TUTTA COLPA DELLA NEVE ( e anche un po’ di New York)

TUTTA COLPA DELLA NEVE! (e anche un po’ di New York)
di Virgina Bramati . Ed. Mondadori

Non ho potuto resistere a un titolo così.
L’ho letto in mezza giornata, sdraiata al sole finché non si è annuvolato e poi mentre pioveva, sotto il piumone, con in sottofondo il rumore della pioggia.
Romantico, intrigante, simpatico, leggero, e con un classico lieto fine da favola.
Per chi non l’avesse capito a me la neve piace tanto: soprattutto camminare mentre scende dal cielo, soffice e leggera, il silenzio che si crea, la luce opalescente, ogni cosa sembra rallentare, sopirsi, attendere. E poi il bianco brillante, accecante,quando il sole fa brillare il manto nevoso come se fosse formato da miliardi di piccoli diamanti.
La protagonista in cerca di una verità difficile da dimostrare, ma che avrebbe portato a un sollievo totale. Idealista, disposta anche a fare ciò che non dovrebbe fare. Giovane, perfetta nella sua imperfezione, dalla battuta pronta e sagace. Capace di sostenere il peso di situazioni con la caparbietà di chi cerca la verità. Capace di fare il proprio lavoro, anche se è solo una praticante. Lei che ama la neve anche in città, che appena può, allunga il suo percorso per poter camminare, respirare, meditare, programmare le proprie cose sotto la neve che scende, anche nel primo giorno di lavoro.
E poi c’è il capo, il classico principe azzurro, perfetto, direi inesistente, se non negli occhi e nel cuore della bella innamorata.
Poi c’è la campagna, la casa di fine 1800, il paesello intimo e famigliare, i boschi famigliari, gli amici veri, vecchi, e nuovi. Cosa che mi fa avvicinare alla protagonista: amo i miei monti, non potrei vivere altrove e poche cose mi affascinano come i boschi, il verde, le montagne, l’odore della terra umida, i ritmi lenti ma decisi della gente di montagna.
Quanto mi sono specchiata in questa ragazza, capace di prendere la sua 500 rossa come un aereo pur di  chiarire, affrontare, far luce su fatti e verità offuscati, di riportare le cose nel giusto modo e con il giusto peso e rimettere ognuno al proprio posto, a costo di risultare maldestra, ridicola, sciocca come quando andandosene urla al suo amato ” tutta colpa della neve! e anche un po’ di New York!” lasciandolo basito e senza parole perchè questa affermazione tanto forte quanto fuori luogo è la verità della loro storia.
La scrittrice, brava, perchè scrivere un romanzo così “leggero”, con temi attuali quanto veritieri, ma al contempo rendere la lettura fluida, tanto da avere la bramosia di arrivare alla fine, tanto da non voler mangiare o andare in bagno, o vedere gente, anche se è il giorno del tuo 45° compleanno.
L’ho letto con piacere, l’ho letto estraniandomi dai miei problemi quotidiani, l’ho letto e mi ha regalato un sorriso e alimentato un pochino la fiammella della speranza di un mondo migliore.

Lasciatemi l’illusione del sogno, per cortesia… suvvia!!!!

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