Trilogia

Li ho letti a rovescio

PRIMA : Il giardino delle Pesche e delle Rose
POI: Chocolat
INFINE: Le scarpe rosse
Direi come spesso accade nella mia vita, tutto come “deve avvenire”.
Una trilogia affascinante, come il film con Johnny Depp, visto e rivisto. Ma poi è arrivato il libro, che è ancora più magico. Riesci a appagarti di cioccolata, senza mangiarla. Riesci a sentirne il profumo, assaporarne l’aroma. I colori ti inebriano. I personaggi sono normalmente magici, unici e realmente intriganti.
Li ho letti alla rinfusa, ma me li sono goduti tutti e tre, intervallandoli con altre letture.
Ho aspettato a scrivere perchè volevo il quadro completo. Lascia sempre sperare in una buona fine.
Mi ha fatto piacere persino il vento (poco), che ho incomiciato a osservare, da dove arriva, l’intesità, il suo profumo, la sua temperatura, la sua voce.
Ora inizierò a leggere un altro libro di Joanne Harris, perchè è vero, se non ci fosse, bisognerebbe inventarla.
Chissà che non riesca a riprendere il sogno del mio libro….
Piove. Anzi di più. “L’ALTRA SETE”

Piove. Anzi di più. “L’ALTRA SETE”

Stanotte tuoni e
fulmini. Saette e grandine. E un fiume di fango, ciottoli, sassi e pietre è
sceso dal Maso e si è riversato nel cavedio, distruggendo il mio giardino tra
le pietre.
Davanti, l’erbetta stava crescendo a fatica. Il
caldo torrido ha bruciato tanti semi. Alcuni sono riusciti a sopravvivere. Li
bagnavo con amore tre o quattro volte al giorno. E stanotte il temporale si è
portato via tutto.
Ieri ho finito il libro che mi ha regalato
un’amica per il mio compleanno. Una sorpresa.
Ero con il mio tennista, a San Candido. Il libro
era con me. Ho iniziato a leggere. Lentamente. Il sole della Pusteria mi
scalda.
Io leggo lentamente.
Ogni passaggio esce o
entra nel mio DNA.
Pensieri parole
azioni. Paralleli . Specchiati.
L’amaro in bocca nello
scoprire il marcio. L’ironia nera. 
Cig ronf. Cig ronf. 
La seggiovia scandisce il tempo. 
Cig ronf. Cig ronf. Sale in alto. 
Puf pong panf. Le racchette colpiscono le palline
gialle. Le fanno volare. Rasoterra. In alto. Contro il cielo.
Puf panf pong. Panf
pong. Pong paf. Cig ronf. Puf panf pong. Come piccoli grandi soli. Puf panf
pong. Pong paf. 
Le parole seguono i pensieri. Il battito del
cuore segue i pensieri. Il respiro segue il cuore che segue i pensieri. Il
cervello gira rigira le frasi. I passaggi. I dolori che portano a questa Condizione. Ma io
leggo piano. Lentamente. Non tutti i giorni. Il mio sangue non assomiglia alla
seggiovia. Deve assimilare piano. Alla cima. Alla soluzione. Alla via maestra
ci arrivo piano. Col respiro lento. Con il cuore leggero. Altrimenti tutto
implode. Ma io leggo e come la seggiovia sale e i tennisti giocano e uno di
loro vince. Spero vinca il mio tennista. Mentre io non lo guardo e leggo. E il
sole mi scalda.
Vado avanti.
Leggo più veloce di
quanto pensassi. Sono ai carciofi. I carciofi mi ricordano una cena, un saluto,
tante risate, tante. Ma poi, pochi giorni dopo la morte. L’ultimo saluto. Sono
ai carciofi. Sono a quando Alice dorme insieme a sua madre.
Mi prende la voglia di
scrivere: ogni pensiero potrebbe essere il mio. Ogni immagine che salta fuori
dalla lettura. Ogni supposizione. Ma qual è il mio dolore? Quando arriva
l’ammissione di questa Condizione? La sua intendo. La mia, forse la
conosco.
Sono protetta
da un tetto di sottili bambù. Mentre dietro il monte sale una nuvola di
panna montata e rulla un tuono burlone. 
Cig ronf. Cig ronf.
Panf pong puf. Cig cig cig. Panf pong. Puf pong . 
Palline gialle e
seggiovia. Aria rigenerante . Sole cangiante. Cielo trasparente.
ual è il dolore
scatenante? Forse lo so. E allora abbasso lo sguardo. Ripenso al 2 maggio
di 10 anni fa. Al vuoto sotto i piedi. E a tutto il resto. Ma sono qui. Siamo
qui.
Se non lo fossi, cosa
cambierebbe? Cosa sarebbe andato diversamente in questi 10 anni? Non lo saprò
mai. 
E forse non è nemmeno
questo il mio dolore. Forse è qualcosa di atavico. Di uterino. Di lontano. Di
come mi sono sempre sentita fin da piccola. Mai abbastanza. Mai approvata. Che
voglia di scrivere. Tirare fuori.
Scolpire il marmo
bianco fino a far uscire l’opera d’arte. Togliere l’inutile. Eliminare il
superfluo. Ma io faccio fatica a buttare un Tempo usato. Come si fa ad
eliminare sentimenti, immagini, rifiuti, superficialità, banalità. Un Tempo
usato, pieno di muco. Contro una vita alla ricerca di essere all’altezza.
Quanto tempo ci vuole?
Quanti Tempo ci vogliono?

