COLATE PIROCLASTICHE A PARTE

COLATE PIROCLASTICHE A PARTE

Così le definisco le mie esplosioni di rabbia: COLATE PIROCLASTICHE
Ne ho avuta una sabato. Contro il mio collega, razionalissimo amministratore, questa volta. Io più donna, più con spirito di servizio, più con un atteggiamento che appartiene solo, o quasi, alle donne, non accetto certe ingiustizie. Spesso è questo il motivo della mia rabbia, l’INGIUSTIZIA. Ho dato persino le dimissioni, comunicandolo a mezzo mondo, dalla mia carica politica, per la sorellanza che c’è tra noi donne, per spirito di condivisione. Salvo poi ricredermi, davanti al senso di responsabilità, al senso di servizio che mi appartiene. Quindi restandoci pure male per come può essere così facile a convincermi a cambiare idea.
Sì, ho scritto la mail a tutti quelli che mi sono venuti in mente.
Sì, ho messaggiato a chi di dovere la notizia.
Sono stata contattata da alcuni. Altri mi hanno risposto scrivendo messaggi di circostanza. Gli stessi che si scrivono sui biglietti di condoglianze quando muore un vicino che non ti era nemmeno simpatico.
Comunque quello che ha prevalso, come spesso accade, è il senso di responsabilità. Verso coloro che hanno creduto che io potessi essere e fare qualcosa di buono. Verso l’istituzione che rappresento. Verso me stessa e l’impegno che ho preso con me stessa e con chi crede che io possa riuscire a fare qualcosa.
Non lo so cosa posso fare. In questo anno e mezzo abbondante ho capito di aver avuto un sacco di illusioni e di aver sottovalutato molte cose.
Tutto è capitato in quel periodo, in effetti. Una colata piroclastica che viaggia a 700 km orari, e travolge tutto, lasciando solo cenere e macerie al suo passaggio. Così è stato quel periodo. Sono stata eletta. Ho scoperto il tradimento più doloroso. Ho accettato, …anzi no. Non è il verbo giusto ACCETTARE. Ho proseguito a respirare, mangiare e dormire, fare le normali azioni quotidiane, inebetita dagli eventi, dal dolore, e man mano che si presentavano ho vissuto, sopportato, assumendomi le conseguenze di vivere insieme a tutto ciò, senza essere in grado di valutare bene gli effetti. Da qui in poi un anno e mezzo abbondante di doloroso percorso, dentro il quale sono caduta moltissime volte in una sorta di BLUEDAY  perenne, dove ogni singola cosa accadesse era ricondotta alle mie scelte e al mio percorso, aggravando il senso di depressione e fallimento che mi ha schiacciato e tolto letteralmente il respiro. Sono caduta, mi sono rialzata acciaccata e delusa. Con quel senso di profonda INGIUSTIZIA contro il quale combatto da sempre. Nessuno si dovrebbe sottrarre alle proprie responsabilità. Ognuno dovrebbe pagare per i propri errori nella misura in cui è giusto. Invece i traditori vivono più leggeri e tranquilli dopo che i traditi scoprono il tradimento. Sono i traditi a soffrire, a sentirsi feriti e affranti, a non trovare più la fiducia in se stessi e nel prossimo, a non credere in un futuro possibile. I ladri e furbacchioni di vario genere, vivono tranquilli e continuano a farlo impuniti. Lo permette la legge. È il derubato che deve dimostrare la propria innocenza, che deve difendersi.
Scopro sempre più spesso che la coscienza emotiva e sociale non può esistere davanti alla razionalità più fredda. Cosa ci differenzia tra un dittatore e un buon capo? Solo la coscienza, credo. Ma vince e vive meglio chi la coscienza la zittisce e da’ modo alla razionalità di trovare le ragioni più valide per fregarsene del prossimo, sia a livello di cure, sia a livello lavorativo, sia a livello scolastico, persino in quello delle presunte amicizia, che poi sono di comodo. Tutto ciò mi rende profondamente TRISTE e DISILLUSA. Di solito è il mondo maschile il terreno dove la mia tristezza trova l’Humus più fertile. Sto cozzando sempre più contro gli uomini. Sia in senso generale, sia nello specifico rapporto umano, lavorativo, parentale, occasionale e amicizia con i maschi che incontro sulla mia via. Sembra che, a parte qualche donna, la maggior parte di quelli che mi feriscono o, meglio,  da cui mi faccio ferire siano prevalentemente di sesso maschile. Non so come evitare questo, non so come prevenire tutto ciò, non so nemmeno come superarlo. Credo e ci credo da sempre, che l’onestà, la gentilezza, il rispetto, l’affetto possano superare ogni ostacolo. Magari ci vuol tempo. Ma alla fine deve essere così. Ci hanno cresciuto con queste convinzioni. Ci fanno vedere film e racconti su queste verità assolute. Da sempre, da prima che nascessero i nonni dei nonni dei nonni dei nostri trisavoli. Invece, pare che il quotidiano faccia di tutto per dimostrare che non sia così, che ci hanno raccontato un sacco di balle, forse per poter controllare meglio la plebe, di cui facciamo parte, faccio parte. Vincono i furbi, i ladri, quelli che possono avere a disposizione soldi a palate. Poi ripenso a INSIDE OUT  e alla mente umana. La tristezza, per quanto spiacevole, segnala il bisogno di conforto. Così diventa qualcosa di estremamente importante. Come se ne esce da questo loop? Come è segnalato con il BlueMonday. Come ho avuto modo di fare su Facebook ieri. Scopro per caso un filmato del film THE BLUES BROTHERS , quello dove Ray Charles canta Shake A Tail Feather . Sfido chiunque a tenere il piede fermo. Io ho cominciato con un sorriso debole, ma poi sempre più deciso, continuando con un movimento incontrollabile prima del piede, poi della gamba e a seguire dell’altra, imitato dal bacino e poi dalle braccia.

