un filo di seta e un ingrediente segreto

Queste parole, insieme alla sua voce, che già mi emoziona in ogni sua canzone, insieme al romanzo che sto leggendo mi ha fatto pensare a quello che non riconosco più e da tanto tempo di me, in me.

LA SCUOLA DEGLI INGREDIENTI SEGRETI
di Erica Bauermeister ( F.to Erika Zomer)

Il secondo capitolo racconta di una neo mamma che partecipa, controvoglia o quasi, a un corso di cucina. E ricomincia a pensare a dove si è persa, dove si sono persi i suoi pezzi, chi è diventata dopo che sono nati i suoi figli e a quanto si sente lontana e diversa e a pezzi, tanto da non riconoscere più niente.

Il libro è un romanzo, un libro “da sdraio” e dato che il sole improvvisamente è caldo, l’aria frizzante, sono due giorni che mi concedo la mezz’ora canonica, quella che in estate, detta i miei ritmi quotidiani, e leggo sulla sdraio, sulla terrazza, perdendomi in pensieri che si rincorrono.
Così ho capito di avere bisogno di riordinare nuovamente i pensieri.
Un pò perchè leggo i post di una persona che mi fanno rivivere certe “cicatrici” mai guarite del tutto.
Un pò perchè comprendo la disperazione di “certi” gesti estremi e senza via di ritorno.
Un pò perchè è tutto molto difficile e quindi mi chiedo dove mi sono persa.
Dove ho perso il mio corpo, dove ho smarrito i miei sogni, i miei progetti.
Dove avrò perso il filo che mi legava a lui.
Perchè ora mi sento lontana, talmente distante che non ci credo neppure io.
Cerco il mio “ingrediente segreto” che mi aiuti a ricomporre i pezzi di me persi nell’universo, quella colla che unisce anima, cuore, corpo e cervello. Quel filo di seta, appunto, che mi legava alla vita.
Perchè una canzone può sembrare scritta proprio per te in quel preciso momento.
In passato un paio di canzoni hanno segnato la svolta della mia vita ( vedi : La canzone del sole oppure LE DONNE LO SANNO ).
Io aspetto solo che le cose possano sistemarsi, che la strada torni a essere chiara, che ogni sassolino si trovi ai lati di essa per descriverne i limiti, oltre i quali non è il caso andare.

Intanto mi aggrappo a un filo di seta e a un romanzo da sdraio e aspetto la primavera

Elisa – “Un filo di seta negli abissi” – (official video – 2014)

Io, se solo sapessi cos’è,
cosa c’è dietro a quell’ombra,
a quella paura
che ti fa cambiare faccia
e fa dire quello che non si pensa.

Dove si è rotto il filo di seta che ci univa e
scendeva giù, giù, giù, giù negli abissi e dall’universo scendeva giù, giù,
giù, giù negli abissi e andrò a cercarlo adesso.

Io, se solo sapessi dov’è,
dove ho perso la mia pazienza
e lasciato la speranza
per trovare indifferenza, freddo e apparenza.

Dove si è rotto il filo di seta che ci univa e
scendeva giù, giù, giù, giù negli abissi e dall’universo scendeva giù, giù,
giù, giù negli abissi e andrò a cercarlo adesso.

Come, non so se ho capito bene
tu non vuoi venire a cercare insieme
a cercare insieme, insieme, insieme.

Dove si è rotto il filo di seta che ci univa e
scendeva giù, giù, giù, giù negli abissi e dall’universo scendeva giù, giù,
giù, giù negli abissi e dall’universo scendeva giù, giù, giù, giù negli abissi
e dall’universo scendeva giù, giù, giù, giù negli abissi e vado a cercarlo
adesso.

Io, se solo sapessi dov’è,
dove ho perso tutto il coraggio,
la grazia che ho imparato,
l’amore che avevo dentro.

Dove si è rotto il filo di seta che ci univa e
scendeva giù, giù, giù, giù negli abissi e dall’universo scendeva giù, giù,
giù, giù negli abissi e vado a cercarlo
senza paura.

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