta che si fosse salvato, perchè , dice, si poteva riprendere. LA SPERANZA …NON MUORE MAI. 
Ora dice il contrario, purtroppo. Sa che non ci sarà ripresa. Si rammarica del fatto che Lui non può nemmeno usare le mani, per scrivere al computer per comunicare. Lei è bellissima, e giovanissima…Lui era stupendo…Avevano una vita davanti, Lei ora dice, se tornassi indietro non direi mai più DOMANI o NO ORA NO… Eppure quella bella giovane donna, si  è rimboccata le maniche e va da suo marito ogni giorno per dargli la cena perchè solo Lei, per motivi legali, può imboccarlo. Lei che ora vive alla giornata. Vive la sua vita congelata accanto a un marito che è solo l’idea, il ricordo, il rimpianto di quello che era. Tutto come fosse un lutto, ma Lei non può superarlo quel lutto. Lei è congelata in un mondo che se non fosse vero, si potrebbe dire che è la trama di un filmetto tristissimo. Lei non può “andare avanti”. Lei deve barcamenarsi ogni giorno, in una semiesistenza. Lei lo sa e lo fa con un’energia, con una determinazione incredibili. Facile dire ogni tipo di cosa e di luogo comune vedendo certe situazioni . Ma chi vive quella determinata situazione non può fare altro. Peggio di una prigione a vita…
E la penso, la immagino a far quadrare le cose, a far la mamma e da papà, a far la padrona di casa e andare alle assemblee di condominio , la penso mentre cerca di festeggiare il Natale cercando di dare un senso a ogni cosa. E l’ammiro… e penso alle migliaia di donne che nel corso dei secoli, hanno fatto tutto ciò che era il loro potere per dare un senso alle cose. Perchè sarebbe più facile lasciarsi andare, cadere nella disperazione. Invece ci svegliamo ogni giorno, ci vestiamo,  ci trucchiamo, e usciamo  prendendo per le corna questa vita cattiva e cerchiamo di farla andare al meglio che possiamo.

CHE FORTI CHE SIAMO!!!!! 
Faccio parte, indegnamente, della categoria FEMMINE. E a partire dalla quotidianità , passando per la maternità e il parto, e poi tutto il resto, dimostriamo una forza immensa, una determinazione incredibile, un potere indicibile.
Cara AMICA, ti lodo  e ti ammiro, ti benedico, sei un esempio  per tutti noi. Spero e ti auguro che ogni cosa si sistemi e che tu possa scongelarti e vivere la vita in modo pieno e soddisfacente. PER TE E PER LUI …

oggi mi va di cantare

DONNE

magari male, ma mi va di cantare
un passo in avanti , no?

In cerca di guai 
Donne a un telefono che non suona mai 
Donne 
In mezzo a una via 
Donne allo sbando senza compagnia 
Negli occhi hanno dei consigli 
E tanta voglia di avventure 
E se hanno fatto molti sbagli 
Sono piene di paure 
Le vedi camminare insieme 
Nella pioggia o sotto il sole 
Dentro pomeriggi opachi 
Senza gioia né dolore 
Donne 
Pianeti dispersi 
Per tutti gli uomini così diversi 
Donne 
Amiche di sempre 
Donne alla moda, donne contro corrente… 
Negli occhi hanno gli aeroplani 
Per volare ad alta quota 
Dove si respira l’aria 
E la vita non è vuota 
Le vedi camminare insieme 
Nella pioggia o sotto il sole 
Dentro pomeriggi opachi 
Senza gioia ne dolore 
Donne 
In cerca di guai 
Donne a un telefono che non suona mai 
Donne 
In mezzo a una via 
Donne allo sbando senza compagnia 
Donne 
Du du 
Du du 
Du du