Ecco, ieri sera avrei voluto vedere questo Film. Avrebbe dato quella botta di vita che solo certi film danno!

Intanto dichiaro, qui nel mio blog, che sancisce il mio testamento, che il mio impegno di oggi, come avrebbe dovuto essere quello di ieri e come dovrebbe essere domani, sarà AMARMI, come dice la mia cara amica Sigrid, che ho rivisto con piacere pochi giorni fa dopo molto tempo, ritrovando in lei un’amica unica e speciale. Da qui posso solo affermare che le colate piroclastiche, i momenti di tristezza, di frustrazione possono essere solo il trampolino per rilanciare sul piatto scommesse ben più alte e soddisfacenti. A Dio piacendo, tutto ciò serve solo e solamente a rilanciarsi, sollevarsi, rinascere.

Stasera avrò un incontro. Mi sono preparata un discorso, per tenere il filo, per non perdermi nei mille giri che la mia testolina mi porta a seguire. Una traccia con cui potrò spiegare il mio gesto. Ma lo farò preparata. Con l’ASSERTIVITÀ necessaria per estrimere le mie opinioni e emozioni, senza accusare e offendere nessuno, ma affermando me stessa, nel pieno rispetto di ognuno. Vediamo cosa ne esce.

Intanto mi ascolto la colonna sonora di THE BLUES BROTHERS su Spotify, ballicchiando a ritmo e sorridendo, aspettando di rivedere il film. Perchè anche così ci si ricarica. o no?

ASPETTANDO DI VEDERE LA LUCE

 

solo e sempre bugie

solo e sempre bugie

Ho scoperto altre bugie. Ma grosse, e pesanti. Stavolta non sono state raccontate a me, anche se sono coinvolta. È stata raccontata a una tizia lontana, che io avrei abbandonato il nido domestico, i figli e tutto il resto a un padre devoto, praticamente santo, che si divideva tra lavoro e famiglia. Questo sarebbe accaduto circa 2 o 3 anni fa. sarei ritornata a casa a fare al madre devota e moglie innamorata a cavallo del 2013/2014, rinunciando alla separazione e divorzio. Lascio a chiunque abbia voglia di farlo, di trovare una speigazione a cotanta imbecillità.torovv

In quel periodo stavamo costruendo casa, accenttando aiuti dai miei genitori. Periodo difficile, ma era il passaggio per raggiungere qualcosa di grande e che desideravamo. Mi pareva. Perchè queste bugie e i tradimenti danno un quadro completamente diverso della cosa. O forse no…. le difficoltà lo spaventano, la fatica (esclusa quella sportiva e forse quella della conquista) lo allontana. La classica via di fuga tipica di questo bugiardo cronico.