E di notte arriva il
temporale che devasta il mio giardino. Che anticipa l’uragano che colpirà il mio giardino tra qualche
giorno….
INIZIARE DALLA FINE

INIZIARE DALLA FINE

Una tazza di cioccolato caldo, denso, profumato.
Un pizzico di cannella, oppure di peperoncio, o una scorza di arancio. L’anice stellato, o lo zenzero. Ecco cosa fa la differenza. Il massimo è con la panna montata. O forse no.
Il fatto è che mi piace. Punto.
E ho visto il film. E mi è piaciuto tanto. L’ho rivisto decine di volte, e sempre mi piace.
Sarà colpa del cioccolato.Che mi piace tanto tanto.
Sarà che racconta una storia di una donna forte, con una figlia, condita dalla magia, dal vento, dalle storie di tradizioni e novità che si fondono in un quadro della campagna francese.
Sarà per tutto questo. Ma Chocolat è e resta uno dei film che preferisco. Insieme a pochissimi altri.
Ero talmente presa dal film che non sapevo neppure che è tratto da un libro. Chocolat di Joanne Harris. Ma poi ho trovato il terzo libro della trilogia di cui non ero a conoscenza.
IL GIARDINO DELLE PESCHE E DELLE ROSE
e di nuovo di parla di profumi, di marmellata, di magia che si mischia al contrasti di civiltà e culture diverse, che si sovrappongono, si mescolano, si fondono e lei è sempre lei. Donna forte, ma semplice, che arriva la cuore delle persone e con poche azioni sistema le cose, quasi a ripulire una finestra impolverata, che una volta pulita, lascia vedere un paesaggio meraviglioso!
Ecco, inizio dal terzo, ma voglio leggere i primi due.
Forse passando dal secondo al primo. Oppure sarà quel che sarà. Mi lascerò stupire, saranno loro, i libri che mi troveranno, secondo le loro idee.
Ma leggerò, mi incanterò, sognerò, e ….riprenderò a scrivere il mio libro, lo condirò con profumi, lo renderò piacevole come la tazza di cioccolata calda, denso e profumato, con qualche spezia a renderlo più piccante, più corposo, più brillante.

Forse i sogni si destano dal letargo di questo lungo inverno….

TI ODIO CON TUTTO IL CUORE-Valeria Luzi

Il titolo mi ha colpito.
La copertina rossa con il cuore ferito, pure.
Il periodo in cui l’ho letto è stato pesante.
Non riuscivo a concentrarmi.
Comunque, un pochino mi ci ritrovavo nella protagonista. Intorno a lei solo gran casini, e tutto ciò che intraprendeva si tramutava in qualcosa di inaspettato. Susi, quarta figlia di una famiglia di origine italiana a New York. Mike, bello e perfetto, grande chef, il suo Ex migliore amico,è innamorato da sempre di lei. Lei che non ci pensava affatto a lui in quel modo. Che però risveglia ogni sua cellula, intimamente, creativamente. Un libro leggero. Una storia d’amore che si snoda dalla nascita ai trent’anni dei protagonisti, tra scuola, cucina, parentado vario, televisione.
Veramente bello, se il proprio umore fosse decente. Mi dispiace averlo letto in questo periodo. Nemmeno la descrizione della profonda intesa dei due, che tanto assomiglia alla mia storia, almeno quella dell’inizio della mia storia con mio marito, è riuscita a farmi dimenticare il momento critico.
Il lieto fine è meraviglioso. L’intervento finale di Michael che racconta di quando si è reso conto del proprio innamoramento è delicato e divertente.
Valeria Luzi ha fatto proprio centro con “TI ODIO CON TUTTO IL CUORE”.

