Il mostro non c’è più, ma resta il dolore

Il mostro non c’è più, ma resta il dolore

Quattro anni fa scrissi questo post: http://Quattro anni fa scrissi questo post.

Un anno dopo quest’altro: http://unatrentinaineppan.com/non-ce-sconto-per-le-donne-ammazzate/

Non c’è sconto per chi non c’è più, per chi resta e vive nella malinconia della mancanza di una figlia, una sorella, un’amica.

Pochi giorni fa l’assassino, il mostro, la belva è morto, scontando i suoi 4 ergastoli. Ogni tanto qualcuno pubblicava la notizia che sarebbe uscito prima, per buona condotta. Partendo dal presupposto che ogni essere umano ha diritto a una seconda opportunità, a redimersi dai propri sbagli, sapere che un tizio ha ammazzato 5 donne avrebbe potuto uscire, passeggiare, parlare, mi faceva schifo. E mi dava i brividi. Penso che “LEI” abbia ragione nel sostenere che avrebbe potuto rifarlo. Usare il coltello per ammazzare un’altra donna, una madre, una figlia, una sorella. La sua mente diversa, malata, modificata dalle sue aberranti azioni, avrebbe potuto cercare ancora quella terribile emozione che per almeno 5 volte lo ha pervaso. Ma nessuno potrà dirlo con assoluta certezza. E meno male!

Appena ho saputo che il mostro era morto per malattia ai polmoni, ho provato sollievo. Un mostro in meno, mi son detta. Sciocca e banale stupidità nel pensare che dietro a questa morte ci fosse una Giustizia, anche Divina. Ma non c’è sconto di pena per chi resta. Una vita senza il vero senso vitale non c’è più, ma niente e nessuno potrà tornare indietro. Nè i famigliari delle vittime, costretti a vivere senza la gioia di vedere le proprie care figlie crescere, vivere, amare, lottare per il proprio spazio nel mondo. “Lei” aveva 15 anni appena, “Lei” era una ragazzina a cui la vita avrebbe potuto dare moltissimo. Invece fu terminata in quel pomeriggio di inizio anno, senza motivo, da un ragazzone idiota, malato, nel senso che non c’è alcuna scusante per ciò che fece e che avrebbe continuato a fare per altre 4 volte!

Una domanda mi sale : chissà cosa ha provato, cosa pensava sua madre nel sapere che il figlio che aveva messo al mondo aveva ucciso 5 donne. Non c’è risposta, mi sale dalla pancia, da donna, da madre. Una litania che torna ogni qualvolta un uomo uccide una donna. Di suo padre purtroppo sappiamo cosa provava, un dolore disperato che lo ha portato a suicidarsi. Una cosa so. So che le vittime non sono solo quelle 5 donne. Questo mostro ha devastato la vita a decine di persone.

Ho appena letto su Salto.bz ciò che esprime meglio il mio pensiero. Il mostro non c’è più. Quel mostro. Ma ce ne sono altri. Crescono come bambini normali, e poi un giorno ammazzano la compagna, incapaci di accettare un NO, o uccidono i figli, perchè incapaci di accettare le prove della vita. Incapaci di provare il vero amore. Ci sono sempre stati i mostri. Rallegrarsi per la morte di uno di essi non darà pace nè sollievo a nessuno. Una vita insulsa, che non ha costruito nulla, è finita.

Resta il dolore. La solitudine, la disperazione. Chi resta continua a vivere. Ma non c’è sollievo.

MAI

Non c’è sconto per le donne ammazzate! ( pensando a LEI e a LEI )

Ho riscritto per Salto.bz

Non c’è sconto per le donne ammazzate!

perchè a LEI e a Lei, mi sento legata da un sottile filo.

Sento che lo devo fare per entrambe, oltre che per me e le mie figlie e tutte le donne in genere!

Non c’è sconto per le donne ammazzate!
Il mondo è ancora molto maschilista,
anche se qualcosa è cambiato e sta cambiando. Come donna
sono indignata nel vedere evidenziato sempre, o per lo meno spesso, che
“te la sei cercata” perché indossi la minigonna, o i
tacchi, o frequenti maschi più giovani, o fai ( per scelta o per disperazione)
la prostituta! Sono letteralmente saltata sulla sedia, mentre
sentivo che un giudice aveva dato le attenuanti al marito che
aveva stuprato la moglie per anni. Durante l’estate c’era la notizia
dell’elezione di tal Tavecchio alla presidenza della FGCI che aveva
considerato le donne ” inferiori” e detto frasi razziste, facendoci
deridere in mezzo mondo. Però è stato eletto presidente della Federazione Gioco
Calcio. Sono sempre amareggiata dal fatto ci siano uomini che a oggi dicano che
se avessero una figlia, non la farebbero studiare, per il semplice motivo che
se la figlia studiasse, si laureasse e trovasse anche un lavoro
“serio”, poi arriva l’età in cui questa si sposa e vuol fare figli,
quindi la carriera si stoppa e si rischia  di veder bruciati i soldi
investiti per farla studiare sentito con le mie orecchie, quest’estate, ve lo giuro). Da anni
lavoro in un settore dove, seppur con una certa bravura, faccio i salti
mortali, ma vengo considerata una ” casalinga” , ove casalinga è
visto in tono dispregiativo. Come tutte
le donne che lavorano, cresco i miei figli, faccio “anche” la
casalinga e mi barcameno tra mille difficoltà di ogni giorno, eppure
faccio ogni cosa egregiamente, ma c’è sempre un maschio che riesce a sminuire
quello che le donne sanno fare, magari molto meglio di lui.
In questi
giorni sono rimasta colpita dalla notizia della possibile scarcerazione
di Marco Bergamo, tristemente noto alle cronache per aver ucciso
cinque donne a Bolzano , fra le quali c’era una ragazzina di
quindicenne. Anche se la notizia  pare sia stata
smentita qualche giorno dopo, quello che mi ha colpito è che un
pluri-assassino condannato a quattro ergastoli più 30 anni per
l’omicidio di Marcella Casagrande, dove pare sia stato giudicato non
colpevole di premeditazione, possa essere scarcerato, possa vedere scontato una
parte della pena. Quale delle cinque donne non avrà giustizia, se il suo
assassino non sconterà la sua pena? Mi sono chiesta. E poi con un sottile
fastidio più profondo, notare che è sempre sottinteso che te la sei cercata,
perché sei un prostituta, perché esci la sera in minigonna e tacchi
alti, perché ti fai accompagnare da uomini, magari più giovani di te. Insomma è
sempre colpa della donna, come nel caso del marito violento: era stanco, era
ubriaco, non dovevi dirgli di no, quindi è colpa tua se ti violenta, ti
picchia, ti ammazza. Il femminicidio è un atto, o una serie di azioni che sono
la conseguenza di atteggiamenti sociali e culturali misogini.
Marco Bergamo ha commesso cinque efferati femminicidi, e a soccombere sono
state cinque donne, una di loro era ancora una ragazzina, altre quattro erano
più adulte. Quello che facessero per vivere, o quello che piacesse loro fare
nel tempo libero, non importa nel momento in cui sono finite nelle mani del
carnefice. E questo non deve sottrarsi in alcun modo alla sua pena. Deve
scontare la condanna inflittagli secondo la Legge , come dovrebbero scontare le
proprie pene mafiosi, terroristi, evasori e ladri! Non c’è sconto per le donne
ammazzate, non c’è sconto di pene per le loro famiglie, non può esserci sconto
di pena per lui. Quelli come lui devono essere destinati all’oblio.