mafalda-adesso-basta

Mi ha preso il meglio, gli ho dato tutto. ( frasi da film, ma molto molto reali). Lo vedevo che non stavamo più bene, come un tempo. Pensavo ai pensieri dei debiti, la ditta che andava male…. io ad aspettare, a chiedere, informarmi, fare la “solita” autonoma cercando di non fargli pesare troppo la famiglia e tutte le responsabilità che comporta, dalal più piccola alla più grade delle cose. Pensavo che avremmo avuto bisogno solo di tempo per trovare un nuovo equilibrio. Mi rodevo l’anima, quando mi rispondeva distrattamente o freddamente che le menate che tiravo fuori erano, appunto, solo cazzate. Invece aveva la troia a ascoltarlo, consolarlo dalla moglie rompicoglioni, o questa tizia lontana ( che per farsi una eventuale scopata doveva farsi 400 km per andare e eventualmente altrettanti per tornare). Aveva tutto, l’imbecille. Ha buttato tutto al vento. Perle ai porci. Cosa intedesse fare e come, non lo so. So che i miei dubbi sono sempre stati alti, pesanti e tangibili. La tizia che mi ha chiesto, con molta semplicità quando e come fossi tornata a casa è rimasta senza parole. Bugiardo e bastardo. Sono estramamente incazzata. Per ora resto. Questa è casa mia. L’ho voluta io, l’ho fatta come la desideravo e SOPRATTUTTO, IN PARTICOLARE, IN MANIERA ASSOLUTA NON LASCIO A NESSUNO I MIEI FIGLI! Alla fine, quando sarà chiaro cosa e come e quanto l’imbecille dovrà pagare per le sue cazzate legate alla sua ditta, allora io prenderò le dovute decisioni. Se ne andrà lui. IO NO!

Che Fatica

Siamo alle porte del Natale
Arrivare a Dicembre è sempre faticoso, ma il Natale, di solito, fa in modo di aver voglia di Natale, appunto.
Sarà il tempo, meteo intendo. Per tutto l’anno è stato un tempo ballerino, un tempaccio, a dire il vero. L’estate non c’è stata. E ora non è inverno. Ci sono mediamente 6-8, persino 10 gradi durante il giorno. Solo per un paio di giorni si  è arrivati intorno allo zero.
Poi di nuovo su. Oggi piove. Siamo “solo” a Martedì.
Sarà che ieri mi sono alzata molto presto: la sveglia era puntata alle 03.30. Ma io dalle 00.47 ero sveglia e tentando di dormire, mi giravo e rigiravo agitata, pensando che poi la sveglia non si l’avrei sentita. Insomma un delirio.
Poi una giornata pesante, di incontri, che dovrebbero tenere le basi di lavoro, i contatti., i rapporti umani.
Il tutto aggravato da quello che si è nuovamente ripetuto.
Non nego l’evidenza. Ho tanti difetti. Alcuni dei quali sono incredibili. Ma è possibile che per tutta la mia esistenza, quella di cui ho memoria per lo meno, io sia ” quella sbagliata”, ” quella con cui non si può parlare”, “quella che le sbaglia tutte”?
Raccolgo, per contro, notevoli consensi nel mondo in cui ho scelto di vivere.
Le mie origini mi rifiutano, mi vorrebbero diversa, ma anche se mi avvicino al loro ideale, sono sbagliati i modi e i tempi. questo mi causa dolore, rabbia, paura.  Parlo dei miei. Sì i miei genitori. Giovani, anagraficamente. Ma vecchi dentro. Da sempre, credo.
Lo so, sono adulta. Dovrei riuscire ad aver superato il conflitto adolescenziale. In effetti sembra proprio che io, per loro, sia rimasta lì, tra i 14 e i 16 anni. Raccontano che ero tremenda, che rispondevo male, che battevo uan luna dietro l’atra. Sostengono che tuttora io sia così.
Ma tant’è. Quest’anno niente Natale in famiglia. O meglio il Natale sarà quello che tutti desiderano: un momento felice e sereno, da condividere con i propri cari. Appunto. La MIA famiglia: mio marito, i miei figli. Punto.
Evidentemente è arrivato il momento di smettere di tentare accontentare chi non è mai contento. Tutto sommato, dopo l’arrabbiatura iniziale, lo scoramento conseguenziale, e il risveglio della mia coscienza, mi sento proprio sollevata. Niente finzioni. Niente obblighi. Niente bocconi amari da ingoiare.
Daltronde, cosa hanno fatto per evitare tutto ciò? Ai miei occhi poco o nulla.
Anche oggi, che è mercoledì, e ora è proprio tardi, ho avuto una giornata piena: incontri di lavoro, che hanno consolidato il buon rapporto esistente, con mia piena soddisfazione.
E poi è arrivato il momento dei regali. Niente di che, ma regali sinceri e meditati con il cuore.
Ora ho deciso di concludere questo post, iniziato ieri, con un sentimento cupo, e arrivat a oggi con un sentimento leggero e speranzoso.
Arriverà il momento in cui dovrò affrontare il discorso con i miei. Lo so. Ma lo deciderò io, con i miei tempi, e le mie modalità.
Ora vado a letto. Sono almento 3 ore che lo dico.
Ma sono ancora qui
e prima di andare ho certo un’immagine e ho trovato una preghiera, che inseirisco volentieri

