#50

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9 luglio Compleanno di mio marito.

 

un paio di anni fa gli dedicai questo post su FB , di cui riposto il testo di seguito

Oggi MIO marito compie gli anni. MIO marito, quello che incontrai a fine estate di una vita fa e mi vidi con lui mano nella mano, passeggiare coi capelli bianchi, e capii che era il MIO LUI. MIO marito, quello che ci siamo sposati due volte perché ci amiamo il doppio. MIO marito, quello che è il padre dei nostri figli. MIO marito, quello che a incontrarlo ora o domani, probabilmente lo sceglierei sempre, tra un milione di altri uomini . MIO marito oggi compie gli anni. E come da previsione i capelli stanno diventando bianchi. MIO marito, quello che tanto ho amato, con cui ho riso fino alle lacrime, che spesso mi ha fatto scendere copiose per altri motivi. MIO marito, quello che se incrocio i suoi occhi so quello che pensa, anche se non lo ammette. MIO marito, compie gli anni oggi. Non gli farò regali o sorprese quest’anno. MIO marito che nonostante tutto io amo e continuerò ad amare. MIO marito che sceglierei un milione di volte. Max Kössler buon compleanno. Sono 50!!!

 

C’erano e ci sono dei motivi per cui ribadisco con il  concetto di aggettivo possessivo “MIO” certe cose. Probabilmente per sottolinearlo a me stessa, ma anche a altri. Ho creduto da sempre in questo rapporto, che è stato rovinato da azioni di altri. La fiducia che ho perso ha minato seriamente ogni aspetto della mia vita. E questo argomento mi porta alla riflessione successiva. “Scrivi”, mi è stato detto, domenica 9 luglio. “Ma non di te o di voi ” . Molto facile a dirsi, molto difficile, molto molto difficile a farsi. Di cosa posso scrivere se non di me? Dei miei pensieri, delle mie emozioni? Ma comunque ringrazio chi me lo ha detto. Sono sempre significative le critiche, fanno pensare e ragionare e poi arrivi a un discorso finale che comunque ti appartiene, è tuo fino in fondo.

È stato un giorno di festa, dove ci siamo divertiti tutti. Abbiamo visto amici che difficilmente frequentiamo.

 

MAX e SUA MAMMA

   

Ringrazio i miei figli e le mie cognate per l’organizzazione della sorpresa. Sono stati tutti molto bravi.

Ciao Nukky

Lei era la gattina di Marianna. Era nata il suo stesso giorno, il 12 maggio, solo un anno dopo, nel 1999.
Marianna era in netta simbiosi con Nukky. Solo lei, infatti, riusciva a prenderla e tenerla in braccio, coccolarla. Con noi Nukky era sfuggente, timida, quasi scontrosa, si nascondeva sempre. Con Marianna, invece, si lasciava fare tutto. Marianna è sempre stata delicata e con movimenti lenti ma decisi la prendeva in braccio e lei si faceva fare un sacco di coccole.

Oggi l’abbiamo dovuta accompagnare. Era da prima di Natale che non stava bene. Stava nascosta e mangiava solo se era Marianna a darglielo. Perdeva sangue dalle orecchie. L’abbiamo curata. Per un po’ è migliorata. Per un po’. Poi l’abbiamo vista camminare, inciampando, con la testolina piegata. Sembrava avesse avuto una paresi. Abbiamo deciso di portarla dal dottore. Marianna insisteva da qualche giorno, a dire il vero. Io facevo fatica. Ho già fatto addormentare la sua mamma e ogni volta che ci penso mi prende un groppo in gola. Rivivere quel sentimento, mi spaventa. Infatti il groppo è qui. Siamo andate in tre : io , Marianna e Martina. Si è addormentata, appoggiando il musetto. Era ridotta a pelo e ossa, stava soffrendo, so di aver fatto la cosa giusta. E il veterinario ci ha permesso di restare fino alla fine, fino a che l’ultimo tremore del mento è finito.

 In queste foto, Nukky dorme con al sua mamma, nei tempi migliori. Il suo musetto dolcissimo e tenero mi resterà nel cuore.

Qui si scaldava nella fiorera ai primi raggi del sole primaverile, come una primula.

 I suoi occhi sembrano laghi grandissimi e il suo profilo è una dolce linea da seguire con il dito

Una gatta da libreria. Ecco! Non vi pare una modella in posa?

