NANKURUNAISA

NANKURUNAISA

Copio e incollo uno stato di un paio di anni fa di un’amica colta, bella, intelligente.
NANKURUNAISA. Credo sia una delle parole più belle del mondo. forse perchè semplicemente è diventata la mia, parola. E’ giapponese e significa “Con il tempo si sistema tutto”. Una più libera interpretazione è “Sopravvivi oggi per l’amore di domani”. Cosa c’è di più giusto? Di più sensato? I problemi possano caderti addosso come macigni, puoi rimanere schiacciata sotto il loro peso..ed è a quel punto, che ognuno di noi dovrebbe urlare con tutto il fiato che ha in gola ” Nankurunaisa”. Stringi i denti, vai avanti. Gli errori, le sofferenze, i torti subiti, sono le cicatrici che devi mostrare con fierezza. Sono ciò che ti hanno permesso di diventare la persona che sei oggi. E poi, ricorda, le cose belle prima o poi capitano a tutti, anche a te.

Anche oggi un tizio mi ha ricordato che tutto quello che deve avvenire, avverrà al momento giusto.
Io che non ho più pazienza.
Io che sono stufa di subire, ma che resto immobile, in attesa che ogni cosa che deve accadere, avverrà.
Ma ora? Suonare un campanello (non metaforicamente, ma proprio come un ragazzino dispettoso, suonare, per vedere l’effetto che fa). Vedere che non cambia nulla.
Constatare che proprio non cambia nulla. Che non serve a nulla camminare, andare avanti, sorridere, cercando di superare l’ostacolo, e magari farlo diventare un pilastro su cui costruire il tuo domani, quello pieno d’amore.
Insomma potrò urlare NANKURUNAISA, ma non credo affatto che le cose cambieranno. Rimarrà il mal di pancia, rimarrà la sfiducia, rimarrà il rammarico di quello che poteva e doveva essere.
Io vivo così, aspettando un miracolo, ma senza crederci.
E il natale è alle porte, il momento più romanticamente magico dell’anno. In casa ho solo le candele, nessuna altra decorazione. Strano.
Sì, strano, io che un tempo mi cimentavo in mille cose nuove, luccicanti, profumate di pino.
Quest’anno l’albero non lo vorrei nemmeno fare.
Sai che fatica, fare e disfare un albero. Per non parlare del costo.
Aspetto un miracolo.
Ma non avverrà.