Buona notte bella gente!
Ringrazio per gli amici, tanti, forti, unici che la vita mi ha donato e continua a donarmi.
Mi riempite di forza e mi regalate le risate più sane!
Buoan notte e fate bei sogni!

Piove. Oggi vien giù che pare il diluvio

Ieri è nevicato gran parte del giorno.
Niente di eccezionale.  Alla fine qualche centimetro.
Ma il bianco c’è anche se la neve a toccarla pare più una massa gelatinosa fredda e bagnata.
Oggi piove.
Mi sono addormentata molto tardi. Intorno alle 2 e 30.
Ho dormito fino a che il rumore della pioggia mi ha svegliata.  Erano le 8 e un quarto di domenica mattina.
Mi sento svuotata.
I medicinali che prendo mi lasciano “grigia” in un limbo grigio.
Ieri sera ho “discusso” con mio marito.
Non siamo di certo su un terreno facile.
Io sono nell’aspetto negativo : me ne andrei, provo solo rabbia e rancore.
Lui scrive di voler rimediare.
Rimediare a cosa? Fino ad ora nonostante i ripetuti richiami non  ha mai posto rimedio a nulla.
Perché ora, nel mentre io sono assolutamente stufa, dovrei dargli (nuovamente) fiducia?
Sono in crisi anche con i figli che mi accusano di vivere in una casa dove si litiga spesso, troppo spesso.
Ho detto loro che quando parlo “normalmente” nessuno mi ascolta.  Nessuno risponde. Devo fare da sola qualsiasi cosa, bella o brutta che sia. Da tanto tempo è così. 
Poi alzo il tono allora tutti sugli attenti e rabbiosi. Io soprattutto.
Insomma infelice, inconcludente,  fallita e miserabilmente sola in una solitudine profonda.
Rifiutata e ignorata (che è il peggiore dei modi per ferire e allontanare una persona) ho finto per parecchio tempo che le cose potessero tornare quello che erano o meglio ancora.
E ora dovrei di nuovo dare fiducia a colui che mi ha trattato così. Per quale motivo? Dove è scritto? È fuggito per anni e ora che sono io a rifiutare dovrei dargli una seconda chance?  O meglio la decima o ventesima chance?
Ho assoluta sfiducia nel genere maschile. Ho addirittuta fastidio nel parlare con taluni uomini che la sanno lunga.
Anche nel lavoro. Vorrei mollare anche quello. Se non fosse che ho bisogno di soldi. Disperatamente.
Stamattina pensavo a qualche amica.  Quelle che conoscono il mio stato d’animo e la situazione in cui vivo. Nessuna di loro, a parte qualcuna di vecchia data e alcune di acquisizione recentissima, si sono fatte avanti.  Nessun SMS.  Nessuna telefonata. Nessuna mail. Niente di niente.
Certo è facile essere amici nel sole. Ma è nel buio di certi momenti che si vedono i veri amici, chi ti vuol bene sul serio. Penso anche a mia madre, offesa per averla ripresa per essersi permessa di fare una cosa che in nessuna altra casa avrebbe MAI FATTO. Ma nella mia Sì!  Letame su letame.  Solitudine su solitudine.
Mia suocera che non si fa vedere né sentire per settimane pur vivendo mi accanto e poi viene candidamente a chiedermi se vado con lei nuovamente a ginnastica, così utilizzo la mia auto e lei può lasciare la sua alla figlia. E certo …due anni di servizio parlano chiaro.
Usata e abusata. Da tutti. Figli che chiamano e tu devi correre. Suocera che chiede e tu dovresti accontentare sorridendo ogni cosa. Marito che si sveglia la mattina dopo mesi che non ti parla e dovresti dargli l’ennesima possibilità.  Genitori incapaci di aiutare la figlia. Moralmente.
Bene.  Pulizia anche qui. Ottimo!
Ricominciare da me in questo momento mi schifa. Sono assolutamente in uno stato pessimo e pesante e credo sia un insuccesso annunciato.  Un altro insuccesso da aggiungere alla mia lunga collezione. 
Chiusa in bagno scrivo a cellulare queste riflessioni negativissime.
Non so dove mi porteranno queste cose.
Ma fuori diluvia e dovrebbe nevicare, vista la stagione.
E non fa altro che alimentare il dubbio, anzi la certezza ormai, che quello che vorrei, quello che penso, quello che faccio, quello che semino,  quello che tocco, quello che guardo lo trasformo in letame puzzolente nemmeno buono a concimare la terra.
Bello no?
E fuori piove