 In questa  immagine ho immortalato la prima volta che Sherry, Nukky e Mirtilla hanno mangiato insiere educatamente. Mirtilla era arrivata da poco e aveva scombussolato non poco il menage delle due vecchiette di casa.

L’ultimo Natale nella vecchia casa. Si sentiva al sicuro, vicino al tepore del termosifone, e protetta dall’albero. Sempre delicata, le piaceva farsi invisibile. Miagolava solo per chiedere di mangiare. E poi aveva i suoi rifugi, dove passava ore a dormire.

Lo sguardo furbetto, i baffi ritti. Quasi offesa per essere stata disturbata. Ecco chi era la nostra Nukky. Era una micia sospettosa, un pochino antipatica talvolta, quando le avresti voluto fare un sacco di coccole, ma non si faceva toccare. Era una gattina poco invadente. 
Se ne è andata. Ora è in qualche posto con la sua mamma. Dormiranno nuovamente abbracciate. 

Ci mancherai Nukky.

Pensando a te , mi viene in mente la canzone del Re Leone,  IL CERCHIO DELLA VITA . Ora dove sarai tu cresceranno fiori magnifici. La primavera sta arrivando.
Buon riposo, piccola gatta.

E lo dicevo io!

Mi stavo recando a ginnastica, in pausa pranzo.
Pensavo mentre guidavo, che nel pomeirggio avrei voluto scrivere il mio libro. Volevo parlare della neve, della speranza che si riaccende. Guidavo lentamente, in colonna. Quasi contenta. Vedevo le nuvole grige e quella luce di madreperla che le accompagnava, facendo ben sperare. Mi era stato detto qualche minuto priam che in zona Novara stava nevicando. Una sensazione di leggera leggerezza ( proprio leggera leggera e sottile) di pace interiore.
Ieri pomeriggio due persone in due occasioni diverse, mi hanno detto ” Cosa vuoi chiederti ancora? Cosa pretendi da te stessa?” e qualcosa deve essere accaduto dentro di me, pensavo, mentre guidavo.
Sono arrivata, mi sono cambiata. Ho lavorato bene, se non fosse che non sto mai zitta e avevo sempre il fiatone. Ma stavo bene. E a Andrea l’ho detto: ” Sto bene, ma è meglio che stia zitta, che ogni volta che lo dico o lo penso, poi accade qualcosa che mi fa piombare nel baratro!“. Sono riusicta a fare una battuta per la quale sto ancora ridendo, mettendo in imbarazzo Andrea e facendo scoppiare tutti in una sonora risata!
Ragazza sull’ellittica: ” Andrea! Quanto costi all’ora?”
Voce fuori campo (ovvero io), prima che Andrea potesse fiatare:” Poco ed è pure veloce!” Andrea era rosso in viso, ma rideva sonoramente e mi ha dato il cinque per sottolinerare il tempismo perfetto. Poi si è recato dalle ragazze e ha detto loro quanto volevano sapere.
Io ho continuato a lavorare sulle mie ginocchia sgangherate.
Poi arriva la fine dell’ora e dopo il rilassamento, mi cambio e mi avvio all’auto.
Serena. Come all’arrivo. Un pelino affamata. Il pensiero era rivolto a cosa mangiare di lì a poco, a casa.
Esco dal parcheggio, strada libera, rotonda, prima a destra, ancora a destra, vialone, semaforo rosso. Riparto, sono quasi davanti al mio vecchio lavoro, penso che sono passati 10 anni da quando lavoravo lì. Una giacca rossa attira la mia attenzione. Mio marito al telefono. Accosto. Si avvicina, è cordiale. Stranamente cordiale e col viso rosso. Alzo gli occhi e la vedo. La sua amica Elvira, una trentenne sposata, che pareva simpatica un paio di anni fa, ma si prendeva troppe libertà. Ha persino detto alle mie figlie di stare fuori dalla vita del loro padre, che lui può frequentare chi vuole, sempre un piao di anni fa. E un paio di anni fa ho tagliato i ponti con questa donnina. O meglio non ho voluto approfondire la conoscenza. Mia cognata, la cugina di mio marito e i miei figli la considerano una persona meschina e molto sciocca. Mia figlia dice che loro chattano e si messaggiano, ma le dico di lasciare perdere, che non ne vale la pena, augurandomi che il maritino abbia la cortesia di puntare più in alto. In ogni caso e in ogni senso. Ma tant’è.