SholeH Zard

Continua la mia avventura con gli Ebook
Stavolta il consiglio di Sybille 

Ammetto tutta la mia avversione verso i vampiri e il mondo della magia ( non ho mai letto e nemmeno visto la saga di Twiglight e per non parlare di altri libri che hanno riscosso successi notevoli, ma se si tratta di vampiri e maghetti, io li rifuggo. Sarà che mi sento strega abbastanza…) Ma essendo ancora refrattaria agli Ebook, voglio leggere uan cosa “leggera, possibilmente che mi strappi un sorriso”. E Sybille, mi indica il libro di Jasna C. Lemanj SHOLEH ZARD, che poi è il nome di un dolce a base di riso, che a vedere le immagini deve essere pure buono!
Inizio la lettura, parla in prima persona l’investigatore Van Bratus, marito di Sholeh. Leggo, mi piace. Mi fa sorridere. Continuo a incuriosirmi e mi diverte leggere di IFRIT, DJINN, MARID, VAMPIRI, DRAGHI, BAHAMUT, DEMONI, FOLLETTI, NANI, ELFI, mamme che salvano i vampiri sottraendo sacche di sangue scadute dall’ospedale in cui lavorano, che allevano draghi senza batter ciglio… insomma mi sono divertita molto.
E poi, che scemo il maschio…posso dirlo, vero? Avere la madre che ne sa più di lui e non accorgersi di nulla!
…proprio divertente…
Che dire della copertina? colori magnifici, che ricordano gli ultimi lavori che feci a scuola nel laboratorio smalti. I miei lavori sono appesi nel laboratorio, che orgogliosa che sono…e poi l’ha fatta Sybille! Lei è specialissima in questi disegni! sono spettacolari! Visitate il suo sito! Vi innamorerete di LEI e di tutto quel che fa! E di cose speciali ne fa tante: la cosa più meravigliosa è la sua idea di scuola! Andate a vedere, e capirete di cosa parlo!
Continua la mia lettura di Ebook con gli altri due libri di Jasna: Zohar e Nidahl

Tra Fornelli ed Ebook: THAT’S AMORE – Elisa Formenti

Un’amica carissima lunedì mi scrive una mail :”… leggilo, è bellissimo! Costa meno di un caffè e poi l’ha scritto una mia amica!”
Era appena rientrata dalle vacanze, lei. Io avevo finito il mio libro da sdraio, in questa estate che estate non è e la sdraio l’ho usata pochissimo!
Io ero scettica con gli Ebook. Leggere un libro, sfogliare le pagine, mettere il segnalibro, a letto, sul divano, sulla sdraio in terrazza. Questa era la mia idea di lettura.
Ma Lisa, la mia amica, mi ha convinto. E poi, mi son detta 99 cent, che vuoi che siano! Ho sempre pensato che per leggere, come per la salute, i soldi siano spesi bene, nonostante il portafogli possa piangere, ma davanti a un libro, non mi tiro indietro, quasi mai. THAT’S AMORE il titolo. E già mi si apre un mondo: film anni 50, canzoni uniche, allegre, vive!
Quindi  l’ho acquistato, procedo con tutte le richieste che mi fa Amazon, scarico la versione per PC di Kindle. Comincio a leggere, stancamente. Il tempo è pessimo, freddo, piove, anzi diluvia. Invoglia a starsene in casa, nello studio. Leggo. Mi cattura. La protagonista, Clizia, mi pare sia la mia versione romanzata. Mille disavventure lavorative, che però riesce a ridicolizzarle, a farti ridere e sorridere, con le sue battute a raffica, con le situazioni inverosimili e realissime. E una passione. La cucina. E poi due occhi che la fulminano, che la stregano, ma lei fugge. Non vuol farsi distrarre dal suo progetto, dal suo sogno, dal suo riscatto a una vita normale, difficile come tutte le vite normali. Ma la vita, si sa, porta sempre dove serve. E quegli occhi e quel balbettare ( anche mio padre balbetta se è agitato, e pure mio marito balbetta, altra similitudine con questa storia molto bella!), quel parlare in maniera logorroica di Clizia ( pure io lo sono… infinitamente!), quella goffaggine, quelle rotondità, quelle lentiggini….pare che Elisa Formenti mi abbia conosciuto e si sia lasciata ispirare da me…. che presuntuosa che sono!!!! No, non credo sia così, sul serio. Solo che Clizia, nome originalissimo, la ninfa innamorata di Apollo nella mitologia greca, è una donna normalissima, speciale come tutte le donne con i piedi piantati per terra e tanti sogni tra le nuvole, normale nel fisico, normale nell’estrazione famigliare, normale! Punto! E quindi facilmente ci si ritrova nella sua figura.
Il libro in pochi giorni scala la classifica su Amazon, e in pochissimo tempo è nei primi sessanta posti. Si legge volentierissimo, e si sorride sovente. Come piace a me. L’autrice usa termini ricercati, stuzzicanti, e interessanti, non è il “solito” libro, ve lo assicuro! Il lieto fine è da film, e ammetto che da quando ho scaricato la versione per sistemi android sul mio Galaxy Note l’ho letto ovunque mi trovassi. E ho scoperto (ve l’ho detto che mi piace mettere i segnalibro no?) che c’è la possibilità di mettere il segnalibro, sottolineare e evidenziare le frasi che piacciono, che ti colpiscono, che ti entrano nell’anima! Insomma: Un bel libro, una bella storia, il mio nuovo amore per gli ebook! Ora penso che non mi lascerò più fregare dalla mia paura di non trovarmi bene con un ebook, e a Natale chiederò un regalo: un Kindle vero!!!