QUANDO E’ IL TEMPO DI MORIRE?

Ho appena riletto casualmente questo post

DUE DONNE, DUE AMICHE

L’ho scritto con la concreta certezza che tutto scorre e passa.
Sapendo che in quel momento era così, ma sarebbe passato. Presto…
Solo che non è così. Non passa presto
Entri in quel tunnel e per uscire devi non solo arredarlo e renderlo a tua immagine (che significa investire tempo e energia che non si ha) ma devi far morire quella maledetta gramigna che ti soffoca, che ti conduce dritta verso quel tunnel. Maledetta gramigna…
Niente pare abbastanza per estirparla
La togli da una parte, e ricresce dall’altra più forte che mai
Voglio essere io a rinascere ogni giorno più forte e bella che mai
e invece mi pare di morir lentamente
Inesorabilmente spegnere ogni cellula
Per rinascere, prima bisogna morire. Ma se fosse una cosa più veloce sarebbe meglio
Tolto il dente, tolto il dolore

invece…boh…quanto bisogna aspettare?
Ho troppe cose in ballo per restare ferma ad aspettare

al mio funerale cantate questa canzone , per cortesia
ELISA CANTA “HALLELUJAH”

poi potrò rinascere

QUANDO I TUOI AMICI SEMBRANO PROPRIO COMPORTARSI COME IL CAPITANO SCHETTINO.

quello che segue è uno sfogo personale su una vicenda politica locale, scritto senza troppi filtri e senza troppi ragionamenti, solo quelo che sento e che mi indigna molto, dato che parlo di amici che rispetto, ma che hanno sbagliato moltissimo con il loro operato!
ecco cosa accade quando l’ormai fallito e
inutile riempirsi la bocca di parole come “Interculturale, inter-etnicità ,
parità, ecologia, ecc… ”  dette da un paio di personaggi alla guida del partito locale (sembrano la copia esatta di quel “povero sciocco” di capitano Schettino) che mandano a scontrarsi su
un piccolo scoglio  20 anni di lavoro. Forse è il caso di
smettere  di essere “duri e puri
” e sempre “tutti contro tutti”, perchè ormai da un pò le cose
sono cambiate, le persone sono cambiate e la gente vuole ben altro che queste
sterili polemiche. Ma Vi pare che possa essere possibile che un uomo di 50 anni,
che parrebbe intelligente, si faccia guidare da un burattinaio
di 80 anni, incattivito  e irrazionale
che non rappresenta più da tanto tempo nessuno di noi, guidato solo da  vecchie idee che tenta di mettere in atto  con vecchi modi. Talmente vecchi che sanno fare solo danni, come il naufragio della
concordia – Eppan Aktiv  ( notare che non aggiornano il loro sito da 2 anni , ormai). E ora il loro “amico” giornalista, che ha ormai dichiarato da anni con il suo agire che è assolutamente fazioso, declama il fallimento a causa dei cattivi (chiaramente gli altri , quelli che si sono stufati dell’agire prepotente e inconcludenti dei due capitani schettino di cui accenno sopra) nell’articolo del quotidiano ALTO ADIGE  a pagina 31 del 27/01/2012
La spaccatura etnica di
Eppan Aktiv è la fine di un sogno durato 20 anni
ecco come titola l’articolo
Dimenticando di scrivere che l’ormai anziano leader NON è stato eletto alle elezioni del 2010, molto probabilmente perchè non la gente non si rispecchia più da molto tempo nel suo agire prepotente e ottuso. C’è stato un tempo che tutto questo aveva un senso, ma stiamo parlando di 15 o 20 anni fa. Ora ad Appiano c’è uno scenario politico molto diverso.
Dimenticando di scrivere che i 3 consiglieri si sono separati per il modo infantile e irritante a causa dell’anziano burattinaio che richiamava il più giovane burattino, ogni 3 minuti, durante la riunione di Consiglio Comunale,  per istruirlo su cosa dire e come dirlo. Innescando una serie di reazioni GIUSTAMENTE irritate proprio dai colleghi di partito, che si sono sentiti presi in giro e umiliati dall’atteggiamento del consigliere-burattino ITALIANO che con questo suo operato ha tralasciato di FARE ben altro.  
Insomma una brutta cosa perchè il sogno di una eguaglianza è nel DNA di tutti noi.
Una brutta cosa perchè si sono tralasciati argomenti seri e importanti.
Una brutta cosa, perchè chi legge i giornali si fida di ciò che è scritto, e conoscendo i fatti,  ci si accorge di quanto le persone possono essere male informate da una disinformazione faziosa. 
Una brutta cosa perchè anche nel paesello in cui vivo i “vecchi” stampi di politici non si preoccupano di CHIEDERE E INFORMARSI con il cittadino comune su come vanno le cose. MA PERSEGUONO i propri scopi solo per BRILLARE di luce propria e far un pò di rumore.
E tutto questo viene pubblicato proprio nel GIORNO DELLA MEMORIA, dove sarebbe importante,  come scrive un mio carissimo amico che cito TESTUALMENTE  
“Il Giorno della Memoria serve
per ricordare. L’eccidio degli ebrei, certo. I cancelli di Auschwitz che
vengono abbattuti, sicuramente. Ma deve anche aiutarci a ricordare che la
nostra libertà è sovrana fino a quando non inizia quella degli altri.
Pregiudizi, odio, prevaricazione sono piaghe che vanno combattute ogni giorno.
Oggi ricordiamocelo un po’ di più.”