Natale alle porte

Che strani sentimenti, come la temperatura che c’è in questo dicembre che pare fine ottobre, con il cielo azzurro, con i monti glabri, con i colori dei boschi ancora accesi.Che stani sentimenti, oggi e ieri e l’altro ieri ancora. Le luci, le luminarie, i mercatini tutto è sincornizzato, tranne il tempo. Non un cenno di freddo vero. Mentre la testa e il cuore fanno balzi di umore che nemmeno un uragano li provocherebbe. La mattina, a dire il vero, c’è un po’ di brina, nei posti più all’ombra, a nord. Ma tutto rimane stranamente fermo a metà autunno. Il giro al mercatino di Bolzano, fatto dopo le 19 è stato piacevole. Non un brivido di freddo, non un filo di brezza gelata, che di solito è la compagnia obbligata dei mercatini di Natale. E poi… le decorazioni che di solito compongo io. Quest’anno no. Non le ho fatte io. Le ho comprate fatte, da altri. Le guardo come se guardassi una vetrina. Il Natale è alle porte, e fuori è pare ottobre. Non riesco a pensare al Natale. Forse la notte, al buio, con tutte le lucine accese, l’atmosfera pare più vera. Il Natale. Devo comprare l’albero, quello vero, voglio sentire il suo profumo, voglio vedere cadere i suoi aghi. Voglio decorarlo con tutte le palline e decorazioni varie. Ogni anno compravo qualcosa, quest’anno non lo farò. Non è Natale veramente. Non con quello che ho dentro e non riesco a buttare fuori. NO! Mi chiedete perchè? Di chi è la colpa? Mia, naturalmente. C’è chi sostiene che io ho sbagliato ad avere fiducia, lasciando il libero arbitrio, e le briglie sciolte. C’è chi sostiene che avrei dovuto essere più rigida, più ferma, più …eccheneso! Fatto sta che la responsabilità di questo dolore cade su di me, io me lo tengo, io me lo risolvo, io lo schiaccio in fondo all’anima, io lo relego in un mini angolino della mia anima. INUTILMENTE. Basta una chioma scura. Basta una cena con gente giovane e io ripiombo in quello che è un incubo. Il Natale. Era il periodo più bello dell’anno. C’era l’attesa. C’erano i preparativi. C’erano i programmi, i regali, i biscotti da fare. C’ERANO. Ora non ci sono più. Non c’è posto in me per questo. C’è quel macigno, quella ferita che non cicatrizza. ECCHISENEFREGA DEL NATALE? Ecco come sono io ora. I sogni sono infranti, i miracoli non esistono. Odio le immagini di famiglie sorridenti, di coppie che si guardano negli occhi. Anzi no. Non odio questo. Non posso odiare qualcosa che non c’è. Non odio nulla. Ma non ci credo più. PUNTO! Il Natale, come il mio compleanno. Era il mio compleanno. E scoprii quel messaggio. Il mio compleanno da dieci anni a questa parte è un giorno inutile. Perchè continuo a stare qui? Pigrizia forse. Rassegnazione. Paura. O forse sono legata a doppio filo a questa penitenza. Penitenza che mi autoinfliggo per punirmi dei miei peccati. Quali peccati? Ho tradito. Ho ferito. Sono bugiarda. Sono inaffidabile. Sono superficiale. Ho cambiato idea mille e una volta. Ho spettegolato e fatto battute e riso del male altrui.  ESATTAMENTE COME OGNI ESSERE UMANO. Non voglio scusanti, non sono una santa. Perchè resto? Non ho altra vita. Ho giurato ” nel male e nel bene“. E’ una promessa che non riesco a non mantenere. Sono convinta che le prove che la vita ci dà, sono esattamente quelle che si servono per crescere, per evolvere. Ho solo una domanda. Tornerò a aver FIDUCIA? Senza fiducia, non è vita. Non esistono compleanni e nemmeno il Natale. Non riesco a vedere in un bocciolo che nasce dopo l’inverno il miracolo della vita. Il bocciolo nasce e cresce. Non è un miracolo. Rimpiango i momenti in cui avevo fede, nel senso di FIDUCIA. Nel futuro. Nelle scelte da fare. Nel credere che l’Amore sia sufficiente per risolvere tutto.

Ho acceso la seconda candela della corona d’Avvento stasera. Si trova sul mobile della cucina. Al buio. Nessuno è lì ad ammirarla. L’ho accesa meccanicamente. Natale è alle porte, e io non lo sento. Natale è finito ancor prima di iniziare. Non c’è la neve. Non c’è l’atmosfera. Non c’è spazio in un cuore ferito. Non c’è sinapsi che possa lanciare messaggi elettrici al cervello, che porta poi emozioni al cuore. Non c’è spazio. Non c’è fiducia.

Forse un giorno, a distanza di anni, ricorderò questo periodo e sorriderò. O forse sarà sempre lo specchio di un grande rimpianto. Di quello che poteva essere e non è stato. Mi dicono che c’è di peggio. Per esempio le malattie, la guerra, la fame. Vero. Verissimo. Ma io alle malattie o alla guerra o alla fame nel mondo non so trovare soluzione. Io posso fare del bene al mondo, vivendo serena, facendo quello che posso, donando amore. Ma io ora l’amore non lo sento più. Sento solo rabbia e rancore. E tanta PAURA.

Non ho fiducia. Ho paura. Con questi stati d’animo si fano danni.

Natale è alle porte e io sono arida. Ho il cuore freddo. Forse per questo batte sempre. Batte forte. Lo sento. Forse tenta di farsi sentire, di aprire la gabbia dove è chiuso. Io non ho la chiave.