Io gelo mio marito con “Vedo che vai a pranzo con le tue amiche!” e metto la prima e me ne vado. Lei non mi ha degnato di un saluto, o di un qualsiasi cenno: sguardo fisso, scura in viso, con le lebbra serrate. Pochi attimi, ma la foto è questa. Persona in gran imbarazzo, che fa la sostenuta. Chissà poi per cosa!. Se non hai nulla da nascondere, di solito sei cordiale e saluti, no?
Ecco cosa intendevo quando dicevo che è meglio che io non pensi nemmeno di poter stare bene.
Di mio marito, cosa volete che dica? Che è un pirla? Lo è. Lo so da una vita. Non si merita le mie attenzioni, non si merita nulla da me. Lo so da almeno dieci anni. Prima mi illudevo, credevo alle favole. Da dieci anni a questa parte, non credo più a nulla. Lavoravo dieci anni fa, in quel posto, a poche decine di metri dall’incontro fortuito di oggi. E lui in quel tempo, ha pensato bene che poteva cadere nella rete di una povera illusa. La chiamo così, perchè il bell’imbusto non le aveva detto che era sposato. Anzi, si è tolto la fede dal dito in quel periodo, e non l’ha più rimessa con la scusa di sentire male al mignolo. E nemmeno che fosse padre di quattro bellissimi figli. Gliel’ho detto io, all’illusa. Mettendo un po’ di ordine nelle cose. Io faccio la figura della “povera moglie tradita”. Ma lui è un idiota patentato e con laurea ad Honorem. Lui porterà indelebilmente sulla sua anima le lacrime delle mie figlie. Questa è la punizione che avrà. Le mie figlie avranno come esempio un padre assente, un padre fuggente, un padre meschinamente inesistente. Questo lui lo vivrà quotidianamente. Di mio figlio posso dire che ha preso gli stessi lati dle carattere del padre. Le pagherà pure lui le sue bambinate. Forse peggio dle padre. Ma la vita è sua, può ancora scegliere, se lo vuole.
Stranamente, sono in pace, come prima della ginnastica, come durante la ginnastica, così pure come ero in pace al semaforo rosso.
Non posso fare i miracoli.
Certo, non è un bel quadretto quello che sto descrivendo.
Non è colpa mia. Ho fatto tutto! TUTTO! Ve lo garantisco. La mogliettina felice, accomodante, innamorata. La moglie preoccupata, premurosa, attenta. La moglie incavolata e puntigliosa. Lui non ha cambiato di una virgola il suo atteggiamento.
Sempre a negare l’evidenza, aggravando i problemi con le sue mezze bugie, le sue omissioni. Sempre sfuggente davanti al compito di maschio adulto.
Sempre senza condivisione di idee, progetti, ideali, preoccupazioni, problemi, soluzioni, strade da percorrere, visioni di futuro.
Cosa ci faccio con lui? Per certi versi mi va bene un uomo che mi lascia libertà di azione.
Per altri versi, non nego che ho provato a immaginare una vita da separati. Ma ammetto che vedo solo i problemi moltiplicarsi, accentuarsi, all’ennesima potenza.
Ecco, la mia voglia di scrivere si esaurisce qui. Volevo raccontare della neve che tutti stanno aspettando. Invece ho raccontato il gelo che mi attanaglia l’anima.
Mi dicono che non devo scrivere di queste cose, per farle leggere al mondo.
Invece penso che sia importante che sia io che le vivo in priam persona, che chi legge o leggerà, possa sapere che se ne esce da alcune gabbie, solo mettendo in ordine i pensieri.
Ho accanto a me un ragazzino di quasi cinquant’anni, con cui ho sognato di costruire qualcosa di buono. Quattro splendidi ragazzi sono nati da questo sogno. Ora loro sono abbastanza grandi, hanno avuto qualche anno di vita serena. Ora vedono il peggio. Il periodo di debiti, di incomprensioni, di parole amare, di azioni stupide che portano dolore. Ma confido in quello che ho donato loro. Le grandi risate, la libertà di scelta, i dialoghi aperti, leggeri anche se si parlava di cose che normalmente nelle famiglie sono dei tabù. Hanno dei buoni geni, devono solo usarli al meglio.
Io sto bene, tutto sommato. Ho solo voglia di dormire, che è il mio modo di fuggire alle fatiche della vita.
Ma poi penso che ci pensa la vita. Forse…. starò a vedere. tanto di più non posso fare…

