E’ TUTTA VITA – Fabio Volo

E' tutta vita - Fabio Volo

Lo ammetto: ho sempre fatto molta fatica a leggere Fabio Volo. Un po’ perchè credevo fosse un clown, un personaggio costruito e quindi non reale, un po’ perchè ” scrive quello che vuoi leggere” ( me lo disse un amico, qualche anno fa). Ma questo libro mi ha colpito per questa frase: Se vuoi far sparire una cosa dalla vista non serve nasconderla, basta averla costantemente sotto gli occhi: un soprammobile, un tatuaggio, una moglie.” Allora l’ho comprato. Per qualche giorno è rimasto lì. Poi la noia delle vacanze natalazie, quelle tipiche giornate in cui ti alzi a mezzogiorno, fai a malapena colazione, resti in pigiama, senza lavarti, trascinandoti dal divano al divano, e ho incomiciato a leggerlo. Caspita!!!!! Fin dal primo capitolo, sono rimasta folgorata. Per come scrive, soprattutto. Devo ricredermi su Fabio Volo, ho pensato. La lettura scorreva veloce, capitolo dopo capitolo. E ogni descirzione, sembrava fatta su misura per ogni coppia. La routine, le omissioni inconsapevoli, le mezze bugie, il disinteresse che crea la vita. L’arrivo del figlio che stravolge tutto. ( io l’ho patito per 4 volte). Si capisce che sono cose vissute. Si capisce che sono cose pensate, meditate.  L’ho letto in due sere. Non ho provato gioia a leggere questo libro, ma assoluta empatia in Sofia. E stranamente anche nella dissacrante realtà di Nicola, combattuto tra “quello che ero”  e quello che “devo essere ma non mi riconsco” e sopratutto ” quello che vorrei essere, per me stesso, per la mia famiglia”. Poi Sofia, la più matura, lo prende per mano e lo accompagna a quello che effettivamente è: l’uomo della sua vita e il padre di suo figlio. Con tutti gli annessi e connessi, egoismi, paure, errori, sono la coppia che diventa l’emblema di tutte le coppie che combattono con i problemi e la routine quotidiana.

L’accusa di Sofia ” tu esci a lavorare, vivi, parli, vedi persone, ….” quante volte l’ho usata e quanto la sento mia! Uscire ogni giorno di casa, e rientrare semper più tardi. quante volte lo ha fatto. Lasciandomi sola con i bambini, fino a farmi sentire inutile, brutta, sciatta….Comunque una certezza ce l’ho: il libro di Fabio Volo mi ha fatto ricordare che quella forte sono io. Come sempre del resto, le donne lo sono.

Leggetelo, merita!

 