In più … ho conosciuto “virtualmente” Elisa e la trovo spaziale!

Il libro è da leggere, ve ne innamorerete.
Promesso, e io le promesse le mantengo sempre!

SEGNALI SUBLIMINALI, o meglio INEQUIVOCABILI.

“Ho bisogno di stimoli nuovi” mi ha detto mia cognata, mentre le facevo vedere che stavo girando i mobili nel mio studio. Il mio angolo, il mio rifugio, il mio posto di lavoro, il mio svago, il posto dove mi informo, dove divago, dove scrivo. Ecco appunto SCRIVO.

Ho girato i mobili, ho spolverato, ho riordinato libri e documenti. Ho messo alcuni libri, quelli che ho preferito, in prima fila, pensando potessero mandarmi segnali positivi. “Li guardo, sorrido, e torno a lavorare, a telefonare, a SCRIVERE.” ho pensato.
Poi è arrivato il momento della scrivania. Ordinata e linda.
Poi mi è venuta la (malsana) idea di riordinare persino il Desktop del mio PC sgangherato.
Ho creato una cartella, ho selezionato 4 file word e li ho trascinati nella cartella. La stessa cosa ho fatto con la cartella, mettendola nel GDrive. Ho creato un collegamento, che poi ho spostato sul Desktop, come ho sempre fatto con tutte le altre cartelle. Sempre.
In questo caso però due file si sono volatilizzati. Persi. Introvabili. Distrutti. Cancellati.
E, pensate un po’! Il mio file più importante era uno di loro.
La mia bozza di sogno nel cassetto. Ero a buon punto. Avevo scritto molto. Avevo le idee.
Perse tutte! L’altro file, era un elenco di spunti da cui trarre idee.
Come interpretare tale cosa? Un ennesimo sogno nel cassetto distrutto, cancellato, perso, introvabile. Il mio desiderio d “fare” qualcosa di nuovo, oltre a girare i mobili dell’ufficio.
Oltre a riordinare la scrivania, a spolverare, e posizionale scampoli di vita in modo diverso, un tentativo banale di trovare stimoli nuovi. E ora cosa faccio.
Sono scoraggiata. Avevo interrotto la scrittura solo il tempo di qualche giorno, cercando di trovare il tempo per stare con la mia famiglia, ricucire qualche rapporto logoro. Ferragosto, ho pensato, è un momento in cui mezzo mondo si ferma. E non l’ho più aperto quel file. Era salvato. Era lì, sul mio desktop. Era perfetto. Un bozzolo che sarebbe divenuto crisalide e poi una magnifica farfalla, e sarebbe volata di fiore in fiore. Immaginavo. 
Cosa mi è venuto in  mente di fare pulizia sul mio desktop? E nessuno che possa aiutarmi, se non spendendo un sacco di soldi che non ho.
Non lo so, il segnale mi pare inequivocabile. Nemmeno questo è il mio percorso.
Di nuovo un sogno infranto.
Di nuovo una speranza disillusa.
Magari non l’avrebbero mai accettato, non l’avrebbero mai trovato intrigante, magari è meglio così. Non avevo poi scritto nulla di particolare…
Aspettavo il corso di scrittura creativa, per migliorare, per trovare stimoli, per venire illuminata.
Non lo so… sono scoraggiata, questo so.
Molto.
Niente che vada come deve andare. Casa. Marito. Figli. Genitori. SCRITTURA. 
Niente.
…e poi arriva quella notizia. Una cara donna, con una storia difficile sulle spalle e nel cuore, che decide di fare un gesto definitivo, che mi mette addosso tristezza, disperazione e impotenza.
Dalle piccole alle immense cose, io sbaglio tutto.
sono veramente scoraggiata.