Piccole donne, crescono- autoreferenzialià


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Eccoci
Siamo belle, felici e splendenti.
Sul nasino di ognuna brilla un Piercing

FOTO di ERIKA ZOMER
Felici e abbracciate
un pochino di orgoglio, un pochino di autoreferenzialità, un pochino di felicità!
Pizza con sorpresa finale.
Prima giro in città, piercing al nasino bello, e poi cena.
Alla fine una fetta di sacher, con candela brillantissima, e tanta tanta emozione.
Basta così poco

21.01.2015 la vita è una costellazione di compromessi.

“La vita è una costellazione di compromessi”, dice Nadia. 
“Per questo vediamo spesso le stelle…” aggiunge Mauirizia.

Oggi Margherita compie 14 anni. Era freddo quel 21 gennaio, a Vipiteno.
Da un’ora o poco più nevica, sottile sottile, sullo sfondo grigio marrone dei boschi, sembra stonare quello sfarfallìo leggero.
Persino Miritlla appoggia il muso sulla maniglia della finestra, e guarda fuori, quasi annoiata. Chissà, se come me , spera che tutto diventi bianco, finalmente…

Ieri sera ho visto cose che ho vissuto in passato. Poi la vita mi ha messo davanti a scelte che non immaginavo, alle quali a chiacchiere dicevo ” Mai, non accetterei mai, se accadesse a me!”. Nulla di fuori dal normale, ma certi compromessi, certi tradimenti del destino, certi progetti che si infrangono sulle umane debolezze, che ti lasciano cicatrici invisibili, che ingrigiscono lo sguardo, aggiungono rughe al sorriso, accorciano il respiro. Ecco quello volevo dire ieri sera. Non serve dire e ricordare ” Sei giovane, capirai” perchè quando sei giovane sei un illuso a prescindere, ce l’hai nel DNA, quella speranza di poter cambiare il mondo a tuo piacimento, con le più alte vette di idealismo. Poi la vita di presenta una costellazione dietro l’altra di stelle piene di compromessi. E capisci da sola quanto sei disposta a scendere a compromessi, per te stessa, per i figli, per i tuoi cari.
Oppure resti sola. Perchè è questo che ho potuto vedere. Chi non scende a compromessi, comunque si priva di qualcosa. Come chi scende a compromessi. La vita, oltre a essere una costellazione di compromessi pieni di stelle, è una continua perdita di qualcosa. Fisica: i capelli, per esempio. Metafisica: la spensieratezza della gioventù.
Alla fine perdi sempre.
Tra poco vado a dare l’ultimo saluto a Fulvio.
Poi devo e voglio trovare il giusto clima per festeggiare il compleanno di Margherita.
Cercherò di fargli un regalo speciale. Non parlo di qualcosa di tangibile, ma il ricordo di un paio d’ore con me, a divertirsi, a fare compere, a fare le donne e lo shopping.
Voglio regalarle un paio d’ore di quella spenseriatezza della giuventù, che perderà tanto presto. Voglio regalarle un paio d’ore con la sua mamma, concetrata su di lei e basta.
Voglio regalarle la sensazione di essere tanto speciale, anche se è nata in una famiglia normale, anche se è l’ultima di quattro creature, anche se ha quel caratterino che ogni tanto, accidenti a lei, le taglierei la lingua.
La vita è una costellazione di compromessi, ma oggi Margherita vedrà qualche stella.

con amore 
la tua mamma

Ciao Franco, salutami Laura

Ecco… così ti voglio ricordare, perchè credo sia stato uno dei giorni più belli che ho potuto condividere con te, caro Franco.
Quel magnifico giorno di fine maggio, con tuo figlio e la mia adorata cognatina. Così ti ricorderò, e anche quando condividevamo il pasto, in giardino, durante l’estate. I tuoi sorrisi silenziosi, il tuo viso pacioso, le tue parole tranquille. Così sei e così sarai.
Enrico, e Franco, nel giorno del Matrimonio di Enrico e Lara
Oggi c’era un tramonto da favola, con il cielo colorato e allegro e ho pensato che è merito tuo. Ho pensato che tu e Laura vi siete riabbracciati. Per l’eternità.
Hai lasciato qui, accanto a chi ti ha conosciuto, il ricordo di una persona buona, che ha seminato molto bene, a giudicare i tuoi figli. Belli, bravi come poche altre persone.
Franco e i suoi tre figli, Paola, Enrico e Daniele
Grazie Franco. 
Grazie di avermi permesso di sorridere con te e tua moglie, in tutti questi anni. Grazie …
Buon viaggio, Franco, salutami tanto Laura!