Io accetto questa cosa. L’ho provocata io, in un certo senso. Eppure il Natale è qui. Il 23 dicembre saranno passati sei mesi dalla sera in cui quello che sospettavo è stato svelato. SEI MESI. Ci sono giorni in cui il tempo passa “apparentemente” in maniera normale. Ma poi, basta un niente. E torno nel baratro. Mi chiudo a riccio, mi incupisco, si chiude la gola. Le parole non escono. Ora sto scrivendo come un fiume in piena. Non lo rileggerò questo post. NO!

Lo lascerò andare. Che sia Chi di dovere a fare qualcosa. Io non ho fiducia, ho paura e sono impotente. Come sempre il Natale arriverà. Vedrò i bimbi con gli occhi luccicanti. Saranno baci e abbracci. E poi biscotti, e poi risate. Ma sarà tutto e solamente un film. Io non sarò lì. Io sarò la spettatrice di altre vite. Più vere e più vive della mia. Questo è sicuro.

Vado a spegnere le candele. Domenica prossima sarà la terza d’Avvento. Natale è alle porte….

GIORNATA SPECIALE

Siamo partiti per un pranzo a Miola di Predazzo. Abbiamo deciso così, su due piedi, senza troppa premeditazione. Ho “comprato” il pranzo alla vendita per beneficenza del giorno di Natale di Radio Dolomiti. Dopo un’ora di viaggio ci troviamo in una stradina in salita ricoperta di neve, fiancheggiata dal bosco dove gli alberi “suonano” e dall’altra un ‘immenso prato scosceso e coperto dalla coltre di neve che veniva spazzolata dal vento. Arriviamo in un piccolo parcheggio dal quale si scende e si arriva al RISTORANTE MIOLA  che domina la valle con una vista magnifica. Il locale è tipicamente trentino, con una sublime cucina di piatti trentini fatti da mani esperte con ingredienti del posto e presìdi Slow Food. Deliziosi formaggi, fantastici canederli al formaggio, polenta e funghi con lo spiedino succoso e un prezioso, delizioso, fantastico gelato allo yogurt di latte di capra.

Io e mio marito, abbiamo mangiato tutte queste gradevolissime cose in un ambiente a metà fra rifugio di montagna e malga d’alpe, trovando il grande calore delle persone vere, che solo in questi posti si possono incontrare.

Non dimentichiamo il Merlo Cesare e il maestoso un gattone color Champagne, sicuramente il  Re della casa ,  che all’uscita si fa coccolare da tutti.

E poi abbiamo passeggiato a Predazzo, mentre scendeva una leggera nevicata portata dal vento. Infine ci siamo spostati a Cavalese, dove finalmente ho avuto la sensazione di vedere l’effetto Natale e incontrarmi con l’inverno

 
Poi, al rientro la Luna, splendeva in cielo illuminando la neve, rendendo la Terra fluorescente illuminando il paesaggio con la luce diafana dei sogni. E abbiamo parlato e riso e ancora parlato. Rari momenti di semplicità, che nel caos quotidiano ci sono vietati e sfuggono e ci rendono due binari che corrono paralleli senza (quasi) toccarsi mai…
e per tutto il tempo è stato magico, speciale, molto intimo e SEMPLICE…
Quanto poco serve per stare bene! Un pranzo in un posto nuovo, una passeggiata in una cittadina di montagna, due chiacchiere, un viaggio in auto da soli e ora stanchi e sazi ci manca solo di dormire e riposare bene e a lungo  ……

RADIO E RICORDI

Due radio e due uomini
Gli uomini più importanti della mia vita.
IL PRIMO
Mio padre. Era il novembre 1983. Frequentavo la prima superiore, lui aveva 39 anni .  Fu colpito dal primo infarto della sua vita ( il secondo qualche anno dopo, per il quale ha subito 3 by-pass e ora a 67 anni sta bene). Ero spaventata, avevo 14 anni. E tutto mi pareva tremendo. E ingiusto.
Mio padre fu fortunato, quel giorno particolarmente freddo, morirono molti per infarto. Lui si riprese e dovette imparare “solo” a convivere con questa nuova condizione. Anche noi dovemmo imparare. Io per lo meno: mio padre era bello, buono, bravo e invincibile, fino a quel momento. Per qualche giorno non sapevo nulla , non capivo, ero terrorizzata.
 Poi piano piano cominciò a stare meglio e in dicembre arrivò a casa e pochi giorni dopo, poté uscire. La prima grande uscita fu l’acquisto di una radio stereo per me. Fu il  REGALO DI NATALE 1983
Un grandissimo regalo, per quello che rappresenta e per la tanta compagnia che mi ha fatto nel corso della mia adolescenza e per la sua perfetta funzionalità che ancora ha! 
Ora è posizionata sopra il mobile del mio bagnetto ( molto anni 80, me ne rendo conto, ma in quella parte della casa non sento la radio della cucina e quindi non posso farne a meno)