Il tradimento ti fa bella

Potrebbe essere il titolo di un film, o un libro. Invece è la realtà. Successe alla mia cara amica. Rifiorita di rara beltà in quei mesi angoscosi. E’ successo a altre donne che conosco, passate attraverso il tradimento del compagno, di un fratello, di un’amica. Si rifiorisce. Sul serio. Si rinasce. Come l’araba fenice, dalle proprie ceneri. I capelli si rinvigoriscono e diventano lucidi e corposi. La pelle si rischiara, le rughe si attenuano. Gli occhi si illuminano, le labbra si colorano come fragole. Strano, ma vero. Così come ho visto loro rinascere, anche io non ho ricevuto altro che complimenti per il mio aspetto esteriore, durante l’estate. E continuo a riceverne. Credo sia perchè ci si ama di più. Mai come in questi momenti mi sono vestita con cura, truccata, coccolata. Sono rientrata nel centro di me stessa. Ho capito chi sono, forse. Ho capito cosa voglio, soprattutto. E sono felice. Con me stessa. Con gli altri. Con amici e con conoscenti. Sono sempre allegra, sono me stessa. Sempre. A volte mi escono battute acide. ma sempre col sorriso. Solo l’interessato capisce. Di solito mi guarda, con un’espressione mista a delusione e rimprovero, con un pizzico di dolore. E io lo guardo con supponenza. Quanto dolore sto sopportando, gli dico, con lo sguardo. Continuo a ridere, come nulla fosse. Così ho capito che il tradimento ci fa belle. Raramente mi sono sentita così piena di me stessa. Delle mie idee, delle mie ragioni. E cammino elegantemente, leggera come una farfalla. Certo … dentro il cuore sembra un mattone, spesso. Il fiato è corto. E la mente crea immagini laceranti. Ma quello che prima era uno tsunami, che travolgeva tutto, portandosi via tutto, ora non è altro che vento che serve a far volare i parapendii e i deltaplani. Ogni tanto con un lungo sospiro, un pensiero malefico si fa strada dentro: “sono stata sola per tanto tempo, posso stare sola anche oggi e ogni giorno a venire”. In verità non è quello che voglio. E’ uno strano sentimento di onnipotenza che mi pervade, malefico appunto. Non mi interessa. Non è quello che voglio. Cosa voglio? Stare bene con me stessa, e poi rifiorire ogni giorno come mai mi è capitato. Riuscire a fare quello che mi interessa. Riuscire a realizzarmi. Tutto il resto è ormai cosa ovvia: ho quattro meravigliosi figli, ho lavorato bene e molto, ho costruito molto, ho seminato tanto, i frutti matureranno e potrò raccoglierli. Io so come ho agito. Come ho vissuto. Leggo proprio ora ” L’età più bella, per una donna, inizia quando smette di aspettarsi che la felicità arrivi da un uomo e dal di fuori, quando ha rispetto di sé e non baratta la sua dignità con niente al mondo, anche a costo di restare sola.” Ed è proprio così: quando cadi, o ti fanno cadere, sei solo tu a poterti rialzare. Ognuno a modo proprio, senza giudizi da parte di nessuno. Questo intendo, quando dico che il tradimento ti fa bella. Anche il peggior dolore, può essere il volano da usare per potersi rimettere in gioco. Non saranno rose e viole tutti i giorni. Ma guardarsi allo specchio e riconoscersi è un piacere. Per tanto tempo io non ero più io. Certe scosse servono a trovare un nuovo equilibrio. A ritrovarsi. A riconoscersi. A uscire di casa e sentirsi dire solo cose meravigliose. A guardare le cose, le persone con una nuova luce negli occhi. Mi viene in mente una canzone. Forse anche più di una. Ma questa dice esattamente “Grazie per avermi spezzato il cuore finalmente la luce riesce a entrare. Strano a dirsi ho trovato pace in questa palude” cantata da Irene Grandi. E non credo serva dire altro. La luce mi illumina da dentro. E rifiorisco e come diceva Jack Folla, ripreso da Fabio Volo, una donna in rinascita è come la Primavera a Novembre. Inaspettata e meravigliosa. Unica e rara. E io lo sono.

Alle porte del sogno

Dimenticare

alle porte del sogno incontrarti e parlare

Dimenticare

alle porte del sogno invitarti a ballare

Dimenticare

ai bordi del cielo toccarti e volare

Dimenticare

alle porte del sogno baciarti e restare

Grazie per avermi spezzato il cuore

finalmente la luce riesce a entrare

Strano a dirsi ho trovato pace

In questa palude

mentre una sera scagliava invece

Musicali Promesse

di apocalisse

Grazie per l’invito a…

Dimenticare

le notti, le albe, il vino, le lotte

alle porte del sogno incontrarti e parlare

Dimenticare

alle porte del sogno invitarti a ballare

i giorni, le luci, le stande d’albergo, le voci

Dimenticare

ai bordi del cielo baciarti e suonare

i porti, le nebbie, gli inverni, l’orgoglio

Dimenticare

il vento, gli scherzi, le foglie, le ombre, l’odio

Alle porte del sogno sposarti ogni giorno

Grazie per avermi spezzato il cuore

finalmente la luce riesce a entrare

Strano a dirsi ho trovato pace

In questa palude

mentre una sera scagliava invece

Musicali Promesse

di apocalisse

Grazie per l’invito a…

A dimenticare

Strano a dirti ho trovato pace

Alle porte del sogno

Rivedo i porti, le nebbie, gli inverni, le ombre, le inutili piogge

le albe, le lotte, le luci, i giorni, le notte, le stanze d’albergo

L’orgoglio.

dov’è casa mia?

Fabio Volo

ho visto questa foto appena sveglia
e la continuo a riguardare
ho persino scritto a Fabio
come fosse un mio amico
forse lo è…chissà…
per dirgli che


qui vorrei vivere
qui 
immagino ci sia una magia 
che altrove non c’è
qui…
romanticamente
nostalgicamente
qui…
almeno per un pò
solo un pò