Che Fatica

Siamo alle porte del Natale
Arrivare a Dicembre è sempre faticoso, ma il Natale, di solito, fa in modo di aver voglia di Natale, appunto.
Sarà il tempo, meteo intendo. Per tutto l’anno è stato un tempo ballerino, un tempaccio, a dire il vero. L’estate non c’è stata. E ora non è inverno. Ci sono mediamente 6-8, persino 10 gradi durante il giorno. Solo per un paio di giorni si  è arrivati intorno allo zero.
Poi di nuovo su. Oggi piove. Siamo “solo” a Martedì.
Sarà che ieri mi sono alzata molto presto: la sveglia era puntata alle 03.30. Ma io dalle 00.47 ero sveglia e tentando di dormire, mi giravo e rigiravo agitata, pensando che poi la sveglia non si l’avrei sentita. Insomma un delirio.
Poi una giornata pesante, di incontri, che dovrebbero tenere le basi di lavoro, i contatti., i rapporti umani.
Il tutto aggravato da quello che si è nuovamente ripetuto.
Non nego l’evidenza. Ho tanti difetti. Alcuni dei quali sono incredibili. Ma è possibile che per tutta la mia esistenza, quella di cui ho memoria per lo meno, io sia ” quella sbagliata”, ” quella con cui non si può parlare”, “quella che le sbaglia tutte”?
Raccolgo, per contro, notevoli consensi nel mondo in cui ho scelto di vivere.
Le mie origini mi rifiutano, mi vorrebbero diversa, ma anche se mi avvicino al loro ideale, sono sbagliati i modi e i tempi. questo mi causa dolore, rabbia, paura.  Parlo dei miei. Sì i miei genitori. Giovani, anagraficamente. Ma vecchi dentro. Da sempre, credo.
Lo so, sono adulta. Dovrei riuscire ad aver superato il conflitto adolescenziale. In effetti sembra proprio che io, per loro, sia rimasta lì, tra i 14 e i 16 anni. Raccontano che ero tremenda, che rispondevo male, che battevo uan luna dietro l’atra. Sostengono che tuttora io sia così.
Ma tant’è. Quest’anno niente Natale in famiglia. O meglio il Natale sarà quello che tutti desiderano: un momento felice e sereno, da condividere con i propri cari. Appunto. La MIA famiglia: mio marito, i miei figli. Punto.
Evidentemente è arrivato il momento di smettere di tentare accontentare chi non è mai contento. Tutto sommato, dopo l’arrabbiatura iniziale, lo scoramento conseguenziale, e il risveglio della mia coscienza, mi sento proprio sollevata. Niente finzioni. Niente obblighi. Niente bocconi amari da ingoiare.
Daltronde, cosa hanno fatto per evitare tutto ciò? Ai miei occhi poco o nulla.
Anche oggi, che è mercoledì, e ora è proprio tardi, ho avuto una giornata piena: incontri di lavoro, che hanno consolidato il buon rapporto esistente, con mia piena soddisfazione.
E poi è arrivato il momento dei regali. Niente di che, ma regali sinceri e meditati con il cuore.
Ora ho deciso di concludere questo post, iniziato ieri, con un sentimento cupo, e arrivat a oggi con un sentimento leggero e speranzoso.
Arriverà il momento in cui dovrò affrontare il discorso con i miei. Lo so. Ma lo deciderò io, con i miei tempi, e le mie modalità.
Ora vado a letto. Sono almento 3 ore che lo dico.
Ma sono ancora qui
e prima di andare ho certo un’immagine e ho trovato una preghiera, che inseirisco volentieri

Buona notte bella gente!
Ringrazio per gli amici, tanti, forti, unici che la vita mi ha donato e continua a donarmi.
Mi riempite di forza e mi regalate le risate più sane!
Buoan notte e fate bei sogni!