UNA CASA SUL MARE DEL NORD – Nina George

Mentre sto cercando me stessa, in fondo a quell’abisso in cui mi sono lasciata cadere, scopro cose che non avevo mai saputo o considerato. In questo cammino, in questa risalita dal baratro, mi specchio e comincio a riconoscermi. Gli occhi sono più blu, non sono più velati dal quel grigio che rendava tetro ogni mio sguardo. E nel frattempo leggo. Leggo a perdifiato. Si può dire leggere a perdifiato? Però mi piace quest’espressione. E dopo aver letto “UNA PICCOLA LIBRERIA A PARIGI” , mi sono buttata su questo libro. Il titolo, i colori della copertina, il foulard viola. Tutto mi ha colpito. Ma soprattuto il nome della protagonista. MARIANNE, che poi è uno dei nomi che preferisco.

 

UNA CASA SUL MARE DEL NORD

Marianne ha sessant’anni, porta il bagaglio pesante di una vita infelice ed è decisa a farla finita. Aveva promesso al padre di essere felice. Ma non aveva mantenuto la promessa. Decide di farla finita a Parigi. Ma quando scavalca il parapetto sulla Senna ormai determinata a lasciarsi andare, non immagina cosa la vita le riserverà. Qualcuno la porterà in salvo e, seguendo per la prima volta il suo istinto, Marianne si troverà in Bretagna, in un paesino affacciato sull’oceano dove ritroverà la gioia di vivere, riconoscerà se stessa e l’amore vero.

 

 

 

 

 

 

Li avevo compreati assieme i due libri. Uno parla di rinascita al maschile, il secondo al femminile. Sono complementari. E ciò che mi ha colpito è l’età dei protagonisti. Inconsueta per dei libri che parlano d’amore….
Una casa sul mare del nord è una storia che parla di rinascita, è il lungo risveglio di Marianne che, dopo sessant’anni di torpore, seppellita in un matrimonio di non-amore e in una vita da spettatrice, si trova improvvisamente a vivere, a scegliere, ad assaporare.
E così, quello che sarebbe dovuto essere il suo ultimo atto, l’ultimo viaggio verso il mare nel quale Marianne aveva deciso di lasciarsi morire, si trasformerà in un cammino di rinascita e scoperta. Il marito insensibile e egoista l’abbandona dopo il tentato suicidio in ospedale a Parigi, e lei non perde l’occasione di intraprendere il viaggio verso un paesino della Bretagna. La vita a volte, dopo aver preso, decide di dare ed è proprio quello che succederà a Marianne che imparerà ad ascoltare se stessa e le mille voci della natura. Imparerà a gustare il cibo e ad abbandonarsi al rumore delle onde, si riscoprirà una donna e ricorderà i suoi sogni. Ho ritrovato un po’ me stessa in questo libro scritto con leggerezza, come una fiaba. Nina Goerge racconta magie e leggende antiche eni suoi libri, trsportandoli nell’oggi, con una leggadria inimmaginabile. Un messaggio leggero, molto semplice, di rinascita quasi scontata che però mi assomiglia. E quindi ho amato molto Marianne, e ho tifato per lei, quando si perdeva nelle sue paure, e tornava indietro, in quel mondo che l’aveva bistrattata.
Una lettura leggera, che racconta di amore, di maturità, di possibilità. Una favola….