eccola, una TOSHIBA

quanti ricordi …. 🙂

IL SECONDO
Mio marito. Era il settembre del 1992. Ricordo la data e l’ora, quando lo vidi. E subito pensai “WOW!”
che ragazzina. Mi fece il colloquio di lavoro, e diventò il mio capo.
Innamorata, come solo una ventitreenne lo può essere, e senza pensare alle conseguenze, cominciammo a uscire, con un minimo di discrezione, ma poco poco… e di lì a due mesi vivevamo insieme e fummo inseparabili. Abbiamo avuto un paio di forti scossoni, ma siamo ancora qui, tra alti e bassi e 4 figli. Io lo guardo e ancora ho quel brivido che mi prende lo stomaco. Avete presente le montagne russe, o meglio, le farfalle nello stomaco? Ecco, mi fa tutt’ora quell’effetto. Ma non è di questo di cui voglio parlare.
Voglio raccontarvi della seconda radio della mia vita. Quella che utilizzavo fino al 25 dicembre è finita in cantina. Ora al suo posto c’è questa:
la mia Radio Tivoli, sulla mensola in cucina

perfetta e bellissima

Qualche tempo fa ho scritto una lista di regali a mio marito, l’ho fatto scherzando , ma nemmeno poi così tanto. Una specie di lettera a Babbo Natale.
La radio Tivoli era al secondo posto, dopo una splendida NIKON reflex digitale. La reflex era un pelino troppo al di sopra del budget. Ma la Tivoli era a portata di portafoglio.
Così la mattina del 25, ancora a letto, tra mille pacchetti e nastrini, risate e urletti di figli cresciuti (ma non troppo),  ho aperto il pacco molto elegante di SchönhuberFranchi , datomi da mio marito e chiedendomi cosa contenesse ( anche un pochino preoccupata: e se fosse stato un servizio da te? Per carità : sarebbe stato bellissimo, ma non come quello che ho trovato) .

eccola , appena tirata fuori dalla scatola

Così ieri sera ho pensato : DUE RADIO e DUE UOMINI. Quelli più importanti della mia vita. Il filo che li lega lo immagino fatto di musica e onde sonore nell’etere. Un filo invisibile, sonoricamente perfetto.
La colonna sonora della mia vita. O meglio, I PILASTRI della mia vita.
Senza di loro, sarei troppo diversa da ora.
Magari meglio
Ma anche peggio
Ascolto attraverso le mie due radio, i miei programmi preferiti. Ascolto, rido, penso, mi commuovo, mi indigno, mi stupisco, intervengo ( anche troppo spesso) con Facebook e con gli sms ai vari dibattiti e giochini vari e canto. A volte a squarciagola, a volte sommessamente.
Irrinunciabile e impensabile stare senza radio.
la mia preferita : RADIO DOLOMITI
I conduttori, i giornalisti, sono ormai amici fraterni e riempiono le mie ( oltre a quelle altrui) giornate.
Ci provo a cambiare stazione e a adattarmi ,quando sono lontano da casa. Ma non c’è niente da fare. Si tratta di una grande, grande passione: e chi lavora a Radio Dolomiti ne ha da vendere di passione. E riescono a trasmetterla tutta questa passione .
E io ora la posso ricevere da due radio speciali. Molto speciali

Grazie Papà
Grazie amore mio

EUGENIO FINARDI ” LA RADIO”

(BUON) NATALE con i tuoi

non lo sentivo proprio il natale quest’anno
e se guardo fuori mi par proprio di aver finito ieri di raccogliere le mele, a causa di questo tempo balordo: fa così caldo e manca la neve ! Così non è facile credere che oggi sia NATALE, 25 dicembre 2011
Ma poi la data fatidica arriva e quasi forzatamente ho fatto i regali. Ho preparato tutto ciò che serve.
Ma l’umore non era dei migliori.
Poi la MAGIA DEL NATALE è arrivata!
Ieri sera siamo andati alla messa( sempre con una “leggera” FORZATURA).
Ma qualcosa ha contribuito.

