una altro pezzo di cuore se ne è andato

il cane, lo ammetto, non è il “mio” animale. Io sono più da gatto, per un sacco di motivi, ma ci si affeziona, c’è sempre quello che trovi più simpatico, più dolce, più “vicino” alle tue corde.
Questo era Sissi, per me.
Quante volte ci siamo guardate, capendoci al volo, mentre le altre due partivano a razzo abbaiando a chissà che cosa, disturbando mezzo mondo. Sembrava dire: ” quanta pazienza, ci vuole coi giovani…” con un leggero sospiro.
Era una vecchia saggia, oltre che intelligente e simpatica.
Era buffa, quando mancavamo da casa per un pò, e lei ci aspettava, al rientro ci veniva incontro con passo lento e un pochino sgraziato (a differenza delle altre sue che sembrano schegge abbaianti e impazzite) e ti dava un musata e poi cominciava a fare qualche saltello e le sua espressione cambiava, pareva ridere di gusto, e continuava a darti colpetti gentili con il suo musetto per ricevere carezze e coccole e ti diceva ” che bello, siete tornati! Vi aspettavo!”. Sissi, come il nome dell’imperatrice. Non era bella, aveva un pelo folto e lungo di mille colori, che la facevano assomigliare a una specie di pecora. Ma in lei era speciale lo sguardo e il suo esserci senza disturbare troppo. Il nome nobile le apparteneva per il suo animo nobile e il suo carattere affabile.
Io non ero di certo la ” sua umana”, ma tra me e lei c’è sempre stato qualcosa di diverso, leggermente speciale. Arrivavo e mi fermavo con la portiera aperta a fare qualcosa seduta in macchina, finire una telefonata, leggere qualcosa arrivato per posta, e lei si avvicinava, educatamente appoggiava il suo musetto sulla mia coscia. Non era invadente, nè presuntuosa, come sembrano le altre due cagnotte.
Aveva passato diverse avventure, sempre al fianco dei miei suoceri. L’ultima, qualche anno fa. Nel bosco sopra casa, dove si era recato mio suocero a cercar funghi. Lei lo seguiva sempre. Quel giorno, non so come, correndo, si è infilzata un ramo caduto sul terreno nel ventre. Mi pare avesse lesionato un polmone, anche lì pareva al limite. Ma ce l’ha fatta: fu operata e recuperò benissimo.
Stavolta, l’investimento di martedì è stato troppo. Troppo per lei. Troppo.
L’hanno portata dal veterinario dopo tre giorni di agonia. Dopo che per tre giorni si era tutti sperato il contrario.
Aveva 15 anni, dice mia suocera, mentre noi sosteniamo( facendo i calcoli in base alle date di nascita dei figli) che potrebbe averne 17 o 18.
Senza nessuna pretesa lei aveva un pregio: quello di farsi amare e rispettare. In cambio, si è presa un pezzo del mio cuore, le apparteneva. Ora se lo è portato via.

Forse è questo il modi in cui si invecchia nel profondo, perdendo e lasciando andare pezzi di cuore.
Rimangono i ricordi, che pare rappezzino il buco lasciato, poi la vita va avanti.
Ma lo sguardo è certamente simile a quello che ho visto l’ultima volta nella Sissi, ieri.
Un pò più vuoto, nel profondo, quello che rispecchia l’anima, quello che solo chi ti conosce e chi ha la sensibilità è in grado di vedere. Un pò più vuoto, e sempre più stanco.

Ha sofferto molto, purtroppo, negli ultimi giorni. Non c’era altra possibilità.
 Non è toccato a me portarla nel suo ultimo viaggio. Egoisticamente, dico menomale. Ma non è affatto consolante

Ciao Sissi, fai buon viaggio! E quando incontrerai Toni, sono certa che festeggerete alla grande!
Ricordatevi di noi, ogni tanto….

ciao….

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