come rovinarsi l’umore

stasera ho chiamato un amico
un pò per lavoro, molto per amicizia
e lui mi risponde molto gentilmente, come sempre.
con lui ci sono delle persone
mi dice che una di loro mi saluta, e io tutta allegra contraccambio
“ma chi è???? “chiedo
e mi dice nome e cognome e io mi raggelo in un batter d’occhio
e poi , l’amico prosegue dicendomi che l’altro è meglio non salutarlo
e in quel mentre, sento la voce ODIOSISSIMA
il suo accento inconfondibile
una delle persone che preferivo non sentire più! 
a dire il vero ogni tanto qualche pettegolezzo mi arrivava sul suo conto, ma devo dire che la mia reazione non era altro che qualche sorrisetto e una battuta- al massimo- scuotendo un pò la testa. Mentre il mio profondo si compiaceva perchè mi ero allontanata di quella persona perfida e maligna che tanto mi ha fatto soffrire. Ora ammetto anche che è grazie a quell’annuncio che lui fece mettere sul giornalino del paese di 7 anni fa che ho trovato il mio lavoro attuale e che lui mi ha permesso di ritornare nel mondo del lavoro, e per questo gliene sono grata. Ma due anni e mezzo fa ho chiuso con lui. Lui e le sue minacce, lui e la sua presunzione, lui e i suoi progetti senza senso, lui e il suo prosciugare i fondi dell’azienda affamando tutti gli altri. Tutto si è chiuso il 31 luglio del 2009. E io ho continuato a lavorare nel settore grazie alla fiducia di persone giovani e molto ben motivate, rispettose e fiduciose.
Lavorando nello stesso settore, è chiaramente facile sentire parlare e probabilmente incontrarsi, priamo poi.
Quello che mi turba e che mi fa imbestialire, accecandomi e facendomi sragionare, è che lui non abbia la capacità, a 50 anni suonati di andar avanti, di chiudere, di ignorare e farsi gli affari propri!
Invece mi viene riportato che mi augura ogni male, che mi addossa responsabilità di ogni genere per giustificare i propri insuccessi e incapacità. 
Stasera vedo nero
stasera ho bisogno di sostegno psicologico e morale
e non lo nego
mi destabilizza, mi sento un animale in gabbia  consapevole che qualsiasi azione mi farà sbattere sulle pareti della mia prigione. Ma quella voce…avete presente la vocina di Morton, nemico di Rogger Rabbit? 

Ecco…mi fa quell’effetto

Mi fa raggelare, mi chiude lo stomaco, mi fa ribrezzo e provoca una rabbia incontenibile
e se me lo trovassi davanti? Non so cosa potrei fare!
Lo ammetto
e questo mi indigna ancor di più
Dovrei lasciar correre
lo so…

arghhhhh che rabbia!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!