Come ogni anno , anche se mancava il GRANDE CAPO ( ma era lì con noi, ne sono certissima!) , la sera del 24 l’abbiamo festeggiata qui, con la famiglia di mio marito: Ero molto prevenuta, pensavo che mi sarei trovata male, che avrei visto sguardi negativi, pieni di rancore e chissà che cos’altro! Invece devo ammettere la mia stupidità estrema! E’ stata una bella serata, con un bel clima, tante risate allegre e i bimbi che urlavano di gioia nell’aprire i regali del Christlkindl.  

Mi sono rasserenata molto. C’è stato solo un attimo, che però io ho voluto allontanare subito, che mi ha fatto venire l’ansia. Ma non ne voglio parlare, sono certa che ogni cosa che dovrà accadere, accadrà! PUNTO!
E ogni sassolino ( o masso) che troverò sulla via, si sposterà al momento giusto!
Poi siamo saliti, a casa nostra. Questo sarà l’ultimo Natale che festeggeremo qui, questo è un dato di fatto! Poi sarà tutto diverso! In ogni senso…
Come ogni anno ho aspettato che i miei figlioli crollassero nel più profondo dei sonni e ho messo sotto l’albero i regali che ho fatto per loro, anche se con meno convinzione del solito.
Per rallegrare ancora di più questo rito, Mirtilla, la gattina nera che ci onora della sua amicizia da poco più di un anno, mi ha aiutato a sistemare i pacchetti

 In quel mentre, ho urtato il piedistallo dell’albero che è caduto addosso a mio marito, che sonnecchiava sul divano. La scena è stata esilarante: la sua espressione è stata veramente tra le più divertenti e spassose degli ultimi tempi. Naturalmente e per fortuna non è successo nulla di grave ne a mio marito e nemmeno all’albero: nemmeno una boccia rotta! Sistemato il tutto per bene, siamo andati anche noi a letto. Alle 01.45 ho poggiato la testa sul cuscino e mi sono addormentata in un batter d’occhio tra le braccia di mio marito.

La mattina alle 06.45, la mia bimba mi sveglia con un piccolo spiacevole inconveniente : le sanguinava il nasino.
Tamponata in ogni senso l’emergenza mi ha chiesto se poteva guardare se sotto l’albero ci fossero i regali.
Tutti sanno che il Natale siamo noi, ma ognuno di noi aspetta la mattina del 25 dicembre con un piccolo brivido speranzoso che ogni desiderio si avveri sul serio. C’è una magia di fondo e non c’è nulla che la scalfisca, nemmeno quest’anno che il Natale l’ho sentito poco poco…
In breve tutti i ragazzi si sono svegliati ( fateli svegliare senza brontolare ,voi, se ci riuscite,  nei giorni normali!!!!), e abbiamo riso e gioito nell’aprire i regali.
Lo ammetto, quest’anno MAX si è superato ( non è cosa scontata per quel buzzurro di mio marito, stupirmi e rendermi felice con una sorpresa e non perchè io sia incontentabile, ma per altri mille motivi che evito di elencare, perchè mi verrebbe un fegato così…)
Mi ha regalato la radio Tivoli !!! Erano anni che la desideravo, e non potevo permettermela. Ma si sa che i desideri si avverano sempre! Hanno i loro tempi, ma prima o poi i sogni si avverano!

