Io ricordo: 02.08.1980

Avevo 11 anni
il giorno prima ero salita alle Torri del Vajolet con i miei genitori e mio fratello.
Forse per il gran caldo, forse per la fatica, forse perchè avevo cercato di dissertarmi con la neve ghiacciata, presente in quota, nella notte mi era salita una gran febbre.
Avevo un piccolo televisore in bianco e nero in camera.
Era acceso, mia madre l’accendeva sempre, quando ero malata.
Io sentivo solo questa notizia, quel giorno, nei momenti di dormiveglia.
Vedevo quelle immagini, strazianti.
A poche settimane dalla strage di Ustica, quasi a far distrarre l’attenzione di quel fattaccio. Un missile che abbatte un aereo dell’Itavia con 81 persone a bordo, anziché abbattere un aereo con a bordo Gheddafi. Così ce la raccontano, oggi.
Me lo ricordo.
Non dimentico.

Come ricordo la strage dell’Italicus, del 1974,anche se avevo appena 5 anni. Ero dalla zia Gina, ad Ala. Su quel treno c’era suo figlio Ettore, il mio Cugino Biondo, di ritorno da Salerno, dove viveva la sua futura moglie. Ero piccola, ma ricordo esattamente il pianto liberatorio della zia Gina appena lui varcò l’uscio di casa, e come l’abbracciò. E lo sguardo profondo e perso di mio cugino. C’era passato accanto a quel treno, mi raccontarono.
Non dimentico. Non potrei.
Non dimentico, e non passo oltre.
La Giustizia prima o poi farà il suo corso. Quella divina, perlomeno.

Si parla di strategia del terrore, ancora oggi. Anni di piombo.
Di collusione tra frange estremiste di destra e stato.
Di Stato e mafia, per le stragi degli anni ’90.

Tutte parole per descrivere un periodo storico travagliato e ricco di attentati, di sequestri di persona, di morti ammazzati. Io ero piccina, ma ho ricordi precisi dei momenti in cui percepivo che qualcosa di grave era accaduto.
Ora si commemorano i morti.  Ora si ricordano le cose e si possono ricostruire, in gran parte i fatti. Allora solo titoloni terroristici sui giornali e ai Tg.
Strategia del terrore: ci sono riusciti.
Ma io credo nelle istituzioni. Ci credo tanto!
Non smetto: sono le persone a essere deviate. Non lo Stato.

23.05.1992 – 23.05.2014

“CHI TACE MUORE OGNI VOLTA, CHI PARLA E CAMMINA A TESTA ALTA MUORE UNA VOLTA SOLA”
G. FALCONE


La mafia è un fenomeno
umano e come tutti i fenomeni umani ha un principio, una sua evoluzione e avrà
quindi anche una fine.  
                                                                                           Giovanni Falcone

Era Sabato
Troppo giovane e distante da tutte queste cose serie.
Quello era un periodo di nuove scoperte per me.  Io avevo la mia vita, stavo rifiorendo. Tutto mi andava stretto: il mio ragazzo, il mio lavoro, le mie amicizie… Ero in cerca di altro. Come un bulbo di tulipano io spingevo per uscire dal buio e volevo vedere la luce del sole.
Era un caldo sabato pomeriggio, io avevo spinto verso la luce che cercavo con la spensieratezza della gioventù che mi vestiva bella e mi portava verso l’estate della svolta della mia vita.
Ricordo che la notizia la sentii alla radio. Poi vidi le immagini in tv.  E mi cominciai a tremare nel guardarle. Non so perchè: tutte le cose accadute prima non mi avevano catturato mai, ascoltavo pigramente e pigramente le archiviavo come “cose successe ad altri, in un altro mondo, lontanissime da me”. Ammetto che non capivo fino in fondo. I loro nomi, forse non li avevo mai sentiti prima, facevano parte di tutte quelle notizie ascoltate per caso, pigramente e velocemente cancellate dalla mente e dal cuore. Cominciai a piangere silenziosamente. Sottolineo che non comprendevo pienamente la grandezza dei fatti, delle persone, cosa c’era dietro. Ma in cuor mio CAPIVO quanto fosse grave, quanto tutto sarebbe stato diverso. Piansi spaventata. Intuivo che il mio senso di onnipotenza infantile era sciocco e inutile. Capivo quanto tutto fosse vano, quanto tutto potesse cambiare repentinamente, che i “cattivi” potevano distruggere il futuro del mio paese e il mio avvenire. La luce che cercavo potevo non trovarla mai. Ora, riflettendoci,  credo che la mia coscienza civile si svegliò quel sabato pomeriggio a 1200 km da casa mia. La vita mi presentò le opportunità che cercavo e nel giro di due anni diventai madre. Forse proprio perchè sono madre e sono responsabile dei miei figli e penso al loro futuro, continuo a dare un valore profondo alle azioni, cercando di dare le sementi per un coraggio civile degno e responsabilizzare i ragazzi con una coscienza più attenta della mia . E’ finito il tempo dove far finta di vivere lontano dalle cose, che i fattacci capitano agli altri. Ognuno di noi e quello che ognuno di noi fa è solo una goccia nell’oceano, ma se non facessimo la nostra parte l’oceano avrebbe una goccia in meno, diceva Madre Teresa. Io non posso fare molto, ma seppur poco, io non esiterò a farlo!
L’altra sera sono incappata casualmente nel film che raccontava la storia di RITA ATRIA. Una ragazza di 17 anni, che ha aperto gli occhi. Ha tentato di fare quanto in suo potere. Si è sacrificata per dare luce al suo tentativo di avere un mondo senza mafie.
Ora dico  e ripeterò all’infinito :
NON LI AVETE UCCISI: LE LORO IDEE CAMMINANO SULLE NOSTRE GAMBE.

Paolo Borsellino: discorso in memoria di Falcone