L’abbiamo accesa mentre eravamo ancora a letto, tra mille pacchetti aperti e tutte le carte colorate e i fiocchi luccicanti.
Suono perfetto, e design di classe!  Elegante e al contempo piccola e easy.
Nella mia futura cucina ha già un posto preciso! O forse la metterò nel mio studio… ho tempo per pensarci, e non solo per sognare, ma proprio per prendere al decisione più perfetta possibile!
 E ascoltare la mia radio preferita attraverso questo piccolo gioiello regalato con amore nella mia nuova casa, quella che sarà la MIA VERA CASA, non ha bisogno di ulteriori spiegazioni, se non un FINALMENTE  paradisiaco!
A pranzo sono arrivati i miei genitori. Il pranzo è stato , forse, l’atto più normalmente noioso e scontato della giornata, ma le chiacchiere e i tentativi di rimanere sul “leggero”, di certo è stato un giorno positivo.
Mi è piaciuto molto vedere la gratitudine nei miei genitori per i biglietti all’ ICE GALA di Bolzano che abbiamo regalato loro, anche e soprattutto per riconoscenza nell’esserci ( a modo loro) in questi momenti in cui il nostro grande SOGNO sta per realizzarsi ( e mentre scrivo, spero che non si trasformi in un incubo…).
E poi aiutare mio papà, uomo buono e un pò burbero, con il suo pc e le email e le foto e i link e ” non capisco, perchè io faccio esattamente così e lui fa cosà” ( mio papà è uno di quei giovani vecchi padri che la tecnologia la vedono, la comprano, ne conoscono i vantaggi ma NON SANNO utilizzarla… 🙂 )
Infine ci siamo messi a giocare a TOMBOLA! Mamma mia quante risate e che leggerezza!
Alla fine tutti a giocare e a ridere e a sperare di vincere
Alla fine è stato proprio un BUON NATALE!

Quindi  permettetemi di augurarvi ancora un sereno e felice Buon Natale!
Perchè il Natale siamo noi…e noi possiamo far la differenza, basta volerlo!

eccolo

eccolo, è arrivato
stasera come di tradizione festeggiamo qui
domani con i miei
sto cucinando e sono felice
sto preparando cose che mi sono state chieste dai miei figli
qualcosa sta maturando dentro, sta arrivando !
e fuori il cielo promette neve!
i meteorologi non l’hanno prevista, ma io ci spero
spero che stasera sia tutto bianco
spero che domattina sia tutto bianco

il bianco pulisce tutto
il bianco della neve purifica anima cuore e mente
il bianco della neve affievolisce ogni suono
il bianco

BUON NATALE CARI AMICI VICINI E LONTANI

questa foto è stata dal mio amico GIANNI , amico di lunga data, un amico speciale, un amico che vedo pochissimo, troppo poco, ma che il suo dolce ricordo scalda il cuore come in poche altre occasioni.
Questa è la piazza Duomo della mia città, dove i miei ricordi di gioventù si perdono e si ritrovano nostalgicamente.
Ho lasciato quei posti per qualcosa che l’anima e il cuore me l’ha presa del tutto, perdendo di vista tante persone a cui voglio bene sul serio.

Vi faccio vedere nelle foto dello scorso Natale della mia vita qui nel paesello, dove c’è tutto il mio amore e il mio futuro, dove c’è tutto quello che ho sempre voluto

quest’anno la neve scarseggia…o meglio: proprio non c’è

e io l’aspetto, come ho aspettato che venisse quel meraviglioso pizzicore del cuore che mi segnalava che Natale sta arrivando e con questo vado ad accendere le candele che quest’anno servono a ricordare persone amate che se ne sono andate troppo presto

i biscotti sono pronti , quasi già mangiati…il pandoro farcito brilla

ora è il tempo dell’attesa
ora chiudo gli occhi e aspetto che la magia mi rapisca
e la neve copra tutto

vi saluto con una canzone allegrissima e cantata magistralmente da CELIN DION

BUON NATALE  A TUTTI VOI ! PACE E SERENITÀ PER TUTTI E PER SEMPRE 

ERIKA’s FASHION – SCIARPA DA UOMO

Regalo per il mio bambino
me l’ha chiesta e io da brava mamma l’ho fatta.
Siccome sono certa che non vedrà il blog fino a Natale, la pubblico

color cioccolata, marron glacè  e crema

semplice e calda

lana cachemire

qui, indossata dalla sorella, che si diverte a far da modella ( vanitosa !!!! )